Recensione 'Labirinti'
di Franck Thilliez - Fazi Editore

by - 17.7.23

LABIRINTI || Franck Thilliez || Fazi Editore || 30 maggio 2023 || 333 pagine

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Una giovane poliziotta, Camille Nijinski, si trova nello studio del dottor Fibonacci, uno psichiatra che si accinge a raccontarle una storia incredibile di cui è l’unico depositario. Si tratta della testimonianza raccolta da una paziente, la quale è stata trovata priva di sensi e di memoria in un bosco accanto al cadavere di un uomo. Camille, incaricata di seguire le indagini, ha bisogno di capire di più riguardo a questa improvvisa perdita di memoria, ma lo psichiatra ha molto altro da rivelarle. Prima di dimenticare tutto, la sua paziente ha condiviso con lui i fatti del suo passato: una storia lunga e complessa, senza dubbio la più straordinaria che Camille ascolterà in tutta la sua carriera. Le protagoniste sono cinque. Tutte donne. La giornalista, la psichiatra, la rapita, la scrittrice… E la quinta? La quinta donna è il filo del labirinto, è colei che fornirà le risposte a tutte le domande e, forse, anche una via d’uscita.
La mente geniale dell’autore ha dato vita a un vero e proprio labirinto infernale cosparso di tranelli e vicoli ciechi, in cui il lettore verrà intrappolato insieme ai protagonisti.
Franck Thilliez non si stanca mai di giocare… ma questo i suoi lettori più affezionati lo sanno già.

Siete mai entrati in un labirinto? Se vi è capitato, ricorderete sicuramente la sensazione iniziale: essere in grado di trovare l'uscita senza alcuna difficoltà!
Una sensazione che svanisce ben presto, quando vi renderete conto di essere intrappolati in un dedalo di sentieri identici e che, probabilmente, state girando in tondo, un po' come un criceto nella sua ruota.
Arriverà un momento nel quale sentirete l'ansia montare dentro di voi, poi il panico avrà il sopravvento, ma sarà, sempre e comunque, l'istinto di sopravvivenza ad avere la meglio e spingervi verso l'uscita!

Quelle stesse sensazioni le ho provate leggendo il nuovo romanzo di Franck Thilliez, Labirinti, terzo e conclusivo capitolo della trilogia iniziata nel 2019 con Il manoscritto e proseguita, due anni dopo, con C'era due volte.
Tre romanzi e sei anni dopo tutte le tessere andranno al loro posto, ogni situazione verrà spiegata e risolta, ma, soprattutto, come suo solito, Thilliez giocherà con noi.
<<Ci sono cinque protagoniste nel racconto che sto per condividere con lei. Solo donne. [...] "la giornalista", "la psichiatra", "la rapita", "la scrittrice"...>>
E la quinta? Lo scopriremo solo alla fine; e nel momento stesso in cui avremo davanti a noi l'uscita del labirinto, sfoceranno, come sempre accade, gli improperi nei confronti dell'autore!
Vera, Lysine, Sofia e Julie: quattro donne, quattro storie. Thilliez ce le racconta con una perfetta alternanza di capitoli e, alla fine di ogni capitolo, sbatteremo il muso contro un vicolo cieco che ci costringerà a cambiare strada.
Quattro donne molto diverse tra loro e quattro storie che non avrebbero alcun motivo per giungere allo stesso punto. Ma, come abbiamo ormai imparato con Thilliez, non bisogna mai dare nulla per scontato!

Lysine, la giornalista, scopre di essere stata vittima di un furto d'indennità; Véra vive in uno chalet sperduto tra i boschi dopo aver scoperto di soffrire di elettroipersensibilità. Sofia Enrichz scrive thriller la cui trama si basa su predizioni che paiono trovare sempre riscontro nella realtà. E poi c'è Julie.

I capitoli si alterneranno a un ritmo serrato, ma arriva un momento, poco prima della fine, nel quale ci si chiede quale sia l'utilità di Lysine. La sua pare la storia meno interessante e, in effetti, i capitoli che la riguardano sono anche quelli che, almeno all'inizio, hanno meno pathos.
Ma quando si pensa di essere giunti alla soluzione di tutto e ci pare di scorgere davanti a noi l'uscita del labirinto, ecco che Thilliez, con uno dei suoi colpi di mano, spariglia nuovamente le carte in tavola e ci porta a rivalutare ogni cosa!

Che Thilliez sia un genio del thriller non lo scopriamo certo con quest'ultimo romanzo; semmai è stato stupefacente rendersi conto di come l'autore abbia creato una trilogia i cui meccanismi si incastrano perfettamente, sfidando, di volta in volta, il lettore a ragionare, capire, risolvere.

Personalmente, mi sento di darvi due consigli: se non avete ancora letto questa serie e pensate di farlo, cercate di non far passare troppo tempo tra la lettura di un romanzo e l'altro.
Come già detto, la storia che Thilliez tesse è un intrico di particolari, indizi ed enigmi; per chi, come me, ha letto i romanzi a due anni di distanza l'uno dall'altro, i piccoli dettagli sono stati più faticosi da ricordare.
Anche per questo motivo, in un primo momento, la soluzione al percorso finale mi era parsa senza senso. Ma potrebbe mai Thilliez scrivere qualcosa che non abbia una sua logica? Per dirvela senza svelarvi nulla: tutto finisce esattamente dove è iniziato!

Altro consiglio che mi sento di regalarvi: niente colpi di testa! Questo è l'ultimo volume di una trilogia e la serie VA LETTA IN ORDINE DI PUBBLICAZIONE. Sono stata chiara!?! Ultimamente su Instagram sta prendendo piede questa moda del: "Ma sì, che importa se è il ventesimo volume, leggetelo pure da solo, partite da questo e chi se ne frega se non capirete un cazzo, tanto a me il libro l'ha mandato la Casa Editrice!".
No, non si fa! Chi lo fa diventa amico di Caleb Traskman (e questa la capirete solo se avete già letto i romanzi e saprete anche che non è una bella cosa!).

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