Post

"Le ragazze di Tunisi" di Luca Bianchini: il ritorno che aspettavo

Immagine
LE RAGAZZE DI TUNISI Luca Bianchini Mondadori 260 pagine 19 febbraio 2026 «Non conoscevo davvero la storia della famiglia di mia madre, finché un giorno ho iniziato a fare domande.» Luca Bianchini  Tunisi, 1959-1961. I Brancata sono una delle tante famiglie di origine siciliana che in Tunisia hanno cercato l'America, e non sempre l'hanno trovata. In compenso hanno convissuto pacificamente con i francesi, che fino ad allora comandavano, insieme a tunisini, ebrei e maltesi. In questa cornice cosmopolita, Maria - una bella trentottenne fiera e determinata - vede le sue tre figlie adolescenti diventare grandi. È lei che si occupa di loro perché suo marito lavora in campagna ed è quasi sempre sola. Per far fronte alle difficoltà economiche si dedica a piccoli lavori di sartoria in casa, nel quartiere di Borgel, al pianterreno di una palazzina che si affaccia su un cortile dove tutti conoscono tutti. Al piano di sopra, un vedovo silenzioso la corteggia con discrezione, ma lei è tropp...

Percorsi di lettura per chi vuole diventare un lettore forte

Immagine
senza gare, senza cronometro, senza applausi C'è sempre qualcuno, là fuori, che legge cento libri l'anno. E non solo li legge: te lo dice. Magari non gliel'hai chiesto. Magari stavi parlando del meteo. Ma niente: "Ah sì, bellissimo. Io quest'anno sono già a quota 87." E tu, che hai letto tre libri, uno abbandonato a pagina 42 e uno iniziato due volte, ti senti come se fossi arrivato ultimo alla maratona... senza neanche sapere di esserti iscritto. Benvenuti nel magico mondo della lettura trasformata in prestazione sportiva. Cronometro, classifica, grafico a torta. Medaglia d'oro a chi non ha mai riletto una pagina "perché non conta". Ecco. Questa guida nasce contro tutto questo. E a favore di una cosa molto più semplice e molto più rivoluzionaria: la possibilità di diventare lettori forti senza sentirsi inadeguati. Perché questa guida esiste Questa guida esiste perché, a forza di parlare di numeri, obiettivi e challenge, ci siamo dimenticati una ...

Crisi dell'editoria 2026: tra influencer, sovrapproduzione e scaffali pieni che nessuno guarda

Immagine
Se il mercato del libro fosse un creator in burnout e la vera rivoluzione fosse comprare meno Se l'editoria fosse un influencer, sarebbe in terapia Immaginatela. Stories alle 9: "Ragazzi, i giovani leggono di più! Fidatevi dei dati!" Stories alle 14: "Il mercato è in crisi. Situazione complessa." Stories alle 22, in penombra: "Non è un periodo semplice." Eco. L'editoria italiana nel 2026 è questo: un creator in burnout che alterna entusiasmo e catastrofismo come se fossero filtri. Un giorno la colpa è di Amazon, un giorno di TikTok. Un giorno della pirateria, quello dopo dei lettori "che non comprano mai abbastanza". Mai, quasi mai, che la domanda sia: stiamo pubblicando troppo? Il romanzo dell'anno. Di nuovo. C'è un'inflazione di capolavori che neanche nel Rinascimento. Gennaio: romanzo dell'anno. Febbraio: il libro che ti distruggerà. Marzo: il caso editoriale definitivo. Aprile: il titolo che cambierà la narrativa conte...

'L'arte di ascoltare i battiti del cuore' di Jan-Philipp Sendker: quando l'amore sceglie di restare

Immagine
L'ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE Jan-Philipp Sendker Neri Pozza 304 pagine 12 novembre 2014 A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido... un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L'atroce s...

