martedì 29 settembre 2020

Recensione 'Fu sera e fu mattina' di Ken Follett - Mondadori

FU SERA E FU MATTINA || Ken Follett || Mondadori || 15 settembre 2020 || 797 pagine

Il prequel de "I pilastri della terra". 17 giugno 997. Non è ancora l'alba quando a Combe, sulla costa sudoccidentale dell'Inghilterra, il giovane costruttore di barche Edgar si prepara con trepidazione a fuggire di nascosto con la donna che ama. Ma i suoi piani vengono spazzati via in un attimo da una feroce incursione dei vichinghi, che mettono a ferro e fuoco la sua cittadina, distruggendo ogni cosa e uccidendo chiunque capiti loro a tiro. Edgar sarà costretto a partire con la sua famiglia per ricominciare tutto da capo nel piccolo e desolato villaggio di Dreng's Ferry. Dall'altra parte della Manica, in terra normanna, la giovane contessa Ragna, indipendente e fiera, si innamora perdutamente del nobile inglese Wilwulf e decide impulsivamente di sposarlo e seguirlo nella sua terra, contro il parere di suo padre, il conte Hubert di Cherbourg. Si accorgerà presto che lo stile di vita al quale era abituata in Normandia è ben diverso da quello degli inglesi, la cui società arretrata vive sotto continue minacce di violenza e dove Ragna si ritroverà al centro di una brutale lotta per il potere. In questo contesto, il sogno di Aldred, un monaco colto e idealista, di trasformare la sua umile abbazia in un centro di erudizione e insegnamento entra in aperto conflitto con le mire di Wynstan, un vescovo abile e spietato pronto a tutto pur di aumentare le sue ricchezze e il suo potere. Le vite di questi quattro personaggi si intersecano, in un succedersi di continui colpi di scena, negli anni più bui e turbolenti del Medioevo che termina dove "I pilastri della terra" hanno inizio.


mercoledì 23 settembre 2020

Recensione 'L'amante di Barcellona' di Care Santos - Salani Editore

 


L'AMANTE DI BARCELLONA || Care Santos || Salani || 3 settembre 2020 || 678 pagine

C'è una storia sommersa sotto la polvere delle infinite copie e le carte accumulate nell'antica libreria Palinuro. E sommersa sarebbe rimasta, se una scrittrice non avesse notato e raccolto i frammenti del mistero nascosto tra gli scaffali. È la storia di un libro perduto, prezioso ed enigmatico, dal titolo scandaloso: "Mémoires secrets d'une femme publique", 'memorie segrete di una donna pubblica'. Punta di diamante della biblioteca di un ricco signore della Barcellona napoleonica, il volume è bramato dalla nobiltà e dalla borghesia locali, tanto da essere sottratto al suo possessore. Sparito nel nulla, oltre due secoli dopo il memoriale non è stato ancora ritrovato, ma il suo viaggio rocambolesco ha lasciato qualche traccia... Sullo sfondo delle ambientazioni popolari, bohémienne e aristocratiche della Barcellona dei decenni più convulsi dell'Ottocento, la ricerca della scrittrice porta alla luce una vicenda intricata che coinvolge una galleria di personaggi affascinanti e controversi: a partire dal viscido Néstor Pérez de León, così avido di lusso e ricchezze da non farsi scrupoli pur di mettere le mani sul volume; passando per il giovane rivoluzionario Brancaleone, che si scontra con il libro per una strana casualità; fino a Carlota Guillot, la figlia del primo possessore, che paga, suo malgrado, la passione antiquaria del padre.

mercoledì 16 settembre 2020

Recensione 'Qualcuno ti guarda' di Lisa Jewell - Neri Pozza

 


QUALCUNO TI GUARDA || Lisa Jewell || Neri Pozza || 2 luglio 2020 || 381 pagine

Tom Fitzwilliam è il nuovo dirigente scolastico dell'istituto statale di Melville, a Bristol. Ha carisma, è un bell'uomo, dà l'impressione di poter risolvere qualsiasi problema, è insomma quel tipo d'uomo di cui le donne si innamorano e che gli uomini vorrebbero essere. Joey Mullen è appena tornata da Ibiza fresca di nozze con l'attraente Alfie Butter, conosciuto nel resort in cui entrambi lavoravano. Dopo aver trascorso mesi spensierati nella soleggiata isola, Joey è più che mai decisa a mettere la testa a posto, trovare un lavoro come si deve e una bella casa. Ma, nel momento in cui incrocia lo sguardo di Tom, suo vicino di casa, tutte le sue migliori intenzioni sembrano svanire nel nulla. Jenna ha solo quindici anni, ma da tempo sta lottando per tenere insieme i pezzi della sua vita. Sua madre sembra ormai preda dei fantasmi della sua mente. Trascorre tutto il giorno spiando i vicini, convinta che una misteriosa banda di stalker la stia perseguitando, entrando in casa di notte per spostarle i soprammobili, svitarle le lampadine e inciderle minuscoli geroglifici sul tavolo della cucina. A complicare la vita di Jenna ci si è messo anche Tom Fitzwilliam, il nuovo preside di cui si è invaghita la sua amica Bess. Contrariamente al resto della scuola, Jenna prova uno strano senso di inquietudine al suo cospetto, ed è convinta di averlo già incontrato, anni prima, e in circostanze molto diverse. Freddie Fitzwilliam ha intenzione di entrare nell'MI5, dopo l'università. Suo padre gli ha sempre detto che i servizi segreti sarebbero ben contenti di assumere un genio come lui, e Freddie è d'accordo. Nel frattempo, in mancanza di amici, da un anno Freddie ha cominciato a compilare Il dossier Melville, una sorta di bollettino in cui annota i movimenti della gente di Melville che osserva dalla finestra di camera sua. Un passatempo innocuo, se non fosse che nulla è mai ciò che appare.

mercoledì 9 settembre 2020

Recensione 'Anna Bolena. L'ossessione del Re' di Alison Weir - Beat

ANNA BOLENA. L'OSSESSIONE DEL RE || Alison Weir || Beat || 31 ottobre 2019 || 574 pagine

