mercoledì 25 novembre 2020

Recensione 'Wolf hall' di Hilary Mantel - Fazi Editore


WOLF HALL || Hilary Mantel || Fazi Editore || 10 aprile 2014 || 779 pagine

Thomas Cromwell era il figlio di un fabbro di Putney. Un uomo capace di redigere un contratto e addestrare un falco, di disegnare una mappa e sedare una rissa, di arredare una casa e corrompere una giuria. Architetto machiavellico del regno di Enrico VIII e artefice dei destini della dinastia dei Tudor, il protagonista del romanzo di Hilary Mantel emerge qui in tutta la sua contraddittoria umanità. Cromwell venuto dal nulla, dedito ai mestieri più disparati - mercenario in Francia, banchiere a Firenze, commerciante di tessuti ad Anversa - in virtù delle sole doti intellettuali; Cromwell, di cui il re si servirà per ottenere il divorzio da Caterina d'Aragona e sposare Anna Bolena, dando così un nuovo corso alla storia della Chiesa inglese. Hilary Mantel ci dà un ritratto dell'Inghilterra dei Tudor nel quale il fascino di un'epoca lontana conosce uno splendore rinnovato che, pur senza tradire la cronaca degli eventi, nulla ha in comune con la polverosa distanza di una remota pagina di storia: perché in Wolf Hall riusciamo a sentire l'odore acre della lana impregnata dalla pioggia e della terra sotto i piedi, il rilievo delle ossa sotto la pelle, il solco lasciato dai carri nel fango, il fruscio dei topi nei materassi.


ROMANZO STORICO, definizione: opera narrativa ambientata in epoca passata [...] Lo statuto del genere si basa su una sorta di promessa implicita da parte dello scrittore: limitare la propria libertà di inventiva.

Premessa doverosa, questa, visto che Wolf hall (e l'intera trilogia) ci vengono presentati come romanzi storici. Si dovrà giungere, con immensa fatica, ve lo assicuro, a pagina 757 di questo romanzo, dove, tra un ringraziamento e l'altro, l'autrice ci informa del fatto che questa sia un'opera di fantasia.
Personalmente, ho trovato scorretta questa scelta: se si è appassionati di storia, leggere questo romanzo sarà irritante; in caso contrario, si assimileranno nozioni totalmente errate. 
L'esempio più lampante è relativo al personaggio di Thomas More, che ci viene raccontato come un borioso, arrogante e sadico, il cui unico scopo pare sia fare da contraltare negativo a Cromwell.

Mi sono approcciata a questa lettura curiosa sia di approfondire il personaggio Thomas Cromwell, che di conoscere Enrico VIII attraverso lo sguardo dello stesso Cromwell.
La lettura, invece, è stata un insieme di sensazioni negative!

Avete presente quando qualcuno racconta una barzelletta, tutti ridono e voi siete gli unici a non averla capita? Questa è stata una delle tante sensazioni che hanno accompagnato la mia lettura; dicevo di essere alle prese con questo romanzo e tutti si profondevano in lodi sperticate; sbirciavo online e, anche lì, recensioni positive come se piovesse!
Mi sono sentita un pesce fuor d'acqua, perché, al di là di tutte le inesattezze storiche che infarciscono questo romanzo, non sono proprio riuscita a entrare in sintonia con lo stile dell'autrice.
La Mantel ha una scrittura caotica; il suo stile mi ha ricordato uno di quei cassetti che tutti abbiamo in casa e in cui stipiamo ogni tipo di oggetto, dalla chiave che non sappiamo più cosa apra al biglietto del tram che ci era rimasto in tasca.
Leggere questo romanzo è stato come trovarsi chiusa in uno di quei cassetti e non sapere come uscirne.

La Mantel, ad esempio, non usa le virgolette per segnalare i dialoghi, quindi si fatica molto a distinguere le parti narrative da quelle in cui i personaggi parlano tra loro.
A peggiorare la situazione c'è la strana abitudine da parte dell'autrice di aggiungere un numero indefinito di personaggi, senza introdurli in alcun modo.
Immaginate di entrare in una stanza e iniziare a parlare con qualcuno; dopo qualche minuto si unisce a voi una terza persona. Poi una quarta, una quinta, una sesta e via così finché voi non riuscite più a capire né con chi né di cosa stiate parlando. 
Come vi sentireste?

