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'Ah, ma tu sei quella di Lorenzo Marone!'

Eh sì, sono proprio io! Perché è così che, questa mattina, un certo tipo mi ha definita, parlandomi al telefono.
Non Laura, non La Libridinosa, ma quella di Lorenzo Marone. E vabbè! Facciamocene una ragione e andiamo avanti!
Perché, alla fine, in questo post è proprio di Lorenzo che voglio parlarvi, ma di un Lorenzo dietro le quinte.

Prendo spunto dal suo romanzo autopubblicato Le feste non vengono mai da sole (non lo avete letto? Perché? Dai su, fate i bravi e prendete esempio da Laura che lo ha acquistato sulla fiducia! Lo trovate su Amazon) per farvi conoscere più a fondo una persona che, in poco più di un anno, è riuscita a conquistarsi uno spazio tutto suo nella mia libreria (privilegio riservato a pochi) e nel mio cuore!
Ecco, la mia libreria! Vedete la foto qui accanto? Quella è una copia cartacea del romanzo in questione. Copia che, ovviamente, non è di semplice reperimento. Come faccio io ad averla? Me l'ha regalata Lorenzo in persona dopo che, qualche settimana prima, gli avevo mandato una foto di un pezzetto della libreria in questione, l'angolo in cui soggiornano i suoi romanzi. 
Insomma, vorrai mica che me ne manchi qualcuno?! Nooo! E Lorenzo ha provveduto!

In questo libro, Mr Marone ci racconta la notte di Capodanno in casa Esposito. Luogo: ovviamente Napoli! E sappiamo tutti cosa sia la notte del 31 dicembre a Napoli. Tutto un esplodere di fuochi, petardi e chi più  ne ha più ne metta!
È una storia esilarante, divertente e con alcuni spunti di riflessione che, come Lorenzo ci ha insegnato, non devono mai mancare.

C'è una cosa che io e la mia squadra (appellativo affibbiato da Lorenzo stesso a tutta quella cerchia di donnine che io, amabilmente, costringo a leggere i suoi libri!) diciamo sempre: 
i libri di Lorenzo andrebbero venduti con una matita!
Ed è vero! Perché mi rendo conto che, ogni volta che leggo qualcosa di suo, mi ritrovo sempre a sottolineare dei passaggi, delle frasi. Ma, ohibò, a parlarci è la stessa cosa! Tanto che, prima o poi, finirà che gli sottolineerò la faccia!! 
Di questo piccolo libro, però, c'è una cosa che mi ha colpita più di altre: la sua biografia.

...a 25 anni ho perso i capelli e ho capito di essere diventato maturo. Ma ben presto mi sono reso conto che la vita da adulto non è che mi piacesse poi tanto, così, dopo una laurea e un paio di fallimentari tentativi, ho deciso di regredire. Oggi (...) sono alla ricerca di un editore folle che decida di investire in un autore che, nel giro di qualche anno, tornerà a essere un bambino.

Io credo che in queste righe si nasconda l'essenza di quello scrittore all'apparenza timido e che io ho avuto il privilegio di conoscere più a fondo!
Una persona ironica, ilare, divertente. Un uomo in grado di prendersi in giro e di scherzare anche su quelle sberle che la vita gli ha dato!

Io di Lorenzo, e sono fiera di dirlo, ho visto la risata genuina, quella che gli appare in viso quando Flavia e Riccardo sono nei paraggi! Quella che ti fa capire che, in fondo, un amico così lo vorremmo tutte!

Ora, caro Lorenzo, se potessi gentilmente smettere di ridere delle mie figure barbine rimediate in giro per l'Italia, io magari sarei anche ben disposta a ringraziarti!
No, eh? Non ce la fai proprio! E vabbè, io grazie te lo dico lo stesso e non sto neanche ad elencarti i motivi, perché ormai ce li siamo ripetuti mille volte!
Il grazie di stavolta è tutto per la famiglia Esposito e, soprattutto, la signora Pisanelli che mi ha fatto pariare (visto come imparo in fretta?!).



Salone del Libro di Torino 2016 - Terzo anno per La Libridinosa


Eccoci qui. Mentre scrivo è domenica e per me è il giorno post-Salone. Il che vuol dire che ho la vitalità di un bradipo, un mal di testa latente, la schiena dolorante e una pila di libri a cui trovare spazio! 
Ma ho anche un sorriso stampato in volto che nessuno potrà togliermi per parecchi giorni!!

Per quanto riguarda il Salone del Libro, ci tengo a precisare alcune cose, giusto perché molti di voi hanno delle aspettative che vengono puntualmente disilluse:
  • raramente troverete sconti e promozioni sull'acquisto dei libri. Se siete lettori abituati a comprare on-line o al supermercato, comprare al Salone del libro non avrà senso, perché ci rimetterete dal punto di vista economico. E allora, perché acquistare libri? Semplice! Perché un lettore che si ritrova in quel Paradiso, non può essere immune dalla sindrome da acquisto compulsavo!
  • è assolutamente impossibile riuscire a visitare tutti gli stand in un solo giorno. Quindi, a meno che non siate tra i fortunati che possono fermarsi a Torino per più giorni, preparate bene la vostra escursione e fate una selezione degli stand in cui, per voi, è indispensabile fare un salto!
  • non è facile riuscire ad incontrarsi, ma basta un po' di organizzazione, un sapiente scambio di numeri telefonici e si può riuscire anche a conoscere gente che, sino a quel momento, ha fatto parte solo della vostra vita virtuale
  • non affidatevi a whatsapp o messenger, perché non sarà possibile riuscire a far durare la batteria dei vostri telefoni sino a sera se li terrete costantemente connessi ad internet (no, all'interno dei padiglioni non c'è una rete wi-fi libera)
  • armatevi di acqua e cibo: mangiare e bere al Salone del Libro ha costi esorbitanti
  • scarpe comode, magliette a maniche corte, borse capienti e tanta buona volontà sono cose indispensabili per affrontare bene la giornata 
  • infine, la cosa più importante: scegliete la compagnia giusta. Ve lo dico per esperienza, le persone sbagliate (non-lettori, lettori della domenica, gente che si stanca facilmente, gente noiosa) saranno in grado di farvi odiare il Salone del Libro al punto tale che, prima di tornarci, ci penserete su mille volte!
Detto questo, sono pronta a raccontarvi la mia giornata! Una giornata piena di incontri, emozioni, risate, acquisti!
La Libridinosa family è partita da Cremona alle 7 in punto di sabato mattina. Avvolta da una fitta nebbia, la Libridinosa ha trascorso buona parte del viaggio cantando a squarciagola! Finché... ops... devo fare la pipì. Vabbè, non manca tanto. Ok che sono anziana, ma sino al Salone riesco a resistere. No, non ho resistito. A 3 km esatti dal Lingotto, mentre eravamo in coda nel traffico, Coniuge mi ha vista schizzare fuori dalla macchina (e giuro, non c'era nessun calciatore in giro!) e infilarmi nel primo bar a portata di mano. 
Bar la cui proprietaria più che guardarmi in faccia ha subito adocchiato il badge che adornava le mie tette la mia maglietta e che le ha fatto cadere la mascella ed esclamare "nooo, La Libridinosa nel mio bar". Poi ha notato la mia sofferente espressione e deve aver avuto un'insana visione di me che me la facevo nei pantaloni e, carinamente, mi ha permesso di usare il suo bagno privato! Espletate le incombenze, ringraziata la barista (che mi ha pure offerto la colazione) sono zompata in macchina sotto lo sguardo perplesso del Coniuge (avrà notato lo sbaffo di marmellata sul mio labbro?). Coniuge che, carino come sempre, mi ha cacciata via appena giunti davanti al Lingotto ed è andato a cercare posteggio (possibilmente gratuito, ché altrimenti ci rimetto l'acquisto di almeno un paio di libri).

Arrivo al Lingotto, corro come una matta perché sono già le 10, supero i metal detector e cerco Baba e Chiara. Entro (tronfia) dall'ingresso riservato a chi ha gli accrediti professionali e non le vedo. Chiamo Baba che mi dice: "Come fai ad essere dentro? Avresti dovuto pestarmi i piedi per entrare". Babina, amore della mia vita, hai un 35 (anche scarso!), manco se ti salto sopra riesco a pestarteli quei piedi!

