31 marzo 2015

Recensione 'Quasi arzilli' di Simona Morani - Giunti

SINOSSI
Nello storico bar la Rambla, nel cuore dell’Appennino Reggiano, la mano di briscola è più triste del solito. Nemmeno i caffè alla sambuca di Elvis riescono a tirare su il morale. Ermenegildo infatti non ha lasciato solo una sedia vuota, ma anche un grande buco nel cuore dei suoi amici e uno spettro con cui fare i conti. Dopo la vecchiaia c’è la morte. E dopo la morte? Ognuno cerca di reagire a modo suo: Gino, soprannominato Apecar per via dello sgangherato mezzo con cui circola, non vuole abbandonare la guida nonostante no ci veda più e sia un autentico pericolo pubblico. Ettore non riesce a dormire e tutte le mattine, puntuale come un orologio, si presenta nello studio del dottor Minelli. Basilio, ex comandante della ventiseiesima Brigata Garibaldi, si scaglia contro il “nemico”, un ragazzo serbo che ha preso in gestione il negozio di frutta e verdura, appartenuto al caro Ermenegildo. Nel frattempo, però, sulla scombinata combriccola incombe un’ulteriore minaccia: Corrado, il nuovo agente della polizia municipale, sembra avere un’unica missione: spedire tutto il gruppo alla Villa dei Cipressi, la nuova casa di riposo che sta per essere inaugurata.

TITOLO: Quasi arzilli
AUTORE: Simona Morani
EDITORE: Giunti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 marzo 2015
PAGINE: 176
CODICE ISBN: 9788809792333

TRAMA 5
PERSONAGGI 5
STILE 5
INCIPIT 6
FINALE 5
COPERTINA 7

2 stelle
Delusione Libridinosa

1748Letto in 2 ore


+
Quella appena trascorsa è stata una settimana particolarmente pesante, sia a livello personale che come blogger. Nel momento in cui scrivo questa recensione, munita di carta e penna, il mi pc ha esalato l’ultimo e definitivo respiro. E checché se ne dica, gestire un blog da un tablet è quasi impossibile. A questo si aggiungono una serie di letture fallimentari: dopo aver abbandonato, alla soglia della centesima pagina, Quattrocento di Susana Fortes, e aver incassato la delusione di Una brava ragazza Mary Kubica, mi sono rifugiata tra le (poche) pagine di questo libro di Simona Morani, sperando in una storia allegra, ilare, che riuscisse a farmi staccare la spina per qualche ora.
E invece…Invece mi sono ritrovata a leggere e sentire contemporaneamente il mio cervello che mi diceva: <>

Ecco, è proprio questo il punto: durante le due ore trascorse a leggere questo libricino, ho avuto costantemente l’impressione che la Morani volesse cavalcare l’onda del successo di Marco Malvaldi e della sua serie di romanzi ambienti al BarLume.
Gli ingredienti sono quelli, in fondo:
  1. un piccolo centro di provincia (Emilia Romagna invece che Toscana);
  2. un bar;
  3. un barista un po’ anomalo;
  4. un gruppo di vecchietti;
  5. molte battute in dialetto (romagnolo invece che livornese).
C’è anche il morto in questa storia, solo che invece che di omicidio, trattasi di morte naturale.
FINE. Non c’è una storia vera e propria. Ci sono i protagonisti, in questo caso gli anziani, e gli abitanti del paese che ruotano intorno a loro.
Superate le prime 50 pagine ho continuato a chiedermi: <>, sperando sempre in un guizzo della storia, in un colpo di genio dell’autrice che, purtroppo, non sono mai arrivati.

Leggere questa storia è stato come sfogliare un album fotografico di gente sconosciuta senza che qualcuno mi presentasse i protagonisti delle istantanee e mi raccontasse la loro storia.


28 marzo 2015

Recensione 'Una brava ragazza' di Mary Kubica - Newton Compton

SINOSSI
Mia Dennett è figlia di un importante giudice di Chicago, ma ha scelto di condurre una vita semplice, lontana dai quartieri alti e dalla mondanità in cui è cresciuta. Una sera come tante, entra in un bar per incontrare il suo ragazzo, ma, all’ennesima buca di lui, Mia si lascia sedurre da un enigmatico sconosciuto dai modi gentili. Colin Thatcher- questo il vero nome del suo affascinante nuovo amico - sembra il tipo ideale con cui concedersi l’avventura di una notte. Peccato che si rivelerà il peggior errore della sua vita: Colin infatti è stato assoldato per rapirla. Ma quando Thatcher, invece di consegnare l’ostaggio, decide di tenere Mia con sé e di nasconderla in un remoto capanno del Minnesota, il piano prende una piega del tutto inaspettata. A Chicago, intanto, la madre di Mia e il detective Gabe Hoffman, incaricato delle indagini, sono disposti a tutto pur di ritrovare la ragazza, ma nessuno può prevedere le conseguenze che un evento tanto traumatico può avere su una famiglia apparentemente perfetta.

TITOLO: Una brava ragazza The Good Girl
AUTORE: Mary Kubica
TITOLO ORIGINALE: The good girl
TRADUZIONE A CURA DI: --
EDITORE: Newton Compton
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 gennaio 2015
PAGINE: 320
CODICE ISBN: 9788854175839

TRAMA 6
PERSONAGGI 5
STILE 5
INCIPIT 5
FINALE 5
COPERTINA 4

2 stelle
Delusione Libridinosa

1748 Letto in 3 giorni


TRE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI CHE DEVE POSSEDERE UN THRILLER:
  1. tensione;
  2. colpi di scena;
  3. atmosfera
(ringrazio Daniela per la lista!)
Quando per leggere poco più di 300 pagine di un thriller impiego più di due giorni; quando mi addormento ogni 10 pagine; quando il solo pensiero di riprendere la lettura mi fa venire voglia di pulire i bagni di casa; quando i personaggi risultano più anonimi di una Barbie, allora quel thriller è un fallimento.
Ecco, a me questo libro ha suscitato esattamente queste emozioni: noia, svogliatezza, apatia.