Anna nasce nel 1501 nel castello di famiglia di Hever, nella verde campagna del Kent, e qui trascorre l'infanzia con la sorella Mary - che diventerà l'amante di Enrico VIII e gli darà un figlio - e il diletto fratello George. A Hever la fanciulla riceve l'educazione convenzionale per una gentildonna del suo ceto: grammatica, storia, musica, danza, ricamo, galateo, tiro con l'arco, falconeria. Cresciuta, Anna diventa la dama di compagnia di Caterina, la moglie del re, la «buona» regina. Ma quando, nella primavera del 1526, il cardinale Wolsey la presenta al sovrano, Enrico è fulminato dalla sua bellezza insolita, dallo sguardo fiero e malizioso. Da quel momento è un susseguirsi di avvenimenti che cambieranno la storia d'Inghilterra: Enrico è ossessionato da quella giovane donna, ma lei rifiuta le sue avances. Il re scalpita, non dorme più. Gli è chiaro: se la vuole, dovrà sposarla. Ma prima dovrà liberarsi della moglie, ricorrere a Roma, ottenere un annullamento. Nel giugno 1533, Anne è incoronata regina. Ma il suo regno avrà vita breve, giacché Enrico impiegherà meno di tre anni a stufarsi di lei e a cercare un modo per sbarazzarsi della sua ingombrante presenza...

mercoledì 2 settembre 2020

Recensione 'Nives' di Sacha Naspini - Edizioni e/o



NIVES || Sacha Naspini || Edizioni e/o || 2 settembre 2020 || 131 pagine

Il romanzo inizia, malgrado l'improvvisa scomparsa di Anteo Cillerai, con il tono lieve con cui la vedova, Nives, affronta la vedovanza. Prova addirittura a consolarsi facendo stare in casa (in poltrona davanti alla TV!) la sua gallina preferita, Giacomina. Ma il tono scherzoso prende fine presto, quando inizia la telefonata notturna che Nives fa al veterinario, Loriano Bottai. Una telefonata lunga una vita. Non solo nel senso che durerà tanto, ben oltre quanto il lettore avrebbe immaginato, ma soprattutto perché diventa il racconto di una, anzi di due, anzi di tante vite che s'intrecciano. Perché da quella telefonata prenderanno vita le incredibili storie di alcuni personaggi a prima vista comuni, ma che in realtà nascondono segreti indicibili, passioni travolgenti, tradimenti terribili. Man mano che Nives e Loriano si addentrano nella notte rievocando il burrascoso passato loro e di tanti altri personaggi del paese, il lettore viene divorato dalla febbre del racconto. La magia della grande letteratura consiste nella sua capacità di svelare, dietro la banalità quotidiana, i sentimenti più nascosti e le azioni più inattese.


lunedì 24 agosto 2020

Recensione 'Mai stati così felici' di Claire Lombardo - Bompiani

MAI STATI COSÌ FELICI || Claire Lombardo || Bompiani || 8 luglio 2020 || 681 pagine

Quattro sorelle adulte, quattro Piccole donne del nostro tempo, alle prese con guai di varia natura, due genitori troppo innamorati e felici per essere veri. Un segreto che riemerge dal passato, una facciata che si sgretola. Un romanzo che ridisegna i confini della saga familiare. A volte due genitori troppo felici non fanno una famiglia felice. Ecco Wendy, bella e ricca, rimasta vedova da giovane, inquieta e inconsolabile, una donna ad alto tasso alcolico con una propensione per gli uomini molto più giovani. Violet, avvocato d'assalto che ha rinunciato al lavoro per una vita di mamma-a-casa che vuole rasentare la perfezione. Liza, accademica in carriera, che aspetta un bambino che non sa se vuole da un uomo che forse non ama. Infine Grace, che va all'università, anzi, non ci va affatto perché non è stata ammessa, e vive una vita abulica lontano da casa tenendo nascosti i suoi fallimenti alla famiglia. Quattro sorelle, quattro figlie sbucate da un matrimonio perfetto, quello tra Marilyn Connolly e il medico David Sorenson, che ha attraversato i decenni indenne, anzi, sempre più smagliante. Ma ora, siamo nel 2016, molti nodi vengono al pettine: a innescare la resa dei conti è la ricomparsa di Jonah, quindici anni, dato in adozione da una delle sorelle al tempo in cui era troppo giovane per occuparsene. Ciascuno in famiglia reagisce in modo diverso all'arrivo di questo sconosciuto ombroso, e la sua presenza incrina un equilibrio che in realtà era già pericolante. Ma poi chi può dire che quei genitori perfetti siano stati e siano davvero quello che sembrano? Distesa nell'arco di cinquant'anni, una storia di famiglia tra esterni e interni, tra Chicago e la sua ricca periferia, che va al cuore dei legami più delicati, quelli che avvincono e qualche volta imbrogliano le persone e complicano loro la vita e non è proprio possibile troncare.

