Recensione 'Ovunque sei' di Daniela Quadri - Project

Una telefonata annuncia il ritrovamento di un cadavere nel Parco Reale di Monza: chi è l'uomo con il volto sfigurato dall'acido? Due donne misteriose si affrontano, contendendosi un bambino: è forse il piccolo Simone, rapito in un paese della tranquilla Brianza pochi mesi prima? Vicende, che non sembrano avere alcun nesso logico e dove nessuno è ciò che appare, danno il via alle indagini di Marta Valtorta, giornalista free-lance, e Tony Nardone, il suo fidanzato carabiniere. Echi del passato e drammi di sconvolgente attualità si intrecciano, ma le intuizioni di Marta e la ferrea logica di Tony porteranno a galla una verità che non è mai solo bianca o solo nera, perché la vita ha una gamma infinita di tonalità: mai perfettamente definite, mai del tutto pulite, mai così sporche.



Titolo: Ovunque sei
Autore: Daniela Quadri
Editore: Project
Data di pubblicazione: 28 agosto 2017
Pagine: 146

Trama: 1  Personaggi: 1  Stile: 2 



"Ma come?  Hai letto un libro su richiesta di un'autrice?" Sì, perché l'autrice in questione si è posta bene e, soprattutto, la sinossi del romanzo ha stuzzicato la mia curiosità.
Purtroppo, sempre l'autrice in questione ha omesso di informarmi che Ovunque sei sia il seguito del suo primo romanzo, Le stelle di Srebrenica.
Io vorrei mettere in chiaro una cosa: i libri facenti parte di una serie vanno letti in ordine cronologico. Inutile millantare il fatto che ci siano serie che contemplino libri assolutamente indipendenti: ci sarà sempre un particolare, un passaggio, qualcosa che rimanderà al o ai romanzi precedenti e che, in qualche modo, farà mancare dei passaggi.
Ecco, quando ho iniziato a leggere questo romanzo mi sono sentita spiazzata: personaggi che si avvicendavano di pagina in pagina e di cui nulla mi veniva raccontato.
Ho cominciato anche ad irritarmi perché mi sembrava di navigare in alto mare con una barchetta che imbarcava acqua. Irritazione, la mia, che è perdurata sino a quando, arrivata a fine storia, ho scoperto di aver letto un seguito.
Anche in questo caso mi permetto di fare un appunto: trattandosi di un secondo romanzo, sarebbe stato utile se l'autrice avesse ampliato le parti riguardanti i protagonisti. Chi sono Marta Valtorta e Tony Nardone? Come nasce la loro storia? Cosa li lega? Sarebbero bastati dei piccoli accenni per facilitare la lettura.
Purtroppo, la sensazione che si ha leggendo questo libro è di essersi imbucati ad una festa a cui non si era stati invitati. Durante tutta la lettura ci si sente degli intrusi nella vita di questi personaggi che, oltretutto, sono anche poco piacevoli.
Ad un certo punto mi è anche venuta voglia di prendere a sberle i due: non convivono, lei lo invita a cena, lui fa tardi per via del lavoro, lei cena col gatto e, quando lui arriva, lo tratta male e gli dice di scaldarsi una pizza surgelata, mollandolo lì come un baccalà. Lui (il cretino!), invece di mandarla a quel paese e tornarsene a casa sua, prima mangia la pizza surgelata (non so se mi faccia più orrore lei che le acquista o lui che le mangia!), poi pulisce tutta la cucina e, infine, si mette a dormire sul divano. Ve l'ho detto che è cretino!
Tre giorni dopo, lei, l'arpia, decide che l'arrabbiatura le è passata e che è giunto il momento di far pace e lo accoglie tutta "apparecchiata" e con tanto di cena luculliana. E indovinate un po'... si tromba, gente!!!
E anche qui... io non sono una bigotta e non ho nulla contro il sesso nei libri, ma quando viene messo lì, buttato quasi a caso perché "il sesso vende", mi irrita!
Questo romanzo, anche da classificazione Amazon dovrebbe essere un giallo/thriller. Thriller? Per niente. Giallo? Ho capito dove sarebbe andata a parare la storia dopo neanche 20 pagine. Devo dirvi altro? A me è parso più un romance melodrammatico.
Quello che sicuramente si nota in questa storia è la mancanza di un buon editing, la mano esperta di qualcuno che aiutasse l'autrice a capire che direzione far prendere alla trama, come ampliare passaggi che avrebbero dovuto essere il fulcro del romanzo e, perché no?, anche rendere i personaggi più amabili per i lettori.
Mi spiace davvero, perché lo stile dell'autrice, tutto sommato, non sarebbe da buttare, anche se, talvolta, scivola su leziosità stilistiche che paiono esagerate nel contesto di un romanzo di questo tipo. Sicuramente, un buon editor e tanto allenamento potrebbero esserle di aiuto.

Commenti

  1. non riesco ad accedere al mio account. amen ti scrivo così tanto sai che sono io :D

    oggi io e te siamo andate di recensioni negative, ma non solo entrambe avremmo avuto voglia di prendere a sberle qualcuno. peccato perchè questo romanzo sembrava promettente.

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    1. ops tra "solo" ed "entrambe" ci stava bene una virgola ahahahah

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    2. Infatti ci sono rimasta proprio male. Però ho avuto modo di capire, una volta di più e se ancora ce ne fosse bisogno, quanto un buon editor aiuti nella stesura di un romanzo!

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