Mia è la figlia ribelle del giudice John Dennett, padre assente, marito invisibile, uomo arrogante e spocchioso che, sin dal momento in cui l’autrice lo inserirà nella storia, susciterà la nostra antipatia.
Il giorno in cui Mia sparisce nel nulla e iniziano le doverose, Eve, la madre, si renderà improvvisamente conto che, tutto sommato, non sa nulla della vita di sua figlia.
In pieno stile fiera della banalità, l’ispettore che si occupa delle indagini si infatuerà della madre di Mia... che colpo di fantasia, eh?!
A metà libro avevo intuito il finale; a due terzi della lettura avevo carpito tutto il retroscena della storia.
Niente da fare. L’unica cosa che mi viene da dire di questo libro è che, al posto vostro, eviterei di leggerlo in treno: rischiereste di perdere la vostra fermata, colti da un colpo di sonno! Se, però, soffrite di insonnia, potrebbe essere un’ottima cura!


23 marzo 2015

Recensione 'L'invenzione delle ali' di Sue Monk Kidd–Mondadori


SINOSSI
Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi.
Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso dei trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale.
In questo splendido romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd, autrice di culto negli Stati Uniti, evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano, The Invention of Wingsdonne anticonformiste e coraggiose che in tempi difficili e contro tutto e tutti hanno intrapreso un arduo e doloroso percorso personale che le ha allontanate dal loro entourage e dalla loro famiglia per potere restare fedeli ai loro ideali di uguaglianza e libertà.
TITOLO: L'invenzione delle ali
TITOLO ORIGINALE:
The invention of wings
AUTORE: Sue Monk Kidd
TRADUZIONE A CURA DI:
Manuela Faimali
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 marzo 2015
PAGINE: 396
CODICE ISBN: 9788804650294
PREZZO: 20.00 €
E-BOOK: 8.99 €
TRAMA 8
PERSONAGGI 9
STILE 9
INCIPIT 8
FINALE 10
COPERTINA 9

5 stelle
Piacere Libridinoso ... e mezzo
1746 Letto in 4 giorni


Questo romanzo è basato sulla storia vera di Sarah ed Angelina Grimké.
Vissute agli inizi del XIX secolo a Charleston, nella Carolina del Sud, le due sorelle si contraddistinsero per la loro mentalità liberale e per l'assidua lotta che intrapresero contro la schiavitù.
Figlie del giudice John Grimké, che operava presso la Corte Suprema della Carolina, le due donne furono pioniere dei diritti razziali per le persone di colore e dell'emancipazione femminile, creando non poco scalpore con i loro discorsi pubblici.

La storia che Sue Monk Kidd ci racconta vede Sarah, appena undicenne, ricevere come dono di compleanno Hattie, detta Monella, sua coetanea, come schiava personale.
Davanti a tutti, Sarah rifiuterà questo dono, mettendo in notevole imbarazzo la dispotica madre.
Sin da subito, Sarah cercherà di rendere Hattie una persona libera, scontrandosi con l'ostracismo di tutti i componenti delal sua famiglia, non ultimo quel padre tanto amato, che predica bene e razzola male.
Sarah insegnerà a Monella a leggere e a scrivere e, quando verrà scoperta, le sarà vietato di continuare a farlo e, soprattutto, le sarà vietato l'accesso alla biblioteca di casa, luogo in cui lei si rifugiava nei momenti di tristezza.
In quel momento, Sarah si rende conto che la vita delle donne della sua epoca deve seguire un binario già tracciato e che questo non include le ambizioni personali.
01b4c498898af0632f42f553f91b00535e55b89601Quando Sarah ha 13 anni, la madre dà alla luce Angelina, di cui Sarah sarà madrina e nume tutelare. Tra varie vicissitudini, che porteranno Sarah ad allontanarsi da casa per periodi più o meno brevi, la donna deciderà di abbandonare la sua religione per convertirsi al Quaccherismo e adottare l'idea abolizionista relativamente alla schiavitù che contraddistingue il pensiero quacchero.

Questo libro ci racconta la storia del doppio punto di vista di Sarah e di Monella, in una perfetta alternanza della narrazione.
Seguiremo così la loro storia per più di un trentennio ed assisteremo all'evoluzione del loro rapporto sino allo stupefacente epilogo finale!

Questo è un romanzo che mi ha catturata sin dalle prime righe, che mi ha fatto pensare a quanto l'essere umano possa essere crudele, ma anche stupido.
Se avete amato The Help, non potrete non amare questo romanzo.
Perché 4 e mezzo e non 5? Perché anche in questo caso, come ne L'ultima fuggitiva, le trapunte la fanno spesso da padrona!


17 marzo 2015

Recensione 'Dopo il nero della notte' di Cristina Rava - Garzanti


SINOSSI
Fulmini e saette squarciano il cielo seguiti da assordanti tuoni. Nell'ascensore della vecchia biblioteca, nella tenebra totale, un uomo scivola contro lo specchio e muore. Accanto a lui, due polverosi libri dalle pagine ingiallite. Il caso viene assegnato al medico legale Ardelia Spinola, che conosce bene le procedure da seguire e i protocolli a cui attenersi. Ma a lei piace fare di testa sua. È impossibile mettere a tacere il suo istinto da investigatrice. Soprattutto ora che Ardelia ha bisogno di tenere l amente occupata. La sua vita è stata sconvolta da qualcosa che non credeva potesse capitare a lei, che non è più una ragazzina: un incontro speciale. Arturo, manager di successo che all'improvviso ha lasciato tutto per fare l'apicoltore. Con lui condivide l'amore per i gatti: i migliori amici di Ardelia. Quando si scopre che la vittima è un bibliotecario appassionato di testi antichi, la dottoressa è sicura che dietro questo caso si nasconda qualcosa di misterioso. L'uomo, prima di trasferirsi nella cittadina ligure, era un professore universitario stimato in tutta Europa. Un evento importante deve averlo portato a rinunciare alla sua carriera. Non ci sono molti elementi su cui indagare, ma Ardelia ha dalla sua quel fiuto che non la tradisce mai. ha la sua pista da seguire. Una pista in cui l'aspettano sconcertanti scoperte. Una pista pericolosa in cui è facile perdersi quando il buio è più cupo dell'oscurità della notte.
TITOLO: Dopo il nero della notte
AUTORE: Cristina Rava
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 maggio 2014
PAGINE: 300
CODICE ISBN: 9788811687450
PREZZO: 16.40 €
E-BOOK: 9.99 €
TRAMA 9
PERSONAGGI 8
STILE 9
INCIPIT 7
FINALE 9
COPERTINA 8

