domenica 31 dicembre 2017

Recensione 'L'assassinio di Florence Nightingale Shore' di Jessica Fellowes - Neri Pozza


Il 12 gennaio 1920 l'infermiera Florence Nightingale Shore ore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell'ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello, È l'ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannion salta giù da un treno in corsa per sfuggire all'opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolano sempre dal naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell'Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento. Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l'aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell'infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton. Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di gialli ambientati nell'Inghilterra degli anni venti e trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.


Titolo: L'assassinio di Florence Nightingale Shore
Autore: Jessica Fellowes
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 16 novembre 2017
Pagine: 397

Trama: 4  Personaggi: 3  Stile: 4 

venerdì 29 dicembre 2017

La Classifichella Speciale 2017 - I 5 libri dell'anno!


*in blu i commenti di Laura*

DIEEEEECIIIIIIIII. Cinque Avevamo detto i DIEEEEEECIIIIIIIII libri più belli dell'anno, minchia!  Avevamo detto cinque Me lo ricordo io, sai? Pure io Sono sicura che avessimo detto DIECI sempre cinque era. Ma ti pare che io accettavo di scegliere 5 libri su 100? Lo hai fatto. Io? Tu. Quella dei parimerito? Tu tu, hai fatto la svolta cinque. 
No senti, bella, inutile che dici di averlo scritto a penna. Scritto. Cinque. A penna devi scrivere di andartene a fanculo. Vai, op op! Pure cinque ho scritto. 
Sono sudata lavate, sono stanca hai smesso di fare tapicoso e questi sono i risultati, ho faticato per trovare CINQUELIBRICINQUE metti in ordine. Ma tu lo sai quanto ho letto io quest'anno? Eh? Eh?  Otto? E hai idea di quanti libri belli? Otto? Ecco, vaffanculo! Scrivitelo, eh! Prendo penna... la vuoi con gli sbrilluccichi? No? Ooook....


Oh vedi che quando vuoi, capisci? 
Fatto pure cuoricino, visto?

Vabbè, tiriamo fuori 'sti dieci cinque sempre cinque sono stati libri, và! E ricordiamoci che, stavolta, non è una classifica (ché altrimenti qui partono emboli a certi scrittori particolarmente suscettibili!!) questo lo hai deciso tu, perché avevamo detto di fare la Classifichella dei cinque libri più belli letti nel 2017... se no sarebbe stata la parimetella... eh

  • Tempi duri per i romantici - Tommaso Fusari
  • La fioraia del Giambellino- Rosa Teruzzi
  • Il respiro delle anime - Gigi Paoli
  • L'amore addosso -Sara Rattaro
  • Magari domani resto - Lorenzo Marone
Sei contenta, cretina? Una Venezia guarda. Ecco, ora io ne inserisco almeno altri venti! Dove? E che ti urli? Non urlo, ridacchio... Dai su, vediamo cosa sei stata in grado di fare tu! Una classifica con cinque libri? Così, ad esempio. Che venite con me a vedere cosa ha fatto la cret... ehm... Laura?







mercoledì 27 dicembre 2017

Recensione 'Piccoli esperimenti di felicità' di Hendrik Groen - Longanesi


83 anni e un quarto sono 37.765 giorni. E sono proprio tanti. 83 primavere senza la certezza di vedere la prossima, o che ne valga la pena. Hendrik è il tipo d'uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c'è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo: due chiacchiere con l'amico Evert; la curiosità per i nuovi arrivati e la sopportazione della severissima direttrice, probabilmente nipote di un ex gerarca nazista. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: concedersi un anno, prima di prenderla, e in quell'anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma non (ancora) morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l'ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi... In quest'anno di vita succederanno tante cose, tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità... e alla fine si vedrà chi l'avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.


Titolo: Piccoli esperimenti di felicità
Autore: Hendrik Groen
Editore: Longanesi - Tea
Data di pubblicazione: 1 ottobre 2015
Pagine: 330

Trama: 3  Personaggi: 3  Stile: 3 

venerdì 22 dicembre 2017

Tutti a Hogwarts con le 3 ciambelle - Il treno per Hogwarts è in partenza dal binario 9 e ¾


...Harry si svegliò alle cinque, ma era troppo eccitato e nervoso per riaddormentarsi. Si alzò e infilò i jeans, perché non voleva arrivare alla stazione con gli abiti da mago: si sarebbe cambiato poi in treno. Controllò ancora una volta l'elenco di Hogwarts per accertarsi di avere tutto quel che gli serviva, verificò che Edvige fosse ben chiusa nella sua gabbia, e cominciò a passeggiare per la stanza...

