martedì 13 ottobre 2020

[Bookswiffer] Recensione 'Mara' di Ritanna Armeni - Ponte alle Grazie

Torna, dopo il lockdown che ha frenato le letture e dopo l'estate lavorativa di una di noi tre, il "Bookswiffer", la rubrica più pulita e imitata del web!
Nel caso foste nuovi in queste stanze, il Bookswiffer è il modo in cui abbiamo deciso di spolverare le nostre librerie: ognuna di noi sceglie, ogni mese, 5 tra i libri che da più tempo sostano dimenticati nelle nostre librerie. Le altre due, dopo lunghe e laboriose consultazioni (che solitamente si compongono di un: "Le facciamo leggere quello così se fa schifo noi non lo compriamo?!") le indicano quale libro leggere per il mese successivo.
E mentre due si consultano, la terza, nell'attesa, provvede a ordinare altri 3 o 4 libri su Amazon, così, giusto per riempire lo spazio vuoto creatosi in libreria!

Tra i cinque libri che avevo candidato allo spolvero per questo mese, Laura e La Bacci hanno scelto di farmi leggere il romanzo di Ritanna Armeni.


MARA || Ritanna Armeni || Ponte alle Grazie || 13 febbraio 2020 || 304 pagine

Mara è nata nel 1920 e ha 13 anni quando comincia questa storia. Vive vicino a largo di Torre Argentina. Il papà è bottegaio, la mamma casalinga. Ha un'amica del cuore, Nadia, fascista convinta, che la porta a sentire il Duce a piazza Venezia. Le piace leggere e da grande vorrebbe fare la scrittrice o la giornalista. Tanti sogni e tante speranze la attraversano: studiare letteratura latina, diventare bella e indipendente come l'elegante zia Luisa, coi suoi cappellini e il passo deciso e veloce. Il futuro le sembra a portata di mano, sicuro sotto il ritratto del Duce che campeggia nel suo salotto tra le due poltrone. Questo è quello che pensa Mara, e come lei molti altri italiani che accorrono sotto il Suo balcone in piazza Venezia. Fino a che il dubbio comincia a lavorare, a disegnare piccole crepe, ad aprire ferite. Tra il pubblico e il privato la Storia compone tragedie che riscrivono i destini individuali e collettivi, senza eccezioni. Quello che resta è obbedire ai propri desideri: nelle tempeste tengono a galla, e nei cieli azzurri sanno disegnare le strade del domani. 



Le donne partigiane arrestate e torturate furono 4635. Deportate in Germania 2750. Fucilate o cadute in combattimento 623.

Raccontare per non dimenticare. Conoscere per non dimenticare. Non dimenticare per non ripetere gli errori.

Mara, come dice il sottotitolo del romanzo stesso, è una donna del Novecento: nasce a Roma nel 1920 e sarà una delle tante donne che crescerà nel mito del Duce e del fascismo. Lei e Nadia, la sua migliore amica, vivono a poca distanza da piazza Venezia, a Roma, la piazza del famoso "balcone". Entrambe fanno parte della Giovane Italia e guardano a Mussolini come a un padre amorevole che ambisce e lavora per il benessere della nazione e del suo popolo.

Mara è un romanzo al femminile, raccontato dalla voce stessa della sua protagonista, e nel quale gli uomini, quando appaiono, rimangono comunque delle comparse in quello che è, a tutti gli effetti, il racconto di uno spaccato della nostra società negli anni che vanno dal 1933 al 1946.

Attraverso gli occhi di Mara seguiremo l'evoluzione storica e politica dell'Italia e, ovviamente, la crescita della stessa Mara e di Nadia. Toccheremo con mano l'esaltazione per le conquiste, l'entrata in guerra al fianco della Germania e la caduta del regime fascista. Mara ci racconterà i suoi sogni di ragazza, le speranze e i desideri, ma anche la paura, la fame, la mancanza di soldi, l'eco delle bombe. Cresceremo con lei e la vedremo cambiare: scopriremo una donna che dovrà mettere da parte le sue ambizioni per aiutare la famiglia; scorgeremo, tra i suoi pensieri, quella lotta tra il voler continuare a credere a un'ideologia politica che la vorrebbe moglie, madre e totalmente assoggettata al pensiero e al volere dell'uomo o, viceversa, dedicarsi agli studi, diventare una scrittrice ed essere indipendente.

Particolare è sicuramente il personaggio di Nadia, quasi un contraltare dell'amica. Nadia è tenace, forte, vivace. Per lei Mussolini è indistruttibile, incontestabile anche davanti all'evidenza dei fatti, saggio e buono come un padre. E anche davanti agli errori commessi e visibili a tutti, Nadia andrà avanti per la sua strada, a costo della stessa vita.

Tenero è il modo in cui, nonostante le diverse scelte e le opposte strade intraprese, il rapporto tra Mara e Nadia rimarrà immutato sino alla fine, forte di quell'affetto sincero che le ha sempre legate e che va oltre ogni scelta e ogni credo.

Ho trovato molto interessante la scelta dell'autrice di alternare i capitoli del romanzo alla cronaca dell'epoca, così da dare al lettore un quadro esaustivo di quelli che erano il ruolo della donna e e la figura femminile nella concezione fascista. Questo modo di raccontare un'epoca ha fatto sì che il romanzo, già di per sé scorrevole, non venisse appesantito da quegli accenni storici necessari al dipanarsi della trama.

Mara è un romanzo a tutto tondo, che propone il racconto di un'epoca a noi vicina eppure così diversa e anche il dolore tangibile dell'essere umano davanti alla guerra e alle morti che essa porta con sé. Ci racconta, senza mezze misure, come tutto possa cambiare da un giorno all'altro e come le persone stesse cambino velocemente: quelle stesse persone che inneggiano a Mussolini, lo sguardo alto sotto un balcone, ma pronte ad accogliere gli Americani, simbolo di pace e di liberazione. 

In tutto questo si staglia, forte, la figura di Mara, con le sue perdite, i suoi dolori, un sorriso da ritrovare e la fragilità che la fa vacillare davanti ai grandi cambiamenti storici.


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