4 stelle e mezzo
Piacere Libridinoso ... e mezzo!
1746 Letto in 3 giorni
Lo so! Laura ha detto che non si comprano libri con animali in copertina; e neanche libri con altri libri in copertina.
Ma ho ben tre motivazioni a mia discolpa! Primo: questo libro mi era stato suggerito dalla dolcissima e bravissima Loredana Limone (che per noi LGS è ormai zia Loredana !!)... e vuoi dire no alla zia? Secondo: questo libro l'ho acquistato prima di conoscere le regole di Laura. Terzo: questo romanzo è l'eccezione!

Io faccio parte di quella schiera di lettrici che, per una questione di età oltre che di gusti, ha amato Kay Scarpetta. Ho letto tutti i libri con protagonista la famosa anatomopatologa italo-americana creata dalla prolifica penna di Patricia Cornwell.Tutti i libri tranne gli ultimi tre. Perché? Semplice: Kay era diventata un personaggio noioso e le storie erano ripetitive. E ammetto che questa mia disaffezione mi ha spinta a diffidare di libri con protagonisti medici e investigatori. È per questo motivo che questo romanzo è rimasto in attesa per alcuni mesi. 

Poi, due giorni fa, l'ho preso tra le mani e ho fatto la conoscenza di Ardelia Spinola, 52 anni, anatomopatologa, un po' ficcanaso, impaziente e, soprattutto, divertente ed adorabile!
Se il personaggio Kay Scarpetta era una donna rigida, precisa, rigorosa e spesso saccente ai limiti dell'antipatia, Ardelia Spinola Collageè un concentrato di simpatia; uno di quei personaggi che si iniziano ad amare e di cui si ha nostalgia al termine della lettura; e magari ci si ritrova a far proprie alcune sue espressioni!
Anche i personaggi che le fanno da contorno nella sua quotidianità, emanano la stessa simpatia, a partire da Ughetto (il cui nome è già tutto un programma!), suo assistente
quarant'anni portati male, ha vissuto tutta la vita con una madre dispotica, avara, miserabile come le peggiori figure di Dickens.
Così, mentre tra i vicoli di Albenga si consuma l'assassinio di Ludovico Drovetti, illustre e solitario bibliotecario, noi conosceremo meglio Ardelia, la vedremo innamorarsi di un affascinante apicoltore, Arturo Granero; la sentiremo battibeccare con Ugo Bottini, Pubblico Ministero e, soprattutto, amico fidato e, apoteosi della risata, conosceremo Salvo e Carmelina,
Povere arterie! Melina è capace di friggere qualsiasi cosa!
vicini di casa e siciliani sino al midollo!
Ovviamente, in tutto ciò si dipanerà la risoluzione del caso Drovetti!

Ci sono volte in cui, più di altre, mi capita di aver voglia di recensire un libro. Questo accade quando si tratta di una stroncatura totale e, quindi ho proprio bisogno di sfogare la mia frustrazione da lettrice delusa; ma, ancora di più, succede quando mi capitano tra le mani piccoli capolavori come questo! Durante la lettura, inizio a prendere appunti e cerco di strutturare il pensiero per far sì che voi, passando da qui e leggendo, possiate dire: <>.
Ecco! Io spero proprio che, in questo momento, voi stiate pensando di annotarvi questo titolo.

Perché questa è una storia bella, intricata al punto giusto, con personaggi eccellenti; una storia che si fa amare e che lascia il giusto pizzico di nostalgia a fine lettura (nostalgia che ho attenuato con la scoperta di un precedente romanzo di Cristina Rava con protagonista Ardelia Spinosa)!
L'autrice è bravissima nel trasmettere gli stati d'animo dei personaggi e nel descrivere i luoghi, tanto che mi è capitato di avere spesso la sensazione di percepire l'odore del mare o il rumore della pioggia improvvisa.
Un libro davvero bello, che si legge volentieri, che strappa veramente tanti sorrisi! A questo punto, non mi resta che procurarmi il primo romanzo e poi sperare in altre avventure per Ardelia!

14 marzo 2015

Recensione 'Acquanera' di Valentina D'Urbano - Longanesi


SINOSSI
È un mattino di pioggia gelida quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensavo di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che, nonostante tutto e tutti, ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.
TITOLO: Acquanera 
AUTORE: Valentina D'Urbano 
EDITORE: Longanesi 
DATA DI PUBBLICAZIONE: 19 settembre 2013 
PAGINE: 360 
CODICE ISBN: 9788830434387 
PREZZO: 14.90 €