E voi, care streghette, avete preso tutto? Controllate bene i vostri bauli, perché il momento della partenza per Hogwarts è finalmente giunto!
Siete emozionate? Noi tantissimo, soprattutto perché abbiamo già notato la vostra voglia di giocare e divertirvi! E allora, mettiamo da parte tutte le chiacchiere inutili (avremo tempo per farne!) ed entriamo nel vivo del gioco!

Mettetevi in fila, su! Il binario lo conoscete benissimo, il 9 e ¾ e... op! Bravissime!!!


Avete tutte trovato il vostro posto? Avete sistemato i vostri bagagli? E allora, mentre il treno comincia la sua corsa verso Hogwarts, diamo una ripassata alle regole!

Regola numero 1 - Essere Lettori Fissi di tutti e tre i blog: La Libridinosa, La Biblioteca di Eliza e Due lettrici quasi perfette
Regola numero 2 - Aver messo Mi Piace a tutte e tre le nostre pagine Facebook: La Libridinosa, La Biblioteca di Eliza e Due lettrici quasi perfette
Regola numero 3 - Far parte del Macrogruppo Facebook e del microgruppo relativo alla Casa che vi è stata assegnata
Regola numero 4 - Condividere il Banner sul vostro blog o, se non ne avete uno, sul profilo Facebook

E fin qui le regole di base che vi avevamo già illustrato nel post di iscrizione. Adesso, invece, entriamo un po' più nello specifico...

  • I libri che sceglierete di leggere dovranno avere minimo 150 pagine (farà fede l'edizione cartacea presente su Amazon, se esiste)
  • Per quanto riguarda i titoli che vi "imporremo" noi tre, non ci sarà, a differenza degli anni scorsi, un numero limite di pagine. Ma, benché molte di voi pensino che siamo Carogne patentate, così non è (almeno non del tutto) e cercheremo di non appiopparvi Ken Follett!
  • Per quanto riguarda gli obiettivi che richiedono la lettura di un genere specifico, potrete controllare, come al solito, le schede Amazon (anche in questo caso, controllate sempre la scheda della versione cartacea del libro, se esiste). Se avete qualche dubbio, scriveteci in gruppo!
  • Per le copertine colorate chiedete sempre a noi prima di iniziare a leggere (pare che ci siano, tra voi, evidenti casi di daltonismo!!!).
  • Quando avrete bisogno di chiederci qualcosa, usate il macrogruppo e TAGGATECI SEMPRE, altrimenti, nel marasma di post che vengono pubblicati, rischiamo di perderci le vostre domande!
  • Se volete pubblicizzare le iniziative dei vostri blog o delle vostre pagine Facebook, potrete farlo (sempre chiedendo prima l'autorizzazione ad una di noi tre), ma solo nel macrogruppo.
CAPITOLO RECENSIONI
  • Non valgono le recensioni già pubblicate 
  • Non valgono le riletture
  • Regole per le recensioni: non saranno accettate recensioni in cui vi limitate a raccontarci la trama del libro o, viceversa in cui non ci raccontate assolutamente nulla. Non saranno accettate recensioni scritte sotto forma di lista di "mi è piaciuto" e "non mi è piaciuto". A differenza degli anni scorsi, però, quest'anno saremo più carogne (che volete farci, si è aggiunta la Bacci e il livello di cattiveria è salito!): nel caso in cui una recensione non dovesse rispettare le direttive date, non riceverete alcuna comunicazione; semplicemente, il punteggio relativo al libro letto non vi verrà assegnato e non lo troverete conteggiato nel file Drive. Su streghette, sappiamo benissimo che siete tutte in grado di scrivere una buona recensione!
IL BOCCINO D'ORO


Come annunciato nel post di iscrizione, con la partenza per Hogwarts anche Il boccino d'oro inizierà il suo viaggio!
Di cosa si tratta? Spiacenti, a nessuno di voi è dato saperlo! Il Boccino d'Oro colpirà a caso una di voi streghette. Ma tutto dovrà rimanere segreto! La streghetta che riuscirà ad afferrare il Boccino d'Oro non dovrà farne parola con nessuno, neanche con le sue compagne di Casa. 
Il Boccino d'Oro porterà con sé una serie di rigidissime regole che andranno rispettate! In caso contrario scatterà una penalità a carico di tutta la Casa.
Se il Boccino d'Oro sarà regolarmente afferrato (o ingoiato! Sputatelo!) dalla streghetta prescelta e se le regole saranno rispettate, la Casa vedrà magicamente apparire un bonus di 10 punti che si andrà ad aggiungere al punteggio totale accumulato sino a quel momento.
In caso contrario, però, i 10 punti verranno SOTTRATTI!