martedì 11 agosto 2020

Recensione 'Blanche e Claude' di Melanie Benjamin - Neri Pozza


BLANCHE E CLAUDE || Melanie Benjamin || Neri Pozza || 16 luglio 2020 || 350 pagine
Parigi, 1940. L'esercito francese si è sfaldato come uno dei friabili pasticcini di Monsieur Escoffier e i nazisti dilagano per le strade della città. Occupano alberghi ed edifici storici senza alcun riguardo per il loro glorioso passato. Tra questi, l'Hôtel Ritz, in Place Vendôme, una delle sacre istituzioni della vita mondana parigina. Meta di principi e duchesse, di Marcel Proust e Sarah Bernhardt, di scrittori e stelle del cinema sin dal lontano 1898, quando ha spalancato per la prima volta le sue porte offrendo ai suoi ospiti bagni privati, telefoni in ogni stanza, luci elettriche e le più squisite creazioni di Auguste Escoffier - meringhe farcite di crema alla vaniglia, tournedos alla Rossini, saporiti pâté - l'Hôtel Ritz è di proprietà dell'omonima famiglia ed è il regno incontrastato di Blanche Ross e Claude Auzello. Capelli biondi, grandi occhi castani e un sorriso abbagliante, Blanche è approdata a Parigi negli anni Venti col sogno di diventare una diva del fiorente cinema francese del tempo. Sogno presto abbandonato nell'istante in cui si è imbattuta in Claude, un giovane che coi suoi modi pacati e sicuri ha subito conquistato il suo cuore di americana caparbia e irruente, pronta a infiammarsi contro le avversità del mondo. Dopo diciassette anni di vita vissuta insieme, e dopo aver coltivato e poi realizzato insieme l'ambizioso progetto di Claude di dirigere l'Hôtel Ritz, i due si ritrovano a occuparsi del prestigioso albergo non più per conto di Mme Ritz, la vedova di César Ritz, ma al servizio di arroganti ufficiali nazisti. La vita al Ritz è in apparenza sempre la stessa: la lussuosa opulenza, le maniere cortesi, le chiacchiere futili. Ma niente è come prima. Al posto della Garbo e della Dietrich adagiate sulle seggiole in pose seducenti ci sono ora Coco Chanel e la star del cinema Arletty, al posto di Picasso e Porter, i vari Hans e Fritz in uniforme. Troppo per Blanche Ross, americana infiammata dal coraggio e... maestra nell'arte dell'inganno.


lunedì 3 agosto 2020

Recensione 'La scuola sui binari' di Ángeles Doñate - Feltrinelli


LA SCUOLA SUI BINARI || Ángeles Doñate || Feltrinelli || 14 maggio 2020 || 208 pagine

In una stazione ferroviaria costruita in mezzo al nulla, tra campi polverosi e qualche timido albero da frutto, c'è un treno che non va più da nessuna parte eppure porta dappertutto. All'interno, non ci sono scompartimenti, ma banchi di legno e una lavagna. All'esterno, qualcuno ha scritto sulla porta in una calligrafia incerta: "Escuela Artículo 123". È una delle scuole-vagone previste dal governo messicano per i figli dei dipendenti delle ferrovie, scuole ambulanti per famiglie nomadi, sempre in viaggio ad aggiustare binari o tirare cavi dell'elettricità. Ikal ha undici anni e sogna di diventare insegnante. È amico di Chico, conta i treni che passano con Tuerto, è segretamente innamorato di Valeria e vive mille avventure con il suo cane Quetzal. I loro volti, immortalati in una foto in bianco e nero, emergono da un fascicolo della Dirección General de Educación sulla scrivania di Hugo Valenzuela. Don Ernesto, l'anziano maestro della scuola, sta per andare in pensione e alcuni politici vogliono approfittarne per archiviare definitivamente un modello educativo giudicato inutile e antiquato. Hugo deve decidere se convalidare la chiusura. In un viaggio nel passato che metterà a rischio anche il suo futuro, scoprirà che ci sono cose che lasciano tracce incancellabili. Come il primo amore o un insegnante che, con passione e coraggio, ci apre le finestre sul mondo.


lunedì 27 luglio 2020

Recensione 'La Regina senza corona' di Lisa Laffi - Tre60



LA REGINA SENZA CORONA || Lisa Laffi || Tre60 || 23 luglio 2020 || 350 pagine

1483: Margherita ha solo tre anni quando il padre, Massimiliano d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, la promette in sposa a Carlo VIII, re di Francia, per porre fine ai contrasti tra francesi e fiamminghi. Nello splendido castello di Amboise, la duchessa cresce spensierata, ma quando, anni dopo, Carlo VIII stipula per sé un accordo matrimoniale più vantaggioso, a Margherita non resta che tornare nelle Fiandre. Finalmente può dedicarsi anima e corpo alla sua passione principale, l'arte, e così conosce Conrad Meit, scultore che apprezza e di cui s'innamora perdutamente. L'imperatore, però, sta già stringendo una nuova alleanza matrimoniale, che la porterà a indossare la corona di Spagna. Ancora una volta lontana da casa, Margherita trascorre un periodo felice con il marito, il Principe delle Asturie. Ma Giovanni è fragile e malato, e pochi mesi dopo la ragazza è vedova. Tornata nelle Fiandre, Margherita lentamente ritrova la serenità. Ha imparato che una donna può essere artefice del proprio destino, e sceglie di essere "sovrana" in campo artistico. Ma l'imperatore del Sacro Romano Impero non può accettare che Margherita rinunci al suo destino di regina... Tra amori, intrighi di palazzo e una grande passione per l'arte, il ritratto di una donna coraggiosa che ha sfidato le regole del suo tempo, mostrando a tutti le qualità davvero necessarie per essere regina.


lunedì 20 luglio 2020

Recensione 'Da qualche parte starò fermo ad aspettare te' di Lorenza Stroppa - Mondadori


DA QUALCHE PARTE STARÒ FERMO AD ASPETTARE TE || Lorenza Stroppa || Mondadori || 11 febbraio 2020 || 288 pagine

Diego non è un tipo da traguardi convenzionali, non cerca certezze, tantomeno relazioni stabili. Vicino ai quarant'anni, vive insieme alla gatta Mercedes in una mansarda vista laguna a Venezia e colleziona avventure senza troppi pensieri. La sua grande passione da sempre sono i libri e le parole, e ne ha anche fatto una professione: lavora come editor in una casa editrice. Per questo quando un giorno, mentre sta facendo la spesa al supermercato, trova per terra un'agenda, non può che rimanere colpito da ciò che vi è scritto. L'agenda appartiene a una certa Giulia Moro, che vi ha appuntato una singolare "to do list", una lista di cose da fare che a un certo punto si interrompe misteriosamente. Incuriosito, Diego si mette sulle tracce di Giulia, pittrice di talento ma tormentata da un dolore che le impedisce di utilizzare il rosso - il colore del sangue, del fuoco, del cuore - nei suoi quadri. Diego si fa trovare, apparentemente per caso, nei luoghi indicati nell'agenda di Giulia: quando i due si parlano per la prima volta, tra loro scatta un'immediata attrazione. Ma Diego pensa di essere troppo inaffidabile per riuscire ad amare, e per Giulia l'amore non rientra affatto nella sua "to do list"... Lorenza Stroppa attraverso le voci alternate dei due personaggi ci conduce nei vicoli e nelle strade fatte d'acqua di una Venezia intrigante e luminosa, lontanissima dai cliché turistici, e delinea una mappa non solo geografica ma sentimentale: riusciranno parole e colori a trovare il linguaggio dell'amore?



