lunedì 16 settembre 2019

Recensione 'Il manoscritto' di Franck Thilliez - Fazi Editore


Titolo: Il manoscritto || Autore: Franck Thilliez || Editore: Fazi ||
Data di pubblicazione: 5 settembre 2019 || Pagine: 478

Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un'altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile.




Leggete questo libro. Basta, io non posso dirvi altro. Compratelo e leggetelo, soprattutto se siete degli appassionati di thriller. Vi ho convinti? Benissimo!

Avete presente quelle volte in cui vi dico che trovare un thriller degno di questa definizione è una cosa difficilissima? Quelle volte in cui ci mettiamo qui e facciamo l'elenco dei requisiti fondamentali, indispensabili, perché un thriller possa definirsi degno di questo appellativo? Ecco, Il manoscritto soddisfa appieno tutti i canoni richiesti!

Premetto che non amo particolarmente gli scrittori francesi e non avevo mai sentito il nome di Thilliez prima che Leda ne parlasse su Instagram.
Eppure, appena iniziato a leggere questo libro, solo una cosa ha potuto impedirmi di divorarlo in un paio di giorni: due giorni, appunto, di febbre alta e stato semi-comatoso.

Il manoscritto è il titolo di un romanzo incompiuto del famoso Caleb Traskman, autore defunto il cui figlio ritroverà, appunto, un fascio di fogli seppellito in uno scatolone. Un fascio di fogli che compone l'ultimo romanzo del compianto padre; romanzo a cui, però, manca il finale.
Traskman era famoso per i suoi finali scioccanti quanto enigmatici. Poche pagine, una decina, che però racchiudono la soluzione a tutti i misteri.
Il figlio decide, quindi, di scriverle al posto suo. È così che inizia questo romanzo: qualche pagina introduttiva e poi il via, vero, reale, a quello che è l'ultimo romanzo di Caleb Traskman.

Léane Morgan è una scrittrice di thriller, la cui identità si cela dietro lo pseudonimo di Enaël Miraure. Léane è una donna che porta dentro sé il buio più profondo, un buio che trova la luce solo quando la donna mette su carta quelle paure, quegli incubi che tutti noi abbiamo. Mentre è alle prese con la promozione del suo ultimo acclamato romanzo, Il manoscritto, Léane sarà costretta a tornare a casa, in quella grande casa a Berck-sur-mer in cui si racchiude il suo dolore più grande: la scomparsa, quattro anni prima, della figlia Sarah.

Sarah è una delle nove vittime di un efferato serial killer che dopo aver rapito e seviziato le sue prede, ne seppellisce i corpi immergendoli nella calce viva.
Da quel momento la vita di Léane e di Jullian, suo marito, è andata in frantumi. Il loro matrimonio è a pezzi, tanto che Léane si è trasferita in un piccolo appartamento a Parigi, mentre Jullian trascorre il suo tempo alla disperata ricerca della figlia Sarah, incapace di accettarne la morte.

Ma sarà proprio una feroce aggressione ai danni di Jullian, che lo porterà a perdere parzialmente la memoria, che riporterà Léane a casa.
Cos'è accaduto a Jullian? Chi lo ha aggredito? E cosa ne è stato davvero di Sarah?
Suo marito aveva perso la memoria e le aveva lasciato il più ignobile dei romanzi incompiuti. Stava a lei scrivere il seguito.
Thilliez ha creato il thriller perfetto: un romanzo cruento, una storia che instilla angoscia e paura pagina dopo pagina. Un quadro in cui ogni elemento può essere il bene e il male allo stesso tempo, ogni personaggio può incarnare il bianco e il nero.
Ma la chicca, la scintilla, il colpo di genio di questo libro risiedono nel colpo di scena finale, in quell'ultima riga che, dopo 478 pagine in cui nulla verrà lasciato al caso, in cui ogni momento sarà quello buono perché un nuovo tassello si aggiunga a quel puzzle contorto che è la mente umana, Thilliez riuscirà, ancora una volta, a stupire il lettore più attento, a svelare l'ultimo mistero di questa storia e a farlo nel modo più sibillino possibile, quel modo che lui stesso ha creato e di cui ha lasciato traccia nelle pagine precedenti.

Il manoscritto è un romanzo nel romanzo e forse questa è stata l'unica scelta dell'autore che mi ha lasciato qualche perplessità: non ho capito per quale motivo Franck Thilliez abbia deciso di raccontarci questa storia come se fosse il romanzo incompiuto di un autore defunto, il cui finale, come detto prima, viene scritto dal figlio. 
Mi è parsa una scelta fine a se stessa, che nulla aggiunge e nulla toglie ad una storia praticamente perfetta.

Tutto in questo romanzo è un meccanismo composto da tante rotelle, un rompicapo da risolvere, un incastro perfetto che, tassello dopo tassello, accompagnerà il lettore all'interno della propria psiche, delle proprie paure, delle angosce che, in fondo, albergano nell'animo di ognuno di noi.
Chi è il colpevole? E chi, in fondo, è davvero innocente? Quella madre che si è rassegnata troppo presto alla morte della figlia? O quel padre che ha mandato in frantumi la sua vita pur di ritrovarla? 

Leggere questo romanzo è come percorrere una strada tortuosa, in salita, frustrati da una pioggia ghiacciata.
Questa storia riesce a penetrare sottopelle, le immagini che Thilliez descrive sono tanto raccapriccianti quanto reali.
L'angoscia che permea le pagine di questa storia fa male e questo succede perché, in fondo, tutti sappiamo che l'essere umano non è esente da certe brutture.


Ringrazio Fazi Editore per avermi fornito la copia del romanzo 

10 commenti:

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