VOGLIO RITIRARMI! COSA DEVO FARE?

A fronte di quattro anni di esperienza, sappiamo benissimo che spesso la gente si iscrive alle Reading Challenge carica di entusiasmo e voglia di fare, per poi, dopo poche settimane, sparire del tutto! Cosa fare in una Challenge che, comunque, vige sul gioco di squadra? Ovviamente, un ritiro spontaneo penalizzerà la Casa che lo subirà. Pertanto chiediamo alle persone che vogliono lasciare il gioco di pazientare un po' e chiedere alle proprie compagne di Casa di essere nominate. In tal modo, ci sarà un'eliminazione corretta e la squadra non dovrà far fronte ad un elemento in meno.

E sempre a proposito di gioco di squadra, nel caso in cui il Prefetto o le streghette dovessero scriverci lamentandosi per la poca partecipazione o presenza di uno o più elementi, preparatevi a ricevere un richiamo scritto da parte nostra! Una bella nota sul registro non ve la toglie nessuno!
Care streghette, avete deciso di prendere parte ad un gioco che vi costringerà ad interagire, nel bene e nel male, con altre persone. Quindi, fate le brave e giocate come si deve!!

LE CASE

In fase di iscrizione vi era stato chiesto di esprimere una preferenza sulla Casa di cui far parte. Vi avevamo anche anticipato che, in caso di squilibrio, saremmo state noi a comporre le squadre. E allora, ecco cosa è accaduto quando ci siamo ritrovate ad interpellare il Cappello Parlante...


GRIFONDORO:
  1. Annalisa Sanseverino
  2. Meshua Arcieri
  3. Rosa Galiano
  4. Paola Pagliari
  5. Giulia Capacchietti
  6. Erika Medone
  7. Simona Menegatti
  8. Mariangela De Zen
  9. Ale Pedace
  10. Cristina Benedetti
  11. Roby Fri
  12. Marianna De Rossi
  13. Gaia Arnone
SERPEVERDE
  1. Deborah Paradiso
  2. Chiara Ropolo
  3. Azzurra Sichera
  4. Mariarosaria Palmentieri
  5. Manuela Menna
  6. Virginia Alessandri
  7. Denise Aronica
  8. Valeria Manfredi
  9. Laura Rossato
  10. Sabrina Vignolo
  11. Marta Legrenzi
  12. Irene Bolognesi
  13. Giulia Della Bona
TASSOROSSO
  1. Rosaria Sgarlata
  2. Stefania Crepaldi
  3. Antonella Maraio
  4. Federica Melchiorre
  5. Desirée Melano
  6. Susanna Bassano
  7. Jessica P.
  8. La Biblioteca di Drusie
  9. Patrizia Padovani
  10. Alice Perego
  11. Chiara Lothiriel
  12. Daniela Valentino
  13. Michela Del Vecchio
CORVONERO
  1. Grazia Di Fazio
  2. Giuls Libri
  3. Diana Reydych
  4. Anna Rita Palmieri
  5. Alessia De Col
  6. Katiuscia Mansella
  7. Dolci Carloni
  8. Giulia Failla
  9. Raffaela Damiani
  10. Dominique Gabri
  11. Rosita Alfieri
  12. Stefania Ceteroni
  13. Liviana Carlucci
Pensiamo non ci sia altro da aggiungere, ma come sempre, vi ricordiamo che se avete qualche dubbio o qualche domanda siamo a vostro completa disposizione sia nel gruppo Facebook che alla nostra mail:
lauralaura.challenge@gmail.com

E adesso, care streghette, non vi resta che fare il vostro ingresso a Hogwarts, il vostro viaggio è giunto alla fine!

