lunedì 13 gennaio 2020

Recensione 'Ossigeno' di Sacha Naspini - Edizioni e/o


OSSIGENO || Sacha Naspini || Edizioni e/o || 18 settembre 2019 || 211 pagine

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del '99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l'uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? "Ossigeno" è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l'inizio di nuove vite. L'esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d'uscita. E com'è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un'ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all'aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa. La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?

mercoledì 8 gennaio 2020

Recensione 'Caterina d'Aragona' di Alison Weir - Beat


Titolo: Caterina d'Aragona || Autore: Alison Weir || Editore: Beat
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2019 || Pagine: 654

Inghilterra, 1501. In piedi sul ponte della nave, con le ciocche di capelli rosso e oro che le sferzano il viso, Caterina d'Aragona, figlia di Ferdinando il Cattolico e d'Isabella di Castiglia, scruta con trepidazione la costa inglese, domandandosi cosa le riserverà il futuro. Promessa sposa dell'erede al trono, il Principe Arturo, Caterina sa che sarà suo dovere dimenticare la Spagna e adeguarsi agli usi e costumi del nuovo regno, di cui un giorno sarà regina. Giunta a Londra, tuttavia, la giovane fatica a mascherare lo sgomento quando si trova davanti il futuro marito: Arturo è gracile e smunto e, alla luce fioca delle candele, Caterina nota che le gote non sono affatto rosee, come apparivano nel ritratto che le ha donato, bensì bianche, accese solo da un rossore febbrile. Ben diverso da Arturo è il fratello minore, il Principe Enrico, di stazza robusta e innegabile fascino, capace di suscitare in Caterina un inspiegabile turbamento, quel turbamento che sempre si prova dinnanzi a coloro che ci sono destinati. Otto anni dopo sarà infatti Enrico, salito al trono come Enrico VIII, a sposare Caterina, e con lei regnerà per sedici anni, prima che l'arrivo a corte della seducente e intrigante Anna Bolena, intenzionata a fare breccia nel cuore del re, muti le sorti del regno, segnando per sempre il futuro di Caterina. Imprigionata da Enrico nel castello di Kimbolton, ripudiata e spogliata di ogni privilegio, Caterina non rinuncerà mai a farsi chiamare Regina, mentre intorno a lei andrà raccogliendosi un notevole ancorché violentemente represso consenso popolare... Attraverso pagine capaci di evocare un mondo perduto pieno di splendore e brutalità, e una corte in cui l'amore - o il gioco dell'amore - dominava su tutto, Alison Weir dà vita a un romanzo storico sulla tumultuosa vita della Regina Caterina d'Aragona, sposa devota fino alla fine e unica «vera» moglie di Enrico VIII.

venerdì 3 gennaio 2020

Recensione 'Il destino di una famiglia' di Marie Lamballe - Rizzoli


Titolo: Il destino di una famiglia || Autore: Marie Lamballe || Editore: Rizzoli ||
Data di pubblicazione: 19 novembre 2019 || Pagine: 476

Wiesbaden, 1945. La guerra è agli sgoccioli, e quando Hilde Koch riemerge dal rifugio antiaereo dopo l'ultimo, devastante bombardamento che ha messo in ginocchio la sua città, stenta a credere alla sua fortuna: il Café Engel è ancora lì al suo posto, un po' ammaccato ma è lì, come se un miracolo avesse voluto salvare dalla distruzione la caffetteria dei suoi genitori, quel posto a un passo dal Teatro dell'Opera da sempre pieno di vita, frequentato da cantanti, attori, musicisti, direttori d'orchestra. E allora contro ogni buon senso, perché ora, nella Germania sconfitta e occupata dagli americani, è persino difficile trovare la polvere di caffè, la giovane Hilde si mette in testa di riaprire il locale. Per trasformarlo, in mezzo a tutta quella desolazione, in un'isola di speranza. Perché tutti, lì, di speranza hanno bisogno, a cominciare da lei che è rimasta sola dopo la partenza del soldato francese da cui aspetta un figlio. È un microcosmo straordinario, il Café Engel, una casa ritrovata per chi ha perso quasi tutto - che sia un tetto, o una gamba, o il senso del futuro. Come ogni casa è attraversata da risate improvvise, e un attimo dopo adombrata dalle sofferenze che non si riesce più a nascondere. Ma è pur sempre un approdo, nel deserto lasciato dalle macerie di questa cittadina di provincia; e verso le sue finestre illuminate, come attirati da una calda promessa che possa lenire l'orrore visto e scampato, si incamminano in tanti.