TRAMA 8 PERSONAGGI 7 STILE 8 INCIPIT 7 FINALE 6 COPERTINA 6

3 stelle e mezzo
Discretamente Libridinoso ... e mezzo

1746 Letto in 3 giorni


Ho letto questo libro dietro consiglio minaccia di Daniela, che mi ha gentilmente detto: <<Se non leggi Acquanera non leggerò più nulla di ciò che mi consigli tu!>> E io a Daniela voglio bene, quindi l'ho letto. Questo romanzo io, ovviamente, lo conoscevo già. E me ne sono anche tenuta lontana perché c'era qualcosa, ogni volta che me lo ritrovavo tra le mani, che mi respingeva e me lo faceva mettere giù. Ma, ripeto, io a Daniela voglio bene.. E allora, visto che lei lo aveva definito una droga, ho ceduto!
Roccachiara è un luogo di fantasia, un piccolo borgo arroccato sulle rive di un lago scuro, un lago che evoca morte. È lì che vivono Clara ed Elsa. Ed è da loro che prende vita questa storia di donne e di mistero. Clara è la strega del paese. E, col tempo, l'isolamento e la diffidenza che l'hanno sempre circondata, avvolgeranno Elsa e poi sua figlia Onda e, infine, la nipote Fortuna. Onda, in questo nugolo di donne, è il personaggio che più mi ha infastidita. Onda è indisponente, saccente, ipocrita, cattiva.
Parlando di questo libro con Cuore, che lo sta leggendo proprio in questi giorni e di cui potrete leggere la recensione nella sua rubrica di venerdì, mi sono beccata l'appellativo di insensibile : <> Glisso sul fatto che le LGS mi chiamano acida quando sono in vena di gentilezze, perché solitamente sono definita SCADUTA (come lo yogurt!). Onda sceglie la direzione da dare alla sua vita. Ma la cosa che più mi ha urtata, e devo riconoscere che il mio passato mi ha sicuramente influenzata nell'esprimere questo giudizio, è il modo in cui Onda è madre. O forse dovrei dire "in cui NON È". Onda rifiuta Fortuna sin dal suo concepimento e mai, mai più sarà madre. Fortuna crescerà con Elsa, la nonna, continuamente rifiutata da questa madre un po' pazza, che preferisce parlare con i morti piuttosto che passare del tempo con lei. Scusa, Cuore, ma io Onda la prenderei a sberle!
Il finale. Ecco il punto dolente. Se la storia in sé mi è piaciuta, il finale mi è sembrato raffazzonato. Una serie di notizie buttate lì una dopo l'altra. La spiegazione, quasi ovvia, del rapporto tra Fortuna e Luce, non ha fatto altro che rendere banale qualcosa che, fin lì, era stato speciale. Anche il momento in cui Fortuna scopre chi sia suo padre, mi è apparso ovvio. Insomma, io avevo capito già a metà libro di chi si trattasse.
Che non sia un libro brutto lo potete capire da quel 3 e mezzo finale. La D'Urbano sa scrivere, questo è indiscutibile. E la storia cattura e l'atmosfera affascina e i personaggi parlano col lettore. Ma... ma io non sono una da noir. La cupezza, la tristezza, l'angoscia che suscitano questa storia non fanno parte di me come lettrice. Quindi, concludendo, posso dire che io questo libro lo consiglio, ma a chi ama il genere, perché, altrimenti, vi ritroverete a trascinarvi dietro una lettura che non vi appartiene e non vi entusiasma.

 

12 marzo 2015

Recensione 'Tutta colpa di un libro' di Shelly King - Garzanti


SINOSSI
È venerdì pomeriggio e, come ogni giorno, Maggie è andata a rifugiarsi nel suo posto preferito, la libreria Dragonfly di Mountain View, California. Accoccolata nella grande poltrona di liso velluto verde, circondata da pile di vecchi libri usati e con un romanzo d'avventura in grembo, Maggie legge di eccitanti scorribande e amori tempestosi. Fra gli scaffali polverosi riesce quasi a dimenticare di avere perso il lavoro e di avere il conto in banca quasi a secco. E oggi le capiterà fra le mani qualcosa di veramente speciale: una copia logora e ingiallita dell'Amante di Lady Chatterley. Non si tratta di un libro qualsiasi, perché i margini delle pagine nascondono la corrispondenza di un uomo e una donna che non si conoscono, Henry e Catherine. Parole d'amore e corteggiamento, frasi piene di gentilezza e passione, fino all'ultimo messaggio, una richiesta di appuntamento… Chi sono i due? Saranno riusciti a trovare il coraggio di guardarsi negli occhi e rivelare la loro identità? Maggie si appassiona alla loro storia e vorrebbe saperne di più. Perché quelle parole piene di emozione lei le ha sempre lette nei libri, ma non immaginava che si potessero dire veramente. O almeno, lei non l'ha mai fatto.
Ma la vita è pronta a sorprenderla, perché la libreria Dragonfly è in pericolo. All'angolo della strada si è aperta una nuova libreria di catena e i suoi libri intonsi e luccicanti minacciano di cancellare per sempre il segreto fascino delle pagine di un tempo. Maggie non si arrende, deve trovare il modo di salvare la Dragonfly. Proprio il segreto di Henry e Catherine, quei romantici messaggi scritti a mano, possono cambiare il destino della vecchia libreria. E forse anche il suo…
TITOLO: Tutta colpa di un libro
TITOLO ORIGINALE: The moment of everything
AUTORE: Shelley King
TRADUZIONE A CURA DI: Roberta Scarabelli
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 marzo 2015
PAGINE: 252
CODICE ISBN: 9788811688327
PREZZO: 14.90 €
TRAMA 6
PERSONAGGI 7
STILE 6
INCIPIT 8
FINALE 6
COPERTINA 9

3 stelle
Discretamente Libridinoso
1746 Letto in 2 giorni


Credo sia giusto fare una doverosa premessa prima di scrivere la recensione di questo libro.
Innanzitutto, devo dire a Laura de La biblioteca di Eliza che alla lista del mai comprare bisogna aggiungere un altro punto:
  • MAI COMPRARE LIBRI CHE PARLANO DI LIBRI/LETTORI/LIBRERIE
Perché pare proprio che, ultimamente, questo (assieme agli anziani) sia un argomento un tantino inflazionato. E se per ogni categoria ci sono le dovute e rare eccezioni (CesareCuore rosso), purtroppo esistono anche troppi libri di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno.
Altro punto della mia premessa: come avrete capito leggendo qui, io non sono esattamente una romanticona, una da e vissero felici e contenti; tramonti e notti stellate mi annoiano, ad un film romantico preferisco una bella partita di calcio, le cena a lume di candela hanno come unico effetto quello di farmi macchiare e odio passeggiare mano nella mano, perché d'inverno mi si congelano le dita e d'estate mi sudano le mani. È quasi scontato, quindi, che certi libri, certe storie, più che farmi sospirare sognante, mi facciano venire l'orticaria!
Credo non ci sia bisogno di spiegare che, nonostante tutti i miei buoni propositi, la copertina di questo libro ha attirato il mio sguardo e non mi ha più mollato. Certo, due paroline sul colore dei capelli della signorina, io avrei da dirle. Ma faccio la brava e passo oltre!