Vi ricordiamo che qui sotto trovate il modulo che vi servirà per l'invio dei link delle recensioni. Questo modulo sarà valido sino al 21 marzo 2018!
A questo punto, non ci resta che aspettare che apriate le vostre lettere e iniziate a giocare! In bocca al lupo a tutte!



mercoledì 20 dicembre 2017

Recensione 'Dodici ricordi e un segreto' di Enrica Tesio - Bompiani


"Vuoi essere l'addetta al ricordo, bambina mia?" Attilio, il nonno che è stato per lei un padre, fa ad Aura questa richiesta sconcertante: non assistere alla malattia che divorerà la mia mente, ricordami nel pieno della vita. Aura è una ragazza speciale, ha il nistagmo - disturbo che fa muovere le pupille incessantemente e che le è valso il soprannome di Signorina Occhipazzi - e davvero il suo sguardo è sempre rivolto a qualcosa di diverso da quello che vedono gli altri, come alla ricerca di un dettaglio che eternamente le sfugge. Ma proprio per questo Aura è coraggiosa, sa stare sola, sa che gli uomini spesso guardano solo la superficie delle cose: così accetta la sfida e parte per un paese lontano. Quando però, al suo ritorno, scopre che Attilio è stato di parola e si è recluso in una casa di riposo, Aura capisce di non voler rispettare il patto e comincia a cercare il nonno ovunque: nei messaggi che lui ha seminato dietro di sé come sassolini bianchi nel bosco, nella memoria di chi gli ha voluto bene, nei propri ricordi e in quelli di sua madre Isabella, inadeguata all'amore eppure caparbiamente ostinata a cercarlo, sempre troppo "leggera" ma forse per questo capace di rialzarsi quando cade. È così che Aura raccoglie frammenti dell'esistenza del nonno ma anche di quelle dei molti personaggi che popolano il romanzo: "cocci" di vite autentiche, spesso dolenti, irrisolte ma capaci di incastrarsi le une con le altre in maniera sorprendente.

Titolo: Dodici ricordi e un segreto
Autore: Enrica Tesio
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2017
Pagine: 272

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5 

venerdì 15 dicembre 2017

Diario di Bordo - Dove vai se una Reading Challenge non ce l'hai?


* in rosso gli interventi della Bacci *
Tutto il mondo vive di mode, ah sì? ormai lo sappiamo ed è giusto farsene una ragione! Anche no. E no, non mi sono data al fashion e non mi riferisco alla moda intesa come vestiti, scarpe e borse,  pizzi e mutande che tu chiami pigiami, tranquilli! Diciamo che quella ci serve giusto da riferimento: vi ricordate l'epoca dei pantaloni a vita bassa? L'odiooooo! Quelli, per intenderci, che avevano delle zip così corte, ma così corte, che si sarebbe fatto prima a non metterle? Soprattutto avendo due natiche degne di tale nome e non due fette di prosciutto tagliato sottile sottile. Ecco, provate a sforzare le vostre menti e cercare di ricordare quanta fatica facevamo per riuscire a trovare un pantalone che avesse un girovita ad altezza umana, uno di quelli che, quando ci si abbassava per prendere qualcosa, non mostrasse al mondo le nostre tonsille! Dai su, so che avete cercato di rimuovere la sofferenza che provavate quando trascorrevate interi pomeriggi in giro per negozi per, poi, tornare a casa affrante, senza aver acquistato nulla. E tu stai qua apposta per ricordarcelo.
Tutto questo per dirvi che, si sa, il mondo vive di mode e se gli stilisti (maledetti!) avevano deciso che dovevamo vivere afflitte dalla colite, non c'era verso di riuscire a trovare qualcosa di diverso nei negozi! Beh, ma con tutte le maledizioni che abbiamo lanciato, qualche attacco di colite sarà venuto pure a loro! Ed è così anche per tutti gli altri settori della vita... l'avreste mai detto? Naaaaaaaaaaa.
Abbiamo le mode letterarie (eh eh... state pensando alle maledette 50 sfumature, ammettetelo! Bleah!): nel momento stesso in cui un certo tipo di libro ha successo, ecco che le Case Editrici tireranno fuori dai cassetti manoscritti che stavano lì a far la muffa e che ricalcano, per filo e per segno, quel genere. L'odore di muffa rimane, eh!