Reading Journal vs Diario di Lettura: differenze, significato e perché non esiste una regola

Immagine
  Manuale semiserio per smettere di litigare sui quaderni Reading Journal vs Diario di lettura. Ieri ho scoperto una cosa meravigliosa: si può discutere anche di questo. Non dei romanzi che cambiano la vita. Non dei finali che ci devastano. Non delle copertine brutte come il peccato. No. Del nome del quaderno in cui scriviamo cosa leggiamo. È successo così: durante uno scambio con una bookstagrammer (confronto civile almeno all'inizio, meno costruttivo alla fine), è emersa una convinzione piuttosto netta. Secondo lei, il Reading Journal è una cosa precisa: deve contenere challenge, obiettivi, bingo letterari, categorie da completare. Senza questo, non è un Reading Journal. Io ho fatto notare - con candore, lo giuro - che forse la differenza con un Diario di Lettura è più linguistica che strutturale. Che, in fondo, entrambi sono spazi per tenere traccia delle proprie letture. Che ognuno li riempie come meglio crede. Apriti cielo! Mi è stato persino fatto notare che scegliamo termini...

I blog sono davvero morti? Perché oggi scrivere online richiede più coraggio di prima

Immagine
Scrivere non per piacere a tutti, ma per restare fedeli alla propria voce I blog sono davvero morti? "I blog sono morti." Me lo dicono spesso. Con una convinzione tale che, per un attimo, mi prende una tenerezza infinita. La stessa che ti viene quando qualcuno ti spiega con grande sicurezza una cosa completamente sbagliata. Tipo quando ti spiegano come funziona il tuo lavoro. O la tua vita. Li guardo. Sorrido. A volte - lo ammetto - spiattello i numeri del blog. Le visualizzazioni quotidiane. Quelle vere, non gonfiate, non urlate, non vestite da miracolo editoriale. E succede una cosa bellissima: cade la mascella. Io, con enorme senso civico, non li aiuto a raccoglierla. La lascio lì. È un momento educativo. Perché no, i blog non sono morti. Sono solo diventati un posto in cui non tutti hanno il coraggio di stare. Perché oggi tenere un blog richiede più coraggio di prima Il mio blog, per esempio, non è uno strumento. Non è una strategia. Non è nemmeno "un progetto"....

'Un bel quartiere' di Therese Anne Fowler: quando il dolore diventa rumore

Immagine
UN BEL QUARTIERE Therese Anne Fowler Neri Pozza 320 pagine 17 giugno 2021 Ampie strade, case di mattoni in stile ranch e giardini rigogliosi… Oak Knoll è un quartiere molto ambito nel bel mezzo di un’amabile città della Carolina del Nord. A Oak Knoll vivono Valerie Alston-Holt, professoressa di silvicoltura, e il suo talentuoso figlio Xavier, che in autunno partirà per il San Francisco Conservatory of Music. Esperta botanica, Valerie ama, del suo quartiere, soprattutto la maestosa vegetazione: cornioli bianchi e rosa, castagni, peri, viburni, camelie, ciliegi, cachi, cespugli di biancospino e agrifoglio. E, soprattutto, la grande quercia che svetta nel suo giardino. Qualche mese prima, però, è accaduto l’irreparabile: un’impresa di costruzioni ha abbattuto tutti gli alberi che ombreggiavano la casa accanto alla loro, demolita senza tante storie e portata via come i resti di una tempesta o di un terremoto. Ora al suo posto c’è un edificio grande e luminoso, con il suo spoglio ma costoso...

Quando smetti di funzionare: cosa ci insegna Kafka sulla vita moderna

Immagine
Perché La metamorfosi  è così attuale? La metamorfosi  di Kafka è attuale perché racconta cosa succede quando una persona perde valore agli occhi degli altri: quando non produce, non funziona, non è più conveniente. La storia di Gregor Samsa parla di lavoro, amore incondizionato e di quanto sia facile diventare invisibili. C'è un modo molto rassicurante di leggere La metamorfosi : come un racconto sull'assurdo. Sull'insetto, sulla stranezza. È il modo migliore per non sentirsi coinvolti. Perché La metamorfosi  non parla di ciò che diventa Gregor Sansa, ma di ciò che era già: un corpo utile, una funzione economica, una presenza giustificata dal rendimento. Kafka non ci chiede di credere alla trasformazione. Ci chiede di accettare la normalità che la circonda. Ed è lì che il testo smette di essere strano e comincia a fare male. Il vero problema di Gregor Samsa: smettere di essere utile Gregor si sveglia insetto e pensa subito al lavoro. Non alla paura. Non allo scandalo. Al...