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Bookblogger vs me stessa di 13 anni fa: evoluzione o sopravvivenza?



Allora recensivo per passione. Ora anche per ortopedia lombare

Tredici anni fa scrivevo di libri per sentirmi meno sola.
Non per costruire un'identità, non per "esserci", non per difendere un'opinione.
Scrivevo perché dall'altra parte dello schermo immaginavo qualcuna come me: una che leggeva, che sentiva troppo, che aveva bisogno di capire se non era l'unica a sentirsi spezzata a pagina 214.

Tredici anni fa non sapevo cosa fosse un algoritmo. E soprattutto non sapevo cosa significasse doverci essere.
C'era il blog, c'erano i post, c'erano i commenti. Tanti e veri.
E c'ero io, con un entusiasmo forse ingenuo, ma leggero sulle spalle.

La me stessa di allora spiegava poco.
Scriveva come se bastasse dire "questo libro mi ha fatto compagnia" per essere capita. Non sentiva il bisogno di giustificarsi, di argomentare fino allo sfinimento, di mettere le mani avanti.
Leggeva e basta. Pubblicava e basta. Respirava.

Poi è arrivato il resto.

Le collaborazione. Le scadenze. Le polemiche.
Il giorno in cui ho capito che non stavo più solo condividendo un parere, ma difendendolo.
E non perché fosse importante, ma perché non era conforme.
Non abbastanza entusiasta, non abbastanza allineato, non abbastanza "quello che stanno dicendo tutti".

La stanchezza è arrivata così: non di colpo, ma per accumulo.
Come una pila di libri letti senza il tempo di sedimentare.
Come un blog che smette pian piano di essere rifugio e diventa presenza fissa da mantenere.

Perché oggi la cosa che pesa di più non è leggere.
È doverci essere sempre, avere un'opinione pronta, una posizione chiara, una voce riconoscibile.
Essere presente anche quando dentro vorresti solo chiudere tutto e leggere nella quiete, senza che nessuno ti chieda "sì, ma tu cosa ne pensi?".

La verità - quella che si dice poco - è che tredici anni fa non avrei capito molti dei libri che oggi amo.
Non avevo gli strumenti, non avevo le crepe giuste.
Non avevo abbastanza vissuto per sentire certe frasi arrivarmi dritte dove oggi fanno male.

E questa è la parte tenera della faccenda.

Perché se ho perso leggerezza, ho guadagnato selettività.
Se ho perso entusiasmo facile, ho guadagnato il diritto sacrosanto di non pubblicare.
Di non dire nulla quando non ho nulla da dire, di lasciare un libro sul comodino senza trasformarlo subito in contenuto.

La me stessa di tredici anni fa è un libro sottolineato male.
Pieno di righe evidenziate a caso, di matita calcata troppo, di punti esclamativi messi ovunque.
La me stessa di oggi sottolinea meno, ma sa dove farlo.
E soprattutto, sa quando chiudere il libro.

Non credo alla narrativa del "prima meglio, ora peggio".
Credo alla sopravvivenza.
A una passione che ha cambiato forma per non spegnersi.
A una voce che ha imparato a stare zitta quando serve, invece di gridare per restare visibile.

Tredici anni fa scrivevo per sentirmi meno sola.
Oggi scrivo per proteggermi.
E non è una sconfitta.

È solo il segno che sono ancora qui.
Un po' più stanca, un po' più curva.
Ma finalmente capace di dire: questa storia sì, questa no.
E va bene così.

Il Patto Editoriale 2026: la voce vera di Laura


Alle mie lettrici e ai miei lettori

Non vi prometto un anno leggero. Vi prometto un anno sincero.

Nel 2026 non vi offrirò una versione migliore di me, ma quella più vera.
Meno lucidata, meno pronta, meno performante.

Ho deciso una cosa semplice e irreversibile: non parlerà più il personaggio.
Parlerà la voce.

Questo significa che a volte rideremo, a volte staremo in silenzio, a volte diremo cose scomode con parole eleganti e altre volte diremo cose eleganti con parole scomode.

Non sarò sempre brillante, non sarò sempre d'accordo. Non vi darò quello che volete, ma non vi darò mai quello che non sento.

Questo spazio non serve a dimostrare nulla. Non serve a reggere un ritmo, non serve a tenere una posizione. Serve a respirare insieme mentre si leggono le stesse ferite con nomi diversi.

Nel 2026:
  • leggeremo anche libri che deludono
  • molleremo cose a metà senza vergogna
  • cambieremo idea senza doverci giustificare
  • difenderemo il piacere senza renderlo produttivo
Qui non si viene per essere brave lettrici, si viene per essere lettrici vive!

Se resterete non vi chiederò costanza, ma solo presenza quando vi va.
Se andrete via, vi augurerò letture che vi salvino comunque.

Io, da parte mia, vi prometto questo: scriverò solo quando sentirò la voce, tacerò quando sentirò solo rumore. E non confonderò mai l'una con l'altro.
Se questo spazio continuerà a esistere, sarà perché ci somiglia, non perché funziona.

Ci vediamo tra le pagine, non tra le prestazioni.
Con tutta la mia imperfezione,
Laura

Bookblogger vs Bookstagrammer: parole storte, foto perfette



Io, un libro e una foto venuta male: buongiorno, realtà

Stamattina ho fotografato un libro. Anzi, no: ho tentato di fotografare un libro.
Risultato? Una copertina storta, luce pessima, tazza mezza vuota e riflesso della mia faccia stanca sullo schermo. Nel frattempo, su Instagram, qualcuno aveva già pubblicato l'ennesimo flat lay perfetto: libro centrato al millimetro, caffè fumante, fiore secco strategico, luce naturale che neanche Capri a mezzogiorno.

Preset contro pensieri: quando l'estetica prende a schiaffi la sostanza

Il mondo dei libri oggi è questo: da una parte chi racconta, dall'altra chi mostra.
I Bookstagrammer costruiscono estetiche, i Bookblogger costruiscono pensieri. Loro lavorano di palette, noi di paragrafi. Loro regolano i preset, noi i filtri mentali.

Non è una guerra, teoricamente. È una convivenza forzata. Ma ogni tanto sembra una sfida silenziosa: chi deve essere più perfetto? Il contenuto o la confezione?
Perché sì, la foto è pulita, elegante, armonica. Ma poi leggi la caption e scopri che il libro è "intenso, travolgente, emotivo". Tutti e nessuno.
Io invece ti scrivo un papiro di 3000 parole per spiegarti perché quel romanzo mi ha fatto male in un punto preciso dell'anima. Però lo faccio con la felpa macchiata di caffè e zero senso estetico.

Sì, li invidio: confessioni scomode di una bookblogger stanca

La verità? Io li invidio, i Bookstagrammer.
Invidio quella calma visiva, quella capacità di sistemare il caos in una foto quadrata. Io, al massimo, sistemo il caos in una frase. E male!

Mentre loro studiano luci, io accumulo stanchezza. Mentre loro scelgono lo sfondo giusto, io scelgo se tagliare una riflessione che mi ha tolto il sonno.
E ogni tanto mi chiedo se il mio modo di raccontare sia diventato troppo storto per un mondo che chiede solo cose belle da guardare.

Poi mi ricordo che non riesco a essere leggera quando una storia mi pesa addosso. E pace ai preset.

Spoiler: la foto non salva i libri vuoti

E allora lo dico chiaramente, senza filtri fotografici né morali: la bellezza non sostituisce la profondità. La accompagna, semmai. Ma non la rimpiazza.

Una foto perfetta non salva una recensione vuota, un'estetica curata non compensa una lettura fatta di corsa. Così come una recensione sgangherata, scritta col cuore in disordine, può valere più di mille composizioni impeccabili.
Non è una questione di formato, è una questione di onestà emotiva.

Io non voglio convincerti che un libro è meraviglioso perché è bello accanto a una candela, voglio dirti se ti spazzerà via o se lo dimenticherai il giorno dopo.

La fitta che non si fotografa

Alla fine, loro hanno foto perfette. Io ho le occhiaie perfette. Loro hanno griglie ordinate. Io ho pensieri messi in fila male.