Ma in cosa, i blog, seguono la moda? Negli smalti abbinati alle copertine? Ooooh in tantissime cose!  Quaaaaaliiiii? Innanzitutto, la grafica! Siamo passate da grafiche ipercolorate (che al confronto un negozio Desigual pare smorto! Quelle belle grafiche che dopo tre minuti che sei lì dentro hai già preso un Moment e un Plasil), con stelline che cadevano dall'alto, cursori che sprizzavano scintille come una mucca con un attacco di diarrea (io non so che mucche tu abbia frequentato, ma quelle non sono propriamente scintille) e colonne a destra e a manca, piene zeppe di robe inutili. Poi è arrivata l'epoca del minimalismo, del bianco a tutti i costi beeeeello bianco minimal! e del "togliamo tutta 'sta roba che ormai puzza!" (parliamo delle scintille di prima?) ed ecco che, nel giro di pochi mesi, tuuuuuutti i blog si sono sbiancati, manco fosse passato il tizio della Cinghiale. Ve lo ricordate? Quell'ometto che andava in giro con un enorme pennellessa perché "per dipingere una grande parete serve un grande pennello"? Ecco, quel tipo lì è passato a ripulire i nostri blog e tanti cari saluti a stelline e mucche diarroiche! (povero omino, non gli bastava dover girare in bici a -30°, pure la diarrea da ripulire...)

Poi è arrivata lei, la maledetta, la disgraziata, la moda dei blogtour AAAAAAAAHHHHHHHH... l'odio, l'odio profondo. Non li fai pure tu? Direte: che urli che li fai pure tu? Per l'appunto. Vero! Li ho fatti, magari ne farò ancora. Pochi. Pochissimi. Selezionatissimi e ben strutturati.
Prima regola: scegliere un libro in uscita e di cui siate strasicure in fatto di qualità. Capito? Dovete conoscere il genere e, possibilmente, anche l'autore. Mica sono tutte vippe come te, con la rubrica zeppa di scrittori, sai? Capito? Un libro in uscita, non uno pubblicato 6 mesi fa! 
Seconda FONDAMENTALE regola: un blogtour ogni tanto ci sta! E sempre in riferimento alla prima regola, ricordatevi che voi quel blogtour lo state organizzando (o vi state collaborando) perché vi fidate ciecamente del romanzo che volete proporre. Un blogtour al giorno, invece, È IL MALE ASSOLUTO. Io in un blog voglio trovare le recensioni, qualche rubrica carina, non una sfilza di blogtour. Dai su, un po' di dignità: non siete Mastrota, lasciate a lui le promozioni! Magari si allenano per prenderne il posto. I 20 li ha passati da un po' pure lui.
Lo so che il blogtour vi porta gente e, soprattutto, libri in omaggio dalle Case Editrici, ma non vi fate un po' schifo a sapere che quei 700 iscritti al vostro blog vi seguono solo perché fate marchette? No? Contente voi! 

E ora veniamo all'ultima moda, quella, per intenderci, che vi è stata presentata durante le sfilate Primavera-Estate 2018! Le Reading Challenge!!! Ovazione gente!
Io le amo, lo avevate notato? Maddai? Amo organizzarle, eh. Difficilmente mi iscrivo a qualche Reading Challenge. Innanzitutto perché voglio leggere ciò che mi pare e quando mi pare, perché sei un po' Adolf inside, e poi perché non ne trovo mai che mi piacciano così tanto da farmi venire voglia di tentare. Per il 2018 ho deciso di iscrivermi a quella organizzata da La lettrice sulle nuvole e Le mie ossessioni librose, ma è, appunto, una Challenge che mi lascerà libera di inserire libri miei (o almeno mi pare di aver capito così! Sempre che la Ropolo non decida di vendicarsi e te li cassi tuuuuutti tuuuutti).
Ma anche organizzare una Reading Challenge non è cosa da poco. Servono impegno, organizzazione, fantasia e, soprattutto, una partner affidabile. E io queste cose le ho tutte! Anzi, quest'anno di partner ne ho due! Sull'affidabile fossi in te aspetterei a pronunciarmi...

