Questione di incipit #17-2014

by - 5/19/2014 10:03:00 AM

L’Incipit è l’arte di iniziare un libro talmente bene da costringere il lettore a proseguire la lettura!
Solitamente, l’Incipit è costituito dalla righe iniziali di un libro, diciamo pure la prima frase. Io, invece, ho deciso di andare un po’ oltre e riportarvi qui la prima(o le prime due)  pagina di un libro (solitamente quello che sto leggendo).

Una lettura leggera, esilarante e nostalgica...

Correva l'anno della girella

di

Elisabetta Di Biasio e Giampiero Canneddu

correva l'anno della girella

Premessa: nostalgia canaglia

Sugli anni Ottanta avremmo potuto scrivere una Treccani. Impossibile esaurire nelle pagine che seguono tutte le trasmissioni, meteore, canzoni, film, cartoni che ci sono tornati in mente.
È ovvio che ci siamo dovuti imporre una selezione, in parte soggettiva – in base alle nostre preferenze – e in parte guidata da quelle di altri fans di quel periodo, carpite attraverso il nostro blog.
Metto subito le mani avanti e lo confesso: dal mio punto di vista quel decennio è stato meraviglioso (quindi non aspettatevi che io brilli per obiettività). <<Oh, addirittura!>>, direte voi.
Certo, cari miei, e potrei darvi in merito moltissime motivazioni.
Mi sembra di vedermi: una marmocchia con grembiule nero, fiocco rosa e caschetto alla Carrà (ma non biondo platino) che ritorna di corsa a casa da scuola sulle note della musichetta de Il pranzo è servito, passa divertenti pomeriggi in compagnia di un cane rosa di nome Uan, canta con Cristina D'Avena e balla con Heather Parisi.
Ho imparato i primi rudimenti di inglese grazie ai biscotti Uao con su le vignette di Snoopy e a suonare il flauto solo perché avrei voluto unirmi alla compagni di Vitali per dare una mano a quel disgraziato di Remi. A cinque anni sapevo già chi fosse Apollo grazie a sua figlia Pollon, sono impazzita cercando di risolvere il cubo di Rubik e a lungo mi sono chiesta cosa fosse di preciso il "colpo della pietà di Hokuto" o un "razzo missile". Se facevo "la brava" (da notare la finezza pedagogica del ricatto, roba che la Montessori si sarebbe profusa in applausi) il papà mi comprava il Corrierino dei Piccoli e sono ancora viva anche se ho assunto litri di Billy, mi sono scofanata confezioni su confezioni di merendine del Mulino Bianco solo per fare incetta di sorprese da barattare, ho mastico (e spesso inavvertitamente ingoiato) le Big Babol. Veronica Castro è stata la mia eroina, ho quasi fuso la cassetta del Boss a forza di ascoltare Born in the USA nel walkman e sognavo di farmi multare da un agente figo come Ponch e di essere confessata da un prete charmant come padre Ralph.
Faccio parte di quella generazione che a forza di celo, celo, manca, riusciva, a fatica, a completare un album delle figurine, che ogni volta che si imbarca su un traghetto pensa subito a Gopher iniziando a intonare "Mare, profumo di mareee!" e che ha usato termini di paragone estetici oggi incomprensibili!

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