Ma quando chiudo un libro e sento quella fitta precisa - quella che non si fotografa - so che sto facendo ancora la cosa giusta. Anche se non è instagrammabile.
La foto sarà pure perfetta. La TBR un disastro. Ma almeno le storie, quelle, continuano a scombinarmi dentro. E io, sinceramente, non voglio smettere.

Adesso tocca a te: sei più da flat lay perfetto o da pensieri storti alle due di notte? Ti senti più Bookstagrammer, Bookblogger... o un disastro ibrido come me?

BOOKBLOGGER vs BOOKTOKER – Due mondi, un amore (disfunzionale) per i libri



C’era una volta un mondo ordinato, in cui i lettori si trovavano tra blog e forum a discutere civilmente (più o meno) su trame, stili narrativi e personaggi insopportabili.
Poi arrivò TikTok. E con lui, una nuova razza di creature mitologiche: i Booktoker.
Da allora, noi poveri bookblogger viviamo in un continuo déjà vu tra: “Questo libro mi ha spezzato l’anima” e “Dieci romanzi che mi hanno distrutto alle 3 di notte mentre piangevo con la ring light accesa”. 

Ora, non fraintendiamoci: viva i Booktoker! Davvero. Hanno riportato i libri tra i trend, fatto scoprire classici ai quindicenni e dimostrato che sì, si può parlare di letteratura anche ballando sulle note di Olivia Rodrigo.
Ma nel frattempo, il bookblogger medio – quello con la schiena piegata dal peso delle bozze e il polso logoro da tastiera – è diventato l’equivalente letterario del fax: obsoleto, rumoroso e un po’ polveroso. 

Il dramma del contenuto lungo 

Noi scriviamo recensioni da 1200 parole (1200? Ma chi? A me ne servono almeno quattro volte tante per potervi parlare di un libro!) con introduzione, corpo, conclusione e note sull’uso del punto e virgola. Loro dicono tutto in 15 secondi, con uno sguardo disperato in camera e un: “Non sono più la stessa persona dopo questo libro”. Il pubblico applaude.
Il nostro lettore, invece, scrolla fino al fondo del post, trova la sezione “Voto finale”, legge solo quella e scappa.
Abbiamo perso la guerra dell’attenzione, ma almeno abbiamo vinto quella della grammatica. (Piccole consolazioni.) 

Le due filosofie del leggere 

Per noi, leggere è un atto intimo, silenzioso, quasi mistico: candele, tè, playlist soft e un “non disturbare” impostato fino al giorno del giudizio.
Per loro, leggere è un evento visivo: serve la luce giusta, la copertina in palette e, possibilmente, un momento in slow motion mentre si gira la pagina. 
Noi sottolineiamo passaggi e riflettiamo sul simbolismo del dolore. Loro fanno unboxing con più suspense di una puntata di “Criminal Minds”. 

Quando i mondi si scontrano 

Eppure eccoci qui: bookblogger e booktoker convivono nello stesso ecosistema digitale, a metà tra amore e sopportazione.
Noi li guardiamo con un misto di invidia e fascinazione, mentre loro – probabilmente – pensano che “blog” sia un termine vintage tipo floppy disk. 
Ma in fondo, ci serviamo a vicenda.
I booktoker fanno scoprire un titolo, e noi lo recensiamo con calma, spiegando che in realtà la protagonista non era “iconica”, ma semplicemente mal scritta.
Loro creano hype, noi gli mettiamo il punto (e la virgola). 

L’eterno dilemma: cambiare o resistere? 

Ogni tanto ci chiediamo se dovremmo anche noi girare un reel in pigiama con la scritta “questo libro mi ha distrutto”.
Poi ci ricordiamo che serve anche montare, tagliare, aggiungere musica, sincronizzare labiale e, soprattutto, fingere entusiasmo alle 8 del mattino.
E allora torniamo al blog, con la nostra tazza di caffè e un leggero rancore passivo-aggressivo, a scrivere un pezzo che leggeranno in cinque.
Ma quei cinque… oh, che lettori raffinati! 

La verità finale (che non vi aspettereste) 

Alla fine, Bookblogger e Booktoker non sono nemici: sono le due facce della stessa, stropicciata passione.
Uno racconta con le parole, l’altro con le immagini. Uno analizza, l’altro emoziona.
E forse il vero problema non è chi ha ragione, ma chi riesce ancora a leggere un libro fino alla fine senza aprire Instagram a metà capitolo. 

Noi continueremo a scrivere troppo, a litigare con la SEO, a scegliere titoli che nessuno cliccherà ma che ci fanno sentire saggi.
Loro continueranno a far piangere milioni di persone in 20 secondi netti.
E forse, se ci pensiamo bene, entrambe le cose sono un piccolo miracolo in un mondo che non ha più tempo per leggere. 

Quindi sì, viva i Booktoker. Ma viva anche noi, i Bookblogger: quelli che non sanno fare transizioni perfette, ma ancora si emozionano per una frase scritta bene.
E che, ogni tanto, si concedono un sorriso amaro pensando: “Forse avrei dovuto aprire TikTok nel 2020”!



Ciao, Cesare...



Sono passati quasi dieci anni e non ho mai avuto il coraggio di tornare da te. Quasi dieci anni e il massimo che mi sono concessa di fare è stato rileggere qualche passaggio, qualche frase, mai più di due pagina alla volta, spesso aprendoti a caso.

Sono passati quasi dieci anni e io e te siamo diventati quasi una cosa sola, la frase che più spesso mi sono sentita rivolgere: "Ma lo ha scritto parlando di te?". E pensare che non ci conoscevamo neanche!
Eppure l'ho pensato anche io: mentre ti scoprivo per la prima volta, riga dopo riga, borbottio dopo borbottio; mentre ti consigliavo a chiunque mi chiedesse un libro per uscire dal blocco del lettore, da regalare a un amico triste, da donare per far felice qualcuno.

Quasi dieci anni e tu sei tornato nella mia vita, prepotente, e con la tua faccia burbera mi hai chiesto: "Beh? Pensavi di farti viva prima o poi?". Ah Cesare mio, vecchio sociopatico del mio cuore, sapessi quante volte ci ho pensato! Quante volte mi sono avvicinata furtiva a quel ripiano che ti ospita da così tanto tempo... tu lì, in mezzo tra una ragazzina impertinente e un quarantenne irrisolto e io che allungo la mano per afferrarti, per tornare a parlare con te, e poi ti rimetto giù perché la paura ha sempre la meglio.

E allora ci hai pensato tu a tornare a trovarmi, perché, in fondo, io e te siamo cocciuti allo stesso modo e quando ci mettiamo in testa una cosa non c'è modo di farci desistere!
Era novembre, fuori iniziavano a vedersi le prime luci di Natale di quelli che, dice uno studio, sono felici e addobbano prima del tempo (che poi chi abbia stabilito quale sia il tempo giusto, io mica l'ho ancora capito!). Nei supermercati panettoni e pandori imperversavano già da un paio di mesi buoni e io continuavo a ripetere tra me e me che stiamo tutti correndo troppo, che stiamo perdendo il piacere di gustarci ogni cosa a suo tempo.
Hai suonato alla mia porta, mi hai costretta in poltrona e siamo stati lì, a parlare per un po' di ore... poche, Cesare, sempre troppo poche!

Poi ti sei girato e sei andato via... di nuovo. Ti sei sistemato lì, su quello stesso ripiano, stavolta più lontano dai tuoi amici di sempre; a dividervi tante storie nuove, tanti personaggi che mi hanno accompagnata in questi anni in cui sei stato assente.
E stavolta non ho resistito, sai, Cesare? Perché mi mancavi, perché avevo bisogno di parlare ancora con te, di perdermi in un tuo abbraccio e di sentirmi dire che, nonostante tutto, andrà tutto bene. 

Mi sono avvicinata e ti ho ripreso in mano. Mi sono seduta in poltrona e mi sono nuovamente perduta nel tuo sguardo. Fuori ha iniziato a scurire, stavolta di luci di Natale se ne vedono tante: gli alberi brillano dietro le finestre delle altre case, le luminarie invadono le strade anche in questo piccolo posto in cui vivo.