Esco e le vedo! Uh c'è Babina! Uh c'è la Ropolo (scusa, da oggi sarai Chiara, ma sino a quel momento eri la Ropolo!!). Ok, vi spiego chi è la Ropolo/Chiara: è una donnina che segue noi LGS (in tutta la nostra follia!) da tempo immemore, una di quelle che non si perde nessuno dei nostri post, nessuna delle nostre iniziative. Insomma, una di quelle follower che tutti i blogger vorrebbero. 
Ma sino a sabato, era solo la Ropolo. E io avevo anche un po' paura all'idea di incontrarla: e se le sto antipatica? Diciamolo, non è che io sia una di quelle persone che piace proprio a tutti. E se è una musona e non capisce le battute minchione che facciamo io e Baba? 
E invece, pensate un po', Chiara è una persona figa! Con lei si ride (e pure tanto!) e si parla benissimo. Insomma, dalla foto (seria) che vedete qui accanto, potrete farvi anche voi un'idea di che tipino sia Chiara!
Prima di entrare, chi mi trovo davanti? Fabio, il mio bibliotecario del cuore e tra gli organizzatori di Boves Letteraria. Ci salutiamo e ci promettiamo di rivederci dentro.

Ci accreditiamo, entriamo e... direzione Libraccio, ché altrimenti lì rischi di non trovare più nulla.

Gironzoliamo in attesa di Coniuge e, quando finalmente giunge anche lui, tiro fuori il mio ego e telefono a Barbara Fiorio che, carinamente, il giorno prima ci aveva informate della sua presenza. Vuoi non approfittarne? Vuoi non incontrarla? Barbara è solare, simpatica e disponibile! Abbiamo chiacchierato un po', ci ha autografato le copie del suo libro e, ovviamente, fatto le foto di rito!
Squilla il telefono: è Alice! Uuuuuh, Alice!!!
Ok, io ve lo dico: Alice è piccina, ma è un vulcano di risate e simpatia. Quindi, se vi capita di incontrarla, fate in modo di scambiarci almeno due parole, perché ne rimarrete affascinati!
La raggiungiamo e, assieme a lei, ci dirigiamo allo stand Garzanti, tutte affamate di una copia del suo nuovo romanzo. Ovviamente, abbiamo costretto Alice ad autografarci il libro seduta stante!


Ma Alice, oltre che simpatica e divertente, è anche tanto carina e, indovinate un po' chi ci ha presentato? Lei! La mitica Giulia Ciarapica. No, ma capite? Io adoro quella ragazza! Adoro il suo blog e il suo modo di scrivere (e sì, anche la borsa che aveva al Salone, adoro pure quella!). Giulia è così come la vedete: un sorrisone stampato in faccia e tanta simpatia!
Per la cronaca: no, non esiste una foto di Alice in cui lei appaia un po' più seria!




Visto? Ride! Ride sempre!! Ed è (anche) per questo che noi la amiamo!

Ok! Abbiamo fame? Sì, abbiamo fame! Ci appollaiamo fuori dai padiglioni e dal trolley libridinoso saltano fuori tranci di pizza e bottiglie d'acqua (ve l'ho detto: mangiare al Salone è un salasso economico, quindi bisogna attrezzarsi!). 
Finito di pranzare, chi incontriamo? Ok, questo è il momento di respirare e cercare di essere serie (sì, Laura, ci crediamo tutti!). Niente po po di meno che... La Lettrice Rampante in persona!
Cioè, capite? Esiste! L'ho vista! Ed è pure tanto simpatica (insomma, lei potrebbe tirarsela davvero!). Saluti, baci, abbracci, mio figlio che le dice che la grafica del suo blog è figa (W i pois), mentre la mia gli fa schifo e, immancabile, foto!

Salutata Elisa, il viaggio riprende. Gironzoliamo un po' e ci dirigiamo allo stand de Il Libraio per un incontro con Lorenzo Marone, Alice Basso e Andrea Vitali.
Con dovuto anticipo, ci piazziamo in prima fila e toh... guarda chi c'è?! Amanda Colombo (bravissima libraia di Legnano) con Sara Rattaro. Dai sediamoci tutte qui! 
Ok, ve lo dico: l'incontro, che più che altro era una conferenza (o roba simile) non è che sia stato esattamente uno spasso. Ma quantomeno siamo riuscite a stare sedute per quasi un'ora (e non è poco in giornate come queste).

Terminato l'incontro, io e Baba sgattaioliamo verso Andrea Vitali. Insomma, leggo tutti i tuoi libri, almeno una foto vorrai concedermela? Ce l'ha concessa, ha anche sorriso (almeno credo!).

Ok! E adesso che si fa? Coniuge ha portato il figlio ad un laboratorio di fumetti. Che dite, donzelle? Cerchiamo qualcosa di fresco da ingurgitare? Ok, direzione bar. Ci rifocilliamo e incontriamo anche Lorenzo con la Marone family (moglie e figlio, per intenderci!). 
Flavia avevo già avuto il piacere di incontrarla lo scorso anno, ma Riccardo era ancora una sua appendice. Adesso, invece, è una meraviglia di bambino (per tre microsecondi mi è tornata voglia di bebè. Poi Baba si è premurata di ricordarmi che gli infanti crescono e io inizio a non sopportarli più. Grazie, Babina!).
Rifocillate abbiamo salutato Flavia e Lorenzo (che avremmo rivisto più tardi) e abbiamo ripreso i nostri giri per stand.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere Ivan, che ha regalato a me e Baba il suo romanzo, "Ambulatorio 62" (aspettatevi una recensione al più presto).


A metà pomeriggio, giusto per evitare di non trovare posti, il trio Libridinosa-Baba-Chiara ha zompettato verso il Caffè Letterario. Ci siamo accasciate a terra senza alcun ritegno. Mentre chiacchieravamo una dolce fanciulla si è parata davanti a me urlando "SORPRESA!!!". Uh, ma guarda, c'è Sonia de Il salotto del gatto libraio. Uh, ma pensa... è simpatica pure lei! Certo, non ha ancora ben chiaro che urlare sorpresa giusto a me potrebbe costarle la vita, deve anche capire bene chi è Laura e chi La Libridinosa, ma non è mica male 'sta donnina!

Ok! Sono quasi le 18. Noi tre donzelle ci alziamo e ci prepariamo ad uno scatto da Olimpiadi. Appena le sedie in prima fila si liberano, noi poggiamo i nostri esili deretani sulle sedie (capito, Lorenzo, come facciamo ad essere sempre in prima fila? Semplice organizzazione!) e... toh, c'è Lorenzo! Toh c'è pure De Silva! Oddio oddio, adesso faccio la stalker infame e mi faccio presentare Diego (eh scusa, Lorenzo, ma in qualche modo dovrai ripagarmi, no?!). 
Timidamente (sì, vabbè, chi ci crede?!) ci avviciniamo. Guardo Lorenzo e indico Diego. Lorenzo capisce e ci presenta (graaaaaaazie!). Vuoi non fare foto? Eh no! 
Quindi, vediamo, se ho tenuto bene il conto: quella che ho fatto oggi con Lorenzo dovrebbe essere la 1946esima foto (vabbè, ma con questa giacca non lo avevo mai fotografato, ok?!). E poi, scusate, mica c'era solo Lorenzo. Ieri c'era Flavia. Capite? Flavia, la donna santa e benedetta che sopporta me (tranquilla, Flavia, riuscirò a farti avere l'iPhone!).

Lorenzo Marone e Diego De Silva
Gente allegra ne abbiamo?!
Fabio Genovesi

La presentazione, che ve lo dico a fare, è stata bellissima! Credo di poter affermare che quando a dialogare sono due amici le emozioni che traspaiono sono maggiori anche per chi è lì seduto ad ascoltare! 
Dopo un'ora di chiacchiera su Erri (e Cesare), c'è stato il consueto rito del firma-copie. E che mi faccio firmare io, da Lorenzo? Un braccio? No, niente! Stavolta mi dirigo verso Fabio Genovesi.
Oh, ma quest'uomo, oltre che toscano (che è una cosa che gli fa guadagnare 10 punti senza far nulla!) e anche taaaaanto simpatico!
Autografi, chiacchiere, foto. Salutiamo tutti e andiamo via!

