Una pagina da ... #19

by - 9/18/2013 03:22:00 PM

Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo.

Il libro che ho tra le mani oggi, mi è stato inviato dal suo stesso autore, che, carinamente, mi ha chiesto di leggere e recensire.

È tempo sprecato uccidere i morti

di

Diego Di Dio

P1010111

Augusto arrivava, li guardava, si dirigeva verso il suo pasto. Solo dopo che aveva cominciato lui, gli altri potevano fare lo stesso. Lo rispettavano, lo temevano.
Ma poi, il mese scorso, è arrivato lui.
Il Rosso.

In fondo, Giorgio posso capirlo.
È un ragazzo, ha una furia quasi adolescenziale, un'energia che non scende a patti con gli anni. Io non volevo il matrimonio, lui non voleva il figlio.
Lo conobbi in una palestra di Procida. Lui era l'aiutante dell'istruttore.
Ma non mi innamorai né dei suoi occhi né del suo fisico atletico. Le cose che si notano all'inizio sono quelle che poi si scordano. Mi innamorai del suo tatuaggio. Un drago addormentato che faceva capolino sul pettorale.

E adesso eccoci qui.
Sposati, genitori, già separati in casa. Non pensavo che andasse a finire in questo modo. Seppi di essere incinta subito dopo il diploma. Rimandati i miei progetti universitari, saltati i sogni di Giorgio di lavorare in una palestra di Napoli.
Un dilemma che ci siamo autoimposti, silenzioso ma palese. Aborto o matrimonio. Il perché dell'alternativa è presto detto: la speranza che insieme avremmo potuto sopportare la situazione, forse addirittura renderla migliore.
Scegliemmo la seconda possibilità. E non c'è giorno in cui io non me ne sia pentita. Lo ammetto, avrei fatto meglio ad abortire, a soffocare nel silenzio quel fiocco d'anima. Anche adesso lo penso, anche ora che sento Andrea piangere nel suo lettino.
Mi sento sporca, ma non so se una vita che sboccia valga davvero il prezzo di un inferno. Eppure dovevo capirlo che sarebbe andata così.
Fu immediatamente dopo il parto che Giorgio iniziò a essere violento.
I suoi schiaffi e i suoi pugni sono un modo per dirmi che è infelice.
L'ho detto: in fondo, posso capirlo. Ma non posso giustificarlo. E l'unica cosa che riesco a fare è aspettare. Non lui, ma me.
Aspettare di trovare la forza di pronunciare le uniche sillabe che, in questo momento, avrebbero un senso.
Basta.

Il Rosso è un gatto giovane e scattante, pelo corto fulvo, occhi spalancati che si muovono in maniera nervosa. La prima volta che hanno combattuto lui e Augusto, è stata uno spettacolo.
Il mese scorso. Si sono fronteggiati, hanno iniziato a cambiare voce, emettendo miagolii...

PAGINA 20

è tempo sprecato uccidere i morti

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