Le ultime chiacchiere

Cosa è uscito di recente sul blog

'Il custode' di Niccolò Ammaniti: un esperimento coraggioso che non convince


IL CUSTODE
Niccolò Ammaniti
Einaudi
165 pagine
5 marzo 2026


«Mamma mi aveva avvertito, scordati gli amici, scordati i viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un compito, occuparci della cosa nel bagno». Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo d’amore più pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale. In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo. Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile. L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze. Essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri. Un sacrificio che Nilo, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà più sopportare.


Il custode di Niccolò Ammaniti è un romanzo che sceglie deliberatamente il piano mitologico, costruisce un'atmosfera densa e inquietante e si affida a una scrittura spesso bellissima. Ma la scelta di non offrire mai una spiegazione razionale alla creatura al centro della storia lascia il lettore con una frustrazione difficile da ignorare. Un esperimento coraggioso. Un risultato che non basta.

Quando la scrittura è bella, ma la storia delude

Ci sono libri che funzionano nonostante i loro difetti.

Poi ci sono quelli in cui i difetti e i pregi convivono così vicini, così intrecciati, che non riesci a separarli. Tieni in mano qualcosa che in certi momenti ti cattura davvero - una frase che arriva esatta, un'immagine che resta - e nel momento successivo senti che quella stessa storia ti sta scivolando via, e non sai bene perché, e continui a girare le pagine sperando che cambi qualcosa.

Il custode di Niccolò Ammaniti è stato esattamente questo. Un libro con una scrittura che funziona e una storia che, alla fine, non mi ha convinta. E questa combinazione, credetemi, è una delle più scomode che possano capitare a una lettrice.

Una casa, una creatura, una promessa che tarda ad arrivare

Nilo ha tredici anni e vive a Triscina, uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia. Con lui ci sono la madre Agata e la zia Rosi.
Ufficialmente lavorano il marmo. In realtà, da secoli, - da millenni - i Vasciaveo custodiscono qualcosa di indicibile rinchiuso in bagno. Qualcosa che non si nomina facilmente, che non si spiega, che esiste in una dimensione sospesa tra il mito e l'incubo.

Poi arriva Arianna, giovane donna bella e alla deriva, con la figlia Saskia. E Nilo scopre l'amore.

Ammaniti costruisce tutto su questa tensione: la prigione del dovere ereditato contro il desiderio di una vita normale, la cosa nel bagno come metafora di tutto ciò che una famiglia può trascinarsi dietro senza mai davvero guardarlo in faccia. L'atmosfera funziona - c'è quella claustrofobia sua, quella capacità di farti sentire il peso delle cose fisicamente, quasi come una pressione sul petto. Le prime pagine scorrono con una tensione calibrata e tu, lettore, sei lì, convinto come lo ero io, che prima o poi arrivi una risposta.

La spiegazione razionale che mette tutto al suo posto.

Aspetta e aspetta. 

Non arriva.

Persone che si intravedono senza mai mettersi a fuoco

Nilo è un tredicenne costruito con mestiere. Ammaniti gli dà quella goffaggine interiore tipica dell'adolescenza, i desideri ancora informi, la sensazione di vivere una vita che non ha scelto.
Ci sono tutti gli ingredienti per un personaggio che dovrebbe restare. Eppure qualcosa non si chiude del tutto, come se la storia avesse troppa fretta di andare altrove per fermarsi davvero su di lui.

Agata, Rosi, Arianna, Saskia... funzionano meglio ai margini che al centro. Una cosa che a volte nei romanzi di Ammaniti diventa un pregio, perché certi comprimari li tratteggia con una precisione chirurgica. 
Qui, invece, quella tecnica sembra più una scelta di comodo che una scelta narrativa consapevole. 
Arianna in particolare - figura che dovrebbe scardinare tutto l'equilibrio dei Vasciaveo - resta stranamente sfumata, quasi timida, proprio quando vorresti che occupasse più spazio.

