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Come non farsi fregare dai consigli "motivazionali" da lettori perfetti

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Perché "se vuoi il tempo lo trovi" è la frase più tossica detta a chi ama leggere C'è una frase che mi manda in sofferenza più di un refuso in prima pagina. Una di quelle che arrivano puntuali come l'influenza stagionale, con l'aria di chi sta facendo del bene all'umanità: "Se vuoi il tempo lo trovi". Detta a chi legge poco. Detta a chi è stanco. Detta a chi ama profondamente i libri, ma non riesce sempre a infilarli in agenda come una vitamina obbligatoria. Ogni volta che la sento, mi viene voglia di chiudere Instagram fare un respiro luuuuuuungo. Così lungo da farmi dimenticare la password. Quando la lettura diventa una disciplina (indovinate: non funziona) Negli ultimi anni la lettura è stata raccontata come il fitness.  Allenamento quotidiano. Costanza. Routine. Disciplina. Se non leggi, è perché non ti impegni abbastanza. Se non trovi tempo, è perché non lo vuoi davvero. Se molli un libro, è perché non sei abbastanza motivata. Il problema non è ...

"Sangue marcio" di Antonio Manzini: quando il male cresce in famiglia

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SANGUE MARCIO Antonio Manzini Piemme 224 pagine 24 giugno 2025 Pietro e Massimo sono due bambini privilegiati. La loro è una famiglia facoltosa e hanno tutto quello che si può desiderare: una villa con piscina, un campo da tennis privato, i primi videogiochi. Un'infanzia felice, sospesa in un sogno borghese. Finché, un giorno d'autunno del 1976, il mondo crolla. La polizia irrompe in casa e il padre viene arrestato. I giornali, pochi giorni dopo, lo ribattezzeranno "il mostro delle Cinque Terre". Quasi trent'anni più tardi, i due fratelli non potrebbero essere più diversi. Pietro è cresciuto in un istituto a Torino ed è diventato un cronista di nera. Massimo, affidato a uno zio, è un commissario di polizia. A unirli di nuovo è una scia di delitti, firmati da un serial killer spietato. Il tempo li ha cambiati. Massimo, un ragazzino impulsivo che metteva tutti in riga con il suo motto «Vatti a nascondere in Tibet» oggi è un uomo svuotato, con troppe ombre e troppi M...

Il giudizio sugli audiolibri è snobismo puro

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C’è una frase che, nel mondo dei lettori cartacei duri e puri, gira con una sicurezza disarmante: “Ascoltare audiolibri non è leggere.” La pronunciano spesso con aria compassionevole, come si parla a chi ha preso una scorciatoia.  Come se l’audiolibro fosse la soluzione per il lettore pigro.  Peccato che non sia così, che questa convinzione non sia amore per la carta, ma snobismo travestito da valore.  Partiamo da una cosa semplice (e scomoda) Esistono studi che dimostrano che, quando ascoltiamo una storia, nel cervello si attivano le stesse aree della lettura tradizionale.  Comprensione, immaginazione, costruzione delle immagini mentali: tutto lì. Identico.  Ma anche senza scomodare la scienza - che tanto viene ignorata quando disturba - basterebbe l’esperienza.  Perché ascoltare è più difficile che leggere.  Quando leggi con gli occhi, puoi tornare indietro, rallentare, fermarti.  Quando ascolti, devi restare lì. Presente. Attenta.  Un atti...

La felicità sta tra una pagina e l'altra (e un tè caldo)

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Piccola, silenziosa, ostinata: una forma di resistenza quotidiana È domenica. Tardo pomeriggio. Quell'ora strana in cui il giorno non è più giorno e la settimana successiva bussa senza ancora farsi vedere. Sono sul divano, accoccolata a Roby. Il tè è caldo, non più bollente. Il libro è aperto, ma non con l'urgenza di chi deve arrivare da qualche parte. Più con la calma di chi sa che può restare. Non succede niente di speciale. Niente foto da postare, niente momenti da segnare come importanti. C'è solo un libro aperto sulle ginocchia, il respiro di Roby che si appoggia al mio e quella sensazione precisa e riconoscibile: pace. Non felicità da fuochi d'artificio. Pace. Quando parlo di leggere come forza di resistenza ,  è esattamente questo che intendo. Non un gesto eroico, non la lettura come identità da difendere a colpi di storie e statistiche. Leggere, in questo senso, è un atto minuscolo ma ostinato. È scegliere di stare. È dire, senza proclami, che non tutto deve ess...