mercoledì 1 gennaio 2020

Reading Journal dicembre 2019 & TBR gennaio


Il 2019, maledetto, infinito, brutto come pochi, è finalmente finito. Era da molto tempo che non mi capitava di desiderare la fine di un anno come mi è capitato questa volta. Ho sempre trovato qualcosa di buono in ogni anno trascorso; non che i precedenti fossero esenti da pecche, ma le cose belle superavano sempre quelle brutte. 
Oggi, invece, se mi guardo indietro, non riesco a trovare assolutamente nulla da salvare in quest'anno che è stato oltremodo faticoso, pieno di cose da dimenticare a livello personale e familiare e che ha portato l'ennesima delusione da parte di quella che credevo un'amica e che, invece, si è rivelata una serpe velenosa come poche!

Ma ce l'abbiamo fatta anche stavolta. 2019 archiviato e adesso non resta che sperare in un 2020 che sia migliore (anche perché far peggio sarebbe davvero difficile!). Non sono mai stata una da buoni propositi, anche perché so per certo che dopo un paio di settimane li avrò già messi da parte, ma c'è una cosa che mi prefiggo di fare per il 2020: leggere meno per leggere meglio.
Il 2019 è stato bruttino anche a livello di letture: pochi i libri davvero indimenticabili, intervallati da letture assolutamente da buttare. Dopo pochi mesi mi sono ritrovata a non aver più voglia di leggere, a preferire pomeriggi di ozio all'idea di avere un libro tra le mani e, come al solito, questa situazione è arrivata dopo settimane di bulimia letteraria.
Starò invecchiando, starò diventando più saggia (Bacci, ti sento ridere!), ma quest'anno più di altri mi sono resa conto che ho bisogno di spazi miei in cui i libri non entrino, spazi per fare altro o non fare assolutamente nulla; e, soprattutto, mi sono resa conto di come io stia cambiando come lettrice: libri che tempo fa avrei amato, adesso mi sembrano insulsi, vuoti, a volte appena carini.
Ho sempre pensato che noi lettori attraversiamo delle fasi: provate a pensarci! Libri che abbiamo letto vent'anni fa e che oggi non riprenderemmo in mano neanche sotto tortura, nonostante ci fossero piaciuti. Si cresce, si cambia e cambiano anche i gusti in fatto di letture. Trovo strane quelle persone che non cambiano mai tipo di letture, gente fossilizzata sempre negli stessi generi... mah!
Evidentemente, io sto attraversando uno di quei momenti in cui ho bisogno di cambiare pelle e scoprire quali libri si adattino più alla me di adesso!

E allora, buon anno a tutti e, soprattutto, buoni libri!


DICEMBRE IN 3 FOTO

  1. Harry Potter profuma sempre di Natale, chissà perché? E le edizioni illustrate sono sempre una gioia per gli occhi (un po' meno per il portafogli!)
  2. Ma voi lo sapete qual è stato il libro che mi ha dato lo spunto per aprire il blog? No? Ve l'ho raccontato su Instagram, ovviamente!
  3. E un'altra cosa che ogni tanto capita di vedere su Instagram è sbirciare nel dietro le quinte delle foto!