lunedì 13 luglio 2020

Recensione IN ANTEPRIMA 'Non è mai troppo tardi' di Stefania Russo - Sperling&Kupfer




NON È MAI TROPPO TARDI || Stefania Russo || Sperling&Kupfer || 14 luglio 2020 || 230 pagine


Mi chiamo Annarita, ho ottantaquattro anni e vivo nel Mostro di cemento, un anonimo complesso residenziale nella periferia di Milano, su una stramaledetta sedia a rotelle. Non si può certo dire che io sia autosufficiente, ma per fortuna posso contare sull'aiuto di Olga, una donna rumena premurosa e gentile. Ho anche una figlia, Katia, che vive proprio nella palazzina qui accanto, ma non ha più tempo ormai da dedicare alla sua vecchia. C'è una cosa, però, per cui le sarò per sempre grata: sua figlia Stella, la mia affettuosa nipotina sedicenne, la mia felicità quotidiana. Trascorro le mie giornate tra un caffè con i vicini e i romanzi che Olga mi legge, trascinandomi, di tanto in tanto, nel cortile del Mostro, dove ho conosciuto questo strambo vicinato con cui mi sono trovata a vivere: le vecchiette con cui vado a messa, Alessio - il fidanzatino di Stella - e gli altri ragazzotti con i pantaloni strappati, il giovane e instancabile Totò e don Antonio, su cui tutti possiamo sempre contare. Non ho mai visto il Mostro così animato come nelle ultime settimane, tanti vicini disposti a donare il loro tempo e altrettanti a pagare per imparare a impastare il pane o a usare il computer. Si chiama Banca del Tempo. L'idea è venuta a Stella: chi vuole può rendersi disponibile offrendo dei corsi, e il denaro raccolto dai partecipanti servirà ad aiutare la sorella di Olga, gravemente malata. Speriamo solo che non sia troppo tardi...


martedì 7 luglio 2020

Recensione 'Ricordati di Bach' di Alice Cappagli - Einaudi


RICORDATI DI BACH || Alice Cappagli || Einaudi || 30 giugno 2020 || 251 pagine

Esistono passioni così potenti da cambiarti la vita. Da rovesciarti la testa, i pensieri, lo sguardo. Per Cecilia la musica è esattamente questo: un modo di vivere, il solo che conosce. «Fai finta di dover parlare di tutto quello che è finito in un abisso, - le dice il suo maestro. - Della gioia e del pianto, della vita e della morte. Fai finta di dovermi raccontare qualcosa che non ha mai avuto parole per essere descritto. Rimane Bach. Tolto tutto rimane solo lui: la lisca del tempo». Ma il tempo che cos'è? Cecilia ha otto anni quando un incidente d'auto le lede per sempre il nervo della mano sinistra e si mette in testa d'imparare a suonare il violoncello. E ne ha diciannove quando tenta i primi concorsi. In mezzo, dieci anni di duro lavoro con Smotlak, un maestro diverso da tutti gli altri, carismatico, burbero, spregiudicato. Per arrivare a scoprire qual è il senso di ogni sfida e della sua stessa vita. Cecilia è ancora una bambina, quando a dispetto di tutto e di tutti - in particolare dei suoi genitori -, entra all'Istituto Mascagni di Livorno, un conservatorio, e di quelli seri. Scoprirà a poco a poco cosa significa segarsi i polpastrelli con le corde, imparare solfeggio e armonia, progredire o regredire, scoraggiarsi o meravigliarsi. Educare la sua mano, sfidarla. E trovare una forza inaspettata, un'energia che sembra sprigionare direttamente dalla fatica. Il suo insegnante, Smotlak, spirito spericolato e grande scommettitore, capace di perdere a un tavolo da gioco un Goffriller del 1703, punta su di lei come si può puntare su un cavallo, e mira a farla diventare come gli altri, «quelli senza cuciture». Intorno a loro, una schiera di personaggi che impareremo a conoscere pagina dopo pagina: Odila, compagna di corso e unica amica, la terribile prof. Maltinti, il «sovietico» Maestro Cini... Ma «le vere lezioni non sono quasi mai a lezione», e Cecilia non tarderà a capirlo, scoprendo che una scommessa ben piazzata può portarti lontano e che un vero maestro insegna veramente tutto: perfino a vivere.



venerdì 3 luglio 2020

Recensione 'Prima regola: non innamorarsi' di Felicia Kingsley - Newton Compton


PRIMA REGOLA: NON INNAMORARSI || Felicia Kingsley || Newton Compton || 1 giugno 2020 || 416 pagine

A soli trentadue anni, l'affascinante Nick Montecristo ha già vissuto varie vite: ricercatore universitario, falsario, gestore di una bisca clandestina e, oggi, ladro per conto terzi nel mercato nero dell'arte. La sua fama lo precede: è chiamato " Il Chirurgo", perché è preciso, puntuale, un abile osservatore e i suoi lavori sono sempre perfetti. Contattato da Lord Cavendish, uno dei più famosi collezionisti d'arte al mondo , per recuperare un diario misterioso risalente al '700, è determinato a mettere a segno un altro colpo magistrale. Ma questa volta Nick non sarà solo. Al suo fianco ci sarà Sylvie Coreau, una truffatrice figlia d'arte, in grado di parlare ben nove lingue; conosciuta nel giro come " La Gazza Ladra" per la sua mano veloce e i colpi lampo. Peccato che né lei né Nick abbiamo intenzione di collaborare. Riusciranno a non pestarsi i piedi e mantenere un rapporto professionale, nonostante l'attrazione tra loro inizi a farsi irresistibile?


