Recensione 'Ci vediamo tra poco' di Tommaso Fusari - Mondadori


Dalla terribile notte di dieci anni prima in cui tutto precipitò all'improvviso sconvolgendo la sua esistenza, la vita di Alice è cambiata radicalmente. Una nuova città, nuovi odori, nuove abitudini, nuove amicizie, e poi, dopo tutto il disorientamento, tutto quello stare male, la fatica di mettere radici, di sentirsi finalmente, e ancora, a casa.
E come potrebbe essere diverso da così, se l'unica casa in cui Alice avrebbe voluto dormire sempre, Stefano, se l'è lasciata alle spalle quella notte lontana e sembra appartenere a una vita fa? Stefano e il panino al prosciutto che condividevano ogni giorno tornando da scuola, Stefano e quella fossetta sulla guancia destra che potevi notare quando sorrideva, Stefano e quell'ingenuità in cui Alice si incastrava così bene da sentirsi, finalmente, al sicuro.
Alice ora è sola in mezzo alla tempesta, è disarmata e, incapace di reagire, sembra solo attendere il mulinello che da un momento all'altro la trascinerà di nuovo sul fondo. Ma un'eco lontana, che proviene da un luogo nascosto del suo cuore, cerca di farsi largo, un'eco che sa di sogni e nuvole in comune, di pezzettini di pellet tirati contro una finestra e di fughe silenziose da casa. Un'eco che è anche una promessa, e che forse è giunto il momento di mantenere...
Con Ci vediamo tra poco, Tommaso Fusari ci regala finalmente le parole che non abbiamo mai letto di Alice, e con esse il suo mondo, aiutandoci a ricostruire la storia della bambina dai capelli rossi che abbiamo tanto amato in Tempi duri per i romantici.


Titolo: Ci vediamo tra poco
Autore: Tommaso Fusari
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2017
Pagine: 64

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile:5  


Stavolta cominciamo dalla fine. E no, non sono impazzita! La fine vede me che mando un messaggio vocale a Tommaso, un messaggio in cui quel poverino ha sentito una pazza isterica che piangeva e lo insultava. Eeeeh già... anche La Libbbbri piange (pare il titolo di una telenovela, lo so, ma sono ancora tutta scombussolata, quindi tacete!).
Dicevamo: La Libbbbbri manda un messaggio a quel venticinquenne e lui che fa? Lo ascolta in loop perché "vuoi vedere che pure zia Libbbbri ha un cuore?".

Vi ricordate di Stefano e Alice? Vi ricordate di quando, poco prima dell'estate, vi dissi di leggere Tempi duri per i romantici? Ecco, Tommaso è tornato, con un libretto piccolo piccolo, tutto raccontato dalla voce di Alice. Un racconto che ci porta indietro nel tempo, a quando Alice fuggì da Roma assieme alla madre, ai suoi primi anni in una Torino che pare chiusa in una bolla di sapone congelata, al suo dolore, al suo non essere mai in pace con se stessa.

Ed è già qui, alle prime, primissime righe, che Tommaso ti frega. Perché tu lo sai che alla fine di quelle 64 pagine arriverà Stefano. Te lo senti dentro, sottopelle, quasi ti respirasse vicino. Stefano è lì, che aspetta, che si guarda attorno, quasi un attore che attende il là per entrare in scena.
E tu lo sai che il momento è vicino. Tu lo sai che le lacrime arriveranno, di nuovo, calde, inarrestabili, copiose. Ma che vuoi fare? Smettere di leggere? Impossibile!
E allora cerchi di andare piano piano, di non divorare le parole, una riga dopo l'altra, un po' perché non vuoi lasciar andare, ancora una volta, Alice; un po' perché senti il dolore che ti assale.
Ma non c'è nulla da fare: le parole scorrono, le pagine volano, Alice va sempre più a fondo e tu vorresti afferrarla, prenderla per le spalle, scuoterla, dirle che Stefano è lì, che sta per arrivare, che il pettirosso volerà via dalla sua gabbia... ma non c'è niente da fare, il buio la avvolge, la permea, la stordisce. 
E tu lo sai, lo sai perché hai letto il romanzo e quel romanzo, mannaggia Tommà, lo hai ancora vivido in mente, ti batte ancora in pancia, ti fa saltare un battito del cuore ogni volta che lo vedi da qualche parte. Tu lo sai che Stefano arriverà, ma hai quasi paura e pensi "oddio! E se non fosse così? E se Tommaso si fosse fermato prima?"

E allora cominci a correre, leggi veloce, più veloce che puoi, perché per te Stefano e Alice sono una cosa sola e hai bisogno di rivederli, di riviverli. Hai bisogno di quel "Ciao, Alice" che ti ha fatto tanto battere il cuore qualche mese fa!

E arriva. Arriva Stefano, con la sua faccia frusta, coni suoi occhi caldi. Arriva "Ciao, Alice" e tu piangi. Piangi disperata. Piangi felice. Perché sai cosa accadrà, ma sai anche quante cose belle ci saranno. E piangi perché vorresti prendere il libro e cambiare il finale e poi ti dici che no, il finale giusto è quello pensato da Tommaso, perché quella di Alice e Stefano non è una storia banale, ma... porca miseria, quanto fa male ancora questa storia? Quanto ti sono rimasti dentro quei due ragazzi? 

E sapete cosa c'è? Che un libro bello lo senti a pelle, lo riconosci subito, dalle prime righe e dalle prime pagine. Ma un libro indimenticabile lo scopri dopo un po'. Lo scopri quando, nonostante siano passati 7 mesi e, nel frattempo, di libri tra le tue mani ne siano passati davvero tanti, tu ricordi tutto di quella storia: ricordi i personaggi, le sfumature della storia, le emozioni che hai provato ad ogni pagina. Ricordi quando hai riso e quando (e quanto!) hai pianto. Ricordi ogni momento trascorso tra le sue pagine, ricordi di averlo letto in poche ore, non dormendo, perché non riuscivi a metterlo giù.
E allora sì, a 7 mesi di distanza vi dico che quello di Tommaso è un piccolo, dolcissimo, straziante capolavoro. E che con questo racconto, Tommà non ha fatto altro che confermare ciò che pensavo: abbiamo davanti un talento! Un ragazzo che alla sua età riesce ad emozionare in questo modo, non può definirsi altrimenti! 

(PER TOMMASO: questa volta me la paghi, però!)

Commenti

  1. Mannaggia a un uomo e ad altre letture che ho fretta di leggere! Mi tengono lontana da questo piccolo gioiello! !! Ed ho l'idea che il buio che affronterà Alice sarà una mazzata. Soprattutto direttamente dal suo punto di vista.

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  2. Tommaso è un ragazzo d'oro, il suo libro e questo racconto lo dimostrano. un vero talento proprio come dici tu.

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