E allora, svisceriamo l'argomento... Base fondamentale per una buona RC è la fantasia! Ed ecco a voi: Topolino l'Apprendista Stregone! - Che urli? -Ah, non parlavi di Fantasia Disney? Copiare idee altrui, se anche sono state di successo, non serve a nulla. La gente che partecipa alle Challenge ha voglia di mettersi in gioco, è vero, ma ha voglia di farlo con sfide diverse da un anno all'altro. Lo so, non è semplice inventare ogni anno qualcosa di diverso, che sia allo stesso tempo divertente e facile da gestire, ma dovete provarci, altrimenti il fallimento sarà dietro l'angolo.
E qui entrano in gioco i partner! Due cervelli lavorano meglio di uno, tre cervelli lavorano meglio di due, questo è appurato. Ma quello che dovete mettere in conto se avete intenzione di organizzare un evento che durerà 12 mesi, è che voi con quelle persone dovrete averci a che fare, tutti i giorni, più volte al giorno, per tuuuuutta la durata della Challenge. Ecco, questo è un aspetto che avresti dovuto chiarirmi PRIMA! Quindi, prima di ritrovarvi a lanciare maledizioni e odiare profondamente gente che sino a qualche tempo prima vi stava anche simpatica, pensateci bene! Beh, parto avvantaggiata, le maledizioni te le ho sempre lanciate. Che tipo di persona siete? Siete di quelle superorganizzate, che vivono circondate da agenda, che scrivono tutto con penne di colori diversi così da non perdersi nulla per strada? Bene, allora sarà inutile chiedere aiuto all'amica che perde le chiavi di casa ogni santo giorno. Ehm...io se non perdo le chiavi, perdo gli occhiali... Parafrasando Platone, dovete trovare la vostra metà della mela (nel mio caso, trattasi di Ciambelle!).
Trovata la persona giusta e lo spunto geniale, iniziate a lavorarci su. Che cosa sto cercando di dirvi? Che una Challenge non nasce dall'oggi al domani. E lo affermo con una certa sicumera, sicu cheeeeeeee?,  a fronte di 4 anni di Challenge organizzate. 
Serve l'idea, serve sviluppare l'idea, serve rivedere l'idea, serve fare delle prove, trovare le falle nel gioco (fidatevi, ce ne sono e pure tante), servono chili di silicone per tappare le falle, serve rivedere il tutto più e più volte e poi buttare giù il progetto definitivo.
A quel punto, dovrete rivedere tutto ancora una volta, provare il funzionamento di ogni cosa e pregare. Sì, pregare che nulla vi sia sfuggito! Noi siamo fortunate, abbiamo Dio nel team, ci basta un messaggino.

Ci siete riuscite? Bene, adesso si passa alla parte pratica. Scrivete un post in cui illustrare la vostra idea. Che ci vuole? Un cervello plasmato su quello del defunto Steve Jobs, ecco cosa ci vuole!  La modestia che alberga in te... Dovrete spiegare l'idea, illustrarla nei minimi dettagli, stilare un calendario, spiegare i punteggi, le regole del gioco e tutto ciò che ruoterà attorno alla vostra idea.
E sapete qual è la cosa più divertente?  Che per quanto voi siate state attente e precise, ci sarà sempre qualche partecipante che non avrà capito o, peggio ancora, che si iscriverà senza aver letto nulla di ciò che voi avrete scritto. Simpatiche, vero?

Gruppo Facebook sì o no? Ammettiamolo! Il gruppo Facebook che raccoglie tutte le partecipanti in un unico luogo è comodissimo: loro possono interagire e scambiarsi consigli, noi possiamo comunicare con loro in maniera molto più diretta, senza inviare mille mail e avendole sempre tutte a portata di mano. Ma... eh eh ogni cosa ha i suoi contro! 
Primo svantaggio del gruppo è che c'è sempre qualcuno che si sente in diritto di rispondere al posto vostro. Vi faccio un esempio: Partecipante A fa una domanda e voi non rispondete immediatamente (insomma, anche noi abbiamo una vita! alle volte pure bella movimentata...); Partecipante B si sente sicura di se stessa e risponde al posto vostro, dicendole che sì sì, quella copertina è verde, verdissima, talmente verde che un campo di calcio le spiccia casa. Partecipante A si fida e inizia a leggere quel libro. Arrivate voi e le fate notare che quella copertina è verde come il cielo azzurro d'agosto e, ovviamente, Partecipante A ci resta male.
Ecco, capite cosa intendo? Un gruppo Facebook richiede una presenza quasi costante, soprattutto in fase di "rilascio degli obiettivi di gioco". E poi richiede un polso fermo verso tutte quelle che pensano di poter gestire in vece vostra. Il tuo ormai è ingessato proprio!
Secondo svantaggio del gruppo: diventerà la vostra seconda casa. Uh, arrediamo? Vado a comprare tazze e mensole? Se volete un gruppo attivo, vivo, partecipe, sarete voi a doverlo rendere tale. Siate ironiche, divertenti, postate, coinvolgete le partecipanti in discussioni che non siano sempre e solo circoscritte alla Challenge in sé. Per esempio discussioni su: meglio il panettone o il pandoro? La carbonara o l'amatriciana? Pizza o lasagna? È vero che lo scopo primario del gruppo sarà quello, ma fate in modo che la gente si senta un po' come fosse a casa propria. Ok, compro pattine per tutte! Certo, tutto entro certi limiti: le partecipanti non devono sentirsi libere di scrivere tutto quel che passa loro per la testa (fidatevi, ho visto cose che voi umani...). Fate capire sin da subito qual è il tono e quali sono le piccole regole di convivenza civile e tutto andrà bene!

