Recensione 'Origin' di Dan Brown - Mondadori

Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all'avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell'umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l'ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un'amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo? Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall'eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all'improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l'affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l'inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull'orlo di un oblio irreversibile. Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch... e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.



Titolo: Origin
Autore: Dan Brown
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 3 ottobre 2017
Pagine: 560 pagine

Trama: 4  Personaggi: 4  Stile: 5 


Quando mi chiedono: "Perché leggi (ancora) Dan Brown?", rispondo semplicemente che io reputo quest'uomo un genio!
Riflettete un attimo, lettori: da ormai più di un decennio, Brown riesce a propinarci, ciclicamente, lo stesso prototipo di storia, con lo stesso protagonista, cambiando soltanto le ambientazioni!
In cosa consiste, quindi, la sua genialità? Innanzitutto, nell'aver creato un personaggio, il Professor Robert Langdon, che è riuscito a conquistare il cuore dei lettori sin dalle prima pagine de Il codice Da Vinci.
Langdon, Professore presso l'Università di Harvard ed esperto di simbologia religiosa, è uno di quegli uomini che si tende ad immaginare comodamente seduto davanti ad un camino acceso e circondato da libri! Di romanzo in romanzo, invece, il nostro amato Professore si ritrova, suo malgrado, coinvolto in avventure ai limiti della sopravvivenza.
Ecco, quindi, come vi dicevo, il primo colpo di genio di Dan Brown: Robert è un personaggio che si ama e ogni storia che includa la sua presenza darà la sensazione di aver ritrovato un amico fidato. 
Personalmente, e qui apro una piccola parentesi che esula dai romanzi, sono convinta che l'aver affidato a Tom Hanks il ruolo di Robert Langdon nelle trasposizioni cinematografiche dei vari romanzi, abbia aiutato non poco a far amare ancor di più il personaggio. Hanks è un attore adorato da tutti e chiunque di noi, ormai, leggendo i romanzi di Brown, immagina Langdon col volto dell'attore che gli ha dato vita!

Un altro colpo di genio di questo scrittore è, sicuramente, la scelta delle ambientazioni. Siamo partiti, nel 2004, da Parigi e ci ritroviamo oggi, 13 anni dopo, a Barcellona. Abbiamo attraversato Roma, Washington e Firenze, visitato musei e chiese, ammirato opere d'arte. E tutto ciò ci è stato concesso grazie ad una penna, quella di Brown, attenta ai particolari e minuziosamente descrittiva.
Leggere un romanzo di questo scrittore vuol dire viaggiare con la mente! Vuol dire essere colti dall'improvvisa voglia di saltare su un aereo per ammirare di persona tutti i luoghi in cui ui ha deciso di portarci... e sperare anche di trovare lì, ad attenderci, il Professor Langdon!

Ma di cosa parla, nello specifico, Origin?
Come sempre, a fare da sfondo ai romanzi di Brown, ci sono enigmi religiosi e tecnologia che avanza.
"Da dove veniamo? Dove andiamo?", le domande che da sempre attanagliano l'uomo, saranno il fil rouge che l'autore userà per portarci a vivere una nuova avventura.
Questa volta più delle altre, sarà la tecnologia a farla da padrone nello svolgimento della storia e nella vita di Langdon.
Un modo come un altro per renderci conto, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto ormai la nostra vita sia costantemente connessa e di quanto smartphone, tablet, computer e intelligenze artificiali (ehi, Siri!!) siano una componente costante e indispensabile nel nostro quotidiano.
E mentre Brown ci illustra tutto ciò, prospettandoci un futuro in cui persino l'iPhone X ci parrà obsoleto, io continuo a fissare il widget dei Lettori Fissi, "rotto" da quasi una settimana e chiedermi chi siano quei geni di Google che dovrebbero risolvere il problema!

La storia coinvolge, la scrittura scorre e, arrivati al quinto romanzo, ci si ritrova, inevitabilmente, a ragionare come Langdon, a cercare di risolvere enigmi, a contare le lettere di un verso per scoprire se la password da digitare sarà proprio quella!

Ciò che manca, invece, in questo romanzo è un degno finale, uno di quelli, per intenderci, che hanno contraddistinto i romanzi precedenti; un finale che faccia venire voglia di avere immediatamente una nuova storia di Brown da leggere.
Le ultime pagine, al contrario, mi sono parse raffazzonate, frettolose, buttate lì un po' per caso. E le ultime righe paiono, dal canto loro, quasi un saluto, un commiato da Roberto Langdon.
Che Origin sia stato la sua ultima avventura? Che Brown abbia finalmente deciso di gettarsi in nuove storie?

Commenti

  1. Sono anche io una fan di Dan Brown, ti fa veramente viaggiare con la mente con le sue descrizioni minuziose dei luoghi e mescola magistralmente situazioni, storia, architettura, religione, ti costringe a non smettere mai di leggere. Origin mi è piaciuto molto fin dall'inizio fino a quasi alla fine,dopo aver atteso per 400 pagine la soluzione delle due domande che incessantamente appaiono nei capitoli , da dove veniamo e dove andiamo, sinceramente sono un pò delusa, il finale mi sembra troppo oltre la tecnologia.....

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    1. Concordo, questa volta il finale è stato davvero deludente, soprattutto se paragonato a "Inferno" o allo stesso "Codice Da Vinci". Immagino non sia facile, comunque, riuscire a trovare sempre una chiusa all'altezza!

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  2. Sono quasi arrivato alla fine e devo dire che mi è piaciuto abbastanza, meno di Inferno. Però mi ha fatto venir voglia di andare a Barcellona e visitare la Sagrada; come con Inferno mi ha fatto tornare a Firenze con occhi ed aspettative diverse. Quando un libro ti aiuta a fare questo, beh, ha fatto tanto! Marcello

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  3. E' in assoluto il romanzo che con il prof. Langdon che mi è piaciuto di meno. A tratti l'ho trovato davvero noioso e non avevo voglia di girare subito la pagina per scoprire cosa succedeva come con gli altri libri, Inferno compreso. Inoltre non solo la spiegazione finale è stata deludente, ma ho trovato la rappresentazione dello scienziato miliardario davvero antipatica, tanto da non provare per lui nessuna empatia.

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  4. Alessandro Bonanni27 novembre 2017 12:03

    Finito oggi... boh... io credo che scrivere libri praticamente tutti ugual i non sia opera di un genio ma di un furbo.
    Probabilmente il mio non aver apprezzato questo libro risiede nel fatto che dopo 100 pagine avevo già capito che sarebbe andato a parare nella tecnologia che avrebbe sostituito o l'uomo (in questo caso "agglomerandosi ad esso").
    L'ho trovato scontato e poco originale, nulla di non sentito in centinaia di opere fantascientifiche.
    Credo che il ciclo Langdon sia giusto che termini, basta! A meno che non gli venga voglia di mettersi VERAMENTE a scrivere qualcosa di NUOVO.
    Ps. mi piace che lasci sospeso il nono enigma sulla FEDEX (la freccia che si forma tra la E e la X)
    Ciao!

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