Semi-recensione 'Come uccidere la tua famiglia'
di Bella Mackie - Harper Collins

by - 21.2.23

 

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Mi chiamo Grace Bernard e, con ogni probabilità, il mio nome non vi dice proprio niente. Nessuno mi conosce perché languisco dietro le sbarre per l’unico crimine che non ho commesso. Eppure, se devo dire la verità nient’altro che la verità, ho ucciso diverse persone, alcune in modo brutale, altre con maggior delicatezza – vale la pena specificarlo, perché fa un’enorme differenza agli occhi giudicanti della gente. Quando ripenso a ciò che ho fatto, avverto persino una punta di tristezza, giusto una fitta trascurabile, al pensiero che nessuno verrà mai a conoscenza del mio strabiliante piano. Un piano che ho architettato per anni, sacrificando tutto in nome della vendetta. Ora vi chiederete: perché ostinarsi a vuotare il sacco se la si può passare liscia? Avete ragione, la libertà non ha prezzo. Però non riesco a smettere di immaginare l’istante in cui, dopo la mia morte, qualcuno aprirà una cassaforte e troverà la mia confessione. Esatto, proprio questa che sto scrivendo nei pochi giorni che mi separano dalla libertà. Scommetto che quel qualcuno non potrà fare a meno di restare a bocca aperta e pensare a me con ammirazione. Perché chi sarà mai in grado di capire come una persona, a soli ventotto anni, possa aver ucciso a sangue freddo sei membri della sua famiglia per poi andare avanti come se niente fosse, senza neppure l’ombra di un rimpianto?

Perché "semi-recensione" (e qua vi sgamo: non avete letto il titolo del post! Ci sta!)? Perché io questo libro l'ho letto, riga per riga, sino a pagina 197. Le restanti 230 le ho spulciate velocemente, soffermandomi solo sulle parti essenziali, quelle nelle quali, in sostanza, c'era la ciccia!
Non sono una persona che ama la lettura veloce (quella che porta personcine stizzose a dire di aver letto settordici libri al mese!); io i libri amo leggerli per intero, sia quando mi piacciono che quando, invece, non mi soddisfano appieno. Piuttosto li abbandono, ma no, saltare paragrafi qua e là non fa per me.
E vi starete chiedendo, quindi, perché questa eccezione? Perché io e la Bacci eravamo curiose di risolvere un paio di dubbi che l'autrice instilla a inizio romanzo. E siccome la Bacci stava friggendo le frittelle, mi sono immolata io... poi che qua di frittella non se ne sia vista mezza è un altro discorso!

ATTENZIONE!
QUESTA RECENSIONE CONTIENE SPOILER
Quindi, se avete intenzione di leggere il libro, tornate qui a lettura terminata!

Il romanzo inizia con Grace Bernard, protagonista di questa storia, che si trova in prigione per, parole sue, l'unico omicidio che non ha mai commesso (prima curiosità da spuntare per me e la Bacci). 
Tra le sbarre, tartassata dalla sua compagna di cella, Grace decide di metterci a conoscenza degli avvenimenti della sua vita attraverso un manoscritto: carta e penna alla mano, la ragazza inizia così a raccontare la sua vita, preannunciando una sorpresa finale (secondo punto da spuntare).

Grace è figlia di una ragazza francese, sedotta e abbandonata (è proprio il caso di dirlo) da un ricco e affascinante londinese. Quando la madre di Grace incontra Simon, cede facilmente al suo fascino; quello che non sa è che lui è sposato e quando lei scopre di essere incinta, Simon la liquida senza tanti complimenti.
Marie decide di crescere da sola la figlia, visto che anche i suoi genitori, informati dei fatti, le sbattono la porta in faccia.
Le due vivono in un monolocale freddo e umido, ma quando Grace ha 13 anni anche Marie viene a mancare, repentinamente uccisa da un cancro. 
Per qualche tempo, Grace va a vivere con la migliore amica della madre che, però, a un certo punto, riceve un'offerta di lavoro che le consente di rientrare in patria e la molla, senza problemi, ai genitori di Jimmy, amico d'infanzia di Grace.
I due decidono di prendersi cura della ragazza e la accolgono tra le mura della loro immensa villa!

Facciamo un'analisi di questa prima parte del romanzo. Grace è figlia di una ragazza madre (non è la prima e non sarà sicuramente l'ultima); nonostante i disagi, le due tutto sommato se la cavano: Grace va a scuola, cibo e abiti non le mancano... certo, non ha un tenore di vita alto, ma non sta neanche sotto un ponte.
Quando Marie viene a mancare, Grace non finisce in qualche casa famiglia né viene affidata a gente poco raccomandabile: prima va a vivere con la migliore amica della madre e poi con i genitori del suo migliore amico; genitori che, diciamolo, la trattano come fosse una figlia, non le fanno mancare nulla, sono moooooolto ricchi e si offrono persino di pagarle gli studi universitari, cosa che lei rifiuta perché "oddio che schifo il capitalismo".