Quindi, gruppo sì o gruppo no? Sì se pensate di essere in grado di gestirlo, di essere quanto più presenti possibile e di essere in grado di avere a che fare anche con persone che, nella vita quotidiana, evitereste come la peste! Altrimenti, la cara vecchia email farà sempre il suo dovere!

E ora si arriva alla parte pratica! La Challenge è stata ideata, il post scritto, il gruppo creato ed è il momento di dare il via al gioco! Pronte? Come no? Ehiii dove andate? Avevo dimenticato di comprare le Yankee, torno subito! Dai su... prendete il sacchetto che avete di fronte e respirateci dentro. Brave! Ah, QUEL sacchetto! Pensavo quello delle patatine...#mainagioia.
Tutto perfetto, il gioco ha preso il via e cominciano ad arrivare le prime recensioni. No dai, non fate così... lo so... sono illeggibili. Una strage di congiuntivi, punteggiatura buttata a caso come fosse zucchero a velo su una torta, sintassi degna di un bambino di prima elementare. A questo punto potete  scegliere: uccidere tutti o rintanarvi in un angolo a piangere. No Maria, anzi Laura, io esco! Io scelgo sempre la prima opzione e chi partecipa alle mie challenge da qualche tempo sa benissimo che rischia sempre un richiamo all'ordine!

Alla resa dei conti, qual è il motivo per cui una persona sana di mente dovrebbe aver voglia di organizzare una Challenge? Ecco, spiegalo un po' anche a me, che a questo punto qualche domanda me la sto ponendo. Quando si ha un blog nato da poco tempo, la Challenge vi porterà sicuramente lettori nuovi, lettori che, a differenza dei partecipanti a blogtour e giveaway, saranno in qualche modo costretti a seguirvi per un intero anno. Quando, invece, il vostro blog è già avviato, la Challenge la organizzerete per il semplice piacere di farlo. Oppure quando ti arriva una telefonata delirante da parte di due disgraziate, della quale non capisci una mazza e dici "Sì sì, ci sto!" solo per farle tacere.
Io mi diverto davvero tanto, ma questo accade perché, da un paio d'anni a questa parte, lo faccio solo con le persone giuste! Lo scorso anno eravamo solo io e Lallina, quest'anno si è aggiunta l'anziana La Bacci. Siamo affini, abbiamo lo stesso modo di organizzare le cose e, cosa non indifferente, siamo tre minchione non da poco! Parla per te! Io serissima sono!

Se avete un po' di incoscienza e le persone giuste per farlo, organizzate pure. Altrimenti meglio lasciar perdere in partenza! 

mercoledì 13 dicembre 2017

Recensione 'Ci vediamo tra poco' di Tommaso Fusari - Mondadori


Dalla terribile notte di dieci anni prima in cui tutto precipitò all'improvviso sconvolgendo la sua esistenza, la vita di Alice è cambiata radicalmente. Una nuova città, nuovi odori, nuove abitudini, nuove amicizie, e poi, dopo tutto il disorientamento, tutto quello stare male, la fatica di mettere radici, di sentirsi finalmente, e ancora, a casa.
E come potrebbe essere diverso da così, se l'unica casa in cui Alice avrebbe voluto dormire sempre, Stefano, se l'è lasciata alle spalle quella notte lontana e sembra appartenere a una vita fa? Stefano e il panino al prosciutto che condividevano ogni giorno tornando da scuola, Stefano e quella fossetta sulla guancia destra che potevi notare quando sorrideva, Stefano e quell'ingenuità in cui Alice si incastrava così bene da sentirsi, finalmente, al sicuro.
Alice ora è sola in mezzo alla tempesta, è disarmata e, incapace di reagire, sembra solo attendere il mulinello che da un momento all'altro la trascinerà di nuovo sul fondo. Ma un'eco lontana, che proviene da un luogo nascosto del suo cuore, cerca di farsi largo, un'eco che sa di sogni e nuvole in comune, di pezzettini di pellet tirati contro una finestra e di fughe silenziose da casa. Un'eco che è anche una promessa, e che forse è giunto il momento di mantenere...
Con Ci vediamo tra poco, Tommaso Fusari ci regala finalmente le parole che non abbiamo mai letto di Alice, e con esse il suo mondo, aiutandoci a ricostruire la storia della bambina dai capelli rossi che abbiamo tanto amato in Tempi duri per i romantici.