Mentre Coniuge ci abbandona per andare a fare gas alla macchina (che altrimenti poi i distributori chiudono e sono cavoli!), noi facciamo un ultimo giro di ricognizione (metti mai che ci fossimo perse qualcosa!).
Cerchiamo qualcosa da comprare ad Isotta (Baba-figlia). Mentre Baba sta per pagare, io ho la bella idea di girare la mia testolina verso lo stand Sellerio e... oddio che alto quel tipo lì! Oh ma a me quella pare proprio una faccia conosciuta... mumble mumble... noooo... "Babaaaaaaaa, c'è il Malvaldi". Hop hop... vuoi non salutarlo? 
Oh ciao... come va? E... Ok, io lo dico: 10 ore dentro al Lingotto e manco una figura barbina. Sono stata bravissima: non ho alzato mani per fare domande insulse, non ho inseguito nessuno, ho ringraziato tutti i blogger e i lettori e gli autori e gli addetti stampa che mi hanno riconosciuta e salutata. Insomma, pensavo di averla sfangata e di poter tornare a casa e raccontarvi che, per la prima volta in tre anni da blogger, La Libridinosa si è salvata. 
E invece no. Malvaldi, dall'alto della sua statura (è aaaaaaaaalto e adesso ho capito perché Baba non ha mai fatto foto di lui in piedi!), si gira verso di me, guarda il badge (perché ce l'ho ancora lì? Ah già, perché siamo ancora al Salone del Libro) e... "Oh, La Libridinosa! Grazie per la bellissima recensione negativa!"
Ok, dai Laura, puoi farcela. C'è la moquette, sollevala col piedino e striscia lì sotto sino a sparire del tutto. Che te ne frega della polvere? Fila! Tanto poi passa Davide col Folletto.
Io inizio a balbettare; Chiara, alle mie spalle, ghigna senza contengo (Chiara, piantala! Sono passati due giorni. È il caso che tu ci dia un taglio. Chiaaaaaaaraaaaaaaaaaaaa!!!) e Baba... oddio, mi si è paralizzata Baba! Baba, Babina... Baba, amore di mammix, tranquilla. Odia me, non te. Tu non c'entri nulla. Baba, respira! Ok, l'abbiamo ripresa appena in tempo!
Vabbè, io devo dirlo: il Malvaldi è veramente sportivo! C'è un certo autore che da un anno non mi rivolge la parola perché ho osato stroncargli un caccolibro. Marco, invece, ha riconosciuto che una recensione negativa, soprattutto se ben scritta e motivata, ci sta pure!
Guardate, si è ancora fatto fotografare con la disgraziata Libridinosa a fianco!
Adesso, onde correre ulteriori rischi, è meglio che noi ci si accinga ad uscire, che dite? Recuperato il Coniuge (che mi ha trovata affranta su una panchina) e anche la Baba-famiglia, ci siamo diretti al piano di sopra perché, insomma, di soli libri non si vive e qui la fame avanza!

E anche per quanto riguarda questo post, siamo arrivati alla fine. Solitamente non amo scriverete post così lunghi, perché ho sempre paura che il lettore si annoi. Ma questa volta, l'evento lo ha richiesto, quindi perdonatemi!
Prima di salutarvi, però, permettetemi di ringraziare tutti: Alice Basso (che è il sole nell'oscuro mondo dell'editoria), Monica Coppola (mamma!!!) che è tanto chic (sssshhhh... non diciamo cosa nascondevi sotto la giacca!) e penso sia ancora seduta inebetita in uno stand del salone, cercando di capire come un suo libro sia finito tra le mani del direttore di Vanity Fair (potere Libridinoso, mammina!!).
Grazie agli scrittori che mi hanno mostrato il loro affetto e il loro apprezzamento (tranquillo, Lorenzo, il ruolo di prediletto non te lo toglie nessuno!); grazie a tutti gli addetti agli uffici stampa che sono stati gentilissimi, primi fra tutti Francesca della Garzanti (detta Santa e Benedetta) e Tommaso della Longanesi.
Grazie a Fabio, bibliotecario del mio cuore: ci siamo rincorsi tra uno stand e un incontro e, alla fine, sei l'unico con cui non ho fatto una foto (recuperiamo a settembre, eh!).
Grazie a tutti i lettori e i blogger, a Giulia Ciarapica, ad Elisa La Lettrice Rampante. E un grazie specialissimo a Desirée Pedicelli che mi ha accolta con un sorriso, uno sguardo luminoso e un "io so chi sei, la tua fama ti precede!". 
Queste sono cose che ti sciolgono il cuore, ti rallegrano le giornate e ti fanno andare avanti quando sei stanca!

In questo blog, l'ho sempre detto, metto molto di me stessa. Mi diverto e amo ciò che faccio. E il fatto che voi continuiate a dirmi che tutto questo arriva sino a voi, è sempre una grande soddisfazione!
Quindi, grazie! E... ci vediamo al prossimo Salone del Libro!

P.S.: Babaaaaaaaa, io grazie a te non lo dico. Ma tanto lo sai!

P.S.2: Chiaraaaaaaa, hai promesso: 2 luglio a Chivasso e 29 settembre a Boves (però smetti di ridere, eh)!




...di Amici, di Scrittori e di Amici Scrittori!

Io una cosa devo dirvela: ODIO LE SORPRESE! Chiedete a Baba per avere conferma. Chiedete a mio marito che, ormai, ha quasi totalmente rinunciato a farmene una. Ecco, tutto si racchiude in quel quasi.
Perché sabato scorso il Coniuge è riuscito a sorprendermi e anche tanto! Qualche giorno fa abbiamo festeggiato i nostri 15 anni di matrimonio e, mi tocca riconoscerlo, questa volta mio marito è riuscito ad organizzare una giornata davvero meravigliosa; tra l'altro, con la complicità di due disgraziate dolcissime donzelle, conosciute dal mondo col nome di Lea e Stefania, le "Due lettrici quasi perfette", e di uno scrittore che dovrebbe essere AMICO MIO (non complice suo!).

Sabato mattina mi ha caricata in macchina e si è sorbito più di due ore di: "Dove andiamo? Dove mi porti? Siamo arrivati? Quando arriviamo?". Finché, esasperato, ha sparato musica a tutto volume e mi ha zittita!
Quando ho visto il cartello con la scritta Gardaland mi è salito un attimo di panico, lo ammetto! E niente, fatevene una ragione: io e i parchi divertimento non andiamo d'accordo e non avevo neanche un libro in borsa (perché Coniuge aveva detto che non mi sarebbe servito). Ma, fortunatamente, il viaggio è proseguito!

Finalmente il mistero viene svelato: Bassano del Grappa! E il mio cervello (che era ben sveglio e pimpante!) immediatamente butta fuori un collegamento: Bassano - Lea & Stefania - Lorenzo!!!

Bassano del Grappa ci ha accolti con un sole meraviglioso e un cielo azzurro che faceva quasi male agli occhi! Ma c'è stato qualcosa di più importante ieri: ci sono stati sorrisi timidi che sono diventati risate, ci sono stati abbracci e parole (e insulti, perché io e la Bacci interagiamo così!), ci sono state emozioni forti che si provano solo quando guardi negli occhi persone che, sino a quel momento, erano parole in una chat e voci in un telefono.

Ma la Libridinosa è stalker dentro, quindi vuoi che non avvisi "Lo Scrittore" della sua presenza in quel di Bassano? Telefono in mano e...: "Lorenzo, indovina dove sono?". E, dall'altra parte, una risatina malefica! Sapeva. Lui sapeva.

È stato così che mi sono ritrovata a vivere una giornata che definire bella è poco: una giornata che è stata un concentrato di Amicizia, quella che nasce spontanea e che si nutre di piccole cose ogni giorno!
Che Bassano del Grappa sia una città meravigliosa, non c'è bisogno che ve lo dica io (me ne sono
innamorata, lo ammetto!). Che la Baccichetto abbia ripetutamente tentato di buttarmi giù dal ponte ormai lo sanno anche i muri, che Lea sia di una dolcezza disarmante credo che traspaia non solo dalle foto. E che Lorenzo sia un Amico prima ancora che uno scrittore, una persona divertente ed umile come poche, beh... io lo avevo intuito ormai da tempo!

Seduti ad un tavolo di un piccolo locale di una magnifica piazza di Bassano del Grappa, Lea e Stefania hanno riempito me e Lorenzo di regali! E cosa c'è di più bello di trovarsi tra le mani oggetti che qualcuno ha fabbricato pensando a te?! 

Anche Lorenzo si è ricordato di me e ha mantenuto una promessa fattami qualche tempo fa (come dite? Non è affetto? È paura? Uff... che noiosi che siete!). E io adesso sono la felice proprietaria di un libro che trovare in versione cartacea è veramente impossibile. No, non parlo di Daria, che, per la
precisione, in questo momento si trova tra le mani di Lea e Stefania (minacce di morte ne abbiamo?), ma di "Le feste non vengono mai da sole" e di una raccolta di racconti.
La giornata è andata avanti tra chiacchiere e risate, tra un gelataio che voleva propinarmi un gelato vegano (a me? A me? Ma l'hai capito chi sono io? Mi avrà mica scambiata per la moglie di Brizzi?) e una visione strana di cui, però, vi parlerò nel Diario di Bordo di sabato prossimo.