La storia è ambientata nella Silicon Valley, culla di tutta la tecnologia che ci circonda. Ed è proprio lì che vive Margaret Victoria Duprés, Maggie per gli amici, trentaquattrenne, laureata in lettere e neo-largedisoccupata. Maggie trascorre le sue giornate alla Dragonfly Libri Usati, seduta in una vecchia poltrona, leggendo romanzi rosa di ambientazione storica. E fin qui... vabbè, la vita è tua!
Se non fosse che, un bel dì, Maggie si ritrova tra le mani una vecchia e consunta copia de L'amante di Lady Chatterley. E caso vuole che le pagine del romanzo contengano una fitta corrispondenza tra un certo Henry ed una certa Catherine.
In un guizzo di fantasia e cercando disperatamente di recuperare il suo posto di lavoro, Maggie decide di creare un sito ed una pagina Facebook per divulgare la corrispondenza tra i due.
Ovvio che più ovvio non si può, tra una cosa e l'altra, Maggie incontrerà lui, Rajhit. Ovviamente bello, ovviamente intelligente, ovviamente vuole lei. E lei non sa.. Lo ama? Non lo ama? Boh!
Con un assurdo giro di spiegazioni ed intrecci (ho dovuto far ricorso a Stefania L'Annusalibri per capirci qualcosa!), Maggie scoprirà chi è il fantomatico Henry.

Cosa mi è piaciuto di questo libro? Come detto, la copertina. Poi devo dire che non è scritto male, capiamoci. Anzi, mi ha strappato più di qualche risata, soprattutto nella prima parte. Andando avanti, però, la storia scade nella banalità e comincia a diventare un po' troppo surreale.
Dopo l'apertura del sito web da parte di Maggie, una schiera di gente inizia a scrivere sui margini delle pagine dei libri per cercare la propria anima gemella (potrei uccidere per una cosa del genere!).
Da un momento all'altro, a Maggie viene proposto di prendere in mano la Apollo Libri (diciamo pure l'equivalente della nostra Mondadori) e di gestirla
Potrai dare rilievo agli autori che pensi debbano essere conosciuti dal pubblico. Influenzerai il pensiero ed il gusto di tutti i nostri clienti
Ok, fermi tutti! Ma avete capito chi è Maggie? E, soprattutto, avete capito che libri legge? Ecco! E noi dovremmo farci influenzare da una così?
Infine, troppe pagine che parlano di libri fantasy e descrivono feste a tema e tante altre pagine piene di storie informatiche. Diciamo pure che lo stesso libro si sarebbe potuto scrivere con almeno una cinquantina di pagine in meno.
Perché tre stelle? COPERTINA, RISATE, TANTI LIBRI! E anche un po' perché era tanto che non mi divertivo come adesso, scrivendo una recensione!


10 marzo 2015

Recensione 'Noi' di David Nicholls - Neri Pozza


SINOSSI
Douglas e Connie si conoscono alla fine degli anni Ottanta, quando il muro di Berlino era ancora in piedi. Trent'anni e dottore in biochimica, Douglas trascorreva allora i giorni feriali e gran parte del weekend in laboratorio a studiare il moscerino della frutta. Connie, invece, divideva il suo tempo con una "combriccola di artistoidi", come li chiamavano i genitori di Douglas: aspiranti attori, commediografi e poeti, musicisti e giovani brillanti che rincorrevano carriere improbabili, facevano tardi la sera e si radunavano a volte a casa di Karen, la sorella di Douglas piuttosto promiscua in fatto di amicizie, a bere e discutere animatamente. Ed è durante una festa nell'appartamento di Karen, che Douglas si imbatte per la prima volta in Connie: capelli ben tagliati e lucenti, un viso stupendo, una voce sensuale, distinta ed elegante con i suoi vestiti vintage cuciti su misura, attillati e perfetti. Sono trascorsi più di vent'anni da allora e Douglas e Connie sono sposati da decenni e hanno un figlio, Albie. Douglas ha cinquantaquattro anni e la sensazione di scivolare verso la vecchiaia come la neve che cade dal tetto. Connie è sempre attraente e Douglas la ama cosi tanto cheUs non sa nemmeno come dirglielo, e dà per scontato che concluderanno le loro vite insieme. Una sera, però, a letto, Connie proferisce le parole che Douglas non avrebbe mai voluto sentire: "Il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò".
TITOLO: Noi
TITOLO ORIGINALE: Us
AUTORE: David Nicholls
TRADUZIONE A CURA DI: Massimo Ortelio
EDITORE: Neri Pozza
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 ottobre 2014
PAGINE:431
CODICE ISBN:
9788854508552
PREZZO: 18.00 €
E-BOOK: 9.99 €


TRAMA 7
PERSONAGGI 5
STILE 7
INCIPIT 7
FINALE 6
COPERTINA 6

3 stelle
Discretamente Libridinoso

1746 Letto per il Gruppo di Lettura Tour



Ho letto questo libro assieme alle mie LGS e a molte di voi, fedeli lettrici di questo piccolo spazio.
Io e le LGS abbiamo deciso di organizzare un Gruppo di Lettura che ci desse modo di leggere, finalmente, un libro tutte assieme, nello stesso momento, e di poterne parlare senza paura che una di noi rischiasse di scoprire pagine non ancora lette!
I libri tra cui scegliere per iniziare quest'avventura, come potete immaginare, erano davvero tanti. Perché proprio questo? Perché alcune di noi avevano già letto (ed amato) il precedente romanzo di questo autore, Un giorno, quindi è stato quasi naturale coinvolgere le altre nel cercare di scoprire Nicholls.

