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Recensione 'Mai stati così felici' di Claire Lombardo - Bompiani

MAI STATI COSÌ FELICI || Claire Lombardo || Bompiani || 8 luglio 2020 || 681 pagine

Quattro sorelle adulte, quattro Piccole donne del nostro tempo, alle prese con guai di varia natura, due genitori troppo innamorati e felici per essere veri. Un segreto che riemerge dal passato, una facciata che si sgretola. Un romanzo che ridisegna i confini della saga familiare. A volte due genitori troppo felici non fanno una famiglia felice. Ecco Wendy, bella e ricca, rimasta vedova da giovane, inquieta e inconsolabile, una donna ad alto tasso alcolico con una propensione per gli uomini molto più giovani. Violet, avvocato d'assalto che ha rinunciato al lavoro per una vita di mamma-a-casa che vuole rasentare la perfezione. Liza, accademica in carriera, che aspetta un bambino che non sa se vuole da un uomo che forse non ama. Infine Grace, che va all'università, anzi, non ci va affatto perché non è stata ammessa, e vive una vita abulica lontano da casa tenendo nascosti i suoi fallimenti alla famiglia. Quattro sorelle, quattro figlie sbucate da un matrimonio perfetto, quello tra Marilyn Connolly e il medico David Sorenson, che ha attraversato i decenni indenne, anzi, sempre più smagliante. Ma ora, siamo nel 2016, molti nodi vengono al pettine: a innescare la resa dei conti è la ricomparsa di Jonah, quindici anni, dato in adozione da una delle sorelle al tempo in cui era troppo giovane per occuparsene. Ciascuno in famiglia reagisce in modo diverso all'arrivo di questo sconosciuto ombroso, e la sua presenza incrina un equilibrio che in realtà era già pericolante. Ma poi chi può dire che quei genitori perfetti siano stati e siano davvero quello che sembrano? Distesa nell'arco di cinquant'anni, una storia di famiglia tra esterni e interni, tra Chicago e la sua ricca periferia, che va al cuore dei legami più delicati, quelli che avvincono e qualche volta imbrogliano le persone e complicano loro la vita e non è proprio possibile troncare.



Il matrimonio è un gioco di potere stranamente piacevole, un delicato equilibrio tra due personalità in competizione, tra due stati d'animo in conflitto.
Scrivere libri corposi è spesso un rischio (in realtà lo è anche con i libri brevi!), perché può capitare che alcune parti risultino superflue all'occhio del lettore e che, una volta giunto al termine della lettura, questi sbuffi un po' e faccia notare che "meno è meglio".
A me è capitato spesso, con libri molto diversi tra loro, sia per genere che per numero di pagine: arrivavo alla fine, spesso abbastanza soddisfatta, ma mi rendevo conto che una cinquantina di pagine in meno, un taglio alle eccessive descrizioni, qualche dialogo in meno, avrebbero reso la lettura più fluida e piacevole.

Mai stati così felici è la grande eccezione! Ognuna delle sue 680 pagine ha motivo di esistere, esattamente come i personaggi che le popolano; personaggi che incontriamo, tutti riuniti, sin dalle prime righe e che ci danno la sensazione di familiarità che li unisce, ma lasciano immediatamente trasparire un intero sottobosco di invidie, gelosie, segreti e malesseri.

La nostra storia inizia nell'aprile del 2000, alle porte di Chicago, dove nel giardino della famiglia Sorenson si stanno celebrando le nozze di Wendy, primogenita di David e Marilyn.
Proprio durante i festeggiamenti per le nozze, i due coniugi si rifugiano dietro un Gingko e fanno sesso: una scena cruciale, descritta magistralmente e senza mai scendere nei particolari, ma lasciando che sia il lettore a intuire cosa stia accadendo.
Sarà questo un primo assaggio del rapporto che lega David e Marilyn che conosceremo a fondo seguendo un filo lungo quarant'anni.

David e Marilyn si conoscono durante i primi anni di Università; il loro è un amore tanto fulmineo quanto intenso e dopo pochi mesi di frequentazione, quando David dovrà partire per la specializzazione in Medicina, chiederà a Marilyn di seguirlo.
Si sposeranno e, in breve tempo, lei si ritroverà madre di Wendy e, meno di un anno dopo, di Violet.
Metterà da parte i suoi studi per dedicarsi, neanche venticinquenne, alla cura del marito e delle figlie.

Il fulcro di questo romanzo è il rapporto tra David e Marilyn, un matrimonio lungo più di quarant'anni che, come tutti i rapporti, dovrà combattere con la quotidianità e le difficoltà e dovrà fare i conti con l'arrivo di quattro figlie, profondamente diverse l'una dall'altra, e i problemi che ognuna di loro porterà in dote.
Le quattro ragazze Sorenson sono uno spaccato della nostra società e un agglomerato di pregi e difetti dei loro genitori.