La presentazione del libro? C'è stata, certo che c'è stata! Ed è stata anche bella! Innanzitutto, perché la  libreria è meravigliosa! Sita in un antico palazzo in centro città, ben fornita e con libraie gentili e simpatiche! Mentre aspettavamo Lorenzo, io e le due Perfette abbiamo giocato al "sì e no". Che gioco è? Semplice! Si gira tra gli scaffali e si indicano i libri dicendo sì se il libro lo si è letto ed è bello, no in caso contrario. Che pensavate? 
Con circa mezz'ora di anticipo, ci siamo sistemate in prima fila nella stupenda "Sala Nobiliare". Lorenzo è arrivato, puntuale come sempre. E, come sempre, tra una parola e l'altra, ha informato i presenti del mio essere stalker (grazie, eh, sei proprio un amico!).
Una cosa, questa volta, mi ha colpita particolarmente del racconto di Lorenzo. Mr. Marone ha ricordato di quando, lui che è cresciuto in una famiglia di avvocati, una di quelle famiglie in cui i discorsi ruotano attorno a politica e diritto, la sua camera era un po' un mondo a parte, un angolo diverso in cui lui si rifugiava tra videogiochi e una batteria da suonare! Lui l'ha definita "la piccola stanza che mi racchiudeva"! Mi sono emozionata davanti a queste parole, lo ammetto!
E mi è sembrato un po' di rivedere la Stanza Librosa, che racchiude, in un certo senso, quella che è la mia essenza di lettrice e blogger!

Devo tirare le somme? E allora vi dico che sono felice! Felice di avere un marito che sa come sorprendermi ancora! Felice di aver conosciuto due Lettrici Perfette che sono, per me, due Amiche Perfette! Felice di aver trovato (ancora una volta) in Lorenzo quella persona che ho intuito tra le righe dei suoi romanzi: umile, ironico, Amico!
E, quindi, non mi resta che dirvi Grazie! Grazie a Lea che è dolce, ma non smielata, che saltella nel mondo un po' come quella Flor che lei ama tanto, che (ma non diciamolo a Lorenzo!) continua a scrivermi "oddio, ma ci pensi? Un anno fa ero una lettrice del tuo blog e sabato abbiamo pranzato con Lorenzo Marone!".
Grazie alla Bacci (detta Giuda!) che è stata così carina da non buttarmi nel Brenta (la prossima volta, però, per sicurezza, incontriamoci dove non ci siano fiumi, eh!) e così carina che sono giorni che non mi insulta (sarà malaria?).
Grazie a Lorenzo! Ormai io e te ci diciamo sempre grazie, ma... GRAZIE! Te l'ho detto tante volte: di persone come te, in giro, ce ne sono poche! Tutto il resto, te l'ho scritto in un biglietto (e grazie per non averlo letto ad alta voce, che altrimenti la Bacci mi avrebbe presa in giro per almeno un anno!).
Ah già... guarda che l'iPhone a Flavia devi comprarlo, mica desisto io!

Grazie a mio marito che, come dicono tutte, è un Santo; che, come mi ricordano spesso mi ama. Lo so. E so quanto sia prezioso!

E ora, ovviamente, andate a leggere l'altra parte della storia dalle Due lettrici quasi perfette!






...di tragedie, di panico e di amici speciali!

Saaaalve, sono La Libridinosa!
E lo dico con orgoglio, perché oggi ho rischiato di non essere più tra voi.
No, niente morti tragiche, investimenti con auto o chissà cosa di strano. Semplicemente, ieri, mentre trotterellavo tutta tronfia e fiera della mia nuova grafica, del mio angolino che sembrava quasi uno di quei siti professionali, blogger (sto stronzo...si può dire stronzo? Vabbè, Baba ha detto cacca in radio!) ha deciso che no, quella veste non gli piaceva e... puff...tutto saltato, tutto sparito.

Immaginate la mia faccia. Panico, ansia, paura, lacrime. Credo di aver provato mille stati d'animo in minuto.
Ma io sono ligia e faccio sempre il backup, quindi carico tutto e... niente. Continua ad apparire tutta una roba strana. 
Entra in scena Laura, che di html e robe simili ci capisce più di me. Cominciamo a smanettare sui pc, con centinaia di chilometri che ci dividono, ma l'ansia che ci unisce. Ancora nulla.

Comincio a pensare che ok, è finita, devo farmene una ragione. La Libridinosa non c'è più.
Quindi, razionalizziamo e cerchiamo una soluzione? Naaaaa!!! Beh dai, non fate quelle facce. Voi riuscireste ad essere razionali davanti ad una situazione del genere? Ecco!

Ma io ho gente speciale che mi circonda! E questa gente speciale, guarda un po', ha anche fidanzati che di informatica ci capiscono e pure tanto.
E quindi cosa succede? Succede che, mentre in quel della provincia di Cremona io mi ritrovo a lume di candela (oddio, adesso che state pensando? Macché cenette romantiche, ma vi sembro il tipo io? No, è solo che la simpatica Enel ha deciso che era il caso di far andare e venire la corrente a suo piacimento.), nel resto d'Italia le amiche blogger si mobilitano. 

Scena: Libridinosa collegata con iPhone con 3G e, dall'altra parte, Baba, Laura, Lea e Stefania e Noemi munita di fidanzato informatico. Si inizia a smanettare che sono quasi le 22 e parte la veglia.
Nel frattempo, Baba si premura di informare il mondo che La Libridinosa ha il moccio al naso, sta male, chissà se tornerà. 
E parte la gara di solidarietà! Anche da gente che non hai mai sentito, da persone che non ti aspetti.

La faccio breve e vi dico che San Fidanzato Informatico ha risolto tutto. O meglio, blogger rimane uno stronzo e ha deciso che, se proprio voglio indossare quel vestito lì, devo rinunciare ai Lettori Fissi. Insomma, prendere voi 486 simpatici tipetti e buttarvi a mare. E, ovviamente, non dare la possibilità a chi vorrà farlo di diventare un seguace del blog.
Domanda: voglio farlo? No. E non perché io sia una ossessionata dal vedere crescere quel numeretto (con questo non dico che mi faccia schifo, eh!), ma perché non voglio che sia Blogger a decidere per me.
Alternative proposte dal Santo: chiudere La Libridinosa e ripartire da zero, aprire un sito internet, cambiare abito.
Come potete vedere, ho deciso di cambiare abito (ancora!). 

In tutto ciò, ovviamente, mi preme ringraziare delle persone.
Prima di tutto San Fidanzato che avrà dormito forse 4 ore e che ancora stamane, mentre andava al lavoro, continuava a smanettare sul blog. Adesso dimmi dove vuoi che io ti faccia costruire la statua!
Poi, ovviamente, tutte le dolci donnine che hanno fatto la veglia con me: Baba, che, come al solito, si è beccata una sfilza di insulti (è tutto ammmmore ammamma, lo sai!); Laura, che presa dal sonno ha cominciato a degenerare coi doppi sensi (e non vi dico altro!) e che, questa mattina, si è immediatamente prodigata a creare l'header nuovo nuovo che vedete quassù; Lea&Stefania, che mi hanno sorretta, un lato per una, facendomi ridere e spronandomi a non mollare; quella gran gnocca di Noemi, che ha rinunciato al fidanzato per tutta la sera, che gli ha tirato un'occhiataccia quando ha osato colorare di rosa il blog, che anche se è entrata nella mia vita da poco, mi sembra che stia qui da sempre! Ecco, io non so dirvi altro che GRAZIE, ma in questo grazie c'è tutto il bene che vi voglio (ed è tanto. Giuda, non faccia quella faccia!!).

E poi ci siete voi Lettori. Sì, con la L maiuscola. Perché mi avete inondata di messaggi e mi avete fatto sentire amata. Il mio grazie va a tutti voi! Siete meravigliosi!!
Grazie ad Anna Rita che mi ha tempestata di messaggi e che oggi che è il suo compleanno era qui a preoccuparsi per me; grazie a Giusi che è stata lì a controllare continuamente come si evolveva la situazione; grazie a Fabio che mi ha quasi urlato che NON SI MOLLA; grazie a tutti quelli che oggi, appena svegli, mi hanno scritto per sapere se ero tornata! Grazie, grazie a tutti.