Arrivata alla fine di questa avventura, non posso far altro che dire che è stata un'esperienza bellissima! Ci capita spesso di consigliarci libri a vicenda; e capita spesso che una di noi legga un libro e, nell'arco di poche settimane, tutte le altre la seguano. Solitamente, i nostri gusti sono abbastanza simili e ci sono libri che hanno suscitato, in ognuna di noi, le medesime forti sensazioni!
Questa volta, invece, più di altre, mi sono resa conto di quanto lo stesso libro possa suscitare emozioni diverse in ogni persona, di quanto i personaggi possano essere amati da una persona, odiati da un'altra o, addirittura, risultare indifferente a qualcun'altra ancora!
È stata un'esperienza bellissima ed è stato bellissimo l'entusiasmo con cui vi siete unite a noi, con cui avete commentato, ci avete rese partecipi delle vostre opinioni e delle vostre emozioni! Quindi, io e le LGS ci impegniamo a far sì che questa avventura possa ripetersi!
E adesso, veniamo a ciò che è il fulcro di questo blog. La recensione!

Come ho detto, ho amato David Nicholls grazie a Un giorno, libro che, ancora oggi, rientra tra i miei preferiti di sempre. Così, preso in mano questo nuovo romanzo, ero già entusiasta all'idea di scoprire cosa l'autore sarebbe stato in grado di fare per confermare la sua bravura. E, per la prima volta nella mia vita, mi sono ritrovata a leggere un libro a tappe.Che si stato questo ad influire sulle mie impressioni finali? O il fatto di averlo iniziato subito dopo La tentazione di essere felici, con Cesare ancora negli occhi e nel cuore, ha reso più faticoso l'approccio con questa nuova storia?

Lo stile è quello inconfondibile di Nicholls: scorrevole, veloce, allegro e leggero al punto giusto, tanto da rendere la lettura piacevole anche quando la storia tende a sfociare un po' nella noia.
L'idea di base del romanzo è valida: una coppia sposata da tempo, due persone completamente diverse tra loro e un figlio diciassettenne, un viaggio programmato da tempo e, all'improvviso, una frase della moglie che rischia di rompere l'idillio.
Douglas e Connie sono sposati da più di vent'anni, quando lei, improvvisamente, dice di voler mettere fine al loro matrimonio. Douglas è colto di sorpresa: davvero è stato cieco sino al punto di non rendersi conto che il suo matrimonio è giunto al capolinea? Douglas, Connie ed Albie, il figlio diciassettenne prossimo a lasciare il nido, partono per un Grand Tour tra i musei di alcune capitali europee. Per Douglas l'occasione giusta per cercare di riconquistare Connie e creare un rapporto con un figlio che sembra quasi disprezzarlo.
Posso dire che, durante tutte le 431 pagine della storia, non ho mai capito in che modo Doug abbia cercato di fare queste due cose? Lui e Connie sono totalmente opposti: sregolata, artista, allegra lei; metodico e serio lui. Per quanto si sia sempre detto che gli opposti si attraggano, credo che, alla lunga, non avere nulla in comune logori un rapporto.
Mentre Connie cerca di assecondare le inclinazioni artistiche del figlio, Doug mi ha sempre dato l'impressione di essere frustrato per il semplice fatto che Albie non gli somigli né fisicamente né caratterialmente.
Ho faticato per affezionarmi ai personaggi di questa storia; credo, anzi di poter dire che nessuno di loro abbia suscitato in me quella sorta di empatia che mi porta ad amare storia e protagonisti.
Come detto, la storia è carina, anche se probabilmente Nicholls eccede un po' nelle parti in cui descrive i quadri dei musei visitati durante il viaggio, tanto che, ogni tanto si sfocia nella noia.
Ma, a parte l'insieme globalmente leggibile, il finale mi è parso un po' troppo da sceneggiatura cinematografica. Un po' come se, sull'onda del successo di Un giorno, che è diventato un film, l'autore si sia sforzato nello scrivere una conclusione adatta ad una trasposizione cinematografica: il punto di vista dei tre personaggi, il modo in cui i due protagonisti si salutano. Sinceramente, tutto mi è parso una gran forzatura, inclusa la rivelazione dell'omosessualità di Albie, che arriva a ciel sereno e senza un senso preciso all'interno della trama, buttata lì come per apparire gay-friendly.

In conclusione: un libro da leggere se amate lo stile di Nicholls, ma sicuramente non all'altezza del suo lavoro precedente.