Ti ho ritrovato, Cesare mio, e sei sempre quello di dieci anni anni! Io, invece, sono un po' cambiata e stavolta, se possibile, ti ho sentito ancora più mio, ma quanto male mi hai fatto?
Mi sono ritrovata a piangere tra le tue braccia, singhiozzando come quei bambini ai quali viene tolto il gioco preferito; mi mancava l'aria, mi mancavi tu. Eppure adesso so che sei lì, una certezza, una roccia, un punto fermo.

Ciao, Cesare mio, io ti prometto di non far passare altri dieci anni prima di venire a trovarti, ma tu vedi di fare altrettanto!
 

Diario di Bordo - Undici... e poi?


Undici anni. Undici... o "i due uni" come disse una volta un mio cuginetto, estraendo i numeri per la tombola!
I due uni! 1+1=2. Due come me e il blog! Siamo in due: io che scrivo, lui che accoglie i miei deliri!

Prima di scrivere questo post, sono andata a rileggere quelli pubblicati negli anni scorsi... e ammetto di essermi anche un po' commossa! 
Ci sono stati anni in cui non ho scritto nulla, altri in cui ero entusiasta, anni in cui ho lasciato, almeno in parte, la parola a chi mi è stato accanto in questo percorso e anni, infine, in cui traspariva stanchezza.
E quest'anno? Questo è l'anno dei passi indietro... un po' come un gambero!


Digito queste parole da una stanza librosa completamente rimessa a nuovo, stravolta rispetto a ciò che era poco meno di un anno fa: nuovi colori, nuova scrivania, nuove librerie (queste sono proprio fresche fresche di montaggio!), nuovi spazi da riempire di libri! E, forse, anche una nuova me! Sto lasciando andare tante cose e mi rendo conto che non è un obbligo, quanto una scelta consapevole, un bisogno di rinnovare che è andato di pari passo con quello del rinnovamento stilistico della stanza in cui leggo, scrivo, penso (muta, Bacci!).
Ho lasciato andare, per la prima volta dopo davvero tanti anni, le collaborazioni. Mi fa schifo ricevere libri gratis? Assolutamente no, mica sono cretina sino a questo punto! Quello che mi fa schifo (sì, lo so, non si dice schifo, si dice non mi piace, ma tant'è!) è il modo in cui, negli ultimi anni, queste sono state gestite.
Non è un segreto che ormai un po' tutti ci lamentiamo delle scelte delle Case Editrici (tutte le Case Editrici): si guarda al numero di follower, si rifugge da chi recensisce in maniera esaustiva, ma soprattutto onesta! E quando, negli ultimi mesi, mi sono sentita dire più volte: "No, non ti mando il libro perché non voglio rischiare una recensione negativa" o "Non abbiamo più copie" per poi vedere quello stesso libro spacchettato (e spesso rivenduto subito dopo) da profili coi "numeroni" (finti!), mi sono fermata un attimo a riflettere e mi sono chiesta perché. Perché dare spazio e visibilità a chi non apprezza il mio lavoro e la mia onestà? E allora basta! In quest'angolo di mondo non vedrete più spacchettamenti selvaggi e pile di libri inviati dalle Case Editrici. Se qualche invio ci sarà ancora, sarà frutto di rapporti personali tra me e l'autore del libro stesso!

Sto lasciando andare Instagram che, pian piano, sta seguendo la pagina Facebook. Sono stanca di dover postare postare postare, creare creare creare, quando i risultati sono miseri. "Ma non dovresti farlo per te stessa?" Certo! Ma io per me stessa ho questo posto qui, l'unico che, da undici anni, amo senza remore!
Che io e Instagram non ci siamo mai piaciuti più di tanto, non è un segreto per nessuno! Ma se dover pubblicare una recensione diventa una fatica dovuta al pensiero di dover scattare una foto, allora si vede che la misura è colma. E quindi? E quindi, da adesso, troverete delle foto molto più semplici, meno pensate, meno studiate, spesso scattate in serie (dai, tanto lo sapete che io stilo una tbr mensile e la rispetto!).
Instagram è diventato un luogo in cui farvi sapere che ho pubblicato qualcosa nel blog. Fine.

E lui? Il blog! Oh il blog sta qui e, mentre scrivo queste righe, mi arriva un messaggio di Ansialisa che mi fa scendere una lacrimuccia e, contemporaneamente, mi strappa un sorriso: "Il tuo blog si è aggiornato, ha cercato di stare al passo coi tempi, però la sostanza non è cambiata: blog, libri, recensioni. Libri letti, recensioni veritiere, accurate e approfondite. Non è una cosa che si può dire di tantissimi blog, questa è una cosa bella, molto bella: alla fine, nella vita ci sono poche certezze, il tuo blog è una di quelle!".

Che altro posso dire, amici e amiche mie? Dopo queste parole meravigliose, tutto sarebbe superfluo!



Dicono di me... da quattro anni!

*in verde i commenti di Laura* *in blu i commenti della Bacci*

29 marzo 2013 - ore 22.00 circa (devi dormire!!) Consorte fa la spola letto-divano da quasi 60 giorni, reduce da un intervento al tendine d'Achille (lui che di Achille non ha manco le iniziali, il tendine se l'è rotto scendendo le scale! Come d'Achille non ha nulla? Achille era un gran combattente e quel povero disgraziato di Consorte combatte la sua guerra ogni giorno, dall'istante in cui pronunciò il fatidico sì - Che poi io non prenderei tanto in giro visto che tu ti sei fatta male ad un polso con un libro... le senti le risate? Sono quelli del pronto soccorso che ancora pensano a te). Io lo fisso con sguardo truce (poro Cotogno). In questo momento potrei ucciderlo. Non fate quella faccia: provate ad immaginare un iperattivo costretto all'immobilità. Ecco, grazie per la comprensione! Grazie a chi? A me no di certo... Comprensione?? Per lui certo che non poteva fuggire. (Siete due cretine!)
Figlio (furbo) usa la scusa dei compiti e dello sport per defilarsi appena può (nipote a me è, genio!), quindi la rottura di scatole rimane tutta a me.
Qui urge soluzione, mi serve qualcosa che mi impegni la mente e sottragga tempo... Shopping di pigiami! Ah no mi sa che... APRO UN BLOG! Sapevo io. E da quel dì la blogosfera non è più stata la stessa...

Ecco lettori, a grandi linee questa è stata la nascita della Libridinosa! Dubbi? No! Perplessità? Nemmeno! Solo tanta incoscienza e una grande voglia di non finire dietro le sbarre! Io in questo senso potrei darti una mano, se serve. Porto arance?

29 marzo 2017 Sono passati quattro anni e pensare che io credevo che sarebbe durata sei mesi (che sei a corta scadenza?)! Cos'è successo nel frattempo? Tante cose: ho compiuto 40 anni,- cosa che ti ha richiesto un notevole impegno - ho cambiato città,  ho visto blog nascere, - e qui ci siamo pure io e Lea, anzi ci siamo per merito tuo. Io vi ho visto nascere tutte! Sono la vecia del gruppo! - crescere e, alcuni, anche chiudere (e in certi casi è stato un bene).
Ho visto persone entrare nella mia vita  e diventare importanti e poi uscirne e farmi rendere conto che, forse, tanto importanti non erano.
Ho partecipato a presentazioni, festival, letture di gruppo e sono stata anche dall'altra parte della barricata, diventando moderatrice, organizzando letture di gruppo e reading challenge.
Sono finita in radio (prendo gli occhiali e il cappotto? Sono sempre pronti in caso... certo, se Fabio ci avverte prima mi organizzo la prossima volta) e su più di un giornale e tutto questo senza aver ucciso nessuno! Ancora ucciso nessuno... c'è sempre tempo.
Ho rischiato di morire risucchiata da una scala mobile (testimone! onza!), ho mostrato le gemelle a mezza Milano (salutiamo il ragazzo che in treno stranamente aveva attaccato bottone), ma non sono ancora finita in un fiume! E di questa cosa non riesco a darmi pace. Ancora, parola chiave.
Ho cambiato grafica quante volte ormai? Boh! Questa è l'ennesima e se non vi piace, prendetevela pre con Ciambella! Sempre Ciambella! Assumerti le tue responsabilità, tu, mai eh? Blog vuole colonna!