E infine (vi sento, state ghignando, cretine!), grazie a Lorenzo. Perché sapere che eri lì, a preoccuparti per me, mi ha fatta sentire davvero importante. Perché se da alcune persone il sostegno te lo aspetti, quando arriva da altre ti lascia sempre un po' di stupore. Grazie, perché è bello sapere che nella vita ho un amico come te!

E adesso posso dirlo: LA LIBRIDINOSA C'È!!



...di voglia di cambiamenti e di cose nuove!

Buon pomeriggio, lettori!
Sono sempre io, La Libridinosa. Anche se, come avrete sicuramente notato (anche perché non è che sia proprio una cosina che non si nota!), il blog ha subito un notevole restyling!

È cambiato il modello (per chi non mastica il linguaggio di blogger, si tratta semplicemente di ciò che ci consente di decidere che aspetto grafico dare ai nostri angolini), sono cambiati i colori e anche la famosa bambolina che è diventata, in questi tre anni, il mio emblema, il mio simbolo, il mio stemma, la mia icona, ha subito un notevole ridimensionamento.

Probabilmente, chi di voi si è trovato a passare da qui tra ieri sera e questa mattina, sarà rimasto sconvolto dal cambiamento work in progress. Che pensavate che io mi fossi ricordata di mettere il blog in modalità "non visibile"? Naaaaa! Mica il mio stanco neurone arriva a tanto!

Ieri, come sapete, si è ufficialmente chiusa la prima tappa della Reading Challenge 2016 organizzata da noi LGS. E, liberatami da questo piacevole ma costante impegno, mi è venuta voglia di cambiare un po'.
Certo, non è che io, ieri, mi sia improvvisamente svegliata e abbia deciso di cambiare l'arredamento e dare il bianco alle pareti! Diciamo che era da un po' di tempo che, entrando qui, non mi sentivo più a casa.
Dopo tre anni, colonne, gadget, immagini e colore mi avevano un po' stancata. Era un po' come tornare in un posto di quelli che si frequentano con assiduità, ma in cui si va più per abitudine che per sincero piacere.

Così, ieri, complice il tempo trascorso davanti al pc per inserire gli ultimi aggiornamenti in tempo reale relativi alla Challenge, ho cominciato a chiedermi cosa volessi dal mio blog.
Ho fatto più di una prova, lo ammetto. Modello semplice...una colonna...due colonne...header sì o no?
Alla fine, ecco qui il risultato!

Ok, cambio netto! Un po' come quando si sono portati i capelli lunghi per tanti anni e, improvvisamente, si decide di dare un taglio netto.
Reazioni? Baba stava andando giù dalle scale urlando "oddio, mammiiiiiiixxxxxx"! Lea, sincera come sempre, mi ha detto "a me manca la bambolina, ma è casa tua e devi starci bene tu". Anna Rita credo che abbia nuovamente rotto gli occhiali per lo shock, Laura ha alzato il pollice perché stava in giro con Lamù e di più non poteva fare, Stefania si è espressa con un: "Trova un modo per infilare la bambolina da qualche parte!", Noemi ha urlato "sìììììì, zia, bello, mi piace!" (eh, l'entusiasmo giovanile!!!).
Ovviamente, anche coniuge e figlio sono stati interpellati e hanno detto "ah, però!".
E mentre ero lì, titubante, col cervello che macinava "sì...no...sì...no...lascio così...faccio altro...", arriva LUI (eh? Come dite? Chi è LUI? Che vi frega? Sono fatti miei!!). Fatto sta che LUI dice sì (no, non è l'uomo DelMonte!!). Ma io di lui mi fido taaaaaaanto!

Quindi, anche se adesso farò la brava e vi chiederò cosa ne pensate della nuova grafica e delle nuove impostazioni, sappiate che LUI HA DETTO Sì, quindi potete anche dirmi che vi fa schifo, io non cambio!!!

Ok, a parte LUI, io mi sento nuovamente a casa. Apro il blog e ho la sensazione di entrare nella Stanza Librosa, di essere nel mio posto! Mi sento bene, lo sento mio, mi calza a pennello!

Adesso, ve l'ho detto, tocca a voi! Ditemi che ve ne pare, insultatemi perché non riuscite più a trovare nulla, chiedetemi indicazioni come se io fossi un Tom Tom...dai su, esprimetevi a cuore aperto!


'La tristezza ha il sonno leggero' - Cronaca dell'incontro tra Lorenzo e la sua stalker ufficiale!!


Luogo: Casalmorano (CR)

Mattina: La Libridinosa si alza dal letto ed è già in preda alla frenesia da incontro
Gira per casa con lo stesso sguardo vacuo che ha assunto dal giorno in cui, un paio di settimane prima, ha terminato la lettura de "La tristezza ha il sonno leggero".
Dovrebbe fare mille cose, ma il suo pensiero è tutto per la serata che l'aspetta: finalmente, dopo quasi un anno, incontrerà nuovamente Lorenzo e lo sentirà parlare del suo nuovo romanzo.

La giornata scorre tra preparativi, liste di cose da portare (mettiamo tutto in macchina, va'... che ci manca solo che dimentichiamo qualcosa!).

Ore 18. La Libridinosa carica il figlio undicenne in macchina e parte, direzione Lodi, per recuperare il marito che, botta di fortuna, quel giorno ha un corso di aggiornamento. Il coniuge riceve un minaccioso sms: "Se quando passo non ti trovo, tiro dritto".
Il coniuge, previdente, la aspetta sul ciglio della strada e viene caricato in macchina quasi al volo!!

Ma se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo, è risaputo. E, ovviamente, in autostrada c'è coda. Così La Libridinosa & co. si ritrovano impantanati in una fila interminabile di macchine. E se il figlio se la ronfa beato sul sedile posteriore e il marito canticchia fregandosene, La Libridinosa (tra l'altro in versione "mi vesto da femmina e metto gonna e camicia chic") è preda di una mezza crisi: lei odia i ritardi e, ovviamente, vuoi che non le scappi la pipì? Intanto, iPhone alla mano, messaggia freneticamente con l'altra pazza blogger che deve raggiungerla all'incontro con Lorenzo, Noemi.

Luogo: Legnano (MI)

Ore 20.30. La famiglia Libridinosa giunge a destinazione. Coniuge guarda ammirato il luogo ed esclama: <<Oh, ma che posto bello!>>. La Libridinosa guarda ammirata il museo ed esclama: <<Chissà se c'è un bagno?>> (sì, se vi interessa, il bagno c'è ed è anche pulito!).
La Libridinosa, felice per essere arrivata in tempo e non abituata ad indossare le gonne, stava per rimediare la prima figura barbina della serata: stava uscendo dal bagno con la gonna tirata su! 
Arrivata nella meravigliosa sala in cui si terrà l'incontro, la nostra blogger si piazza in prima fila e cerca di capire che fine abbia fatto l'altra pazza, quando le arriva un sms: <<Ziaaaaa, sono in birreria e c'è Lorenzo>>. 
Fermi tutti! Perché Noemi sta in birreria? Perché Lorenzo sta in birreria? Perché io NON sto in birreria? 
Noemi, che non per niente è nipote adottiva della Libridinosa, ha imparato bene il mestiere e, ovviamente, si immedesima nel ruolo di stalker e comincia a fotografare Lorenzo (come far capire ad uno scrittore che, anche quando mangia, deve guardarsi le spalle!).
Ma cosa fa La Libridinosa, triste e sola, nella meravigliosa sala del museo? Sbircia tutte le donnine bionde, perché quella best... di Salvia le ha detto che la signora Meucci, l'agente letteraria di Lorenzo, è bionda. E visto che La Libridinosa e la signora Meucci hanno piacere di salutarsi, lei, ovviamente, cerca di capire chi sia, tra tutte quelle "sciure" la donnina in questione.
Benissimo, adesso, cari lettori, guardate la foto che segue...
Ditemi: vi sembra bionda questa bella signora? Quella alla vostra destra, per intenderci. Ecco, manco a me!
Vabbè, bando alle ciance! Volete sapere com'è andato l'incontro? Che domande fate? È andato benissimo! La sala era piena; Amanda, la ragazza che ha mediato, è stata bravissima: è riuscita a svelare pochissimo di quella che è la storia di Erri e della sua famiglia eppure è stata in grado di incuriosire e coinvolgere tutti i presenti, nonostante, c'è da dirlo, il libro fosse uscito da poche ore.
Credo che, tra tutti, fossimo meno di dieci ad averlo già letto.
Come dicevo, Amanda è stata grande: ironica, simpatica, divertente. Anche Lorenzo, c'è da dirlo, rispetto a quando lo avevo incontrato al Salone del Libro, si è sciolto. Mesi e mesi di incontri, probabilmente, hanno un po' grattato quella timidezza che lo contraddistingue. 
Ha fatto ridere, raccontandoci episodi della sua vita e di quanto vi abbia attinto per scrivere questo secondo romanzo. Ha raccontato i suoi personaggi, la loro storia e, ovviamente, ha anche parlato di Cesare.
Per poco più di un'ora, Lorenzo ha ammaliato il pubblico e, in sala, non si sentiva volare una mosca.

