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Antonio Manzini: guida ai miglior romanzi gialli senza perdersi nei poliziotti disperati
Se amate i gialli italiani e vi siete stancati dei soliti commissari che piangono sulla tastiera, allora siete nel posto giusto. Benvenuti nella mia guida ironica, sarcastica ma onesta su Antonio Manzini, autore di thriller che non vi faranno addormentare tra capitoli lunghi e descrizioni infinite.
Chi è Antonio Manzini?
Antonio Manzini non è un autore qualunque. È il tipo di scrittore che ti prende per mano e ti trascina nel sottobosco della provincia italiana senza perdere un briciolo di ironia. Il suo personaggio più famoso, Rocco Schiavone, è un vicequestore romano trapiantato in Valle D'Aosta che odia tutto e tutti, ma stranamente, non si riesce a non volergli bene.
Da dove iniziare?
Se siete nuovi di Manzini, vi consiglio di partire dal primo libro della serie Rocco Schiavone: Pista nera. È un ottimo biglietto da visita: rito serrato, battute pungenti e un protagonista che vi farà sorridere anche quando fa arrabbiare.
I libri imprescindibili
Per non perdervi tra i titoli, ecco la mia selezione spietata:
- Pista nera → l'inizio di tutto, imprescindibile
- La costola di Adamo → giallo intenso, con colpi di scena
- Era di maggio → tra mistero e introspezione, perfetto per chi ama l'umanità dei personaggi
- Fate il vostro gioco → l'episodio che non si può proprio saltare
- Perfetto per voi: amanti dei gialli ben scritti, ironici, con personaggi veri e dialoghi che fanno ridere e pensare.
- Non fa per voi: se volete banalità o protagonisti perfetti, qui vi annoierete a morte.
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GLI ERRORI DELLE LETTRICI - Quando leggere diventa un dovere: come riscoprire il piacere della lettura senza sensi di colpa
“Ci sono libri che finiscono.
E poi ci sono libri che ci finiscono.”
Il mito tossico del “devo finirlo perché l’ho iniziato”
C’è un mantra che circola da generazioni di lettrici martiri:“L’ho iniziato, quindi lo devo finire.”
“Lasciare un libro a metà non è fallire.
È ricordarsi che la lettura non è una punizione.”
Il lettore performativo (ovvero: Goodreads non è un giudice)
“La lettura non è una maratona, è un invito a perdersi.E chi si perde, vince sempre.”
Il piacere che scompare (e come riprenderselo)
“I libri non si finiscono: si vivono, si abbandonano, si ritrovano.E a volte, semplicemente, si lasciano andare.”
Il consiglio della Libridinosa
Se un libro ti pesa, non portarlo avanti per principio: i libri non vanno finiti: vanno amati. E se non ti ama, lasciarlo è un atto di autostima.
E tu?
Finire un libro o iniziarne tre? Il dilemma segreto di ogni lettore multitasking
- Uno per il divano, quando vuoi abbandonarti al comfort e alla morbidezza del tessuto e della trama
- Uno per il letto, perché il libro letto prima di dormire sa sempre cullarti meglio della più sofisticata meditazione guidata
- Uno per quando ti senti colta, quello da sfoggiare come se le tua intelligenza dovesse essere costantemente documentata
- Uno per il bagno, non stiamo mica scherzando con i tempi di lettura!
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BOOKBLOGGER vs BOOKTOKER – Due mondi, un amore (disfunzionale) per i libri
Dieci frasi che ogni lettore odia sentirsi dire (e risposte ironiche per salvarsi dalla galera)
“Ah, io non ho tempo per leggere.”
Le 10 frasi proibite (e come rispondere senza finire in galera)
“Leggere è una perdita di tempo.”
Risposta ironica: “Hai ragione, in effetti è molto più produttivo guardare un cantiere.”“Io non ho tempo per leggere.”
Risposta ironica: “Tranquillo, anch’io non ho tempo per respirare, ma lo faccio lo stesso.”“Ma a cosa serve leggere?”
Risposta ironica: “Serve a capire perché la gente dice cose assurde e sopravvive senza perdere la sanità mentale.”“I libri sono noiosi.”
Risposta ironica: “Anche ascoltare te, ma lo faccio lo stesso.”“Io preferisco guardare film.”
Risposta ironica: “Io preferirei sotterrarti, ma i bagni delle carceri sono sporchi.”“Non leggo perché mi annoio subito.”
Risposta ironica: “Capisco, la pazienza è sopravvalutata. Meglio continuare a saltare da un reel all’altro.”“Io leggo solo se devo studiare o lavorare.”
Risposta ironica: “Quindi non lo fai da parecchi anni.”“Non mi piacciono i libri strani.”
Risposta ironica: “Se i tuoi familiari pensassero la stessa cosa delle persone, tu saresti un reietto.”“Leggere è roba da secchioni.”
Risposta ironica: “Non leggere è da fascisti.”“Non mi ricordo mai i nomi dei personaggi.”
Risposta ironica: “Ti svelo un segreto: carta, penna e calamaio.”
Riflessione tra le righe
E poi ci fermiamo un attimo a pensare: vivere in un mondo dove la gente crede che leggere sia un lusso o una perdita di tempo è come stare in una biblioteca e sentire qualcuno dire:
“Che palle, troppo silenzio qui dentro!”
Noi lettori lo sappiamo bene: i libri non giudicano, non interrompono, non ti spoilerano la vita con meme stupidi. E allora ci si ritrova, pazienti ma armati di sarcasmo, a navigare tra le frasi proibite con la grazia di chi sa che, prima o poi, il mondo finirà per leggere… o almeno per smettere di fare queste domande assurde.
“Ma a cosa serve leggere?”
