Ci credereste se vi dicessi che a dicembre non ho comprato neanche un libro? No? Effettivamente ho fatto un solo acquisto, ma l'ho pagato con un buono, quindi non ho speso neanche un centesimo! Tutti gli altri libri arrivati sono frutto di regali di Natale!
  • Anna Bolena. L'ossessione del Re - Alison Weir regalo di Figlio
  • Caterina d'Aragona - Alison Weir regalo di Consorte
  • Ossigeno - Sacha Naspini regalo di Daniela 
  • Due come loro - Marco Marsullo regalo di Zu
  • La famiglia Petta - Silvino Gonzato regalo della Bacci
  • Lontano dagli occhi - Paolo Di Paolo buono Libraccio
  • I miei genitori non hanno figli - Marco Marsullo regalo di Lallina
  • Confidenza - Domenico Starnone regalo di Deb
  • L'ombra del vento - Carlos Ruiz Zafòn regalo di Figlio
  • The Beatles. Album per album - AA.VV. regalo di Consorte



7 libri letti a dicembre, per un totale di 1703 pagine

Nel 2019, invece, ho letto 95 libri per un totale di 31195 pagine
  • Il destino di una famiglia - Marie Lamballe ⭐️⭐️⭐️⭐️ (recensione il 3 gennaio)
  • Io esisto. Babbo Natale vuota il sacco - Saverio Raimondo ⭐️⭐️⭐️⭐️
  • Dove nasce il vento - Nicola Attadio n.c. (recensione su Instagram)
  • La vita bugiarda degli adulti - Elena Ferrante ⭐️⭐️⭐️⭐️
  • Ritorna - Samuel Benchetrit ⭐️⭐️⭐️
  • I miei genitori non hanno figli - Marco Marsullo ⭐️⭐️⭐️⭐️
  • Confidenza - Domenico Starnone ⭐️ (recensione su Instagram)


Si torna alle vecchie abitudini e si ricomincia a stilare la tbr. Un paio di titoli non sono in foto, perché dovrebbe arrivare a giorni (e anche qui torniamo alle vecchie, care abitudini!).
  • Caterina d'Aragona - Alison Weir
  • Ossigeno - Sacha Naspini
  • La famiglia Piotta - Silvino Gonzato
  • TITOLO BOOKSWIFFER
  • L'ombra del vento - Carlos Ruiz Zafòn
  • Ah l'amore l'amore - Antonio Manzini
  • L'arte sconosciuta del volo - Enrico Fovanna

martedì 24 dicembre 2019

Recensione 'Io esisto. Babbo Natale vuota il sacco' di Saverio Raimondo - DeA Planeta


Titolo: Io esisto. Babbo Natale vuota il sacco || Autore: Saverio Raimondo || Editore: DeA Planeta || Data di pubblicazione: 5 novembre 2019 || Pagine: 143

Dopo quasi due secoli, finalmente Babbo Natale (sì, proprio lui!) risponde a tutte le lettere ricevute. Ha trovato il tempo perché quest’anno, per la prima volta, Babbo Natale ha deciso di non portare regali: la secolarizzazione avanza e sempre meno bambini credono in lui (complice anche l’e-commerce); nel teso scenario globale, le sue ripetute violazioni dello spazio aereo non saranno più tollerate da organi militari e sovranazionali; gli animalisti non intendono più soprassedere al suo sfruttamento delle renne; e l’ombra del MeToo si allunga anche su di lui e sul suo proverbiale far sedere i bambini sulle ginocchia, comportamento ritenuto ormai inappropriato. Ma soprattutto, Babbo Natale quest’anno non porterà doni perché a meritarseli sono solo i bambini buoni; ma ormai i bambini sono tutti cattivi! Rispondendo a bambini comuni e ad altri famosi (come Greta Thunberg e il principino George), a bambini di oggi e ad altri che non lo sono più da un pezzo (come il Santo Padre e Donald Trump), di lettera in lettera Babbo Natale si racconta e ci racconta chi siamo e cosa siamo diventati: ipocriti, contraddittori, fanatici, ma soprattutto ridicoli. Fino all’ultima, fulminante rivelazione. Un epistolario comico, invettivo e spudorato, da parte di un osservatore privilegiato dell’umanità che non ha più nulla da perdere nel rompere il suo silenzio e dirci in faccia la verità.