29 marzo 2023

Dario di bordo - 3653 giorni di me e di te



Questo è un post che non avrei mai pensato di scrivere. Chi avrebbe mai detto che il blog avrebbe raggiunto i 10 anni di età?! Sicuramente non io, che ancora mi stupisco nel vedere quanti di voi passino quotidianamente a sbirciare, curiosare, leggere...

Dieci anni per qualcosa che, da almeno un lustro, tutti definiscono morta! Io non so se ci sia dietro qualche strana magia, se c'entri qualcosa Hermione o chi per lei o se, magari, quelli di Taffo si sono dimenticati di passare di qua, fatto sta che l'impensabile traguardo è stato tagliato!
E devo dire che sono anche orgogliosa di essere arrivata a spegnere le 10 candeline (sì, le spengo io perché il blog non ha ancora imparato a soffiare!).

Orgogliosa perché non era così scontato arrivare a questo giorno, perché ci sono state volte in cui ho pensato di mollare tutto, in cui mi sono chiesta "ma chi me lo fa fare?".
Ecco, chi me lo fa fare? Voi! Qualcuno più di altri, ovviamente, ma nell'insieme sempre e solo voi. Ed è strano pensare a come, in ogni singolo momento di stanchezza attraversato in questi 3653 giorni, sia sempre stato uno di voi, con un messaggio, una minaccia (ciao, Lallì!), una richiesta, a farmi ritrovare la voglia di andare avanti!

E allora, come di consueto in queste occasioni, il grazie più grande va sempre e solo a voi che, chi sin dall'inizio (o quasi), chi da poco tempo, chi con costanza, chi a tratti, siete sempre stati presenti. Grazie a voi che ogni giorno scegliete di fidarvi delle mie elucubrazioni libresche! A voi che mi seguite qui ma anche altrove, a voi che, invece, mi leggete solo qui e lo fate in maniera silenziosa, quasi steste invadendo uno spazio privato e non voleste disturbare.
Ebbene, sappiate, oggi più che mai, che questo spazio esiste (anche) grazie alla vostra presenza!

Grazie, ovviamente, a tutte quelle persone che iniziando da qui sono poi diventate un punto fermo della mia vita!
Grazie a Lallina che si è sentita dare della donna di facili costumi e non mi ha mandata a quel paese, ma è diventata una delle persone più importanti della mia vita (ti voglio bene, nana!). 
Grazie alla Bacci, dazio quotidiano, roccia, Amica, cotogna, consigliera. Bacci, ti vo... en... cazzarola, la connessione va a minchia pure oggi!
Grazie a Loredana che, in punta di piedi (grandi), è entrata nella mia vita con educazione e rispetto, per poi rivelarsi una cretina immane! Scambiata per persona seria e posata, mi ha convinta a non cacciarla via sbandierando una vicinanza a Giuseppi che a me quando mi ricapita? Mi sopporta, mi ascolta, mi manda a quel paese, ma poi sempre qua sta! Ohu, voglio bene pure a te!

Grazie alle Sciallette tutte, a Figlio, a Marito, a chi non ci ha mai creduto, a chi ha sperato di vedermi sparire nei meandri del web. A chi, anche quest'anno, si è rivelato per ciò che è davvero: STRONZE. SIETE STRONZE! A voi dico grazie per essere sparite dalla mia vita!


Ma il grazie più grande va a te, bloghetto del mio cuore! A te che sei diventato casa, che hai visto i social cercare di prendere il tuo posto e, invece, tu sei ancora qui e loro? Mah... a me mica sembrano tanto in forma, sai? 
A te che hai sopportato i miei scleri, le mie inquietudini, gli sbalzi d'umore; che hai capito che, in fondo, non ti avrei mai lasciato, perché, si sa, certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano!
Grazie, bloghetto, perché, tutto sommato, io e te ormai siamo una cosa sola!

E allora, tanti auguri a noi... e scusa, ma non sono ancora riuscita a scovare una torta che possa mangiare anche tu, quindi mi sacrificherò io!

27 marzo 2023

[Leviamocelo dai coconi]
Recensione 'Un albero cresce a Brooklyn' di Betty Smith - Beat


UN ALBERO CRESCE A BROOKLYN || Betty Smith || Beat || 1 settembre 2007 || 576 pagine



È l'estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell'albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l'Albero del Paradiso perché è l'unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent. Francie se ne va a zonzo per Brooklyn. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere tutta la famiglia. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull'allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini. Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l'albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo.

