Una pagina da ... #5

by - 6/05/2013 04:54:00 PM

Ed eccoci alla rubrica del mercoledì!
Vi riporto la pagina del libro che sto leggendo,
proprio quella dove è appoggiato il mio segnalibro!
Quest’oggi mi trovo a leggere
Io che amo solo te”
di
Luca Bianchini
  
S’incamminò salutando un paio di clienti, ed evitò di guardarsi i baffi riflessi nelle vetrine dei negozi. L’unico conforto glielo dava l’odore della sua colonia. Entrò in chiesa che Ninella era appena andata via.
Se solo fosse stato più attento, avrebbe riconosciuto le sue candele posate di lato: le disponeva sempre allo stesso modo, come se volesse stare lontano dalla mischia anche in quel gesto per lei scaramantico. Ma se si escludevano i baffi, don Mimì non era mais tato un buon osservatore. Lui era imbattibile nel lavoro, nel sesso e nel rimpianto. E quel mattino non riusciva a non pensare a suo figlio che, prima di andare a sbronzarsi con i cugini per l’addio al celibato, gli aveva detto <<Io credo nel matrimonio, ma non credo nell’amore>>.
<<Allora perché ti sposi?>> l’aveva incalzato lui. Damiano gli aveva risposto: <<Perché tu mi hai sempre detto che la cosa importante è sistemarsi>>.
Don Mimì non era riuscito a ribattere nulla, se non <<buona serata>>, ma non ci aveva quasi dormito. Quelle parole gliele aveva inculcate lui. Aveva cresciuto un figlio che non credeva nei sentimenti. e aveva solo ventisette anni.
Nella propria educazione sentimentale don Mimì si era sempre affidato a un’etica del dovere piuttosto obsoleta, cui non aveva avuto il coraggio di ribellarsi. Era un giovane vecchio pieno di frustrazioni, che nascondeva con la presunzione. Così gli aveva imposto la sua famiglia e così lui aveva cercato a sua volta di imporre ai figli, riuscendoci solo in parte.
L’indomani, Damiano si sarebbe sposato. Il più grande, cui aveva messo il nome del nonno e del santo, aveva deciso di mettere la testa a posto. Per un genitore, un traguardo. Per don Mimì, quel matrimonio valeva molto di più. Innanzitutto perché la sposa era figlia di Ninella. E poi perché le nozze avrebbero distratto il paese dalle voci su Orlando, il secondogenito, che di anni ne aveva ventiquattro e di amori ne conosceva uno, ma proibito.
Per far passare un po’ di tempo - sperava che Ninella apparisse - si avvicinò a san Vito e accese anche lui qualche candela con lentezza esasperante.
PAGINA 18
io che amo solo te

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