Ma volevate che non arrivasse il momento delle domande? Eh certo che è arrivato! Io, memore della magra figura rimediata al Salone del Libro (no, non ve la racconto, ho una dignità!) mi ero già preparata e, quando Lorenzo (simpaticone!) mi ha guardata e mi ha detto: <<Hai qualcosa da chiedermi?>>, io, sorrisino stampato sul viso, gli ho risposto: <<No, te le ho già inviate tutte in mail le domande che avevo!>>. Tiè...pensavi di fregarmi, eh?!!

Ma se La Libridinosa stavolta ha evitato la figura di m..., ci ha pensato suo figlio a tenere alto l'onore della famiglia. Nel silenzio che avvolge la sala, sento una voce alle mie spalle e penso "io 'sta voce la conosco". Panico. Sudo. Undicenne esclama: <<Ma Erri come Harry Potter?>>. 
Grazie, amore della mamma. Vuoi mai che Lorenzo possa pensare che siamo una famiglia normale? Naaaa!!!

Credo abbiate dedotto che la serata è stata magnifica e che io mi sia divertita tanto. È stato bellissimo conoscere Noemi e "Gelindo" (chiedete a lei il perché di questo appellativo per il suo fidanzato). Ma ancora più bella è stata la faccia di Lorenzo quando ho tirato fuori tutte le copie da fargli firmare.
Ok, erano tante. Ma mica tutte mie, eh? Diciamo che ho fatto qualche favore a gente che mi aveva chiesto obbligata a comprarne delle copie e farmele autografare!
E poi c'erano anche le due copie per il giveaway!
Come dite? La mia copia? Ooooh, la mia è una copia speciale, anzi specialissima! A me l'ha regalata Lorenzo e ci ha anche scritto su una dedica bellissima, di quelle dediche sei tanto fiera di far vedere in giro! Perché, insomma, mica tutti si sentono definire "folle stalker" da uno scrittore, no!? Ah non è una bella definizione? Vabbè, voi non potete capire. Per me è già tanto che non mi abbia scritto: "Ricordati che Misery è una storia inventata"!!!
 

Oh, ma quasi dimenticavo di raccontarvi l'ultima esibizione di mio figlio, che, usciti dal museo, mentre Lorenzo aspettava il suo taxi e io e Noemi chiacchieravamo, è andato, tutto tronfio a chiedergli di venire a fare una foto con le blogger (mio figlio, per ovvie ragioni, non conosce ancora il termine "stalker"!). Quindi, per chiudere questo articolo, eccovi qui Lo scrittore e le due pazze


Bene, io penso non mi resti altro da dirvi se non "Correte in libreria, se non lo avete già fatto, e comprate il libro di Lorenzo!".
Oddio, che avete da urlare adesso? Eh? Cosa? Aaaaaah, l'intervista! Oh, io ve lo dico subito: mettetevi comodi, che manco stavolta io e Lorenzo siamo riusciti ad essere seri!!

La Libridinosa intervista Lorenzo Marone

1. Nel romanzo precedente hai toccato il tema della violenza sulle donne, della solitudine e della perdita. In questo, invece, parli delle famiglie e di quanti danni possano fare i genitori quando non sono all’altezza del loro ruolo. I casi sono due: dato che un famoso autore una volta disse “scrivi di ciò che sai” o sei sfigato o sei bravissimo. Quale delle due?


Be’, diciamo che ho avuto la “fortuna” di avere una vita piena di difficoltà, così a un certo punto ho pensato che, forse, valeva la pena provare a trarne un senso positivo, e mi sono messo a scrivere. A parte gli scherzi, parlo di quello che è il mio trascorso, certo, ma sempre attraverso storie inventate, che mi appartengono fino a un certo punto. Cerco di nascondermi nella trama e nei personaggi, che sono sempre frutto della mia sola fantasia.


2. In questo romanzo sei riuscito ad intrecciare le vite di tantissimi personaggi (credo siano una trentina). Spiegaci come fai a rendere, anche quelli secondari, così caratteristici ed insostituibili (tranquillo, non voglio scrivere un libro, sono semplicemente curiosa come una scimmia!).

Be’, a questo non so rispondere, io quando mi metto a scrivere ho solo una vaga idea in testa e un protagonista, tutto il resto viene da sé; e qui ne sono venute di cose! È una storia lunga, quarant’anni di vita di due famiglie, moltissimi personaggi. Forse ho assorbito senza saperlo le storie e i personaggi di altri, tramite la lettura, i film, anche la musica, e tutto questo “assorbire” mi ha poi aiutato a far fiorire i miei di personaggi. 

3. Tra i tanti protagonisti del tuo nuovo romanzo spiccano, su tutti, Erri ed Arianna. Pur avendo avuto un’infanzia simile, i due crescono e reagiscono in maniera totalmente opposta a quelli che sono i dolori che si trascinano dietro. Mentre Erri rimane un personaggio più schivo ed introspettivo, ma, nonostante ciò, riesce a crearsi una sua nicchia nella vita, Arianna è sempre allo sbando. Come pensi che sia possibile reagire così diversamente ad uno stesso dolore? È solo una questione di carattere? 

È un romanzo che pur restando ironico, come è nel mio stile, parla molto di dolore, perché, in realtà, è pieno di vita, e nella vita, purtroppo, c’è anche il dolore. Tutti i personaggi del romanzo hanno a che fare con il dolore e ognuno reagisce a suo modo. Il dolore può salvarci o distruggerci, può essere la scintilla che fa scoccare la reazione o il piede che ci schiaccia. Erri reagisce, Arianna, invece, tende ad autodistruggersi perché non regge. E non è l’unico personaggio del romanzo a farlo. È una questione di forza caratteriale e di quantità di dolore da sopportare. 

4. Entrambi i tuoi romanzi sono ambientati a Napoli. Quanto forte è il tuo legame con la tua città? Ti piacerebbe sperimentare altre ambientazioni o sei un fedelissimo?

Amo la mia città, e con gli anni scopro di amarla sempre di più. Dal punto di vista narrativo, poi, credo non esista luogo migliore dove far muovere i personaggi. È una città che ha tutto, una città popolare, borghese e nobiliare, nuova e vecchia, piena di contraddizioni, un calderone dal quale attingere all’infinito. Senza Napoli la mia scrittura sarebbe diversa, e anche il titolo del romanzo è molto legato alla mia terra, che ha inventato il termine “Appocundria” (inserito anche nella Treccani), che è quella specie di malinconia profonda che non sai da dove viene ma che ti fa compagnia spesso, come un’amica petulante alla quale, però, alla fin fine vuoi bene. La tristezza ha il sonno leggero è quell’amica. 

5. Ma tu sei più Cesare o più Erri?

Più Erri. Senza dubbio.

6. Cosa direbbe Cesare ad Erri se mai dovessero incontrarsi? Perché non gli fai prendere un caffè assieme?

Sarebbe divertente, in effetti. Credo che il vecchiaccio si prenderebbe la briga di scuotere il nostro Erri, gli direbbe di smetterla di piangersi addosso e di muoversi a cambiare le cose. A Erri servirebbe un amico come Cesare. O un terapeuta come Cesare. Cesare Annunziata come terapeuta non sarebbe male! 

7. Nell’ultimo anno la tua vita è radicalmente cambiata: hai scritto due libri, hai avuto un grande successo, sei diventato padre e hai una stalker ufficiale (che sarei io!). Se qualche anno fa, ti avessero detto dove saresti stato oggi, ci avresti creduto o ti saresti fatto una grande risata?

Avrei riso, certo. Però devo anche ricordare che non ho mai smesso di crederci, di combattere per cambiare la mia vita, anche quando non sapevo che strada prendere, anche quando sarebbe stato più facile accontentarsi, io ho continuato a scalciare, perché sentivo di avere qualcosa da dire, qualcosa da creare, sentivo di essere profondamente diverso dal ruolo che stavo recitando. Dico un grazie alla mia caparbietà allora, e un grazie a mia moglie, che non ha mai smesso di spronarmi per continuare a scalciare. (Messaggio per Flavia: grazie anche da parte di noi lettori!)