E poi c'è lei, la cosa nel bagno. Il cuore oscuro del romanzo, mai razionalizzata, mai spiegata, sospesa in una dimensione mitologica che Ammaniti difende fino all'ultima pagina. È paradossalmente la presenza più riuscita del libro. Il problema è che quella presenza, senza una risoluzione, finisce per pesare sulla storia invece di sorreggerla.

L'unica cosa per cui non ho rimpianto di averlo letto

E qui bisogna essere onesti, anche quando si è delusi.

Ammaniti scrive bene. Lo sa fare e in questo romanzo ci sono pagine in cui si vede ancora quella qualità intatta: una frase che ti sorprende, un dialogo che ha il peso preciso di quello che non viene detto, una descrizione che non spreca una parola di troppo.

La scrittura de Il custode è spesso la parte migliore de Il custode. Ed è una cosa strana da dire di un libro che non mi ha convinta, ma è la verità, e la verità merita di essere detta anche quando è scomoda.

Il problema è che una bella scrittura non salva una storia che ha scelto di non risponderti. Può accompagnarti, può farti restare - e, in effetti, sono rimasta sino alla fine - ma non colma il vuoto che lascia una trama che a metà già senti vacillare.

Lo sguardo di Roby

Le parti dedicate alle sculture e alle opere d'arte, che Laura ha trovato lente, per me sono state invece uno degli elementi più interessanti del romanzo.

Non solo per l'aspetto tecnico o culturale, ma perché introducono un livello simbolico che attraversa tutta la storia.

Ammaniti sembra voler costruire un dialogo tra materia e trasformazione: la pietra, il corpo, l'immagine.

Il problema è che questa stratificazione simbolica resta in parte irrisolta.

L'idea narrativa ha una forza evidente, ma non arriva mai a una vera sintesi.
È come se l'autore avesse aperto molte direzioni interpretative senza scegliere davvero quale portare sino in fondo.

Per questo, più che sbagliato, il romanzo mi è sembrato irrisolto.

Il corridoio finisce su una porta chiusa

Sino a metà speravo ancora. Continuavo a dirmi che Ammaniti stava costruendo qualcosa, che la svolta sarebbe arrivata, che avrei capito dove voleva portarmi.

Non è arrivata nessuna svolta. La creatura è rimasta lì, mitologica e irrisolta, e io mi sono ritrovata con quella sensazione precisa di essere stata portata fino in fondo a un corridoio per trovare una porta chiusa.

Capisco la scelta. Intellettualmente la capisco... c'è chi sostiene che l'ambiguità irrisolta sia una forma di rispetto per il lettore, un invito a costruirsi la propria interpretazione. E forse in un altro romanzo, con un'altra costruzione, avrei anche potuto accettarlo.

Ma qui no. Qui la storia promette una risposta a ogni pagina, la promette con tutta la sua tensione e la sua atmosfera e non mantenerla ha il sapore di qualcosa di incompiuto. 
Un esperimento coraggioso, questo sì. Ammaniti ha avuto il coraggio di rischiare qualcosa di diverso. Ma il coraggio da solo non costruisce un romanzo che funziona.

Quello che rimane dopo l'ultima pagina

Rileggerò Ammaniti. Probabilmente presto, probabilmente scegliendo qualcosa di più vicino a quello che so sa dare.

Il custode lo ricorderò come quel libro in cui la forma era più onesta della storia che raccontava; e, a volte, quella distanza, silenziosa e precisa, è la critica più difficile da ricevere.

A volte, i libri più belli da leggere sono quelli più difficili da amare. E non sai mai, mentre li chiudi, se sei tu il problema o se siano loro.



Nessun commento:

Posta un commento

INFO PRIVACY

AVVISO: TUTTI I COMMENTI ANONIMI VERRANNO CANCELLATI. Se volete contestare o insultare, abbiate il coraggio di firmarvi!

Avete un'opinione diversa dalla mia? Volete consigliarmi un buon libro? Cercate informazioni? Allora questo è il posto giusto per voi...Commentate!^^