mercoledì 1 luglio 2020

Recensione IN ANTEPRIMA 'Il morso della vipera' di Alice Basso - Garzanti


IL MORSO DELLA VIPERA || Alice Basso || Garzanti || 2 luglio 2020 || 340 pagine

Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia : racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l'altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall'affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un'anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l'unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c'è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l'intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi. Dopo aver creato Vani Sarca, l'autrice torna con una nuova protagonista: combattiva, tenace, acuta, sognatrice. Sullo sfondo di una Torino in cui si sentono i primi afflati del fascismo, una storia in cui i gialli non sono solo libri ma maestri di vita. 



venerdì 26 giugno 2020

Recensione ' Una donna quasi perfetta' di Madeleine St John - Garzanti


UNA DONNA QUASI PERFETTA || Madeleine St John || Garzanti || 240 pagine || 25 giugno 2020

Londra. Attraverso le grandi finestre si scorgono sontuosi salotti, tovaglie ricamate e, immancabile, un servizio da tè in fine porcellana. Intorno a quei tavolini elegantemente apparecchiati, con una tazza in mano, le donne si confidano le une con le altre, si danno manforte, si studiano tra mezzi sorrisi e cenni d'intesa. È così anche per Flora, Gillian e Lydia, tutte e tre convinte di avere una vita quasi perfetta. La prima ha un marito che ama e due splendidi bambini. Gillian ha una relazione con un uomo sposato che spera possa trasformarsi in qualcosa di più. Infine Lydia è sicura di poter vincere la medaglia di "amica dell'anno". Quando le loro strade si incrociano, però, capiscono che non sempre le cose vanno come si desidera: è il momento di scegliere che persone vogliono essere, che tipo di donna vogliono diventare. Al di là di quello che la società richiede loro. Al di là di quello che si aspettano gli uomini che hanno accanto. Perché, per quanto sia più semplice avere qualcuno vicino che ci consigli che cosa dire e che cosa fare, e prendere decisioni non convenzionali possa fare paura, Flora, Gillian e Lydia stanno per scoprire che è la sola strada verso la libertà. Una storia in cui tre donne hanno il coraggio di anteporre ciò che desiderano dalla vita a ciò che il mondo si aspetta da loro. Una scelta che, per una donna, non è mai scontata, in qualunque epoca e a qualunque età.

lunedì 22 giugno 2020

Recensione 'Vie di fuga' di Lucrezia Sarnari - Rizzoli


VIE DI FUGA || Lucrezia Sarnari || Rizzoli || 3 giugno 2020 || 304 pagine

"Sogna una storia 'alla Jane Austen' da sempre, ma vive Moravia." Non è l'inizio di una commedia romantica ma è la vita di Giulia, trentasette anni e il timore costante di aver scelto la strada sbagliata. L'unica volta che si è sentita in pace con la propria coscienza, perché non ha cercato la fine di una storia prima ancora di viverla e ha sposato suo marito, be' l'amore si è trasformato in quieto affetto. Nel frattempo ha trovato la sua via di fuga dalla realtà, quello che le sembra l'Amore con la "a" maiuscola, e si è incastrata in una conversazione a suon di notifiche che fanno trepidare il cuore, battute brillanti, selfie da inviare con nonchalance e ultimi accessi da controllare. Lui è Carlo, ed è sposato. Essere amanti è romantico solo il primo anno, e ai tempi della messaggistica istantanea solo il primo mese. Perché non c'è niente di peggio delle spunte blu quando lui visualizza e non risponde. Forse. Un giorno Internet salta, i social vanno in down, gli smartphone smettono di funzionare e "sta scrivendo" resta sullo schermo all'infinito. Non sono più i tempi di "Harry ti presento Sally", adesso c'è "Fleabag". E quando tutte le vie di fuga svaniscono e ti ritrovi in un bar di provincia a controllare ossessivamente la connessione che non torna, rimane soltanto una cosa da fare: smettere di rifugiarti nel mondo del "e se?", tirare fuori dal cellulare tutto quello che ci hai nascosto e prendere delle decisioni. Lucrezia Sarnari ci racconta quello che non si osa dire sui sentimenti e sull'amore ai tempi di WhatsApp. Leggendo questa storia inciampiamo nella vita di Giulia ma anche nelle nostre.


mercoledì 10 giugno 2020

Recensione 'Mai una gioia: amore e altri inciampi' di Lea Landucci


MAI UNA GIOIA: AMORI E ALTRI INCIAMPI || Lea Landucci || 3 aprile 2020 || 340 pagine

Cristina ha trent'anni, vive a Firenze ed è una investigatrice digitale: scopre tutto su tutti analizzando i loro profili sui social network!
È tanto competente e brillante sul lavoro, quanto imbranata e sfigata nel resto della vita.
Ha una madre insopportabile, un padre insicuro, e le sue migliori amiche vivono a centinaia di chilometri da lei. Il suo ex l'ha lasciata un anno fa con un SMS, il giorno di Natale, e da allora si sente dannatamente sola, anche se non lo ammette. Si barcamena tra la sua "mania dei maniaci", la sindrome da parlata non supervisionata e la propensione all'innamoramento istantaneo (non ricambiato). L'apoteosi del mai una gioia.
Ma quest'anno ha deciso che sarà IL SUO anno!
Riddurrà a zero le aspettative e si godrà tutto ciò che arriva, con assoluta leggerezza! 
Applicherà alla lettera le "regole per la perfetta seduttrice": puntare, sedurre, colpire e abbandonare.
Tutto chiaro.
Forse.

