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Recensione 'Qualcuno ti guarda' di Lisa Jewell - Neri Pozza

 


QUALCUNO TI GUARDA || Lisa Jewell || Neri Pozza || 2 luglio 2020 || 381 pagine

Tom Fitzwilliam è il nuovo dirigente scolastico dell'istituto statale di Melville, a Bristol. Ha carisma, è un bell'uomo, dà l'impressione di poter risolvere qualsiasi problema, è insomma quel tipo d'uomo di cui le donne si innamorano e che gli uomini vorrebbero essere. Joey Mullen è appena tornata da Ibiza fresca di nozze con l'attraente Alfie Butter, conosciuto nel resort in cui entrambi lavoravano. Dopo aver trascorso mesi spensierati nella soleggiata isola, Joey è più che mai decisa a mettere la testa a posto, trovare un lavoro come si deve e una bella casa. Ma, nel momento in cui incrocia lo sguardo di Tom, suo vicino di casa, tutte le sue migliori intenzioni sembrano svanire nel nulla. Jenna ha solo quindici anni, ma da tempo sta lottando per tenere insieme i pezzi della sua vita. Sua madre sembra ormai preda dei fantasmi della sua mente. Trascorre tutto il giorno spiando i vicini, convinta che una misteriosa banda di stalker la stia perseguitando, entrando in casa di notte per spostarle i soprammobili, svitarle le lampadine e inciderle minuscoli geroglifici sul tavolo della cucina. A complicare la vita di Jenna ci si è messo anche Tom Fitzwilliam, il nuovo preside di cui si è invaghita la sua amica Bess. Contrariamente al resto della scuola, Jenna prova uno strano senso di inquietudine al suo cospetto, ed è convinta di averlo già incontrato, anni prima, e in circostanze molto diverse. Freddie Fitzwilliam ha intenzione di entrare nell'MI5, dopo l'università. Suo padre gli ha sempre detto che i servizi segreti sarebbero ben contenti di assumere un genio come lui, e Freddie è d'accordo. Nel frattempo, in mancanza di amici, da un anno Freddie ha cominciato a compilare Il dossier Melville, una sorta di bollettino in cui annota i movimenti della gente di Melville che osserva dalla finestra di camera sua. Un passatempo innocuo, se non fosse che nulla è mai ciò che appare.



Lisa Jewell mi aveva conquistata col suo precedente romanzo, Ellie all'improvviso.
Ero rimasta affascinata dal modo in cui l'autrice inglese aveva intessuto la trama, lasciando intendere al lettore cosa sarebbe accaduto e per mano di chi. E, nonostante la quasi totale mancanza di mistero, quella storia afferrava il lettore alla gola e lo trascinava sino all'ultima pagina, rendendogli impossibile qualunque altra attività che esulasse dalla lettura.
La Jewell mi aveva mostrato come mistero, indizi e scene cruente non fossero assolutamente necessari per per creare un thriller mozzafiato.

Per questo motivo, quando ho saputo che Neri Pozza avrebbe pubblicato il nuovo romanzo di questa autrice, mi sono affrettata ad acquistarlo (e lo avrei anche letto prima se la sfiga non si fosse messa di mezzo!).

Il primo impatto con questa storia, però, è stato poco entusiasmante e gran parte della colpa è da imputare a due dei (tanti!) protagonisti.

Joey è una ragazza di quasi 27 anni, carina, intelligente, ma anche impulsiva, un po' scapestrata e assolutamente incapace di mettere ordine nella sua vita.
Dopo un'esistenza trascorsa in maniera poco regolare, Joey conosce Alfie nel villaggio vacanze in cui entrambi lavorano. Tra i due scatta qualcosa e nell'arco di poche settimane decidono di sposarsi.
Quando la madre della ragazza viene a mancare, Joey e Alfie decidono di lasciare Ibiza e tornare a vivere a Bristol, ospiti di Jack, il fratello maggiore di lei, e della moglie Rebecca.
Poco tempo dopo essersi trasferiti, Joey si infatua di Tom Fitzwilliam, cinquantenne, vicino di casa e apprezzato dirigente scolastico.

Mettiamo subito in chiaro un paio di cose: Tom non ci viene descritto come un uomo sexy e affascinante; la Jewell ce lo racconta come un normale uomo di mezza età, sedentario, con la camicia che tira un po' sulla pancia e la calvizie che avanza, lasciando intravedere il cranio roseo.
Lungi da me dire che se non si è Richard Gere non si possa piacere a una donna, ma il fatto che quasi tutti gli essere femminili presenti in questo romanzo vogliano farsi strappare le mutande da Tom, mi ha lasciato più di una perplessità!

Altro punto: Joey! Anagraficamente avrà anche 26 anni, ma cervello e ormoni sono quelli di una quindicenne! Vede Tom e ha le vampate, guarda il marito e fa la faccia schifata; Tom le rivolge la parola e lei rischia di avere un orgasmo e parte per la tangente, creandosi dei film mentali che le varrebbero una candidatura agli Oscar!

Questi due fattori hanno decisamente abbassato l'asticella del piacere durante la lettura. 
Asticella che è ulteriormente scesa quando, molto prima della fine del romanzo, ho intuito gran parte dei misteri che l'autrice ha disseminato nella storia.

Al di là della costruzione abbastanza superficiale di tutti i protagonisti del romanzo, ciò che più lascia l'amaro in bocca in questo romanzo è il modo in cui la Jewell cerca di rimettere a posto tutti i tasselli del puzzle, virando, nel finale, su un "e vissero (quasi) tutti felici e contenti" che stride con quella che dovrebbe essere l'essenza di questa storia.
Ognuno dei personaggi che incontriamo all'interno della trama, pare trovare l'incastro perfetto nel puzzle della propria vita.
E anche Rebecca, la moglie di Jack, che potrebbe essere l'unica a scombinare le carte di un finale tutto rose e fiori, mette il suo tassello perfetto e commovente, quasi l'autrice abbia improvvisamente sentito la necessità di far versare qualche lacrima al lettore.

Qualcuno ti guarda è un romanzo che si lascia leggere senza infamia e senza lode, con più di una pecca e con personaggi che si dimenticano in fretta. Ma è anche una storia che intrattiene e, in alcuni punti, stuzzica il lettore e lo porta a sospettare di ogni personaggio e di ogni situazione.

La falla più grande, secondo me, risiede nell'aver creato ad hoc un personaggio sul quale far ricadere ogni sospetto sin dalle prime battute.
Probabilmente, questo meccanismo potrebbe funzionare con dei lettori non avvezzi al genere, ma per coloro che sono abituati a scorgere ogni più piccolo indizio, puntare i riflettori su un personaggio equivale a renderlo automaticamente innocente!
È un errore che non mi sarei aspettata da un'autrice come la Jewell e che, sicuramente, non mi farà correre in libreria all'uscita di un suo nuovo romanzo.




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