Ma soprattutto ho trovato voi lettori, che ogni giorno passate a salutarmi, che mi siete sempre stati accanto nei momenti difficili e in quelli felici. E tra voi ho trovato loro, persone speciali, presenti (alcune pure troppo!**qui le faccine non ci sono, quindi immaginate un sorriso a trentadue denti** ciao ciao), divertenti. E in questo giorno mi è sembrato giusto lasciare spazio alle loro parole. Ho chiesto a molti di voi di scrivermi un augurio. Per una volta, io che odio le fascette sui libri, ho pensato di darvi la possibilità di piazzarmi una fascetta in fronte! Come prevedibile, il mio limite di "non più di 5 righe" non è stato rispettato quasi da nessuno!

Laura Cretina Letizia Ciambella Dio de La Biblioteca di Eliza  (perché sono nobile io):
E vuoi che due righe io non le scriva? Anzi, sono stata autorizzata a sforare! Sapete come ho conosciuto io Laura? Ma conosciuto veramente, perchè prima sapevo dell'esistenza di questa entità Libridinosa (anche se all'inizio avevo letto Libidinosa e ho temuto uno spam zozzone cretina) ma chi c'era dietro no? Una soave mattina mi arriva in chat questo messaggio "Scusa Laura, a chi l'hai data per avere questo libro in anteprima?" ed è stata amicizia alla prima chat! Perché poi parlando abbiamo scoperto di avere in comune una insana passione per il tè e un profondo odio per l'estate e la gente E le liste? E le agende? Eh? Tutte le altre mille cose dove le metti? E niente, così, da un messaggio che una persona normale avrebbe fatto finta di non vedere (ma io normale grazie al cielo non sono), è nata la nostra amicizia, sfociata poi nell'Anima Ciambella che appare sui rispettivi iPhone all'ennesima chiamata mattutina e nel recentissimo motto "Vai e lavagnati!" io voglio maglietta! Inoltre io mi fregio sempre del titolo di prima follower del blog di Laura, mica pizza e fichi eh! E ora Lallì preparati, il 18 aprile si avvicina e le Ciambelle saranno finalmente riunite! Fine del mondo, benvenuta!!

Stefania Baccichetto detta La Bacci:
29 marzo 2013 - ore 22.00 circa: Blogger vive il suo Big Bang. Dillo che prima funzionava a meraviglia! Sono stata invitata a scrivere due righe su questa entità virtuale che sforna post con lo stesso ritmo con cui sforna torte e pizze, Lei, La Libridinosa: un nome che spesso incute terrore sta storia deve finire, dato che alla nascita non l'hanno fornita di filtro quando li distribuivano, io ero in libreria! e ciò che pensa drena ed esce dalle sue soavi labbra. Caratteristica questa che potrà essere ritenuta un difetto, ma secondo me è il suo più grande pregio, perché da lei sai che puoi aspettarti sempre e solo la verità, mai una paraculata che sia una mai mai. Perciò se io ho bisogno di un consiglio sincero so che da lei lo trovo (ok, pago con una sfilza di ...culo e cretina ci stai diventando ricca, che ti lamenti? che manco le carte dei Pokemon reggono il ritmo). Quindi non posso che ringraziare il momento in cui è entrata nella mia vita e l'ha riempita di minchiate e risate! Buon BlogCompleanno, ti voglio bene l'hai detto, eh? Io stampo adesso!, carogna del mio cuore!


Lea detta Leuccia
Difficile condensare in poche righe quello che Laura ha rappresentato per me! Posso dire che individuo un prima e un dopo prima avevi una vita serena e tranquilla, dopo no!: prima non conoscevo il mondo dei bookblogger e per orientarmi sulla scelta di un libro mi basavo solo su me stessa (o al massimo sulle recensioni che trovavo su Ibs), mentre dopo mi sono addentrata in un universo affascinante e variegato all'interno del quale il blog di Laura è un punto fisso. Ho seguito le molliche di pane che ho trovato sul percorso io devo smettere di mangiare mentre sto al computer fino ad arrivare a pensare l'impensabile: ho bussato e mi hanno fatto entrare ed ora io e Bacci ecco Leuccia, se avessi saputo che c'era pure lei, col cavolo che ti aprivo! abbiamo il privilegio e la fortuna di poter condividere le nostre letture con molte persone e prima fra tutte, sempre lei, La Libridinosa.
Resta come sei ah stai serena, mica cambio io!, continua a macinare post, a consigliare libri, ad inciampare sulle scale quando suona il corriere ecco, questo magari no!... salvo poi mandarlo a quel paese se il libro non è della casa editrice giusta disgraziata Newton! Io sto qui, spesso seriosa, più spesso ancora a cianciare di arcobaleni ed unicorni questa cosa degli unicorni la dobbiamo risolvere, Lea!, ma non mi muovo di un millimetro. Buon compleanno! E la torta?!


Tessa detta Roby o viceversa - La donna con la poltroncina da blogger in bagno!
Mi hanno detto che oggi qui si festeggia un compleanno! La Libridinosa spegne 4 candeline, potevo non lasciarle un "soave" augurio? Cercherò di essere concisa, cosa per me quasi impossibile.
La Libridinosa è una delle prime blogger che ho conosciuto quando ho aperto il mio angolo virtuale pensa che donna fortunatalei era nella blogsfera da un po' e già recensiva una quantità impressionante di romanzi. La prima volta che commentai un suo post, come scordarlo, ci scambiammo idee allegramente divergenti sull'utilità/inutilità di un libro che non ci era piaciuto: il caratterino pungente era già il suo marchio di fabbrica (all'inizio, lo ammetto, mi metteva anche un po' di soggezione ma uffa!). 
Libro dopo libro, in questi anni, ho imparato ad apprezzare la sua ruvida sincerità, l'instancabile entusiasmo che mette nelle tante iniziative che gravitano attorno al suo blog, il grande amore per i bei romanzi italiani. Certo, quando si parla di gialli stranieri... i suoi consigli ho imparato a prenderli con le pinze! 
Tanti auguri Libridinosa, ti auguro millemila libri belli da recensire, altrettanti autori da stalkerare ehm... e una stanza librosa sempre più grande per i tuoi cartonati ad altezza naturale ssshhhhh.



Chiara Ropolo detta La Ropolo de La lettrice sulle nuvole 
Il blog della Libridinosa compie quattro anni! E da stalker ufficiale ha il bollino lei, ma non vi dico dove! non posso non celebrarla. Prendetevela pure con lei, perché è grazie al suo aiuto che anche io ho aperto un mio spaziato personale e il suo supporto è continuo, quindi sapete a chi dare la colpa allooooooora! E non mi è costato neppure troppo, ho solo perso il nome proprio ne hanno tutti uno, almeno ti distingui dalla massa! ma ci ho guadagnato tutto un mondo, senza il quale ora sarei persa.
Auguri Laura, per me sei preziosa, non solo per il supporto, ma soprattutto per l'affetto che ci lega tanto bene io a te. Senza la tua amicizia sarei una persona più infelice e meno ricca e sicuro come l'oro riderei decisamente meno non vorrei deluderti, ma quella è una paresi!

Dolci - Le mie ossessioni librose - La mia contabile ufficiale!
Ho conosciuto il blog della Libridinosa in occasione di una Reading challenge. Mi era stata "presentata" come quella da temere, quella terribile... mi disegnano così e confesso di aver avuto paura di lei all'inizio poi questa cosa la discutiamo di persona io e te. Invece ho scoperto una persona meravigliosa e disponibile sia per i consigli tecnici del blog che per le golose ricette che mi passa dillo però che le cucina tuo figlio! Mi ha fatto conoscere autori che non avrei mai letto senza i suoi suggerimenti visto? Faccio del bene all'umanità, io! Adoro le sue battute secche ed argute che riescono sempre a strapparmi un sorriso. Sono davvero felice di aver conosciuto una persona splendida come te tesoro tu! Auguri mia Divina sì lei mi chiama così! Problemi?, al tuo blog e soprattutto a te!

