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Recensione 'Piccoli esperimenti di felicità' di Hendrik Groen - Longanesi


83 anni e un quarto sono 37.765 giorni. E sono proprio tanti. 83 primavere senza la certezza di vedere la prossima, o che ne valga la pena. Hendrik è il tipo d'uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c'è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo: due chiacchiere con l'amico Evert; la curiosità per i nuovi arrivati e la sopportazione della severissima direttrice, probabilmente nipote di un ex gerarca nazista. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: concedersi un anno, prima di prenderla, e in quell'anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma non (ancora) morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l'ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi... In quest'anno di vita succederanno tante cose, tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità... e alla fine si vedrà chi l'avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.


Titolo: Piccoli esperimenti di felicità
Autore: Hendrik Groen
Editore: Longanesi - Tea
Data di pubblicazione: 1 ottobre 2015
Pagine: 330

Trama: 3  Personaggi: 3  Stile: 3 
Io ho un debole per i libri con protagonisti anziani (e penso che questo ormai sia risaputo!), ma ammetto che a questo romanzo sono arrivata con un certo ritardo. Perché? Perché quando è stato pubblicato, nel 2014, in giro non si trovavano altro che romanzi con protagonisti di una certa età! E io sono una che va contro le mode, soprattutto quelle letterarie, quindi l'ho evitato come la peste!
Ma ammetto anche che l'ho sempre tenuto d'occhio, guardandolo con la coda dell'occhio tutte le volte che me lo trovavo davanti in libreria. Così, nel novembre scorso, complice un raptus di acquisti dovuto al BookCity e i romanzi Tea al 25% di sconto, ho ceduto.
Ho fatto bene? A metà!

La storia di Hendrik, ottantatreenne col pallino dell'eutanasia, che decide di scrivere un diario prima di morire, è sicuramente una storia carina. Ecco, carina, nulla di più. 
Ci sono stralci davvero esilaranti, uno di questi, tra l'altro, proprio all'inizio della storia, il che fa ben sperare e aumenta, poi, la delusione man mano che si avanti nella lettura.

Hendrik è sicuramente un personaggio positivo e la scrittura pulita e priva di orpelli aiuta il lettore ad andare avanti con la storia.
Tutto questo, purtroppo, non coincide con una lettura piacevole e divertente. Ci sono stati ripetutamente dei momenti in cui la narrazione si appiattiva, la storia diventava ripetitiva e più volte mi sono chiesta se questa non fosse una scelta fatta dall'autore, perché, in fondo, il romanzo è ambientato in una casa di riposo e ci sono tante giornate tutte uguali.
Nonostante ciò, ho avuto attimi in cui mi sono chiesta a cosa servisse la descrizione di tutte quelle giornate inutili, se non ad allungare una storia che, se più breve, sarebbe sicuramente apparsa più scorrevole e divertente di quanto, alla fin fine, si è rivelata.

C'è una morale dietro questo romanzo, però. Ed è proprio questa che mi fa venire voglia di leggere anche il secondo libro di questa serie, sperando, però, di ritrovarmi tra le mani una storia migliore di questa!

Commenti

  1. Peccato! Pareva una lettura tanto promettente...
    CI penso su.
    Bacci

    RispondiElimina
  2. A me è piaciuto tanto tanto. È vero che ci sono momenti di stallo, però essendo un diario un po' me l'aspettavo. Sono curiosa di leggere il secondo, anche se rimando l'acquisto da tempo!

    RispondiElimina

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