8 marzo 2015

Recensione 'L'ultima fuggitiva' di Tracy Chevalier - Neri Pozza


SINOSSI
È il 1850 quando Honor e Grace Bright si imbarcano sull'Adventurer, un grande veliero in partenza dal porto inglese di Bristol per l'America. L'aria smarrita di chi non è avvezza ai viaggi, il bel volto offuscato dal mal di mare, Honor Bright sa che non rivedrà mai più Bridport, il paese in cui è nata, nell'istante in cui la nave si allontana dalle verdi colline del Dorset. Troppo grande è il mare e troppo lontano è Faithwell, il villaggio dell'Ohio in cui Adam Cox, un uomo anziano e piuttosto noioso, attende sua sorella per prenderla in sposa.
L'irrequieta Grace ha allacciato una corrispondenza epistolare con lui, culminata poi con la proposta di matrimonio, con l'intento di lasciarsi alle spalle l'angusta vita della piccola comunità di quaccheri in cui è cresciuta e abbracciare così nuove avventure.
Honor Bright non condivide lo spirito temerario di Grace, ma Samuel, il suo promesso sposo, ha rotto il fidanzamento e la prospettiva di vivere in mezzo all'altrui compassione l'ha spinta a seguire la sorella al di là del mare.
Una volta giunte in Ohio, tuttavia, a un passo da Faithwell, Grace si ammala di febbre gialla e, tra le misere mura di un albergo, muore. Honor Bright si ritrova così sola in una nazione enorme ed estranea, divisa da un immenso oceano dall'amato Dorset. Non le resta perciò che Adam Cox come unica ancora di salvezza. A Faithwell, tuttavia, viene accolta con freddezza dall'uomo e dalla cognata vedova. Nel paese, poi – una fila di edifici ai bordi di una strada sconnessa , con una drogheria, una bottega e alcune fattorie nella campagna circostante – le persone sono amichevoli, ma con una schiettezza che rasenta la brutalità. A turbare l'equilibrio di Honor non è, però, la vita sociale di Faithwell, ma qualcosa di più grande che riguarda l'America della metà del XIX secolo, il Paese in cui i neri sono ancora ridotti in schiavitù. Il villaggio si trova, infatti, nei pressi di un crocevia dove si accalcano i coloni diretti a ovest in cerca di terra da coltivare, gli schiavi in fuga verso nord e i cacciatori di schiavi pagati dai proprietari di piantagione per riportare indietro i fuggitivi. Tra questi Donovan, un uomo sfrontato e attraente, con gli occhi di un castano chiaro che spiccano nel viso squadrato e una durezza senza pari nello sguardo.  Per non venir meno ai saldi principi di rettitudine in cui è stata educata in Inghilterra, Honor decide di aiutare gli schiavi in fuga. Comincia di nascosto a offrire loro acqua e cibo e, in qualche caso, riparo. Sarà, tuttavia, abbastanza guardinga da non tradirsi? E, soprattutto, saprà resistere alla tentazione più grande? Quella di cedere a un uomo i cui principi detesta, ma che è l'unico in grado di rimescolarle il sangue nelle vene?
Romanzo che conduce il lettore nel cuore dell'America schiavista, dove i grandi temi della crudeltà e dell'eroismo, dell'onore e della passione, della viltà e del coraggio trovano un fertile terreno, L'ultima fuggitiva The Last Runawayè una splendida conferma del talento dell'autrice de La ragazza con l'orecchino di perla.
TITOLO: L'ultima fuggitiva
TITOLO ORIGINALE:
The last runaway
AUTORE: Tracy Chevalier
TRADUZIONE A CURA DI:
Massimo Ortelio
EDITORE: Neri Pozza
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 gennaio 2013
PAGINE: 320
CODICE ISBN: 9788854506787
PREZZO: 18.00 €
TRAMA 7
PERSONAGGI 8
STILE 9
INCIPIT 7
FINALE 8
COPERTINA 8

4 stelle
Piacere Libridinoso

1746 Letto in 4 giorni


Ho amato questa autrice grazie a quello che, probabilmente, è il suo romanzo di maggior successo, La ragazza con l'orecchino di perla.

In questo romanzo, Tracy Chevalier ci racconta la storia di Honor Bright, quacchera inglese che, nel 1850, si imbarca alla volta degli Stati Uniti, insieme alla sorella Grace.
Grace è attesa, in Ohio, da Adam, suo futuro sposo; Honor decide di accompagnarla per allontanarsi dai luoghi che le ricordano Samuel, l'uomo che amava e che, improvvisamente, ha rotto il loro fidanzamento per sposare un'altra donna.
Dopo una lunga ed angosciosa traversata, durante la quale Honor patirà terribilmente a causa del mal di mare, le due sorelle sbarcheranno sulle coste statunitensi.
Per Honor, però, i problemi sono appena all'inizio. Dopo pochi giorni, Grace morirà a causa della febbre gialla. La ragazza si troverà così ad affrontare da sola il viaggio verso l'Ohio e verso la casa di un uomo mai conosciuto.
La storia di Honor si intersecherà con la fuga degli schiavi tipica di quegli anni.
Honor si troverà a dover scegliere tra la sua nuova famiglia e la sua coscienza, che la spinge ad aiutare gli schiavi in fuga.

È una storia toccante quella narrata in queste pagine. La storia di una ragazza che, nel 1850, quando le donne si occupavano solo della casa e della famiglia, decide di ribellarsi. Honor, incinta di 9 mesi, lascerà il marito per seguire la sua coscienza, dando adito a pettegolezzi e creando scandalo.
Spesso, durante la lettura, mi sono chiesta come mai, dopo la morte della sorella Grace, Honor non abbia deciso di far ritorno nella sua amata Inghilterra, piuttosto che rimanere in una terra e tra persone che le appaiono subito ostili. E spesso Honor adduce il terribile mal di mare che ha accompagnato il suo primo viaggio in nave come motivazione per non fare ritorno. Personalmente, credo che me ne sarei fregata del mal di mare e sarei saltata sulla prima nave disponibile! Devo dire, però, che andando avanti nella lettura, mi sono resa conto che Honor è più forte di quanto non ci appaia all'inizio della storia e sarà proprio questa sua forza interiore, questa sua tenacia a renderla un personaggio di grande spessore e che si farà amare da chi legge.

La Chevalier è sicuramente un'abile narratrice: luoghi e personaggi sono vividi davanti agli occhi del lettore.
I colori dell'autunno americano sono descritti con tanto ardore che si ha quasi la sensazione di essere in quei posti. I personaggi, tutti, mostrano, sin dalle prime righe, caratteri ben delineati che aiutano il lettore ad amarli od odiarli a seconda delle situazioni che si presentano.

PICCOLA NOTA: Honor, come le donne dell'epoca, trascorre parte delle sue giornate cucendo trapunte. Ammirevole, per carità! Ma se ne parla così tanto durante la storia e in maniera così approfondita, che io adesso odio le trapunte ed i patchwork!

Detto questo, non mi resta che ringraziare Daniela per aver scelto questo romanzo per le mie letture di marzo!