13 marzo 2023

Recensione 'Brava gente'
di Margherita Oggero - Harper Collins


BRAVA GENTE || Margherita Oggero || Harper Collins || 7 marzo 2023 || 235 pagine

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Barriera di Milano è a Torino. Alla periferia nord di Torino, per l’esattezza. Un quartiere non ricco ma pieno di persone, le cui vite si intrecciano, con il misto di caso e destino, di meschineria e generosità, di amori e odi che caratterizzano le vicende degli esseri umani. Per esempio quelle di Deborah, detta Debby, quindici anni, che ha interrotto la scuola e ora fa la babysitter e la badante e che propone alla madre, Linda, un tempo erede di una discreta fortuna, di uccidere il padre, Oreste, ora camionista, e prima colui che ha bruciato la fortuna della moglie. O quelle della vedova Caterina Mazzacurati, la donna cui Debby fa da badante (e da occasionale spacciatrice), che per impedire al figlio di metterla in una casa di riposo ha deciso di ricontattare Arturo, l’amore perduto della sua giovinezza. O di Florin, che ha una nonna in Romania, guida il camion con Oreste e vorrebbe avere un appartamento tutto suo. O ancora di Albachiara, titolare della cartoleria ma anche edicola ma anche negozio di souvenir, amica di Linda e nemica giurata di Giuseppina Borgone alias Vanessa Delice, manicurista e tinturista al soldo del parrucchiere Alexander The Best. E in qualche modo, da un luogo e un tempo lontani, entrano in scena anche le vicende di Lana Turner, diva di Hollywood e forse assassina… Restituendo al lettore la coralità dell’esistenza umana, in tutte le sue quotidiane miserie e i suoi improvvisi splendori che giorno dopo giorno si intrecciano in un’unica trama, Margherita Oggero, con uno sguardo che è al tempo stesso impietoso e dolcissimo, scrive un romanzo sospeso tra Balzac e il cinema dei fratelli Coen.

8 marzo 2023

Diario di Bordo - Nell'aria c'è...

... polline di te! No, scherzo, per fortuna il polline non si è ancora visto... e speriamo continui così!

E allora cosa c'è nell'aria? Al momento, dalla profonda Pianura Padana, c'è tanto smog (e forse era meglio il polline!).

Di che parliamo oggi in questo Diario di Bordo? Vi ricordate il Recap che per tanti anni ha popolato questo (e altri) blog e che, pian piano è stato messo da parte in favore di foto e reel su Instagram? Bene, eccolo magicamente tornato, in formula rivista e corretta, ma mi sono detta "perché no?". E allora eccoci qui a fare un piccolo bilancio mensile, ma anche due chiacchiere... sempre che ne abbiate voglia!


Il blog

Forse lo avrete notato con la recensione pubblicata lunedì (o forse no), ma il blog si è vestito di primavera (lui, io, invece, resto a tema inverno!): tulipani nell'immagine che vi accoglie in prima pagina, nuovi voti (sempre grazie a Lallina che si è impegnata per trovare le diciture che scoprirete di recensione in recensione!) e nuovi banner sempre a tema primaverile!

Tra qualche settimana il blog compirà 10 anni e, insomma, lo ammetto, un po' di emozione c'è!


Le letture

Febbraio è stato un mese proficuo, benché corto.

Ho letto otto libri in totale, ma la prima posizione del podio la conquista, senza dubbio alcuno, "La libreria dei gatti neri" di Piergiorgio Pulixi, un giallo che vede protagonista un libraio scorbutico e senza peli sulla lingua!

A febbraio ho anche iniziato la saga di Blackwater, leggendone i primi due volumi. Ero restia a leggere questa serie, più che altro per l'eccessivo spam messo in atto dalla Casa Editrice, ma la voce saggia e fidata della Bacci mi ha convinta a darle una chance e ora non vedo l'ora di scoprire come proseguiranno le vicende che vedono protagoniste le famiglie della città di Perdido. Intanto vi anticipo che ne parleremo approfonditamente una volta letti tutti e sei i volumi!

Ma a febbraio c'è stato anche un libro brutto brutto brutto: "Come uccidere la tua famiglia", che si classifica come una delle peggiori letture della mia vita!

Cosa leggerò a marzo?

Ci sono abitudini consolidate che probabilmente non perderò mai e una di queste è quella di stilare una piccola lista di libri da leggere durante il mese! La rispetto? Quasi sempre, magari apporto qualche modifica in corso per via di qualche arrivo o perché capita di abbandonare qualche lettura poco soddisfacente, ma solitamente sono "ligia al dovere"!

