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"Un grammo di felicità al giorno" di Siri Østli: la malinconia gentile che non ti sconvolge (ma ti fa bene)

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UN GRAMMO DI FELICITÀ AL GIORNO Siri Østli Garzanti 360 pagine 25 ottobre 2022 È mattina, e Fie non vede l’ora di ricevere il suo messaggio quotidiano. Poche righe che contengono un compito da svolgere per tornare a vivere davvero e rompere la monotonia di giornate sempre uguali. Da qualche settimana, infatti, segue un calendario dell’Avvento in cui a ogni casella corrispondono un consiglio, un obiettivo o una motivazione. Non è certa di farcela, ma non ha nulla da perdere, e decide di accettare la sfida: solo così, in fondo, può mettersi in gioco davvero. A inventare questo stratagemma è stata sua sorella. Sara sa bene che Fie ha bisogno di qualcuno che la sproni a uscire dal guscio in cui si è rinchiusa dopo essere stata lasciata dal marito e con un figlio che si allontana sempre di più. Seguendo le indicazioni contenute nei messaggi, piano piano, Fie vede la sua vita cambiare. Sceglie un nuovo arredamento per la casa; prepara squisiti dolci al tepore del forno; adotta un cane e fa a...

Bookblogger vs me stessa di 13 anni fa: evoluzione o sopravvivenza?

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Allora recensivo per passione. Ora anche per ortopedia lombare Tredici anni fa scrivevo di libri per sentirmi meno sola. Non per costruire un'identità, non per "esserci", non per difendere un'opinione. Scrivevo perché dall'altra parte dello schermo immaginavo qualcuna come me: una che leggeva, che sentiva troppo, che aveva bisogno di capire se non era l'unica a sentirsi spezzata a pagina 214. Tredici anni fa non sapevo cosa fosse un algoritmo. E soprattutto non sapevo cosa significasse doverci essere. C'era il blog, c'erano i post, c'erano i commenti. Tanti e veri. E c'ero io, con un entusiasmo forse ingenuo, ma leggero sulle spalle. La me stessa di allora spiegava poco. Scriveva come se bastasse dire "questo libro mi ha fatto compagnia" per essere capita. Non sentiva il bisogno di giustificarsi, di argomentare fino allo sfinimento, di mettere le mani avanti. Leggeva e basta. Pubblicava e basta. Respirava. Poi è arrivato il resto. Le ...

Il Patto Editoriale 2026: la voce vera di Laura

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Alle mie lettrici e ai miei lettori Non vi prometto un anno leggero. Vi prometto un anno sincero . Nel 2026 non vi offrirò una versione migliore di me, ma quella più vera. Meno lucidata, meno pronta, meno performante. Ho deciso una cosa semplice e irreversibile: non parlerà più il personaggio. Parlerà la voce . Questo significa che a volte rideremo, a volte staremo in silenzio, a volte diremo cose scomode con parole eleganti e altre volte diremo cose eleganti con parole scomode. Non sarò sempre brillante, non sarò sempre d'accordo. Non vi darò quello che volete, ma non vi darò mai quello che non sento. Questo spazio non serve a dimostrare nulla. Non serve a reggere un ritmo, non serve a tenere una posizione. Serve a respirare insieme mentre si leggono le stesse ferite con nomi diversi. Nel 2026: leggeremo anche libri che deludono molleremo cose a metà senza vergogna cambieremo idea senza doverci giustificare difenderemo il piacere senza renderlo produttivo Qui non si viene per esse...

I social non stanno rovinando la lettura: stanno smascherando i lettori

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C'è questa frase che gira da anni, come un mantra da circolo letterario con sedie scomode e aria fritta: "Eh, ma i social hanno rovinato la lettura." No. I social non hanno rovinato un bel niente. Hanno semplicemente acceso la luce. E quando accendi la luce, vedi cose che prima erano lì uguali, solo più educate. La superficialità non è nata col BookTok Era già lì. Solo senza hashtag. I libri-merce esistevano anche prima. I lettori che leggevano "perché sì", "perché lo leggono tutti", "perché fa colto" esistevano anche prima. Solo che nessuno li filmava mentre piazzavano ventidue segnapagina coordinati per evidenziare frasi tipo: Il curling è uno sport pericoloso E sticazzi! Il BookTok non ha inventato la lettura superficiale. L'ha resa visibile, seriale, ripetibile. E soprattutto monocorde. Tutti leggono la stessa roba. E no, non è un caso. Apri BookTok e vedi: gli stessi libri le stesse reazioni le stesse lacrime le stesse copertine tenu...