lunedì 8 giugno 2020

Recensione 'Baci da Polignano' di Luca Bianchini - Mondadori


BACI DA POLIGNANO || Luca Bianchini || Mondadori || 26 maggio 2020 || 240 pagine

Ninella e don Mimì si sono sempre amati, anche se le loro vite hanno preso da molto tempo strade diverse. Da giovani le loro famiglie si erano opposte al matrimonio, a sposarsi invece sono stati i rispettivi figli Chiara e Damiano.
Gli anni passano e davanti a don Mimì Ninella resta sempre una ragazzina. L'arrivo di una nipotina, anziché avvicinarli, sembra averli allontanati ancora di più, anche perché Matilde, l'acida moglie di don Mimì, fa di tutto per essere la nonna preferita, viziando a dismisura quella che tutti chiamano semplicemente "la bambina".
La situazione cambia all'improvviso quando Matilde perde la testa per Pasqualino, il tuttofare di famiglia. Mimì decide così di andare a vivere da solo nel centro storico di Polignano: è la sua grande occasione per ritrovare Ninella, che però da qualche tempo ha accettato la corte di un architetto milanese.
Con più di cento anni in due, Ninella e Mimì riprendono una schermaglia amorosa dall'esito incerto, tra dubbi, zucchine alla poverella e fughe al supermercato.
Intorno a loro, irresistibili personaggi in cerca di guai: Chiara e Damiano e la loro figlia che li comanda a bacchetta; Orlando e la sua "finta" fidanzata Daniela; Nancy e il sogno di diventare la prima influencer polignanese; la zia Dora, che corre dal "suo" Veneto per riscattare l'eredità contesa di un trullo.
Dopo Io che amo solo te e La cena di Natale, Luca Bianchini torna a raccontare la "storia infinita" tanto amata dai suoi lettori. Tra panzerotti e lacrime, viaggi a Mykonos e tuffi all'alba, i suoi protagonisti pugliesi continuano a sbagliare senza imparare mai niente - ma questo è il bello dell'amore - sotto il cielo di una Polignano che ha sempre una luce unica e inimitabile.

mercoledì 3 giugno 2020

Recensione 'Cambiare l'acqua ai fiori' di Valérie Perrin - Edizioni e/o


CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI || Valérie Perrin || Edizioni e/o || 10 luglio 2019 || 425 pagine

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.
Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

domenica 31 maggio 2020

Diario di Bordo - Cronaca di una quarantena...


... e di ciò che ho imparato in questi mesi.

Ho imparato che leggere non è più sufficiente.
Ho imparato che i libri non sono più i miei migliori amici.
Ho imparato che scrivere non era più possibile.
Ho imparato che ho bisogno di riappropriarmi dei miei spazi.
Ho imparato che mi ero chiusa in un mondo che non sentivo più mio.
Ho imparato che tuffare le mani in un impasto, maneggiarlo, plasmarlo, mi calmava.
Ho imparato che un foglio e una matita mi aiutano a non pensare.
Ho imparato che la paura mi toglie il fiato.
Ho imparato che la paura più forte riguardava le persone importanti della mia vita e non me.
Ho imparato che le mura di casa propria sono quanto di più prezioso esista.
Ho imparato che ci sono alimenti che non devono mai mancare in dispensa.
Ho imparato che sfornare cibo per la mia famiglia è una delle cose più importanti che io possa fare.
Ho imparato che della musica a tutto volume e cantare a squarciagola è terapeutico.
Ho imparato che i pomeriggi fatti di nulla, trascorsi guardando fuori da una finestra, sono necessari.
Ho imparato che si può guardare la tv sino a tarda notte e non sentirsi in colpa.
Ho imparato che sono pochissime le persone che ho necessità di riabbracciare.
Ho imparato che non mi mancano i luoghi, ma le sensazioni.
Ho imparato che mi mancano i sorrisi delle persone, nascosti dalle mascherine.

Ho trascorso giornate fissando il cielo dalla mia finestra.
Ho trascorso pomeriggi tracciando linee su un foglio, con una matita in mano e una gomma a fianco.
Ho trascorso nottate guardando serie tv e piangendo per dei film.
Ho impastato, sfornato, mescolato, fritto, mangiato.
Ho trascorso giorni interi senza leggere neanche una pagina. E sere in cui ne ho lette due o tre prima di dormire. E mi sono sentita soddisfatta, quasi felice.

Mi sono seduta davanti a un foglio e allo schermo di questo computer, sperando che le parole venissero fuori come per magia. 
Mi sono alzata da questa sedia senza aver scritto nulla, stretta in una morsa che era un misto di frustrazione e menefreghismo.
Mi sono riappropriata di spazi che avevo perduto.

Ho abbandonato le liste, le regole, le scadenze, le caselle in cui avevo incanalato la mia vita.
Ho indossato una mascherina e dei guanti, sono uscita e sono tornata a casa piangendo, spaventata.
Ho capito che fuori dai confini del mio giardino, mi manca l'aria.
Ho messo il guinzaglio al mio cane e lei mi ha aiutata a muovere qualche passo, ogni giorno qualche metro in più.
Ho capito che possiamo sorriderci anche da sotto una mascherina, basta guardarsi negli occhi.

Mi sono isolata, sono sparita da spazi in cui pensavo di star bene come fossero casa.
Ho capito che ci sono persone che mi hanno aspettata e altre che sono sparite e va bene così.
Ho imparato che non si può smettere di seguire qualcuno su Instagram senza che questi lo prenda come un affronto personale. E me ne sono fregata!
Ho capito che nella mia vita "virtuale" voglio solo chi mi interessa e mi fa star bene, esattamente come nella vita reale!

Ho pensato che tutto questo ci avrebbe cambiati, che avrebbe modificato la nostra scala di valori, la nostra percezione del mondo e degli altri.
Ho affrontato la delusione nel vedere che tutto è tornato come prima.

Ho pensato. Ho parlato a me stessa. Ho cercato di capire chi ero e chi sono diventata.
Ho capito che adesso mi piaccio di più: con meno libri, senza liste, senza scadenza, nessun assillo. 
Ho capito che un libro si può leggere in tre giorni, ma anche in un mese e non per questo si vale meno degli altri.
Ho capito che, perché i libri tornino ad essere miei amici, devo trascorrere con loro il tempo necessario ad amarli.
Ho imparato che nella vita ho bisogno di poche, pochissime persone e che senza di loro la mia vita sarebbe meno colorata.