Titolo: Ci vediamo tra poco
Autore: Tommaso Fusari
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2017
Pagine: 64

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile:5  

mercoledì 6 dicembre 2017

La Classifichella di Novembre


*in blu i commenti di Laura*

Jingle Bells Jingle Bells... chi sei tu? Dove hai messo Laura mia? escila fuori subbbbbito.... ok, sto cantando, ma solo per non sentire rugnare Lallina io non rugno!! che si lamenta sempre che io non ami il Natale! NON FA L'ALBERO DI NATALE!!!! Che il mondo e tutti gli elfi lo sappiano! Comunque no, l'albero non l'ho. Spiacente, gatti e cani non consentono alberi e palline palline portate io a Merlino a piede libero, quindi rassegn... oh Lallì, piantala! Creatura immmmmmonnnda senza alberelloooooooo!!!!
Dai su, facciamo i seri chi? e stiliamo una classifica per le letture di novembre. Che posso farla al ribasso? No, perché novembre, salvo un paio di eccezioni, è stato un mese di letture bleah che più bleah non si può. Ah ah, le mie invece sono state belle, le tue nooo. E' perché non fai l'albero, vedi?!

Prima e incontrastata posizione per "Niente è come te" di Sara Rattaro (e meno male che c'è stata lei a risollevarmi il mese!) Santa Sara!

2. Demelza - Winston Graham Certo... porella brutto nome
3. La verità sul caso Harry Queber - Joel Dicker Bello, se togli 15enne insopportabile
4. Il club dei bugiardi - Mary Karr
5. L'inganno - Thomas Cullinan E che pretendi da un libro con 'sto titolo? Fregatura dietro l'angolo
6. Girl in snow - Danya Kukafka Let is snow, let is snow, let is snow... no?
7. Ovunque sei - Daniela Quadri Ecco, proprio ovunque ovunque no... giusto fuori dalla porta

Ecco, le ultime posizioni sono state proprio delle letture pessime, ma peeeeeessime! Speriamo che dicembre si riveli migliore, altrimenti smetto di legg... no vabbè, non ci credo manco io! Comunque, prima di lasciarvi alla Classifichella di Laura, vi faccio vedere quella che, per me, è la copertina più bella tra le mie letture mensili. Il podio va a "Demelza" di Winston Graham ah quella col nome brutto... porella


martedì 5 dicembre 2017

Recensione 'Amy Snow' di Tracy Rees - Neri Pozza


Hertfordshire, 1848. La brina ricopre i campi e le strade quando Amy Snow, la mantella stretta per difendersi dal gelo, si allontana da Hatville Court, la casa in cui ha vissuto per ben diciassette anni. L'unica persona che lei abbia mai amato, Aurelia Vennaway, figlia unica di Lord Charles e Lady Celestina Vennaway, una delle famiglie più in vista della contea, giace sotto sei piedi di terra in un angolo silenzioso del camposanto. E a Amy non resta che svanire come un'orma che si discioglie nella brina. Era stata proprio Aurelia a trovarla, diciassette anni prima, in una tersa mattina di gennaio in cui l'aria era tagliente come vetro. L'aveva vista agitarsi nella neve, minuscola neonata con la pelle fredda come gelatina di fragole, piccolo essere glabro e azzurrino abbandonato ai margini di una foresta inospitale. L'aveva battezzata Snow, perché era piena di neve, e Amy, perché era il nome della sua bambola preferita. E l'aveva portata con sé, a Hatville Court, la dimora dei suoi da tempo immemorabile. Erano cresciute insieme, Aurelia e Amy, come due sorelle inseparabili. Perché così si consideravano, loro. Ma a Hatville Court, e nell'intero villaggio, Amy poteva essere, a seconda dei giorni, degli umori della servitù e dei pregiudizi dei Vennaway, una giovinetta rispettabile o una vagabonda, una sorella o una sguattera. E ora, con la scomparsa di Aurelia, non può più restare nella grande dimora dei Vennaway, divenuta un luogo ostile e inospitale...


Titolo: Amy Snow
Autore: Tracy Rees
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 7 luglio 2016
Pagine: 453

Trama: 2  Personaggi: 2  Stile: 4