'Wellness' di Nathan Hill: quando un romanzo scambia la lunghezza per profondità

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WELLNESS Nathan Hill Rizzoli 736 pagine 21 maggio 2024 Chicago 1993. Elizabeth e Jack sono arrivati nella grande metropoli a vent’anni, due origini molto diverse, ma lo stesso obiettivo di costruirsi una vita. La città è effervescente, in piena trasformazione, tante sono le spinte verso una nuova scena culturale. I due ragazzi vivono in due piccoli appartamenti in un quartiere bohémien, dove artisti e studenti infondono linfa giovane a una vecchia area industriale. Fin qui, non si conoscono. Ma le loro finestre affacciano sullo stesso vicolo e la sera, quando le luci si accendono, si accendono anche le loro vite intime: lei sfoglia pesanti manuali alla luce di una candela, accanto un bicchiere di vino, lui mescola colori e solventi, ispeziona negativi con la lente di ingrandimento. Elizabeth studia psicologia, Jack è fotografo. È inverno e si osservano. Una sera, a un concerto, Jack si fa coraggio e avvicina Elizabeth invitandola a bere qualcosa. Il periodo dell’università vissuto insi...

"Sotto mentite spoglie" di Antonio Manzini: Rocco e la squadra tra ironia, mistero e malinconia

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SOTTO MENTITE SPOGLIE Antonio Manzini Sellerio 546 pagine 4 novembre 2025 Ad Aosta è quasi Natale. Una stagione difficile, per Rocco Schiavone, e non solo per lui. Un periodo dell’anno che da sempre con le sue usanze svetta nella nota classifica affissa in Questura. Tutto sembra andare male. Ovunque nelle strade si esibiscono cori di dilettanti che cantano in ogni momento della giornata. La città è preda di lucine a intermittenza, della puzza di fritto, dell’agita- zione dovuta all’acquisto compulsivo. Lampeggiano vetrine e finestre, auto e antifurti. Di fronte ai negozi, pupazzi di raso e fiamme di stoffa si agitano al soffio dell’aria calda dimenando braccia, teste e lingue. Non c’è da aspettarsi niente di buono.  E infatti. Una rapina finisce nel peggiore dei modi possibili, coprendo Rocco di ridicolo, fin sui gior- nali. Un cadavere senza nome viene ritrovato in un lago, incatenato a 150 chili di pesi. Un chimico di un’azienda farmaceutica sparisce senza lasciare traccia. Rocco...

Come non rispondere alla domanda "Quanti libri hai letto quest'anno?"

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La scena del crimine Succede sempre così: ti siedi, prendi fiato, sei tranquilla. Poi arriva lei, la domanda: "Quanti libri hai letto quest'anno?". Detta con quel tono lì, quello che non chiede davvero. Quello che misura . Come se stessi per salire su una bilancia emotiva e il risultato comparisse in sovrimpressione: lettrice valida/lettrice deludente. Io sorrido. Dentro, però, sento lo stesso brividino che si prova quando qualcuno ti chiede l'età e tu sai che non è una curiosità, è un confronto. Il nodo: quando i numeri diventano più importanti dei libri Per anni sono stata una lettrice da almeno 100 libri l'anno. Lo dico senza falsa modestia e senza orgoglio: era un fatto. Leggevo ovunque, sempre. Anche quando non ne avevo voglia. Anche quando ero stanca. Anche quando, a dirla tutta, stavo tappando silenzi che non volevo ascoltare. Poi è arrivato Instagram. E con lui la classifica non richiesta: wrap up (che a me sa sempre di cibo del McDonald's!), obiettivi...

"La Rosa e La Spina" di Stefania Bertola: una storia carina, dimenticabile e un finale che si chiude troppo presto

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LA ROSA E LA SPINA Stefania Bertola Einaudi 232 pagine 7 ottobre 2025 Rosa Soave ha quasi quarant’anni, un figlio, un ex marito che l’ha lasciata il giorno di Natale e un quaderno Pigna con cui chiacchiera come se fosse un amico. E poi intorno a lei volteggiano cognate eco-bio con smanie romantiche, capi fin troppo affascinanti, preti impiccioni, editori sentimentali, professori sexy, amiche tuttofare, famiglie pericolose... In questo tourbillon, Rosa ha una sola certezza: con l’amore ha chiuso. Ma quando dalle nebbie del passato riemerge Doralice Spina – la sua miglior nemica del liceo, specializzata nel rovinare le vite degli altri – è davvero troppo. La Spina pungerà ancora o Rosa riuscirà a impedirglielo? Una deliziosa commedia metropolitana che ci consola, ci fa ridere e ci conferma che a volte non c’è altro da fare: bisogna prendere un bel respiro e ricominciare da capo. Oltre a scrivere sul suo quaderno nuovo e a detestare l’altrettanto nuova fidanzata dell’uomo che fino a ieri ...