Alice Basso ... e se non sapete chi è, avete una brutta vita!
Quindi mi state dicendo che c'era un tempo in cui non esisteva il blog della Libridinosa? E che faceva la gente tutto il tempo? Doveva limitarsi a leggere le recensioni di Musone de' Pizzis su Il Peso del Sapere, supplemento culturale del prestigioso quotidiano L'informazione Che Non Scherza? Ora, seriamente: per quel che mi riguarda, chi riesce a parlare - e a far parlare - di libri col sorriso sulle labbra va tipo insignito del cavalierato del lavoro, quindi plauso e onori alla Libridinosa e al suo scoppiettante blog!
Eh scusate, ma io davanti a cotanti auguri non me la sento di dire altro, mi rintano in un angolo e mi commuovo in pace!

Monica Coppola - Autrice di "Viola, vertigini e vaniglia" detta anche mammà
Un racconto ficcanaso, un tweet , una manciata di coraggio: così nasce un'amicizia libridinosa.

Galeotto fu un racconto sui vicini ficcanaso.
Non so se in quel periodo Laura fosse particolarmente sensibile ai rapporti di buon vicinato mai stata! ma, conoscendola, ne dubito. Così come dubito che i suoi occhietti vispi fossero zompettati lì attratti dal fucsia del blog ehm...l'hai detto tu, eh! Ma l'amore si sa sceglie di manifestarsi per vie impervie e misteriose e quindi, rosa o non rosa, è finita che su quel racconto Laura ci è inciampata. 
Snoopy direbbe "Era una notte fredda e scura" ma io invece mi ricordo che era quasi primavera, proprio come ora, anche se nel suo blog fioccavano stroncature come nei rigidi inverni nel Klondike narrati da zio Paperone che parliamo di Bianchini?
A me andò bene: invece di una mazzata mi arrivò un allegro cinguettio. E pensare che io su Twitter ci giro pochissimo
Un simpatico retweet annunciato in pompa magna da un pennuto celeste a cui la sottoscritta, gioiosa di cotanta stima, ovviamente, rispose. Da quel giorno la chiamarono "donna coraggio"!
Con le dovute cautele eh, come quando devi togliere dal forno i cannelloni nella pirofila che se non fai attenzione e pensi solo che te li vuoi mangiare, che ti sono venuti proprio benino, che la crosticina è dorata al punto giusto finisce che ti distrai e ti ritrovi con le manine incandescenti e i cannelloni ruzzolati a terra. Adesso voglio i cannelloni!
Risposi così, in pieno Coppola style: una manciata di ironia e due di buona educazione, un pizzico di timore che, porca vacca, quello sempre lì sta.
Al che lei mi rispose qualcosa del tipo ". Sì mi ricordo di te. Ti leggo, mi piaci anche. Fai il favore però, togli un po' di rosa". Confermo assolutamente tutto, ma il rosa ancora lì sta!
Io leggo, sorrido, traballo Avevi i tacchi? Perché sono alla vigilia del mio debutto letterario e alterno emozioni oblique e traballanti alla Ercolino sempre in piedi, che magari voi non sapete manco chi è perché siete troppo giovani. (Lei forse sì, ma non ve lo dirà mai ;) eh..eh... ndr.risatina sadica della Coppola) Io Ercolino non so chi sia, però potrei usarlo come soprannome per Laura quando mi fa arrabbiare!
E tra un'oscillazione e l'altra penso che quando qualcuno le cose te le dice così, senza tanti preamboli, in modo schietto è una vera bellezza. Pare che non tutti la pensino così!
Certo è un gusto strano quello della sincerità (amaro, mamma, si dice amaro!), un gusto a cui non siamo mica più tanto abituati.
Simile a quelli che vedi in gelateria, dai colori sgargianti che però non hai mail il coraggio di prendere perché ti frena (e ti frega) sempre il dubbio del "E se poi non mi piace?"
Ma Lei, Sissignori, La Libridinosa in persona, mi ha risposto e adesso davanti a quella cremeria virtuale di gusti devo provare, sperimentare, mettermi in gioco. Tocca a me.
Il gusto del mio gelato è alla Viola. Le chiedo se le va di leggersi il mio romanzo. Che tanto quando si decide di far uscire il manoscritto dal cassetto, come dicono nei reality show “ Decide il pubblico sovrano” e allora tanto vale da chi i giudizi te li spara secchi: o sì o no. 
Inizia da lì, con un allegato via mail sollecitato eh, perché tu non mandavi e io avevo delle scadenze! e un batticuore in attesa di capire il sapore che avrà per me la sua sincerità nei confronti del mio romanzo d'esordio.
Continua con una recensione che ti ossigena i polmoni e ti incoraggia ("Scrivi Coppola! T'ho detto scrivi! Che fai perdi tempo?") sempre a modo suo, sia chiaro.
Sboccia nell'abbraccio di un'amicizia che da virtuale diventa reale proprio al Salone del Libro di Torino. Lei no, è tutta precisina: la cartelletta con la sua icona, l'action plan, l'agenda sono blogger seria, io, mica sto qui a pettinare le bambole. 
Però ha le All star tutte colorate. "Le ho messe in onore di Viola" mi dice.
E allora mi gaso: offro biscotti tutti spazzolati da tuo nipote, regalo portachiavi, dispenso libri e segnalibri; non si capisce se sono una scrittrice, l'assistente di Copperfield o un'assistente e basta cosa fossi non lo so, però quel giorno eri taaaaaanto chic.
Oh Madonna Santa , stai a vedere che adesso dal vivo mi stronca.
E invece no. Anche se è tutto un allegro caos tra biscotti sbriciolati, autografi sghembi, orari che non coincidono e percorsi che, da quel momento, inizieranno a farlo.
Senza troppi giri di parole. Così è se vi pare, direbbe qualcuno bravo a scrivere molto più di me.
Perché quando una storia è bella, nei romanzi come nella vita, non serve aggiungere altro.
Lo senti e basta.
ps. Buon Compleanno!!! Piango io!

Anna Rita di Appunti di una giovane reader detta Maestà
Allora, è vero che ad una donna non si chiede l'età, ma non ti sembra di avere un tantino esagerato? Hai tolto. lo zero da dietro al quattro lasciandolo solo soletto, in meditazione. Come dici? Ah non sei tu che compi gli anni, ma il blog!!! Maestà, lei ha seriamente bisogno di ferie! E mica l'avevo capito, eh. Quattro primavere sono passate e questo vuol dire che sei al secondo anno di asilo, ecco perché avevo notato una maggior padronanza delle vocali. Brava io: A E I O U!
Va bene, metto da parte il tono scherzoso e torno seria. La verità è che ci siamo conosciute per caso ed il mio regno con te si è tinto di nuove sfumature finché non sono quelle di grigio, di rosso e di nero, a me va bene tutto!, come avviene quando una bella persona si fa spazio e giunge a costellare un pezzo del tuo cielo. Ecco la bella persona sei tu che, nonostante l'aria da antipatica, sei sempre lì pronta a tendere la mano, che dietro quell'aria da dura nascondi un cuore grande. Sei stata il mio salvagente, la mia àncora, la mia scialuppa di salvataggio quando navigavo in acque non proprio chete chiamatemi Costa Crociere!, e lo sei tutt'ora. Bene prima che il livello dell'acqua aumenti a causa delle tue lacrime (perché conoscendoti ti scioglierai come un ghiacciolo sotto il sole di punta! vabbè, mica era obbligatorio dirlo al mondo!) passo al mio augurio: non cambiare, mantieni la rotta capitano perché la direzione è quella giusta! Buon compleanno Libridinosa, buon compleanno My Dear! I <3 u