In sostanza, questo libro è stato un viaggio tortuoso e spiacevole, giunta alla fine del quale mi sono chiesta cosa avessi imparato su Thomas Cromwell. Risposta: nulla!

Quindi, perché non lasciar perdere e mollare questo libro? Non mi sono mai imposta di portare a termine libri che non mi stessero piacendo, ma questa volta ci sono stati due motivi a spingermi nel proseguire. Innanzitutto, ero curiosa di capire quante ca...stronerie la Mantel fosse riuscita a infilare in questa storia.
E poi mi è successo, nei giorni scorsi, di seguire un incontro online in cui tre "blogger" parlavano di bookinfluencer; una di loro, anche con una certa sicumera, si è vantata di non incappare mai in libri brutti, perché lei è molto brava a scegliere le sue letture.
Questa cosa mi ha fatto saltare la mosca al naso perché, dalle parole di questa persona, trapelava che qualunque lettore incappi in un brutto libro sia un incompetente e non sappia scegliere le proprie letture.

Io dico sempre che, con gli anni e l'esperienza, si impara a stare più attenti, ad affinare il gusto e a capire cosa ci possa piacere e cosa no. Ma da qui a credere di non trovare libri brutti sulla propria strada, ce ne passa!
Questo romanzo è il classico esempio di ciò che vi sto dicendo: storico e ambientato in una delle mie epoche preferite, con personaggi che conosco e che amo.
Eppure, questa lettura si è rivelata un fallimento su tutti i fronti. A differenza, però, di chi avrebbe evitato di parlarvene perché "non si fanno recensioni negative", ho pensato fosse corretto raccontarvi il mio pensiero e le mie sensazioni.
Perché esistono libri che non ci piacciono ed esistono anche recensioni negative!

13 commenti:

  1. Ecco la tue revnsiome è l'unica negativa che io abbia letto tutti lo acclamano come capolavoro e l'ho pure comprato -_- a saperlo che non era fedele almeno su una ricostruzione storica me lo risparmiavo non apprezzo questo genere di rimeggiamento oltre al fatto della confusione dei mille personaggi....

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    1. Pensa che io li ho acquistati tutti e tre, basandomi proprio sulle tante recensioni positive trovate in giro!

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  2. Finalmente qualcuno che la pensa come me

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  3. Pensavo di essere l'unica a pensarla così! Scrittura a mio parere troppo caotica, per capire un paragrafo mi capita di doverlo rileggere anche tre volte! Non so se riuscirò a finirlo e di conseguenza se leggerò altro di lei.

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    1. Per me è stata la prima e l'ultima esperienza con questa autrice

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  4. Ho provato con fatica a leggere il libro ma che confusione e quanti, troppi personaggi. Oggi però mi arrendo arrivato a pagina 357 e inizio un altro libro.

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    1. Ma sì, passa oltre! Ci sono talmente tanti bei libri da poter leggere!

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  5. bene!
    1 - pensavo fosse un romanzo, ma la prosa non è discorsiva per niente!
    2 - pensavo che fosse almeno conforme alla realtà storica, ma leggo ora - ed andrò subito ad appurarlo - che è un romanzo di fantasia.
    non ho ben capito come vengano assegnati i premi letterari ... cmq, non è il primo brutto libro che "incontro" e di sicuro non ho voglia di sprecare altro tempo per continuare la lettura!!!

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    1. Sui premi letterari potrei dirti tante cose, ma per tutela personale è meglio che io taccia!

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  6. consiglio un'ottima storica e biografia: antonia fraser. scrive libri di storia che sembrano romanzi!

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  7. Brava Libridinosa,condivido appieno ll tuo stesso giudizio .Mi dispiace di essere caduta nella trappola dei commenti positivi pertanto sono dispiaciuta di aver buttato soldi al vento !Sicuramente ,mi avrebbe data più soddisfazione una vaschetta di gelato!

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  8. Mi hanno regalato il terzo libro della trilogia e dopo un inizio difficile e qualche rilettura (anch'io ogni tanto ho dovuto ripassarmi personaggi ecc) l'ho terminato. Mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi anche se anch'io ho notato una spiacevole e un po' astiosa rappresentazione di More. Non credo che leggerò gli altri due, preferisco libri che, pur coniugandosi con uno spirito romanzesco mantengono la verità storica.

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