Recensione 'I Gillespie' di Jane Harris

by - 7/14/2014 02:22:00 PM


SINOSSI
Nella primavera del 1888, inseguito al decesso della zia da lei amorevolmente accudita, Harriet Baxter decide di lasciare Londra e viaggiare alla volta di Glasgow. Trentacinque anni, nubile, una piccola rendita annua cui attingere, l'intraprendenza necessaria a sfidare i pregiudizi dell'epoca nei confronti delle donne sole in viaggio, Harriet arriva nella seconda città dell'Impero nell'anno in cui, in occasione dell'Esposizione Internazionale, la vita artistica e culturale della città è animata dagli osannati artisti di Edimburgo e dai protagonisti della <<nuova scuola>> scozzese, il celebre sodalizio di pittori noto come <<i ragazzi di Glasgow>>.
Non sono, però, i padiglioni dove si celebra il grandioso spettacolo dell'Esposizione né le numerose serate mondane che ne rallegrano gli eventi, ma le strade di Glasgow, con il loro giocoso andirivieni di cappelli e parasole e i loro marciapiedi così pullulanti di forestieri, a offrire a Harriet Baxter l'opportunità della sua vita, la svolta che ne determina il destino. Durante una passeggiata in una giornata insolitamente calda, Harriet soccorre una distinta signora di circa sessant'anni stramazzata al suolo per un malore sconosciuto. Qualche giorno dopo si ritrova a onorare l'invito, elargito in segno di riconoscenza per il suo bel gesto, a casa dei Gillespie, la famiglia della donna soccorsa. Un appartamento di gente non povera, ma di certo non navigante nell'oro a giudicare dall'incerata sul tavolo lisa in più punti e da tazzine e piattini sbreccati. Un appartamento in cui si aggirano Elspeth, l'esuberante madre del padrone di casa che impartisce ordini puntualmente inevasi; Mabel, la figlia di Elspeth inacidita per essere stata abbandonata sull'altare; Kenneth, il figlio belloccio tormentato da un segreto inconfessabile; Annie, la dolce moglie del padrone di casa alle prese con l'educazione di due figlie, le ristrettezze economiche e una irrisolta vocazione artistica; le due bambine, la piccola, deliziosa, timida Rose e Sibyl dallo sguardo freddo e inflessibile; e, infine, nelle rare occasioni in cui osa mettere il naso fuori dal suo studio-soffitta, il padrone di casa, Ned Gillespie, un giovane, geniale pittore dai tratti meravigliosamente regolari e piuttosto avvenenti, e una punta di tristezza negli occhi blu oltremare. L'incontro con Ned Gillespie risulta fatale per Harriet Baxter. In lei si fa strada la convinzione, che si muta poi in una missione e, infine, in una vera e propria ossessione, di dover salvare Ned Gillespie. Gillespie and ISalvarlo dalla sua indigenza, che gli impedisce di dare libero sfogo alla sua creatività, e salvarlo dalla sua turbolenta famiglia che minaccia di soffocare il suo talento. Una convinzione che, come ogni ossessione, trascina inevitabilmente dietro di sé l'ombra della tragedia.
TITOLO: I Gillespie
TITOLO ORIGINALE: Gillespie and I
AUTORE: Jane Harris
TRADUZIONE A CURA DI: M. Ortelio
EDITORE: Neri Pozza
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 gennaio 2012
PAGINE: 508
CODICE ISBN: 9788854502468
PREZZO: 18.00 €
E-BOOK: --
TRAMA 7
PERSONAGGI 6
STILE 8
INCIPIT 7
FINALE 5
COPERTINA 7
VALUTAZIONE COMPLESSIVA

Ned Gillespie è un pittore scozzese di fine Ottocento. Harriet Baxter è la voce narrante di questa storia, storia che ruota, appunto, attorno a Ned e alla sua famiglia.
Harriet entra a far parte della vita dei Gillespie a causa di un fortuito incidente che la porterà a salvare la vita alla madre di Ned, svenuta per strada e che rischia di soffocare. Da quel giorno, Harriet inizierò a frequentare i Gillespie con sempre maggiore frequenza, al punto che diventerà una presenza quasi fissa della loro vita.
L'idillio si interromperà bruscamente quando Rose, la figlia minore di Ned ed Annie, verrà rapita e trovata morta a distanza di qualche mese. Del rapimento e dell'omicidio verrà accusata proprio Harriet.
Nel libro troveremo una Harriet anziana, alle prese con un memoriale in cui ci racconterà tutte le vicissitudini che l'hanno vista protagonista durante gli anni trascorsi con i Gillespie e, contemporaneamente, la sua vita quotidiana di anziana non più autosufficiente.
La storia in sé è avvincente e incuriosisce al punto giusto da spingere il lettore a proseguire la lettura. Lo stile della Harris, che avevo già avuto modo di conoscere nel suo primo romanzo, Le osservazioni, è lineare e preciso, anche se, talvolta, manca di capacità descrittiva. A fine lettura, ci si rende conto di non avere idea di come siano fatti i personaggi della storia, né fisicamente né caratterialmente.
La storia, come ho detto, procede spedita ed in maniera avvincente per buona parte del libro, per perdersi, però, quando si arriva alla fine.
Tanto è prolissa l'autrice nel descriverci la vita di Harriet da giovane, il suo rapporto con i Gillespie, le vicissitudini che la porteranno alla prigione e tutto il processo; tanto è precisa nel raccontarci la quotidianità di Harriet ormai anziana, quanto poco ci svelerà degli sviluppi della vita di Harriet dalla fine del processo alla sua vita di oggi.
Alla fine della storia, mi sono resa conto di non sapere se, effettivamente, Harriet fosse o meno colpevole del rapimento e della morte della piccola Rose.
In sostanza, un libro bello durante buona parte della lettura, ma che lascia un senso di incompiutezza quando si chiude l'ultima pagina.
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 TEMPO DI LETTURA: 9 giorni

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