Wendy, la maggiore, sarà un'adolescente problematica e ribelle
Com'è possibile far crescere una persona dentro il tuo corpo, farla germogliare dalla materia di cui sei fatta, e all'improvviso non riuscire più a riconoscerla?
al contrario di Violet, la sorella più piccola di appena 10 mesi, che per tutta la vita incarnerà un esempio di perfezione e precisione, ma che, alla resa dei conti, sarà quella con il segreto più grande.
A fare da contraltare alle due sorelle maggiori, Liza, la terzogenita, e Grace, l'ultima figlia, quella voluta a tutti costi, la piccolina di casa; quella che mentre le sorelle si sposeranno e andranno via, sarà ancora lì, a riempire il focolaio domestico. Colei che ascolterà i racconti sempre con la consapevolezza di non farne parte
È quello il problema di essere un epilogo. Ti ficcano in fondo al libro prima che qualcuno ti dia modo di leggerlo.
Claire Lombardo ci porta in quello che pare essere un alveare, la casa dei Sorenson; un alveare in cui ogni ape, dalla regina all'operaia, cesellerà la propria vita basandosi su valori spesso diversi ma tutti proiettati verso un unico scopo: la felicità.
Ma cos'è davvero la felicità? Per le quattro figlie Sorenson questa pare risiedere in quel matrimonio messo in piedi dai loro genitori: un matrimonio lungo quarant'anni e che pare non aver mai risentito di alcuno scossone; un rapporto basato sulla fiducia e sull'attrazione fisica. Una certezza, una roccia che nessuno può scalfire. Ma è davvero così? David e Marilyn sono davvero una coppia così solida e unita?
A tratti si ha la sensazione che l'autrice voglia far trapelare qualche crepa in questo muro all'apparenza così perfetto: come tutte le coppie, anche David e Marilyn avranno ostacoli dasuperare, ostacoli spesso rappresentati dal carattere forte e intransigente della moglie o dai problemi delle figlie. 
Ma i due coniugi arriveranno all'epilogo del nostro romanzo tenendosi ancora per mano: seduti sotto il portico della loro casa a Fairy Oak guarderanno quel Gingko ormai malato, quel maestoso albero che li ha visti giovani, poi adulti e adesso anziani, che ha visto le loro figlie crescere e poi andar via. E mentre il Gingko darà loro l'ultimo saluto, David e Marilyn saranno ancora lì.
Un capitolo a parte meritano le quattro figlie di questa indistruttibile coppia: nessuna di loro mi ha ispirato particolare simpatia; a tratti ho empatizzato con Liza, forse la figlia più simile alla madre, colei che si troverà ad affrontare una gravidanza da single e che sarà in grado di prendere in mano le redini della sua vita e andare avanti da sola, guardando al matrimonio dei genitori come a un modello non replicabile.
Wendy e Violet sono quanto di più fastidioso si possa incontrare in un romanzo: se la prima è una ragazza scapestrata e una donna problematica, Violet è un concentrato di egoismo e narcisismo di rara intensità; una donna dedita all'assoluta perfezione della propria vita e della propria famiglia, spesso a discapito di chi la circonda.
Infine Grace, l'epilogo, una ragazza cresciuta all'ombra delle sorelle più grandi e che coltiva una serie di insicurezze e fallimenti che la faranno apparire sempre come un uccellino spaventato. La Lombardo, pur dedicandole ampio spazio, la lascia quasi sempre ai margini della famiglia, quasi a voler sottolineare la differenza, non solo di età, tra lei e le altre sorelle: Grace è una voce fuori dal coro di certezze e benessere che è la vita delle sorelle.

E poi lui, David, l'unico uomo di questa grande famiglia. Un personaggio, il suo, che inizialmente pare quasi secondario, quasi fagocitato dall'irruenza di Marilyn e dalle quattro figlie. Ma David conquisterà il suo spazio, sia nella tessitura della trama creata dalla Lombardo che nella sua grande famiglia! E quando rischierà di lasciare la sua amata Marilyn, l'autrice ci farà comprendere quanto importante sia il suo ruolo e quanto l'esistenza stessa di Marilyn non possa prescindere dalla sua presenza.

Mai stati così felici è un romanzo corale, che a grandi linee può ricordare Piccole donne in una chiave ovviamente più moderna e contemporanea.
Personalmente, pur rientrando nel novero di ragazzine che si sono approcciate alla lettura proprio col romanzo della Alcott, non ho mai amato particolarmente le sorelle March, mentre la famiglia Sorenson è riuscita a conquistarmi quasi subito.
La storia che Claire Lombardo ci racconta è la storia di una famiglia normale, con le sue tragedie e le sue gioie, una famiglia non da Mulino Bianco, in cui le figlie si scontrano tra loro e con i genitori, in cui nessuno dei personaggi è perfetto, ma ognuno, a modo loro, è una parte fondamentale e imprescindibile della storia.
Questo è un romanzo che, dopo un capitolo introduttivo leggermente ostico proprio per via della grande quantità di personaggi con cui fare conoscenza, scivola via come l'acqua fresca di un fiume in un torrido pomeriggio d'estate!
Si arriverà a fine lettura con un piacevole senso di sazietà e soddisfazione, salutando con nostalgia la famiglia Sorenson, ma con la consapevolezza di essere entrati a far parte di qualcosa di unico!

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