martedì 6 ottobre 2020

Recensione 'Sabbia nera' di Cristina Cassar Scalia - Einaudi

 


SABBIA NERA || Cristina Cassar Scalia || Einaudi || 29 maggio 2018 || 340 pagine

Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell'Etna, nell'ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all'identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l'aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l'intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.



La Muntagna s'era risvegliata quella mattina

E di colpo sono tornata in Sicilia, ho visto il cielo scurirsi sotto la nube di cenere che Idda sputa fuori, ho sentito i boati susseguirsi, ho visto la lava, rossa rossa nel buio notturno, scivolare veloce a valle. Ho riassaporato quel fascino misto a paura che lei, solo lei, l'Etna, sa incutere in noi siciliani. Se la vita l'hai trascorsa ai suoi piedi, l'Etna è tante cose: è amica, è compagna, è sorella, è nemica, è paura. Ma da lei, così come dal mare, non si può prescindere: la Sicilia è una terra strana, quasi un mondo a sé, quasi quel mare che la circonda e la separa dal resto, la renda inviolabile e un po' magica. La Sicilia non la puoi spiegare a chi non ci è nato: è una terra dura ma orgogliosa, tenace, cocciuta, arrogante come la sua gente! La Sicilia è una mamma che ti bacia col sole e ti accarezza col vento, ma con quegli stessi elementi ti brucia e ti schiaffeggia. La Sicilia è quella terra da cui fuggi via, ma alla quale vorrai sempre tornare, fosse anche per un ultimo abbraccio.

Sabbia nera, primo volume di quella che, al momento, è la trilogia che vede protagonista il Vicequestore della Squadra Mobile di Catania, Giovanna Guarrasi, Vanina per gli amici, racchiude tra le sue pagine l'essenza stessa della mia terra!

Vanina ha 39 anni, un passato doloroso alle spalle che continua a condizionare la sua vita e un carattere tutt'altro che facile. In questo primo volume ci troveremo ad affrontare quello che, a tutti gli effetti, può definirsi un cold case. In una villa alle pendici dell'Etna, infatti, viene rinvenuto il cadavere mummificato di una donna e da qui partiranno una serie di indagini a ritroso che ci porteranno indietro di molti anni.

Devo fare una confessione: ero molto restìa ad approcciarmi a questa serie, un po' per la solita storia del "ormai si pubblicano solo romanzi in serie", un po' per la presenza dell'ennesimo Vicequestore. A convincermi sono stati i pareri entusiasti della Bacci e di Lallina (una delle due pareva un'invasata, diciamolo! E lascio a voi il compito di indovinare quale delle due fosse!). Così, a ridosso della pubblicazione del terzo romanzo, ecco che io ho acquisto i primi due!

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa: io non mi sono innamorata di Vanina, neanche infatuata in verità. L'ho trovato un personaggio ben costruito, sì, ma con un fondo di saccenza che mi ha spesso irritata durante la lettura. Alcuni atteggiamenti, certe risposte che dà, potrebbero portare il lettore a fare un paragone con Rocco Schiavone. No, Vanina e Rocco sono diametralmente opposti, benché entrambi portino dentro un grande dolore. Ma se Rocco si ama incondizionatamente e sempre, Vanina si stima per le sue capacità professionali: Rocco ha un'umanità di fondo che viene a galla nei momenti più impensati, Vanina è glaciale, retta, a tratti antipatica.

Il giallo contenuto in questo primo romanzo è interessante, anche se un po' telefonato e, soprattutto verso la fine, confusionario. Diciamo che se si è lettori avvezzi al genere, non sarà difficile individuare il colpevole ben prima della fine del romanzo.

Sono tanti i personaggi che ruotano attorno al Vicequestore Guarrasi: tra colleghi, amici e familiari, la Scalia ci porta all'interno della vita di qualunque persona nata e cresciuta in Sicilia, una vita ricca di conoscenti, di affetti che perdurano nel tempo, di amici degli amici che, alla lunga, entrano a far parte della nostra quotidianità. Una rete a trama fitta, quella che avvolge Vanina e che, sicuramente, ritroveremo nei romanzi successivi.

È uno, e grande, il vero motivo per approcciarsi alla lettura di questo romanzo: la Scalia ci accompagna in un meraviglioso viaggio fatto di profumi e di sapori che ci vengono raccontati con tale ardore e maestrìa da risultare pressoché reali agli occhi (e al palato!) del lettore! L'autrice ci conduce in quella che, sicuramente, è un'introduzione alla vita e alla storia del personaggio di Vanina; un personaggio che spero di riuscire ad apprezzare maggiormente nei prossimi romanzi!

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