Stefania Crepaldi - Editor romanzi detta l'editor di mammà
Ho conosciuto Laura l'anno scorso, in preda al turbinio e a un'overdose di romanzi al Salone del Libro di Torino avevi un vestito belliiiiiiiissimo. Poi ho iniziato a seguirla su Facebook e sul blog, facendomi grasse risate con le sue argute e oneste recensioni, senza filtri e peli sulla lingua chissà se chi viene recensito ride quanto te? A dicembre, il miracolo: "Ommiodddiooooo! Esistono delle pazze furiose sempre dei gran complimenti becchiamo noi che organizzano sfideiletturavoglioparteciparevogliopartecipareahhhh! Dovesonostatafinoaquestomomento?"!.
Laura, con il suo blog - Tanti auguri al blog, tanti auguri feliciiiii, tanti auguri al blooooog! oh come canti bene! - mette in connessione chi della lettura ha fatto uno stile di vita, dando una spintarella alle affinità elettive. È una donna appassionata, colta e intelligente finalmente un complimento e non un "mi facevi paura", con cui mi confronto spesso e di cui apprezzo la lucidità dello sguardo che non è dovuta all'alcool, ma è metafora e l'elevato livello di sensibilità - cioè, e poi voglio dire, mi ha procurato la ricetta delle crocchette, capito?! ho dei grandi agganci!" - "Beh, adesso che ho tessuto le tue lodi quella ciambella fritta ripiena... se po' fa?! Certo! E anche un pezzo di torta, grazie! Con la cioccolata!" Però il compleanno è mio, almeno la torta potreste offrirla voi!

Lorenzo Marone ... sì, quel Lorenzo Marone!
Oggi i miei auguri vanno al blog de La Libridinosa che compie 4 anni e diventa sempre più ricco di contenuti e di recensioni libridinose, che, per chi non lo sapesse, sono quelle che Laura accompagna sempre con degli invitanti dolcetti da assaporare nella sua stanza Librosa io continuo ad aspettare il babà, Marone! Insomma, un mondo strano ma buono e, soprattutto, pieno di libri. Fatevi invitare.

Loredana Limone detta ziaccia (sì, quella Loredana Limone!)
Ho conosciuto La Libridinosa – il blog e la sua blogger – quando eravamo entrambe agli esordi taaaaaanti anni fa: Laura si affacciava al variegato mondo dei blogger e io mi tuffavo, dopo lunga gavetta, nella grande editoria santificato sia quel giorno. Siamo cresciute, se non insieme, parallelamente, e oggi dopo quattro anni di sforzi e soddisfazioni, di recensioni e articoli, non posso che fare alla Libridinosa i miei auguri più propizi. Lunga vita al blog! Grazie ziaccia del mio cuore <3


Sara Rattaro detta Il mio sole!
Questa storia inizia con te che non smetti di leggere nemmeno quando la luce viene a mancare e l’odore di bruciato ha invaso tutta la casa. Questa storia, però, inizia anche con noi, quelli che scriverebbero fermi al semaforo, se le auto dietro la smettessero di suonare. Questa storia racconta una sfilza di romanzi, centinaia di segnalibri, un milione di pagine scritte e un grande sogno. Questa storia sa di dipendenza buona, di quelle che fanno male solo quando le estirpi, questa storia sa di vittoria, di traguardi e di qualcosa di importante che fa bene a te ma piace tanto anche a me. Questa storia è iniziata quattro anni fa ed è ancora tutta da raccontare… Ora però, se non ti dispiace, io andrei a finire il capitolo così poi tu mi dici cosa ne pensi…. Tanti auguri Laura! Sara
Ecco, io sto qui in lacrime, scusate!

Cristina detta Criiiiiiiiiiiii
BUON COMPLEANNO LA LIBRIDINOSA! Oggi voglio fare un’incursione nel tuo angolo letterario per dirti grazie… grazie a te, infatti, ho deciso di aprire il mio Blog più di due anni fa! Tu non lo sai e no che non lo sapevo, ma che? Mi nascondi le cose?, ma ti seguivo in gran segreto e la tua passione, il tuo impegno e la tua costanza mi hanno spinto verso una direzione che oramai è diventata qualcosa in più di un semplice hobby passeggero sono utile al mondo, io! Grazie per le risate e i sorrisi strappati quando ne avevo più bisogno, grazie per quelle recensioni che attendo con particolare entusiasmo stai parlando dei Newton, vero?, grazie per i consigli e le lavate di capo che credo di essermi proprio meritata. Grazie per essere diventata amica amiche noi e non soltanto collega blogger, per la tua sincerità, per la tua inesauribile voglia di fare, per quella forza che naturalmente si percepisce tra le righe del tuo angolo letterario. E, per ultimo, grazie di cuore – e come forse non sarò mai in grado di esprimere – per esserti fidata di me e per avermi permesso di stringere tra le mani un’esperienza che non avrei mai immagino di poter vivere! Tanti auguri pazza Libridinosa anche per quella passione calcistica che ci unisce nel bene e nel male…. Per fortuna nostra negli ultimi 6 anni decisamente nel bene bene bene benissimo. Ma secondo te, coi 90 milioni di Higuain, che ci hanno fatto?! Ti voglio bene, Lauretta!!

Annalisa detta Ansialisa
Il Blog della Libridinosa compie 4 anni e io devo scrivere qualche rigo per augurarle buon compleanno. Ok. Ce la posso fare. Vediamo… Dunque, La Libridinosa è… Dicesi Libridinosa… La Libridinosa… il dizionario la definisce come… ehi, un momento! La Libridinosa sul dizionario non c’è eh no, pensa che mondo strano! Però dovrebbe esserci facciamo petizione? Qualcuno (qualcuno, non io, eh noooooo) potrebbe dire che il posto adatto sarebbe sotto la definizione di paura ancora con 'sta storia! Perché all’inizio, quando l’ho conosciuta grazie ad una sfida librosa, questa figura mitologica metà donna e metà libro di Lorenzo Marone mio figlio ti ha eletta a suo mito solo per questa cosa, sallo! mi incuteva un po’ di timore. Diciamocela tutta: mi metteva ansia capito mondo? L'ansialisa l'ho creata io! Me la sognavo di notte, mentre mi interrogava sulle recensioni e sulle regole della challenge. Sembrava così precisa, attenta, preparata. (sembrava, ed è: non malignate! ecco specifichiamolo!) Ma dietro il mito, scorgi la donna. Allegra, simpatica, leale e appassionata. Leggere mi piaceva anche prima, eh. Ma La Libridinosa mi ha mostrato la gioia di leggere, condividere, e cazzeggiare (si può dire cazzeggiare? oh figurati! Abbiamo detto ben di peggio, qui!). Mi ha mostrato il volto allegro della passione. Mi ha ispirato. Mi ha spinto a riprendere in mano il mio blog. E’ stata come una Musa. Con le ciambelle al posto delle foglie d’alloro ma le ciambelle le abbiamo passate nella carta assorbente, prima? Buon anniversario! Grazie <3 

Per prima cosa vorrei fare gli auguri di buon “blogcompleanno” alla Libridinosa alias Laura, 4 anni non sono mica pochi eh! Si iniziano a sentire i primi acciacchi non è vero? ehiiiiii!!!
Cosa posso dire della cara Laura e del suo angolo libroso?
Sicuramente questo è uno dei miei blog di fiducia, uno di quelli in cui vengo quando sono indecisa su un libro da leggere se trattasi di Newton puoi anche fare a meno di passare, ti dico subito di gettare via tutto!, questo perché Laura sa essere estremamente sincera c'è chi dice stronza nelle sue recensioni e se un libro le ha fatto schifo non ci gira intorno, ma lo dice senza mezzi termini! Per questo dicono che sono stronza, capito?
Questo, però, non fa di lei una persona brutta e cattiva, anzi la nostra Laura sa essere anche carina e coccolosa...okay forse non tanto coccolosa! Ecco! Detto questo ancora tanti auguri Libridinosa! Tanto 
ammmmore per te! Bella lei... la torta?!

Eccoli qua! I miei amici, i miei affetti! Mi avete fatto ridere (tanto) e piangere (altrettanto). Avete speso per me parole bellissime... tutti a sottolineare quanto io sia terrorizzante, eh!
Io, il mio quarto anno di blog lo festeggio con gioia, con ancora tanta voglia di stare qui (a rompervi le scatole come direbbero La Bacci e Ciambella) e con un tatuaggio finalmente completo!
A questo punto, oltre a ringraziare tutti coloro che si sono prestati ad assecondare questa mia folle idea, non posso far altro che ringraziare, ancora una volta, voi lettori e, se vi va, lasciate ancora un pensiero fascetta per me!