8. E adesso passiamo alle domande cretine, tipiche di una LGS. Confessa: hai più paura di me o dei critici professionisti?

Ho più paura di te che dei critici . No, scherzo, è che ci si deve presto abituare al giudizio degli altri, non si può piacere a tutti, anche se ci sono stalker che te lo fanno credere possibile. (La Libridinosa gongola, che il mondo lo sappia!)

9. Ormai le persone sono convinte (almeno dalla mia parte) che tu sia un amante a distanza. Mio marito se n’è fatto una ragione; Flavia ti ha già fatto la valigia? Sappi che la taverna di casa mia è a tua completa disposizione!

Bene, allora so di avere un rifugio qualora le cose si dovessero mettere male… . Tuo marito è un santo. (È almeno la quarta volta che Lorenzo dice questa cosa di Davide. Qualcuno qui sta iniziando a montarsi la testa, che si sappia!)

10. Ormai una LGS (che non si fa mai i fatti suoi!) ti ha svelato che ho comprato una libreria solo per Cesare (doveva stare comodo!). Giusto perché Flavia non l’abbiamo ancora nominata, lei te l’ha comprata una libreria per Cesare? Ecco! Adesso rispondi e fatti due conti!

No, in effetti, no. Mi sa che dovrà riparare quanto prima…glielo farò notare!

11. E, infine, sai che le altre LGS, nello specifico Laura e Baba, hanno detto che quando scriverai il prossimo libro, mi uccideranno perché non sopportano di sentirmi dire che dopo i tuoi romanzi è impossibile leggere altro? Qual è la soluzioni che proponi? Io ne avrei una: mi scrivi un libro con 365 mini-racconti? Così sto tranquilla per un po’!

Semmai il prossimo romanzo te lo invierò un capitolo alla volta… 

Bene bene! Mentre io attendo che Lorenzo inizi a inviarmi i capitoli (ahahahah), non posso che concludere (questa volta sul serio) questo bellissimo resoconto facendovi notare un paio di cosette!
Io sono rimasta orfana piangente prima di Cesare e poi di Erri, ma quelle disgraziate che tanto si sono lamentate del mio frignare, in questi giorni stanno vivendo la stessa identica situazione. Vogliamo parlarne?!
E, infine, la serata del 7 marzo si è degnamente conclusa così...


P.S.: E mentre Noemi mangia beata il suo spiedino di marshmallow, io vi ricordo che, da ieri, ha preso vita una campagna "social" per portare il nostro amato Lorenzo a "Che tempo che fa". Potete aderire e far crescere il nostro grido usando l'hashtag #vogliamolorenzoachetempochefa su tutti i Social Network (su Twitter taggate la trasmissione "Che tempo che fa", Fabio Fazio e Luciana Littizzetto) e condividendo l'immagine che segue...



Bilancio di fine anno

Negli ultimi giorni ho riflettuto molto sulla pubblicazione di questo post. Sembra quasi scontato, alla fine di ogni anno, tirare somme, fare classifiche, stilare buoni propositi.
Ma, questa mattina, Facebook ci ha messo lo zampino e mi ha ricordato che, giusto un anno fa, pubblicavo un lungo post con tanto di classifica delle migliori letture, speranze ed obiettivi per il 2015.
E, rileggendolo, mi è scappato qualche sorriso e mi è venuta voglia di scrivere qualche riga per salutare questo 2015, che (diciamolo piano!) a me è anche piaciucchiato! Diciamo che io opterei per un 2015 2.0... si può?!!

Tra obiettivi e speranze, diciamo che il 2015 si è chiuso in pari! Alcuni obiettivi li ho raggiunti, altri superati, altri falliti. Ma, insomma, nella vita ci stanno anche i fallimenti no?!
Io di questo 2015 appena trascorso non mi lamento affatto, anzi... Ho letto meno dello scorso anno, ma ho coltivalto rapporti importanti (LE MIE ADORATE LGS!).

Di questo 2015 mi porterò nel cuore le mattinate al telefono con quelle due matte di Laura e Baba, le risate, le lacrime, le chat che prendono la tangente della stupidità dopo le 7 di sera!
Porterò con me le urla di Baba al telefono: "Mammiiiiiiiiiiiiixxxxxxxxxx..." (ma quanto bene ti voglio, Babina mia?!), le cretina di Laura, che un anno fa era solo un'entità che si strozzava col pandoro e che, adesso, invece, è parte integrante e costante delle mie mattinate (tanto tanto tanto bene, sorella!). Porterò con me la tenacia di Dany, il suo essere rompiscatole all'inverosimile, i suoi "Madreeeeeeeeeeeeeeeee" a qualunque ora del giorno <3

Di questo 2015 porterò con me tutte quelle splendide persone che, grazie al blog e alle LGS, si stanno affacciando pian piano nella mia vita (vero, Lea, Stefania, Sandra, Michela.... e tutte le altre?).
E porterò con me anche il fatto che, dalla mia vita, siano state eliminate persone finte, finte come una moneta da 3 euro. Io respiro, vivo, sorrido, sono felice!

Porterò con me, sicuramente, Cesare! Perché se mi chiedeste di stilare una classifica personale dei libri letti quest'anno, il primo che mi sentirei di consigliarvi, ancora oggi, a quasi 365 giorni di distanza, è sempre quello: La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone.
Che vi devo dire? Sarò noiosa, banale, ripetitiva, ma io Cesare lo porto nel profondo del cuore e voglio portarmelo dietro anche nel 2016!

E adesso è arrivato il momento dei saluti!
Io auguro a tutti voi un 2016 fantastico! Vi auguro serenità, salute e, ovviamente, taaaaaaaaaaaanti libri! Ah già... ovviamente in compagnia mia e di tutte le altre vecchiaccie!




Una tranquilla mattina in radio

Legenda

* voce di Baba
* voce di Laura

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Giovedì 22 ottobre. Ore 9.15. Come ogni mattina sono alle prese con il mio solito giro di pulizie casalinghe. Solitamente le mie orecchie sono occupate dagli auricolari del telefono e dalle voci di Laura e Baba che sghignazzano per qualche svariato motivo.

Noi non sghignazziamo!

Sì, cari lettori, noi tre ci sentiamo quasi ogni mattina. Tutte e tre assieme: chiamata di gruppo...che bella invenzione, eh?!

Veramente la videoconferenza l'ho inventata io e Burro ha fatto da cavia.

Poi ci sono anche le mattine in cui ci vediamo su Skype, solitamente per definire dettagli di challenge e giveaway o per coordinare i vari impegni dei blog.

L'80% sono  minchiate cretinate
No no, sono proprio minchiate

Giovedì mattina, invece, le due simpatiche donnine chissà dove erano! Ah già... Laura aveva appena scritto in chat che stava per portare fuori Lamù (la sua padrona cagnolina) e di Baba ancora nessuna notizia.
Così, giusto per non morire nel silenzio di casa mia,

Silenzio? Quattro cani e tre gatti e un Folletto, chiamalo silenzio!

ho acceso la radio. Ed ero lì, proprio nella Stanza Librosa, quando ho sentito che da Fabio Volo si parlava di libri e lettori.
Frase fatidica (quella che a me e ai lettori forti fa sempre venire il nervoso!): "In Italia il 57% della popolazione non legge neanche un libro l'anno".

E che fanno allora?
Guardano Barbara D'Urso
Oddio, preferivo non saperlo!
Ma no, dai, ha scritto anche lei qualche libro
Ok, basta, me ne vado.
Dici che ha un ghostwriter?
Sto povero cristo!

Il nervoso!!! Occhi fuori dalle orbite, fumo che usciva dalle orecchie e il mio cervello che continuava a chiedermi: <<Perché non ti intervistano mai?>> Eh, perché?

Perché sei acida, in confronto a te l'aceto balsamico è zucchero

Prendo l'iPad e mando una mail:

No, l'iPad ce l'hai già incollato alla mano, scimunita
Dovrebbero vietarti di mandare le mail
Io di libri ne leggo 100 ogni anno. Che dite? Tengo alta la media?
Sborona!!!
Sborona!!!