Ho capito che un solo posto mi è mancato: questo blog. Che è casa, diario, aria, cielo, spazio, necessità.

lunedì 11 maggio 2020

Recensione 'Le case del malcontento' di Sacha Naspini - Edizioni e/o


LE CASE DEL MALCONTENTO || Sacha Naspini || Edizioni e/o || 28 febbraio 2018 || 460 pagine

C’è un borgo millenario scavato nella roccia dell’entroterra maremmano, il suo nome è Le Case. Un paese morente. Una trappola di provincia. Un microcosmo di personaggi che si trascinano in un gorgo di giorni sempre uguali. Fino a quando la piccola comunità non viene sconvolta dall’arrivo di Samuele Radi, nato e cresciuto nel cuore del borgo vecchio e poi fuggito nel mondo. Il suo ritorno a casa è l’innesco che dà vita a questo romanzo corale: la storia di un paese dove ognuno è dato in pasto al suo destino, con i suoi sprechi, le aspettative bruciate, le passioni, i giochi d’amore e di morte. Perché a Le Case l’universo umano non fa sconti e si mostra con oscenità. Ogni personaggio lascia dietro di sé una scia di fatti e intenzioni, originando trame che si incrociano, si accavallano, si scontrano dopo tragitti capaci di coprire intere esistenze. A Le Case si covano segreti inimmaginabili, si ammazza, si disprezza, si perdono fortune, si tramano vendette, ci si raccomanda a Dio, si vendono figli, si vive di superstizioni, si torna per salvarsi, si tradisce, si ruba, ci si rifugia, si cerca una nuova vita, si gioisce per le disgrazie altrui. Talvolta, inaspettatamente, si ama.

martedì 7 aprile 2020

Recensione 'La primavera torna sempre' di Lorenzo Marone - Feltrinelli


LA PRIMAVERA TORNA SEMPRE || Lorenzo Marone || Feltrinelli || 35 pagine || 4 aprile 2020

Da Lorenzo Marone, un regalo ai lettori: un racconto inedito che è un invito a unire le forze e a combattere le difficoltà con l’arma della gentilezza. 
Torna Luce Di Notte, la protagonista di Magari domani resto. E con lei, don Vittorio e l’immancabile Cane Superiore, sullo sfondo di una Napoli più fascinosa e dolente che mai. Marone ci parla di Luce e noi ci ritroviamo in lei, nelle sue battaglie quotidiane, nei suoi quotidiani – e salvifici – angoli di bellezza. Con la voglia di dare un senso a questo tempo sospeso.


lunedì 30 marzo 2020

Lettera aperta al mio blog



Ieri, 29 marzo, questo blog ha compiuto 7 anni.

In un qualunque altro momento, probabilmente, avrei scritto qualcosa per festeggiare, avrei ricordato tutti i bei momenti e le gioie che questo angolo di web mi ha portato.
In questo momento, invece, la voglia di festeggiare, celebrare, sorridere, è poca. Ma sette anni non sono pochi e ho pensato fosse giusto parlare al mio blog e farlo a cuore aperto!

Caro Blog,
sono più di 2 mila i giorni che abbiamo trascorso assieme. Mi hai accolta in un momento in cui avevo bisogno di uno spazio solo mio e, anno dopo anno, sei diventato un po' uno spazio per tutti!
Abbiamo condiviso tanti momenti, molti belli, alcuni meno. Ci sono state volte in cui ti ho amato follemente e altre in cui ti ho profondamente detestato; abbiamo avuto giorni buoni e giorni cattivi, come accade sempre tra chi si vuol bene, no?!
Alcune volte, non molte in verità, mi sono chiesta che senso avesse andare avanti. E tutte le volte, tu, quasi mi avessi sentita, hai trovato un modo per farmi capire che un senso c'era!
C'erano persone che passavano di qui, ogni giorno, alla ricerca di un consiglio, di uno spunto, di una parola che le convincesse che sì, quello era il libro giusto per loro. C'erano autori che aspettavano che io quelle parole le tirassi fuori dalla mente, dal cuore e dalla pancia e riuscissi a fissarle su questo schermo che, per me, è sempre stato un po' di carta!

Nell'ultimo anno, ce ne siamo accorti entrambi, le cose sono un po' cambiate. Ho cominciato a sentirmi oppressa, fagocitata da tutte quelle scadenze, da quei libri da leggere "per forza", in fretta... più in fretta... Ho cominciato a vederti spesso come un dovere e i momenti di gioia, quelli in cui mi sono seduta davanti a questo schermo e ci ho gettato dentro parole uscite di getto, sono stati sempre meno.
Ho iniziato questo 2020 con la voglia di cambiare, di ritagliare più spazi per me e meno per te, di non farmi più prevaricare da te e da quello che rappresentavi.

Poi è arrivato il 20 febbraio, che qui in Lombardia ha voluto dire quarantena. Tutto è iniziato a cambiare attorno a me, prima lentamente, poi sempre più velocemente. Hanno iniziato a chiudere le scuole, si è iniziato a parlare di distanze da rispettare; poi è stata la volta di bar e ristoranti e poi ancora i negozi e le aziende. 
Si fa la fila per fare la spesa, si sta chiusi in casa e quando si esce si indossano guanti e mascherine. Siamo gente spaventata, siamo in crisi. E io non leggo più!

Mi sono chiesta spesso, in questi giorni, che senso abbia la tua esistenza. Tornerà la voglia di leggere?  Probabilmente sì! Tornerà la voglia di scrivere? Non lo so. 
Quello che so, adesso, è che io e te abbiamo bisogno di prenderci i nostri spazi. Io ho bisogno di prendere in mano un libro e trascinarmelo anche per giorni interi senza l'ansia di te che stai qui, fermo e silenzioso, in attesa che mi decida a scrivere qualcosa; ho bisogno di afferrare un libro, iniziarlo e metterlo da parte senza sentirmi in colpa perché tu rimarrai zitto e muto per giorni interi. Ho bisogno, soprattutto, di parlare solo di quei libri che mi lasciano dentro emozioni profonde, che sia in senso positivo o in negativo. 
Non voglio più sedermi qui davanti solo perché mi sento "costretta", non voglio dover programmare le mie letture in funzione di un calendario che riguarda te. Non voglio leggere ciò che "va di moda" perché tu ne hai bisogno; voglio, invece, pescare dalla mia libreria che, in questi anni assieme a te, si è riempita di libri che non hanno mai trovato spazio e tempo nelle mie giornate.