Giveaway 'Magari domani... ti regalo un libro'

Buongiorno lettori! Oggi post inusuale nel blog. Chi mi segue da tempo sa che non amo molto i giveaway buttati lì senza un valido motivo... vabbè, diciamo pure che non amo molto i giveaway in generale. Se proprio dobbiamo, devono avere almeno una parvenza di significato!

Potrei dirvi che questo giveaway arrivi per festeggiare i 600 lettori fissi o che arrivi per festeggiare gli oltre 3000 mi piace sulla pagina Facebook. Ecco, ho fatto la sborona, vi ringrazio per tutto questo affetto che mi dimostrate (cosa per la quale Laura si chiede ogni giorno perchè!), ma no, questo giveaway arriva per festeggiare l'uscita del nuovo romanzo di Lorenzo Marone, "Magari domani resto".
Inutile che ci prendiamo in giro, tanto ormai lo sapete che si tratta, oltre che di un amico, di uno scrittore che stimo particolarmente. Quindi ho deciso di regalarvi una copia del libro.


Il giveaway prende il via oggi 2 febbraio e si chiuderà giovedì 9 febbraio alle ore 15. Il 10 febbraio provvederò a sorteggiare il vincitore tramite il sito Random.org.
Colui o colei che si sarà aggiudicato la copia in palio, verrà contattato tramite mail per prendere accordi per la spedizione.

COME PARTECIPARE

1. Commentare questo post confermando la vostra partecipazione e lasciando una mail a cui contattarvi in caso di vincita OBBLIGATORIO
2. Essere Lettori Fissi del blog OBBLIGATORIO
3. Mettere Mi Piace alla pagina Facebook
4. Seguire il profilo Instagram
5. Condividere, se volete, l'iniziativa sui vostri social network

Penso di avervi detto tutto, se avete domande, donazioni da fare, torte da spedirmi (messaggio per Lorenzo: io aspetto ancora il babà!), io sono a vostra disposizione alla solita mail: lalibridinosa@gmail.com 

A proposito, quasi mi scordavo: se vi va buca qui, sappiate che il 15 febbraio (che credo sia un mercoledì), troverete un altro giveaway con lo stesso libro in palio sul blog delle Due lettrici quasi perfette. Carine, vero? E pensate che una delle due, Lorenzo non sa manco come si chiami!

Grazie a tutti coloro che parteciperanno, 

Diario di bordo - Speciale BookCity Milano 2016


Sabato 19 novembre 2016 e Milano ci accoglie col suo solito clima gioioso: nebbia, grigiume e umidità al 100% sono ciò che aspetta me, Consorte e figlio quando scendiamo dalla metro. Ma tant’è, Milano è anche questa e io me ne frego perché tra poco incontrerò Antonio Manzini!
Siamo all’Istituto per ciechi, dove mio figlio apprenderà qualcosa in più sul sistema di scrittura e lettura braille e noi adulti avremo la possibilità di ascoltare vari autori, tra cui, appunto, il creatore del nostro amato Vicequestore!
Sono le 10.30 quando Mr Manzini fa il suo ingresso nella bellissima (e freddissima!) sala che ci ospita. 
Lo fisso (sbavo sbavo sbavo…), mi avvicino e mi presento. Lui mi fissa e mi dice: “toh, La Libridinosa!”. Ok mondo, parliamone: io ho delle coronarie forti, ma a tanto non reggo!
Parliamo, ridiamo, gli chiedo se può autografarmi qualche copia dei suoi romanzi e lui, occhio di lince, nota che dei quattro volumi che ho in mano, tre sono dello stesso romanzo. Faccia perplessa e domanda di rito: “Perché quattro copie dell’ultimo?” “Perché volevo vedere se erano stampati uguali!” (sempre cretina io, lo so!).
Carinamente Antonio firma tutte e quattro le copie e poi mi frega la penna.
La presentazione è incentrata sul suo ultimo lavoro, “Orfani bianchi”. Manzini legge dei brani alternandosi con due ragazzi non vedenti che leggono sia su supporto cartaceo che digitale (ovviamente tutto in braille). 
Con tutto il rispetto per gli altri autori e i relatori, io ero persa a fissare lui che, dal canto suo vive tra le nuvole, lo sguardo che vaga da un angolo all’altro della sala senza mai fissarsi su nessuno. E a me piace pensare che il suo spaziare nasconda i pensieri di Rocco Schiavone! Perché sì, lettori, se ve lo state chiedendo vi rispondo subito: Manzini è Rocco! I gesti, lo sguardo, il modo di parlare, l’atteggiamento sono proprio quelli che tanto amiamo del personaggio che ci allieta le giornate (e, da un po’, anche le serate davanti alla tv!).
Dopo quasi un’ora Antonio scappa per correre ad un altro incontro (e della mia penna non ci sono più notizie - informazione a beneficio di Laura che per una penna potrebbe anche uccidere-).
Recupero famiglia e scappo anche io, destinazione Castello Sforzesco, perché ci sono dei pass stampa da ritirare (come siamo sborone!!!). 

Parliamone: questo è un pass? Questo robo di carta gialla che, per di più, la simpatica ragazza ha stretto talmente tanto attorno al mio polso che la sera, rientrata a casa, la mia mano destra sembrava una di quelle enormi mani di gommapiuma che si vedono negli stadi americani: gonfia e blu. L’ho strappato via e tanti saluti!
Ritirati questi cosini di carta, ci avviamo alla ricerca di cibo. Seguo il naso di consorte che scova un chiosco proprio fuori dal Castello Sforzesco dove ingurgitiamo dei panini che avranno circa 7000 calorie ciascuno, ma ti fanno andare in paradiso al primo morso. Se può interessarvi, il chiosco si chiama “Il politico” ed è alla sinistra della fontana che c’è davanti al Castello (se lo guardate da fuori!). Ma mica vuoi accontentarti delle 7000 calorie del panino, no? Ovviamente no, quindi ci spostiamo in corso Magenta, da “Ammu”, e ci rimpinziamo di cannoli siciliani (e se ve lo dico io che sono siciliana, vuol dire che sono davvero tali!).

Tutta questa roba va smaltita, quindi torniamo sui nostri passi, nuovamente al Castello dove io (#vippa) ho appuntamento con Caterina Bonvicini che, dolcissima come poche, mi viene incontro per un caffè, visto che altrimenti non riusciremo ad incontrarci in nessun altro momento.
Caterina è davvero una persona splendida: abbiamo chiacchierato di noi, di libri, di cani e, ovviamente, io non ho fatto neanche una foto con lei. Ma ci siamo ripromesse di incontrarci di nuovo, cani al guinzaglio, e recuperare tutto!

Adesso, vorrete che La Libridinosa vada a Milano e non entri in libreria? Ovviamente no! Quindi, direzione Duomo e giro di rito prima alla Feltrinelli, dove ho acquistato tutti i libri di Antonio Fusco (sabato prossimo sarà qui a Cremona, mica posso arrivare impreparata!). Un salto anche alla Mondadori per prendere la nuova agenda Mr Wonderful per il 2017 (Bacciiiiiiiiii, fatti i fatti tuoi!) e, infine, Mutandalandia (e se non sapete cos’è, chiedete a Laura 2.0).

La sera è scesa, domani mi aspetta un’altra giornata intensa, è ora di rientrare a casa!

Domenica 20 novembre Il gran giorno è arrivato: oggi il BookCity lo si vive da blogger e non da semplice lettrice!

Si torna a Milano: sole e cielo azzurro? Macché, oltre alla nebbia del giorno prima ci si è aggiunto il freddo che, coadiuvato dall’umido, prende a sberle in faccia!
Prima tappa: Mondadori, dove mi aspetta il mio librario del cuore! Caffè e attesa delle amiche che arrivano dopo una mezz’ora!
Riabbraccio la mia stalker ufficiale, Chiara, e la mia mamma acquisita, Monica!
Ci dirigiamo tutti assieme verso il Palazzo della Borsa, dove ci attende Alice Basso assieme ad una squadra di donne che prenderà parte alla tavola rotonda sull’editoria al femminile.
Sapete che io sono sempre schietta ed onesta: è stata sicuramente una bella esperienza, ho conosciuto persone molto carine. Ma, come immaginavo sin da quando mi è stata proposta, ero assolutamente fuori contesto.
Ringrazio Désirée per avermi voluta accanto in questa esperienza, ma, come potete capire tutti, noi blogger non lavoriamo per l’editoria. Partiamo dal fatto che ciò che facciamo non è retribuito (e quindi come tale non può essere definito lavoro) e poi c’è anche da dire che l’unico rapporto che noi abbiamo con le Case Editrici è quello che passa attraverso gli uffici stampa (che spesso ci snobbano, eh!).

Terminata la tavola rotonda, giro gli occhi e vedo arrivare La Bacci con famiglia al seguito! *me felice*
Abbracci, baci (e anche qualche insulto, ché altrimenti non saremmo noi, vero Bacci?).
Che si fa? Dove si va? Le pance brontolano e quei panini di ieri vanno assolutamente fatti assaggiare alla gente di Pordenone e anche a Chiara (che è stalker, ma mangia pure lei!).
Si torna al chiosco e anche a mangiare i cannoli. Che ve lo dico che io e la Bacci-figlia abbiamo ordinato sempre le stesse cose?! E ve lo dico che la Bacci è terrorizzata dal fatto di trovarsi una piccola Libridinosa in giro per casa?!
Finito il pranzo, la mia stalker scappa ad un incontro sui romanzi rosa. Non fate quelle facce, io l’ho lasciata andare da sola, mica volevo rischiare un attacco di orticaria!
Io e la Bacci, con tanto di famiglie al seguito, ci siamo avviate verso la Feltrinelli, ma niente acquisti oggi: abbiamo recuperato Alice e Monica e ci siamo dirette verso “La Colubrina”, in via Felice Casati n° 5.
Si tratta di un ristorante con un’atmosfera accogliente e familiare e che familiarmente ci ha accolte, mettendoci a disposizione una stupenda sala con tanto di enorme camino.
Grazie a Loredana Limone e all’associazione Clio, io e Monica ci siamo trovate protagoniste di quella che avrebbe dovuto essere una presentazione e che, invece, si è trasformata in una divertente chiacchierata tra amici!

Partendo dal rapporto tra me e Monica, passando da “Viola, vertigini e vaniglia” per arrivare a tutto ciò che concerne lettori e scrittori, abbiamo parlato di libri, pregiudizi, crescita, figli, mariti. Ci sono state tante risate, tanti interventi da parte dei presenti e, soprattutto, c’è stato il piacere reciproco di trascorrere del tempo assieme senza la paura di sembrare serie e professionali a tutti i costi!
Siamo state noi stesse e credo che questa sia stata la chiave giusta per far sì che nessuno si annoiasse e che io e Monica ci divertissimo quanto e più degli altri!


Siamo alla fine di una due giorni non-stop piena di emozioni meravigliose, di risate, di amici, di libri e anche di nebbia. Ma non saremmo a Milano se non ci fosse la nebbia, no?!
Io adesso faccio la seria (Ropolo la smetta di ridere che la sento da qui!) e inizio a ringraziare, perché di persone che meritano un grazie ce ne sono davvero tante (e speriamo che l’Alzheimer non colpisca e io ne dimentichi qualcuna!!).

Prima di tutto ringrazio mio marito e mio figlio (che altrimenti qua si rischiano sommosse e divorzi) che mi supportano/sopportano sempre e mi seguono tutte le volte che possono, tenendomi per mano e spronandomi ad andare avanti.
Poi ringrazio Loredana Limone, che qualche mese fa mi telefonò chiedendomi se avevo voglia di presentare il suo libro all’interno del BookCity. Che domande! Purtroppo, come avrete visto e capito, ieri sera Loredana non era con noi. Non è un segreto: Loredana sta lottando contro il cancro e lo sta facendo con la forza ed il sorriso che la contraddistinguono. Una settimana fa mi ha telefonato per dirmi che non poteva esserci e la sua preoccupazione maggiore era quella di darmi una delusione.
Ma io so che la presentazione che non siamo riuscite a fare ieri, la faremo presto, prestissimo e magari con il nuovo romanzo. Io ho promesso alla mia ziaccia di non piangere e di essere forte come forte è lei. E allora zia sai che ti dico? Spacca il culo al cancro che io ti aspetto, me l’hai promesso!

*respiro profondo*

Continuo ringraziando Paola e tutte le Clio Girls che sono un’associazione (non a delinquere!) di donne stupende, che danno spazio e voce a scrittori organizzando presentazioni, incontri e chi più ne ha più ne metta! Ho avuto il piacere di conoscerle ieri (anche se non tutte) e sono rimasta affascinata dalla gioia e dalla passione che emanano e che mettono in tutto ciò che fanno!
Grazie grazie grazie a Monica Coppola che è amica/mamma/sorella e si è sottoposta al fuoco di fila delle mie domande, incluse un “pandoro o panettone? Albero o presepe?” e scemate varie!
E grazie per aver avuto le palle, un anno e mezzo fa, di scrivermi e chiedermi di leggere il suo libro! Se quel giorno tu non avessi scritto oggi non ti avrei nella mia vita e tutto sarebbe più grigio. Ti voglio bene (mamma)!
Grazie ad Alice Basso che si trova sempre, suo malgrado, coinvolta nelle mie presentazioni e sempre, suo malgrado, viene tirata dentro a forza. La prossima volta presento te e stiamo tutte più tranquille!
Grazie a Chiara (Ropolo!!!) che, prendendo seriamente il suo ruolo di stalker ufficiale della Libridinosa (no, Lorenzo, lei è mia, lascia perdere!), macina chilometri su chilometri per raggiungermi in giro per il Nord Italia! Chiara, rassegnati: non ci sarà più presentazione senza la tua presenza!!
Grazie grazie alla Bacci (cretina! oggi non te l’ho ancora detto, ora vai a dirlo a Laura!) che, coadiuvata da quel Santo del coniuge, ha attraversato regione su regione per arrivare nella nebbiosa Milano! Vabbè, oggi possiamo dirlo: io e la Bacci ci vogliamo bene!
Grazie a Chicca che è stata minacciata di sentir suonare il campanello di casa (vedi Bacci che non minaccio solo te?) se non si fosse presentata all’incontro di ieri!
E, infine, ultima ma non per importanza, Lei: Laura 2.0 alias Letizia alias Anima Ciambella. Lei non era fisicamente qui, ma c’è stata sempre: con messaggi e pensieri, Laura non mi ha mollata un attimo (fatti una vita, sorella!).
Laura c’è e c’è sempre: c’è quando facciamo le cretine al telefono e c’è quando i discorsi diventano più seri. C’è quando vado in crisi e quando ho solo voglia di silenzio e c’è quando cazzeggiamo e facciamo saltare fuori idee geniali (sì, geniali!). 
Laura è quasi svenuta quando le ho detto che Antonio Manzini legge e aspetta le nostre “Chiacchiere” mensili. Ora spero solo che non sia su un treno in direzione Roma e che non cerchi di trasferirsi in casa sua spacciandosi per una sorella perduta!
Laura è una delle poche… pochissime… vabbè, forse è l’unica persona che con me non usa filtri e non si è ancora beccata un vaffanculo.
Laura è quella che mi ha scritto “Brava la mia Anima Ciambella” dopo la presentazione di ieri sera. E io so che dietro quel “brava” si nascondono millemila parole (e manco un insulto!).
Ora qualcuno dica a Laura che io ho promesso al mondo che la prossima volta ci sarà anche lei, quindi è il caso che inizi a fare i bagagli, che qua il letto è già pronto!

Io adesso torno alla mia routine, tra libri da leggere e post da scrivere, tra torte da sfornare e pavimenti da lavare!
E voi, mi raccomando, non scappate, che siete tutti la mia grande forza!