'Non ancora 101' di Irene Salvatori: dialogo semiserio tra due cani sul libro che serve quando serve

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NON ANCORA 101 Irene Salvatori Marcos y Marcos 256 pagine 21 gennaio 2026 Berlino, casa tra laghetti e parchi del sud. Una mamma estrosa e sola si barcamena fra tante lingue, tre figli e sei bracchi ungheresi che tengono banco. E branco. Non è uno scherzo tirare le fila di una vita dove non c’è un istante di tregua, si gioca una costante partita a scacchi, accerchiati da una banda di berlinesi DOC e d’importazione. Il distinto signore che molla i New Yorker nell’immondizia, la malefica che ti denuncia al minimo morso, lo spaesato che recita poesie in polacco, l’invidiabile e bellissima ricchissima famiglia che beati loro. Nel frattempo, un coro di pretendenti – tra cui Maikol Gexon e Jörn Meraviglia – parrebbe farsi avanti per adottare il ruvido e abbandonato Aaron. Perché Aaron sarebbe un compagno di vita fantastico, parla come un cavaliere di ventura. Ma tutti in questo romanzo hanno un linguaggio che allarga la vita. Anche Berlino, impagabile Wunderkammer, o la casa, sommo rifugio i...

Come ritrovare il piacere di leggere dopo un blocco

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C’è stato un periodo in cui, al posto di leggere, parlavo.  Parlavo con Roby.  Sul divano, in cucina, mentre preparavamo il caffè, anche quando non c’era niente di urgente da dire. Parlavo per il gusto di sentire le nostre voci rimbalzare per casa, per non riempire il silenzio con qualcosa che avrei dovuto fare.  I libri erano a pochi metri.  Non lontani. Non assenti.  Solo… fermi.  E io, invece di aprirli, aprivo discorsi. Piccoli. Quotidiani. Inutili all’apparenza. Ma necessari.  Col senno di poi, credo che quello fosse già leggere. Solo che non lo sapevo ancora.  Quando parlo di leggere come forma di resistenza , non intendo un gesto eroico.  Non intendo stringere i denti, continuare nonostante tutto, difendere la lettura come se fosse una bandiera da sventolare contro il mondo.  Intendo qualcosa di molto meno spettacolare. Resistere all’idea che tutto debba produrre qualcosa. Anche i libri. Anche l’amore per i libri.  Il mio bl...

Perché tutti parlando di "Skippy muore" e io no

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Letture, hype e onestà Comincio da qui, senza prenderla alla larga: in questo periodo non ho voglia di leggere un libro che so già potrei detestare. Lo dico subito, così evitiamo equivoci. Non è snobismo. Non è posa intellettuale. È memoria storica. I miei precedenti con questo autore non sono felici,  Il giorno dell’ape mi ha lasciato addosso una sensazione precisa e inequivocabile: fastidio. Quello che non evolve, quello che non chiarisce. Quello che ti infligge ferite a caso e poi se ne va, come se avesse fatto qualcosa di profondo solo perché è stato lungo e ambizioso. Ecco perché, quando questa settimana ovunque sento nominare Skippy muore , io provo una cosa molto poco letteraria ma molto onesta: indifferenza. Non irritazione. Non rifiuto militante. Proprio indifferenza.  Skippy muore è ovunque. È il libro di cui bisogna parlare. Quello che ti colloca subito nella categoria giusta: lettore serio, lettore colto, lettore che ti “capisce”. Eppure, più tutti ne parlano, pi...

'Le ventisette sveglie di Atena Ferraris' di Alice Basso: il libro che arriva quando sei pronta per lui

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LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS Alice Basso Garzanti 334 pagine 21 gennaio 2025 Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent’anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritt...