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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2017

Recensione 'L'assassinio di Florence Nightingale Shore' di Jessica Fellowes - Neri Pozza

Il 12 gennaio 1920 l'infermiera Florence Nightingale Shore ore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell'ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello, È l'ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannion salta giù da un treno in corsa per sfuggire all'opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è

La Classifichella Speciale 2017 - I 5 libri dell'anno!

*in blu i commenti di Laura* DIEEEEECIIIIIIIII. Cinque Avevamo detto i DIEEEEEECIIIIIIIII libri più belli dell'anno, minchia!   Avevamo detto cinque Me lo ricordo io, sai? Pure io Sono sicura che avessimo detto DIECI sempre cinque era . Ma ti pare che io accettavo di scegliere 5 libri su 100? Lo hai fatto. Io? Tu. Quella dei parimerito? Tu tu, hai fatto la svolta cinque.  No senti, bella, inutile che dici di averlo scritto a penna. Scritto. Cinque. A penna devi scrivere di andartene a fanculo. Vai, op op! Pure cinque ho scritto.  Sono sudata  lavate , sono stanca hai smesso di fare tapicoso e questi sono i risultati , ho faticato per trovare CINQUELIBRICINQUE metti in ordine . Ma tu lo sai quanto ho letto io quest'anno? Eh? Eh?   Otto? E hai idea di quanti libri belli? Otto? Ecco, vaffanculo! Scrivitelo, eh! Prendo penna... la vuoi con gli sbrilluccichi? No? Ooook.... Oh vedi che quando vuoi, capisci?  Fatto pure cuoricino, visto? Vabbè, tiri

Recensione 'Piccoli esperimenti di felicità' di Hendrik Groen - Longanesi

83 anni e un quarto sono 37.765 giorni. E sono proprio tanti. 83 primavere senza la certezza di vedere la prossima, o che ne valga la pena. Hendrik è il tipo d'uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c'è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo: due chiacchiere con l'amico Evert; la curiosità per i nuovi arrivati e la sopportazione della severissima direttrice, probabilmente nipote di un ex gerarca nazista. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: concedersi un anno, prima di prenderla, e in quell'anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma non (ancora) morti, con regole di ammissione rigidissime pe

Tutti a Hogwarts con le 3 ciambelle - Il treno per Hogwarts è in partenza dal binario 9 e ¾

...Harry si svegliò alle cinque, ma era troppo eccitato e nervoso per riaddormentarsi. Si alzò e infilò i jeans, perché non voleva arrivare alla stazione con gli abiti da mago: si sarebbe cambiato poi in treno. Controllò ancora una volta l'elenco di Hogwarts per accertarsi di avere tutto quel che gli serviva, verificò che Edvige fosse ben chiusa nella sua gabbia, e cominciò a passeggiare per la stanza... E voi, care streghette, avete preso tutto? Controllate bene i vostri bauli, perché il momento della partenza per Hogwarts è finalmente giunto! Siete emozionate? Noi tantissimo, soprattutto perché abbiamo già notato la vostra voglia di giocare e divertirvi! E allora, mettiamo da parte tutte le chiacchiere inutili (avremo tempo per farne!) ed entriamo nel vivo del gioco! Mettetevi in fila, su! Il binario lo conoscete benissimo, il 9 e ¾ e... op! Bravissime!!! Avete tutte trovato il vostro posto? Avete sistemato i vostri bagagli? E allora, mentre il treno cominc

Recensione 'Dodici ricordi e un segreto' di Enrica Tesio - Bompiani

"Vuoi essere l'addetta al ricordo, bambina mia?" Attilio, il nonno che è stato per lei un padre, fa ad Aura questa richiesta sconcertante: non assistere alla malattia che divorerà la mia mente, ricordami nel pieno della vita. Aura è una ragazza speciale, ha il nistagmo - disturbo che fa muovere le pupille incessantemente e che le è valso il soprannome di Signorina Occhipazzi - e davvero il suo sguardo è sempre rivolto a qualcosa di diverso da quello che vedono gli altri, come alla ricerca di un dettaglio che eternamente le sfugge. Ma proprio per questo Aura è coraggiosa, sa stare sola, sa che gli uomini spesso guardano solo la superficie delle cose: così accetta la sfida e parte per un paese lontano. Quando però, al suo ritorno, scopre che Attilio è stato di parola e si è recluso in una casa di riposo, Aura capisce di non voler rispettare il patto e comincia a cercare il nonno ovunque: nei messaggi che lui ha seminato dietro di sé come sassolini bianchi nel bosco,

Diario di Bordo - Dove vai se una Reading Challenge non ce l'hai?

* in rosso gli interventi della Bacci * Tutto il mondo vive di mode,  ah sì?  ormai lo sappiamo ed è giusto farsene una ragione!  Anche no.  E no, non mi sono data al fashion e non mi riferisco alla moda intesa come vestiti, scarpe e borse,   pizzi e mutande che tu chiami pigiami,  tranquilli! Diciamo che quella ci serve giusto da riferimento: vi ricordate l'epoca dei pantaloni a vita bassa? L'odiooooo! Quelli, per intenderci, che avevano delle zip così corte, ma così corte, che si sarebbe fatto prima a non metterle? Soprattutto avendo due natiche degne di tale nome e non due fette di prosciutto tagliato sottile sottile.  Ecco, provate a sforzare le vostre menti e cercare di ricordare quanta fatica facevamo per riuscire a trovare un pantalone che avesse un girovita ad altezza umana, uno di quelli che, quando ci si abbassava per prendere qualcosa, non mostrasse al mondo le nostre tonsille! Dai su, so che avete cercato di rimuovere la sofferenza che provavate quando trasco

Recensione 'Ci vediamo tra poco' di Tommaso Fusari - Mondadori

Dalla terribile notte di dieci anni prima in cui tutto precipitò all'improvviso sconvolgendo la sua esistenza, la vita di Alice è cambiata radicalmente. Una nuova città, nuovi odori, nuove abitudini, nuove amicizie, e poi, dopo tutto il disorientamento, tutto quello stare male, la fatica di mettere radici, di sentirsi finalmente, e ancora, a casa. E come potrebbe essere diverso da così, se l'unica casa in cui Alice avrebbe voluto dormire sempre, Stefano, se l'è lasciata alle spalle quella notte lontana e sembra appartenere a una vita fa? Stefano e il panino al prosciutto che condividevano ogni giorno tornando da scuola, Stefano e quella fossetta sulla guancia destra che potevi notare quando sorrideva, Stefano e quell'ingenuità in cui Alice si incastrava così bene da sentirsi, finalmente, al sicuro. Alice ora è sola in mezzo alla tempesta, è disarmata e, incapace di reagire, sembra solo attendere il mulinello che da un momento all'altro la trascinerà di nuov

La Classifichella di Novembre

*in blu i commenti di Laura* Jingle Bells Jingle Bells... chi sei tu? Dove hai messo Laura mia? escila fuori subbbbbito .... ok, sto cantando, ma solo per non sentire rugnare Lallina io non rugno!! che si lamenta sempre che io non ami il Natale! NON FA L'ALBERO DI NATALE!!!! Che il mondo e tutti gli elfi lo sappiano! Comunque no, l'albero non l'ho. Spiacente, gatti e cani non consentono alberi e palline palline portate io a Merlino a piede libero, quindi rassegn... oh Lallì, piantala! Creatura immmmmmonnnda senza alberelloooooooo!!!! Dai su, facciamo i seri chi? e stiliamo una classifica per le letture di novembre. Che posso farla al ribasso? No, perché novembre, salvo un paio di eccezioni, è stato un mese di letture bleah che più bleah non si può. Ah ah, le mie invece sono state belle, le tue nooo. E' perché non fai l'albero, vedi?! Prima e incontrastata posizione per "Niente è come te" di Sara Rattaro (e meno male che c'è stata lei

Recensione 'Amy Snow' di Tracy Rees - Neri Pozza

Hertfordshire, 1848. La brina ricopre i campi e le strade quando Amy Snow, la mantella stretta per difendersi dal gelo, si allontana da Hatville Court, la casa in cui ha vissuto per ben diciassette anni. L'unica persona che lei abbia mai amato, Aurelia Vennaway, figlia unica di Lord Charles e Lady Celestina Vennaway, una delle famiglie più in vista della contea, giace sotto sei piedi di terra in un angolo silenzioso del camposanto. E a Amy non resta che svanire come un'orma che si discioglie nella brina. Era stata proprio Aurelia a trovarla, diciassette anni prima, in una tersa mattina di gennaio in cui l'aria era tagliente come vetro. L'aveva vista agitarsi nella neve, minuscola neonata con la pelle fredda come gelatina di fragole, piccolo essere glabro e azzurrino abbandonato ai margini di una foresta inospitale. L'aveva battezzata Snow, perché era piena di neve, e Amy, perché era il nome della sua bambola preferita. E l'aveva portata con sé, a Hatville C