Recensione 'Resta con me, sorella'
di Emanuela Canepa - Einaudi


RESTA CON ME, SORELLA || Emanuela Canepa || Einaudi || 2 maggio 2023 || 391 pagine

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Quali sogni ti erano concessi in Italia, negli anni Venti del Novecento, se non eri un uomo? Con la consueta capacità di scrutare nell’animo femminile e nell’ambiguità delle relazioni, Emanuela Canepa racconta due donne che, imprigionate dal potere maschile o dalla propria incapacità di opporvisi, sognano di liberarsi dalle catene della Storia. Da quando suo padre è morto di febbre spagnola, Anita, orfana di madre dall’età di sette anni, vive con la matrigna e i suoi due figli. Uno lavora con lei nel giornale in cui il padre prestava servizio. Un giorno il fratellastro ruba dalla cassa e Anita decide di prendersi la colpa, perché il suo misero stipendio di donna non basterebbe a mantenere la famiglia, mentre quello del fratellastro sì. Rinchiusa nel carcere della Giudecca, incontra Noemi, una ragazza ombrosa da cui tutte si tengono alla larga - «ha il demonio dentro», dicono - e dalla quale persino le suore mettono Anita in guardia. Ma lei ne subisce il fascino e, malgrado Noemi non riveli mai il motivo per il quale è stata condannata, Anita si confida con lei. Le due stringono un patto: progettano di costruire un futuro insieme, una volta fuori. Sono convinte di poter trovare la propria strada nel mondo anche senza un marito. Ma oltre la soglia della prigione l’esistenza travolge e confonde come il brulichio incessante per le strade di Venezia, obbligando Anita a fare i conti con sé stessa e con il segreto inconfessabile che Noemi nasconde.

Arrivo colpevolmente tardi a scoprire Emanuela Canepa; il lato positivo (di certo non per il mio portafogli!) è che adesso ho due romanzi da recuperare!!
Il mondo non cambia perché sogniamo. Il mondo rimane uguale.
La sorella che dà il titolo al romanzo assume, man mano che si procede con la lettura, sfaccettature diverse. Per la protagonista di questa storia, sorella è Luisa, figlia di secondo letto del padre; è Noemi, compagna di detenzione alla Giudecca, ma è anche un po' Clelia, la donna che la accoglie dopo la prigionia.

Anita Calzavara ha poco più che vent'anni quando il portone della Giudecca, il carcere veneziano, si chiude dietro di lei, rendendola a tutti gli effetti una reietta per la società di inizio Novecento.
Ma Anita quel portone lo ha attraversato da innocente, facendosi carico di una colpa non sua pur di proteggere quella stessa famiglia che, ad eccezione della sorella Luisa, l'ha poi respinta.

Non ha avuto una vita facile, Anita, rimasta orfana di madre ad appena sette anni e cresciuta da una donna il cui unico scopo era il benessere del primo figlio; quel figlio per colpa del quale lei si trova ora rinchiusa alla Giudecca.
Sarà proprio tra quelle mura che la protagonista conoscerà Noemi Folena, una figura eterea e sfuggente dalla quale tutte, suore e prigioniere, si tengono alla larga.
Ma Noemi sarà l'unica persona alla quale Anita riuscirà ad affidarsi e alla quale aprirà il suo cuore.
Il rapporto tra le due ragazze sarà forte quanto può esserlo quella tra due persone sole e fragili, ma se Anita sarà sincera con Noemi, altrettanto non si può dire di quest'ultima che, sino alla fine della storia, riuscirà a risultare ambigua e indisponente.
...anche di questo è fatta la loro amicizia, la libertà di mettere in pratica gesti che i rituali del carcere non consentono.
Sono circa due gli anni che Canepa racconta in questo romanzo, eppure ci si stupisce nel rendersi conto di quanto l'autrice sia brava a farci percepire il tempo come qualcosa di elastico e inafferrabile, esattamente come accade alla protagonista.
I lunghi mesi del carcere, con le giornate che paiono non passare mai, sempre uguali a loro stesse; poi la frenesia di Venezia, che prima spaventa, poi fagocita e, infine, accoglie col suo carico di voci e colori ammantati di nebbia!
Attraverseremo il tempo e i pensieri di Anita, percependone timori, pensieri, paure e ritrosie.
La osserveremo perdersi tra le calli per poi sbucare sul mare, laddove Venezia incomincia e la vita si apre a nuove opportunità.

Sbaglierà, Anita, nell'addossarsi una colpa non sua, nel donarsi alla persona sbagliata, nel fidarsi di un'amica che, forse, ha solo compiuto un atto di egoismo nel tenderle la mano e nel prospettarle un sogno che, fuori dalle mura della Giudecca, diventa evanescente come quei preziosi tessuti che paiono disfarsi al solo tocco di una mano.

Canepa racconta, descrive, narra con un ritmo costante, quasi senza sussulti, come se si navigasse nelle acque piatte di un'alba d'estate.
Ammalia, conquista, coinvolge; non regala nulla al lettore che, forse un po' sprovveduto, affronta questo romanzo come una vacanza, per rendersi conto, dopo poche pagine, che la leggerezza non appartiene a questa storia.
Le appartengono, invece, mille altre sfumature: dai personaggi indimenticabili ai luoghi che brulicano di vita come fossero reali, Emanuela Canepa tesse una storia che ha la consistenza delicata delle sete preziose, ma anche la forza di una ragazza che non vuole arrendersi e la tenacia di una città che vive abbarbicata alle sue fondamenta instabili.

Introspettivo, a tratti cupo, sicuramente non una storia da leggere d'un fiato, Resta con me, sorella è un romanzo che va centellinato, che richiede, a tratti, di riemergere dalle sue pagine, nelle quali pare quasi di affogare, tra le quali il respiro viene mozzato da una cupa coltre di umidità che toglie il fiato. Ma giunti alla fine ci si renderà conto di aver ricevuto un dono meraviglioso, quello di una scrittura indimenticabile e di una storia che si rivela unica nella sua linearità!

La Libridinosa

Cosa fai nella vita? Leggo!

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