Sembro ingrata, lo so. Ma io e te siamo un po' due anime gemelle e so anche che mi capisci e sai che, in fondo, tra qualche tempo, quando il libro giusto inciamperà nelle mie mani, io tornerò a farti visita!

Buon compleanno, blog... E scusa, non pensavo che la crisi del settimo anno avrebbe colpito anche noi!


giovedì 19 marzo 2020

Recensione 'Senti che vento' di Eleonora Sottili - Einaudi


SENTI CHE VENTO || Eleonora Sottili || Einaudi || 28 gennaio 2020 || 208 pagine

Fuori piove, non smette di piovere, il fiume straripa e corre dappertutto. Mentre i vicini si imbarcano direttamente dal balcone, Agata s'incanta a guardare l'acqua che allaga il pianterreno, lambisce il divano, sommerge la libreria. La casa ora è una nave incagliata dove lei, sua madre e sua nonna mangiano salame al buio, pescano i pomodori dell'orto con il retino, spostano gli oggetti, scoperchiano sorprese. Intanto i regali di nozze navigano indisturbati, e il vestito da sposa volteggia candido al centro della stanza. In questo tempo liquido e sospeso, Agata scopre di non essere l'unica a custodire un segreto. «La nonna tagliava il salame e distribuiva le fette. A un tratto mi disse: "Sembra di essere in guerra. Tu saresti morta subito, in guerra". Aveva ragione, lo sapevo. Poi aggiunse: "Certo all'aceto potevate pensarci". Quindi, come se le cose fossero collegate: "Mi sa che domenica prossima non ti riesci mica a sposare". Fu allora che la mamma fece scattare la lama del suo coltello a serramanico, e per un momento mi sembrò che le scappasse un sorriso». Nonna Fulvia ha i capelli di ferro e ruggine, non sopporta le zucchine liguri e definisce Agata "un nientino". La mamma invece sta china sui suoi atlanti a incrociare paralleli e meridiani, cercando instancabile un posto dove sua figlia potrebbe avere una vita sorprendente. «Io con loro non c'entro niente», pensa Agata. Tanto domenica si sposa e finalmente sarà al sicuro, lontana dalle intermittenze dell'una e dalle forze contrarie dell'altra. Ma il fiume arriva a confondere i confini tra le cose, e Agata scopre di essere molto più vicina alle donne della sua famiglia di quanto credeva. Un segreto, del resto, ce l'ha anche lei: la collezione di appartamenti vuoti dove ha fatto l'amore con un ragazzo che non è lo stesso che sta per sposare.

lunedì 16 marzo 2020

Recensione 'Aria di novità' di Carmen Korn - Fazi Editore


ARIA DI NOVITÀ || Carmen Korn || Fazi Editore || 2 marzo 2020 || 527 pagine

È il 1970 e Henny, che ha «l’età del secolo» ed è concentrata sui preparativi per il suo settantesimo compleanno, chiede divertita all’amica di sempre: «Hai mai tradito tuo marito?». Guardarsi allo specchio è più difficile, ma dentro si sente ancora una ragazzina; perché cos’è il tempo, in fin dei conti? A festeggiare con lei, insieme alle immancabili amiche, al marito e ai figli, ci sarà una nuova generazione appena entrata nell’età adulta: Katja, una fotografa che decide di mettere in secondo piano la sua vita per documentare con le immagini quel che accade nei focolai di guerra sparsi per il mondo; Florentine, modella di fama internazionale tornata a sorpresa ad Amburgo con una notizia che lascerà parenti e amici a bocca aperta; e poi Ruth, giornalista e militante, che fatica a liberarsi dalla travagliata relazione con un uomo violento pericolosamente vicino alle frange più estreme. Fra le tre giovani donne si ricrea lo stretto sodalizio che ha unito le loro madri e nonne e, con grande felicità di Henny, la generazione successiva alla sua porta avanti la tradizione: condivide felicità e sfortune, i momenti insignificanti e quelli importanti. A fare da sfondo, le grandi vicende politiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta: la Germania divisa, la guerra in Vietnam, il terrorismo, l’immigrazione; e poi gli scandali della Casa Bianca visti dall’Europa, lo scioglimento del blocco orientale e infine l’evento risolutore per eccellenza: il crollo del Muro nel 1989. Ma prima che la storia intervenga ad abbattere questa barriera, chiudendo un’epoca e aprendone una nuova, le vite delle protagoniste subiranno diversi scossoni. Dopo Figlie di una nuova era ed È tempo di ricominciare, la trilogia di Carmen Korn trova in questo volume la sua commovente conclusione.


lunedì 9 marzo 2020

Recensione 'Carlo è uscito da solo' di Enzo Gianmaria Napolillo - Feltrinelli


CARLO È USCITO DA SOLO || Enzo Gianmaria Napolillo || Feltrinelli || 5 marzo 2020 || 248 pagine

Carlo ha trentatré anni e non esce mai da solo. Non rivolge la parola agli sconosciuti e conta tutto ciò che lo circonda: le briciole sul tavolo, le gocce di pioggia sulla finestra, le stelle in cielo. "Una linea retta è una serie infinita di punti", così gli ha detto anni prima la professoressa delle medie, ma non l'ha avvisato che alcune rette possono essere interrotte. Come la linea rassicurante della sua vita, che un giorno è andata in pezzi e da allora non è più stato possibile aggiustarla. Per questo ora Carlo si circonda di abitudini e di persone fidate, come i suoi genitori e sua sorella Giada: ha costruito un muro tra lui e il mondo esterno. Finché una mattina incontra Leda, la nuova ragazza del bar dove fa sempre colazione con il padre, ed è lei a creare una crepa nel muro, a ridargli un raggio di speranza. Nelle loro durezze, nei loro spigoli, riconoscono il reciproco dolore, stringono una tacita alleanza e cercano la forza per affrontare i ricordi e camminare liberi verso il futuro. Il racconto di un ragazzo e una ragazza danneggiati dalla vita, la storia tenace di un uomo che non si arrende e di una donna che potrebbe aiutarlo a rinascere, a darsi una possibilità. A uscire da solo, per non essere più solo.