Ecco, quindi, cosa vorrei leggere a marzo:
  • Blackwater III La casa e Blackwater IV La guerra
  • "Un albero cresce a Brooklyn" di Betty Smith, libro scelto da Lallina, la Bacci e Loredana (in rigoroso ordine crescente di altezza) per la rubrica #leviamocelodaicoconi
  • "Nord e sud" di Elizabeth Gaskell per la rubrica #sullostessodivano
  • "Vicolo Sant'Andrea 9" di Manuela Faccon (trovate già la recensione)
  • "Sissi" di Martina Winkelhofer (grazie, Lallì)

E il resto del mio mondo?

A febbraio Figlio è diventato maggiorenne. Non so come sia possibile, non so quando sia passato dai pannolini al "devo prendere la patente". Ma ricordo benissimo l'adolescenza, il fetore, i musi lunghi, i mugugni e no, grazie, basta così!
Però, ecco, pensare che tra qualche mese guiderà la macchina... ok, cambiamo discorso!

Approfitto di questo post, visto che qua leggete molto più di quanto non facciate nei social, anzi NEL social, per comunicarvi un piccolo cambiamento nel mio mondo di Instagram
Ammetto che inizio a patire quel posto che, se da una parte appare ormai agonizzante, dall'altra è ancora pieno di gente che si smerda a vicenda (scusate il francesismo!). E quindi? Visto che la creazione di contenuti (come dicono i gggggiovani) richiede tempo e il riscontro è sempre più basso, il profilo Instagram rimarrà attivo, ma sarà ridimensionato: troverete sempre i post relativi alle recensioni, ma non ci sarà più l'appuntamento con #acolazioneconzialibbri (se sentite urlare, tranquilli, sono Ansialisa e Olimpia!) e con gli aggiornamenti del mercoledì; per il resto, ho deciso di andare "a sentimento": posterò se e quando avrò voglia o qualcosa da dire, stesso discorso per quanto riguarda stories e reel.

Non è un problema di dipendenza, non ho mai avuto questo problema con Instagram né il suo utilizzo ha infiluito sull tempo dedicato alla lettura; semplicemente, un po' come è accaduto per Facebook, anche questo social sta andando verso un inevitabile declino e per noi che ne facciamo un certo tipo di utilizzo la sensazione predominante è quella di spendere tanto tempo per non avere poi nulla in cambio.

Direi che per questo ritorno di una vecchia rubrica, è tutto! Io vi aspetto qui, come sempre, con le recensioni e con una bella torta per festeggiare il compleanno del blog!






6 marzo 2023

Recensione 'Vicolo Sant'Andrea 9'
di Manuela Faccon - Feltrinelli


VICOLO SANT'ANDREA 9 || Manuela Faccon || Feltrinelli || 28 febbraio 2023 || 285 pagine



Padova, anni cinquanta. Teresa lavora come portinaia in un palazzo del centro. Dietro un aspetto dimesso e in apparenza insignificante, nasconde un bruciante segreto. Nel dicembre del 1943, quando aveva sedici anni, di ritorno da un incontro sotto i portici di piazza delle Erbe con il garzone di cui è innamorata, assiste all’arresto della famiglia ebrea per cui lavora e da cui è stata istruita e educata alla lettura. Un attimo prima di essere portata via dai soldati, la padrona le affida il suo ultimo nato: Amos, due enormi occhi scuri e una voglia di fragola sulla nuca. Qualcuno però fa la spia, Teresa viene separata a forza dal bambino e per punizione rinchiusa in manicomio. Anni dopo, continua a pensare a quel bambino. Sarà ancora vivo? Che tipo di persona sarà diventato? E fino a che punto dovrà arrivare, lei, per tener fede alla parola data? Presta servizio in casa delle ricche signorine Pozzo, così diverse dall’amorevole signora Levi o dalla famiglia numerosa in cui è cresciuta in campagna, e intanto cerca Amos. Finché un nuovo colpo del destino le offre l’occasione tanto attesa: c’è un impegno da onorare, una verità da consegnare prima che il portoncino di vicolo Sant’Andrea 9 si spalanchi per l’ultima volta e lei sia finalmente libera di ricominciare. Prendendo spunto da vicende storiche e da ricordi d’infanzia, Manuela Faccon costruisce il ritratto di una donna unica e, al tempo stesso, come tante, fragile dentro, ma forte fuori, per gli altri. Un romanzo intimo e intenso sulla dignità al femminile, sui sacrifici che comporta la lealtà, verso il prossimo e verso se stessi. Una voce potente, nuova, ma con una musicalità antica. Anni cinquanta. La portinaia di vicolo Sant’Andrea 9 nasconde un segreto. Ora, finalmente, è arrivato il momento di parlare.