4 marzo 2015

Recensione 'La presentatrice morta' di Peppi Nocera – Longanesi


SINOSSI
È la sera della grandiosa festa del cinquantottesimo compleanno di Eda Dolci, star televisiva che ha fatto la storia del piccolo schermo. Bella, famosa e spietata, Eda ha un marito, due figli, un cane. Eppure nulla della sua esistenza è ordinario. Nemmeno il suo compleanno. Gli ospiti sono arrivati numerosi per celebrarla come merita, ma Eda Dolci non taglierà mai quella torta, perché giace indecorosamente morta nel suo lussuoso attico romano, con tanto d'occhio sbarrato e il filo della cornetta del telefono aggrovigliato alla mano. Il problema è che sono tanti, troppi quelli che l'avrebbero uccisa volentieri. Starlette, truccatrici, pierre, jet set internazionale e coatti palestrati di periferia. Perché Eda Dolci era temuta da alcuni, disprezzata da molti e amata da nessuno.
TITOLO: La presentatrice morta
AUTORE: Peppi Nocera
EDITORE: Longanesi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2014
PAGINE: 238
CODICE ISBN: 9788830438637
PREZZO: 14.90 €
TRAMA 2
PERSONAGGI 1
STILE 5
INCIPIT 6
FINALE 2
COPERTINA 7

1 stella
Spreco Libridinoso
Letto in 1 giorno

2 marzo 2015

Recensione 'La ruga del cretino' di Andrea Vitali e Massimo Piccozzi - Garzanti


SINOSSI
La terza figlia di Serpe e Arcadio si chiama Birce, ed è nata storta. Ha una macchia sulla guancia sinistra e ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane. Chi la vuole una così? Chi la prende anche solo come servetta di casa? È l'agosto del 1893 e per i due coniugi, lavoranti presso il rettorato del santuario di Lezzeno, poco sopra Bellano, è arrivata l'occasione giusta. Perché una devota, Giuditta Carvasana, venuta ad abitare da poco a villa Alba, è intenzionata a fare del bene, per esempio aiutare una giovane senza futuro. Per Birce non sarebbe cosa da poco, perché la vita non pare riservarle un destino felice. Come a quella povera fioraia di Torino massacrata per strada. Che a dire il vero, in quell'estate lontana, non è la prima vittima. I loro corpi sono a disposizione della sala anatomica dell'università torinese, dove il dottor Ottolenghi, assistente del noto alienista Cesare Lombroso, li analizza con cura, convinto che dalla medicina possa venire un aiuto alle indagini. Oltretutto, dalle tasche delle sventurate salta fuori un biglietto con incomprensibili segni matematici. Indicano un collegamento tra quelle morti? E nel mirino dell'omicida può essere finito lo stesso Lombroso,c he già aveva ricevuto un analogo foglietto insidiosamente anonimo? Trovare la soluzione non è cosa per cui possa bastare il rigore della scienza. Forse, fantastica il Lombroso, lo spiritismo potrebbe dar e un contributo. Per quanto a praticarlo siano persone fuori dall'ordinario. Un po' come la Birce con quella sua macchia, che ogni tanto si perde via e dice e fa cose strane...
Ne La ruga del cretino, il mondo di Andrea Vitali, esilarante e pittoresco, si colora con le tinte del giallo, portando le lancette del tempo all'epoca degli albori della psichiatria e della nascente criminologia moderna. Una prova letteraria che alla felicità narrativa unisce un desiderio di esplorazione che avvince il lettore.
TITOLO: La ruga del cretino
AUTORI: Andrea Vitali e Massimo Piccozzi
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 febbraio 2015
PAGINE: 368
CODICE ISBN: 9788811688785
PREZZO: 16.40 €
E-BOOK: 9.99 €
TRAMA 8
PERSONAGGI 9
STILE 9
INCIPIT 9
FINALE 10
COPERTINA 8

4 stelle e mezzo
Piacere Libridinoso... e mezzo!
Letto in 1 giorno

1 marzo 2015

Novità nella stanza librosa–Febbraio 2015


CARTACEI

x-default
L'ultima lettera d'amore – Jojo MoyesAcquistato su un sito di libri usati che mi ha fatto scoprire Stefania. Pagato meno della metà del prezzo di copertina, in perfette condizioni!








la donna delle rose
La donna delle rose – Charlotte LinkPagato 3.50 €, ha contribuito a farmi raggiungere la sogli di 1000 punti per ottenere lo sconto Mondadori.









la ricamatrice di segreti
La ricamatrice di segreti – Kate AlcottLo possedevo in e-book, ma il prezzo (3 euro) era irresistibile!









OMAGGI CASE EDITRICI

la ruga del cretino
La ruga del cretino – Andrea Vitali e Massimo Piccozzi
GARZANTI
Posso dire che, dall'altra parte del pc, per quanto riguarda la Garzanti, c'è una ragazza che, oltre ad essere dolcissima, ha un'infinita pazienza? Ecco, l'ho detto! Quindi, grazie Francesca!







chi manda le onde
Chi manda le onde – Fabio GenovesiPer questo libro, devo ringraziare la signora Anna Da Re, di Mondadori, che me lo ha consigliato e recapitato!
Trovate la mia recensione qui







E-BOOK

la donna dal taccuino rosso
La donna dal taccuino rosso – Antoine LaureinUna copertina che mi ha incuriosita! Speriamo che la storia sia all'altezza!









la verità vi spiego sull'amore
La verità, vi spiego, sull'amore – Enrica TesioUna storia che mi ha incuriosita subito, ancor di più dopo aver letto la recensione di Stefania!







Questo è il resoconto dei miei acquisti di febbraio. Adesso passiamo alle mie letture. Ecco la lista dei libri che mi ero prefissata di leggere:

Noi – David Nicholls
Gruppo di Lettura Tour

La casa di tutte le guerre – Simonetta Tassinari

I segreti di mio marito – Liane Moriarty

La ruga del cretino – Andrea Vitali e Massimo Piccozzi
ricevuto due giorni fa, lo leggerò a marzo

Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach – Fannie Flagg

Da quando sei scomparsa – Paula Daly

La casa delle sorelle – Charlotte Link

La bottega dei sogni smarriti – Beth Hoffman
sostituito da Chi manda le onde – Fabio Genovesi

Il re dei giochi – Marco Malvaldi

Libri letti: 7
Cartacei: 4
E-book: 3

i segreti di mio maritola casa di tutte le guerreil re dei giochila casa delle sorelle
chi manda le onde

E adesso ditemi voi: quali libri avete acquistato nel mese di febbraio? E quanti ne avete letti?