E per me la cosa si era chiusa lì. Peccato che, neanche due minuti dopo, sul mio cellulare appaia uno 02... qualcosa.
Penso: "Vediamo cosa vuole oggi lo Sky"
Rispondo: "Pronto"
E di là: "Ciao, ti chiamo da Radio Deejay, ho appena visto il tuo blog. Ti va di andare in diretta con Fabio?"
Cervello: "Laura ti sta facendo uno scherzo. Riattacca. No. Aspetta. Il numero di Laura è memorizzato. Rispondi in maniera seria. Sbrigatiiiiiiiii"

Sempre io!

Io: "Certo che mi va!"

Figurati!
Ma veramente quella che voleva andare in radio ero io, stronza!
Si può dire stronza? Beh, abbiamo detto minchiona!

Cervello: "Eh certo, noi oggi ci siamo alzati dal letto pensando <<oggi me ne sto a parlare un paio di minuti con Fabio Volo, poi spolvero e magari passo anche il Folletto sui pavimenti, così giusto per variare la solita routine"

Ma la pianti?

Nei tre minuti successivi io ho, nell'ordine:
⦁    preso il telefonino di mio figlio, chiamato Baba e urlato di mettere subito su radio deejay, per poi riattaccare prontamente

Immaginatevi la voce della Befana che mi strilla "METTI SUBITO SU RADIO DEEJAY"  e butta giù. Ma ovviamente, la parola radio deejay non era chiara, ma boffonchiata. Quindi chiamo Tina per saperne di più.
Immaginatevi me, col cappotto, le chiavi in mano, gli occhiali da sole e un cane implorante che vuole uscire. Rispondo al telefono e Baba che mi dice "ma Laura va su radio deejay?" IL PANICO!
Metti subito su radio deejay, che io qui la radio non ce l'ho
C'è lo streaming, Baba
Ah già, è vero!

⦁   mandato sms a raffica a mia sorella e mio marito che non capivano perché mi ostinassi a dir loro di ascoltare Fabio Volo
⦁    scritto in chat per avvisare il resto delle LGS che stavo per andare in diretta
⦁    scritto su Facebook che La Libridinosa stava per andare su Radio Deejay

Ho capito, manco incontrassi il Papa!

⦁    chiuso i cani in una stanza per evitare che partisse un coro di ululati in diretta radiofonica

Poveri, magari volevano dire la loro!
Lanci la pietra e poi nascondi la mano?

⦁    pregato ardentemente qualunque dio esistente che non mi venisse un attacco di tosse, che il mio cervello malefico rimanesse collegato alla mia bocca e non mi facesse gettare fuori una serie di minchiate come sono solita fare

No, tranquilla, sei stata serissima... molto sicula!

Dopo una decina di minuti, una gentilissima ragazza mi ha richiamata,

Minchia, di solito sono tutte arpie, questa invece era tutta gentilissima!

ha cercato di tranquillizzarmi (credo che sentisse il mio tremore sin lì) e poi mi ha lasciata in balìa di Fabio.

L'amico tuo, Fabio!

Primo pensiero: "uh, ma pensa... lo sento sempre in radio e adesso gli parlo al telefono!".

Bugiarda! Il tuo primo pensiero è stato "se mi chiede di un suo libro, cosa gli dico?"
Bugiarda 2: Fabio Volo non lo ascolti mai!
No, infatti stai al telefono con noi

Un paio di chiacchiere, due domande per capire chi sono, cosa faccio, come riesco a leggere così tanto e poi... malefico, Fabio... "Consigliaci due libri"
Cervello: "DUE? DUE? FABIO SOLO DUE? MA CHE DUE E DUE? NON DUE AL QUADRAT0? AL CUBO?"
Panico...terrore...odio profondo per chiunque ti costringa a scegliere.
Cervello: "Ok, butta lì un thriller, tra l'altro molto bello, che i thriller piacciono sempre a tutti. Non dire Bianchini che sembri paracula, che giusto oggi esce il film, mi raccomando! Guardati attorno, cretina! Chi vedi sempre in giro per casa? (Detta così sembro matta, eh! Ma vi giuro che sono parzialmente sana di mente!)"

Parzialmente...

Uuuuuh, Cesare! Cesare mon amour! Il vecchiaccio sociopatico e scorbutico che mi ha rubato il cuore a gennaio e non l'ha più mollato!

Per forza, sei te tra vent'anni!
No no, lo è già adesso... uguale uguale!

Recupero la mia nonchalance e dico (come fosse la cosa più normale del mondo!): "Un thriller della Garzanti... bla bla bla... e "La tentazione di essere felici" di Lorenzo Marone".
Ecco, fatto, ho dato due titoli!

Brava, complimenti, vuoi l'applauso?
E comunque il Garzanti te lo avevo consigliato io, ma a me Fabio non mi chiama mica!
E neanche uno farina del tuo sacco!


DA GIOVEDì IN POI...

Da giovedì è successo di tutto. Innanzitutto Lorenzo che mi ha ringraziata in tutti i  modi (e tutti i laghi!).

Ci rifacciamo pure alle canzoncine di Sanremo, adesso... non hai ritegno!

Lorenzo caro, io te lo dico qui, davanti agli occhi del mondo: ci sono due cose che mi hanno conquistata di te. La prima, ovviamente, è il tuo romanzo (bello, bello, bellissimo!). La seconda è la tua umiltà (e te lo dice una che, nel suo piccolo, di autori ne ha conosciuto più di uno!).

Ma hai finito di sleccazzare in giro?
Sboronaggine a mille!!!

Ecco, il libro di Lorenzo va letto, perché è un libro per la vita. E Lorenzo è una di quelle persone che nei libri ci mette l'anima e si vede!

Lorenzo, non me ne volere, ti adoro pure io. Però, Laura, BASTA BASTA BASTA BASTA!
Io, fossi Lorenzo, inizierei a preoccuparmi!
Guarda che è sposato...
Con figlio!

Come dicevo, è successo il finimondo: innanzitutto, giovedì, il blog ha avuto un picco di visite che manco se avessi pagato Google avrei mai pensato di vedere: 3464 visite in un solo giorno. La pagina Facebook ha appena raggiunto (e superato) i 2000 Mi piace. Anche su Twitter ed Instagram c'è stato un picco di followers. E io, ovviamente, non posso che dirvi GRAZIE!

E vabbè...continuiamo!
Miii... sei vippa!
E partecipate all'hashtag #vippatu

Ma proprio tutto questo, ha portato me e le altre due scimunite amiche mie a chiederci quanto alto sia il potere mediatico di una radio. Perché, insomma, La Libridinosa non è nata ieri. Il blog è online da due anni e mezzo, la pagina facebook da poco meno e il libro di Lorenzo è in libreria da quasi un anno.

Ecco, brava, hai fatto la cronologia. Quindi?

Eppure, negli ultimi giorni, ho ricevuto tantissimi messaggi di persone che hanno scoperto il mio angolino proprio grazie al mio intervento in radio;

Io non la sopporto più, eh
Se dici un'altra volta radio, urlo!

altrettanti mi hanno chiesto di ripetere loro i titoli che ho segnalato. E sono tantissimi quelli che mi hanno scritto di essere lettori sporadici, ma, dopo avermi ascoltata, sono andati in libreria a cercare il romanzo di Lorenzo.

Ecco che risollevi le sorti dell'editoria italiana con una telefonata in radio. Vola basso!
C'è un adesivo con donnina che si strappa i capelli?

A questo punto, sorge spontanea una domanda: quanti italiani in più si approccerebbero alla lettura se avessero uno stimolo? Tre minuti in radio sono bastati per far crescere le mie pagine in maniera esponenziale e per far andare tanta gente in libreria alla ricerca del libro di Lorenzo.

Ok, questo post è stato fatto per farci incazzare!

Italiano popolo di pecoroni o, molto più semplicemente, pochi stimoli alla lettura?

Poche radio!
Libridinosa for President!
Fabio, ti prego, chiama tutti come il Papa!

Per carità, c'è stata anche una discreta percentuale di gente che mi ha accusata di girarmi i pollici per giornate intere. E qui le due signorine sedute a fianco a me (ah no, stiamo su skype) potranno venire in mio soccorso e confermare che non è così.

No, tu pulisci anche le fughe
Gli zoccolletti
Uh, e fai tante torte!
Tante tante!!!

Voi cosa ne pensate? Cosa vi porta a leggere o non leggere?

Ma lo sapete che la libridinosa è andata in radio?
Davvero? Non lo sapevo!

Nota della Libridinosa: nessuna blogger è stata torturata per stilare questo post. Tutto ciò che Laura e Baba hanno detto è frutto dei loro cervelli; alla Libridinosa è stato impedito di rispondere a tono.