Quando Grace è adolescente scopre chi sia suo padre e si rende conto che si tratta di un uomo importante e facoltoso. Questa scoperta suscita in lei tutta una serie di emozioni negative che la porta a decidere di sterminare l'intera famiglia paterna. Sì, avete capito bene: l'adolescente Grace pianifica la morte di tutto il ramo paterno. E pensare che io e la Bacci ci lamentavamo dei malumori dei nostri figli! Che dilettanti  abbiamo cresciuto!
Appena terminati gli studi, Grace lascia la villa dei genitori di Jimmy e va a vivere da sola, unico modo, secondo lei, per pianificare tranquillamente gli omicidi.
In questa parte del romanzo, assistiamo alla noiosa vita di Grace che si barcamena tra lavori vari e piani strampalati per arrivare vicina ai familiari e farli fuori.
Ed è qui che la storia entra nel vivo: prima i nonni paterni, uccisi simulando un incidente stradale, poi tocca al cugino, un povero cristo che si è allontanato dalla famiglia d'origine per intraprendere un percorso di vita totalmente diverso; e infine tocca allo zio.

Parliamo degli omicidi? Ok! Per i nonni Grace decide di simulare un incidente stradale e cosa fa? Si fa prestare una macchina da un tizio conosciuto poche ore prima in aereo. Dai su, non fate quella faccia! Non ditemi che a voi non è mai capitato di incontrare qualcuno disposto a prestarvi un'auto senza manco sapere come fate di cognome. Ah no? Manco a me!
Fatti fuori i nonni, si passa al cugino, Alexander. Un ragazzo che, come detto, si allontana dalla famiglia per dedicarsi alla salvaguardia dell'ambiente. Grace si insinua nella sua vita, ci fa amicizia e si rende persino conto che lui non ha nulla a che fare con le persone che l'hanno rifiutata. Maaaaa... "e se tra qualche mese cambiasse idea e decidesse di tornare da loro?". Vorrai mai, Grace? Meglio evitare e farlo fuori! Quindi giù: qualche bicchiere di troppo e affoghiamo il cugino in uno stagno!
Per lo zio Grace deve ingegnarsi un po', ma è aiutata da una segretaria chiacchierona (pensate che culo ha sta ragazza!) che gli spiffera i vizietti del tizio.
Lo ammetto: è stato proprio l'omicidio dello zio a dare la mazzata finale alla mia voglia di leggere questo libro. Pensare a una nipote che soffoca lo zio in un locale di sesso estremo (non devo dirvi altro, vero?) è stato troppo persino per me!

La zia viene salvata dall'elogio funebre nel quale, davanti a centinaia di persone, ammette di aver sposato uno stronzo, un pervertito, uno, insomma, che non era proprio quell'amabile e simpatico uomo che loro conoscevano. Eh sì, saranno proprio queste parole a far desistere Grace dal far fuori anche lei, perché, povera donna, tutto sommato è stata una vittima. Vittima che, diciamolo, da vent'anni vive di agi e privilegi grazie ai soldi del marito!
Ed ecco che arriva il momento clou: è ora di far fuori gli ultimi tre elementi rimasti.
Per la matrigna, Grace si affida alla domotica. Dopo aver scoperto che la donna vive in un attico nel Principato di Monaco totalmente gestito dalle intelligenze artificiali, contatta un sorta di hacker sedicenne e, spacciandosi per un'adolescente, lo convince a darle una mano. Ovviamente, anche in questo caso abbiamo una cameriera compiacente che racconta tutto ciò che accade in casa e si presta persino a portare tra le mura domestiche un fantomatico apparecchio che dovrebbe registrare gli insulti che la padrona le rivolge.
La sorellastra, invece, è una passeggiata di salute: influencer scemotta che condivide tutta la sua vita su Instagram, si fa accoppare grazie alla sua allergia alla pesca.

Lo ammetto: questi due omicidi sono stati quanto di più ridicolo io abbia mai trovato tra le pagine di un libro, non penso valga la pena di spenderci parole!

E ora tocca a Grace. Ma come? Muore pure lei? No, ora è il momento di scoprire perché sta in galera! Jimmy, amico del cuore suo, conosce una ragazza, si innamora e le chiede di sposarlo. Peccato che lei e Grace non si possano soffrire e, durante la festa di fidanzamento, la tizia voli accidentalmente giù dal terrazzo sul quale è uscita a fumare assieme alla nostra eroina.
E vi giuro, il volo è stato davvero accidentale: la ragazza era ubriaca e, probabilmente, sotto effetto di qualche droga. Qual è la cosa più logica da fare quando si è in queste condizioni? Sedersi sul bordo della ringhiera! E puff... caduta, fatto tonf!
Peccato che tutti, incluso l'amico del cuore, dicano alla polizia che Grace e la ragazza-tonf si detestassero; quindi, ciapa chi, Grace finisce in galera con tanto di condanna a 18 anni di reclusione.

Quindi un incidente stradale, un ragazzo affogato in uno stagno, un uomo di mezza età morto in un sexy club, una donna bruciata viva nella sauna di casa e una ragazza uccisa da un succo di pesca e non parte manco mezza indagine (la morte nel sexy club si prestava a qualche approfondimento, eh!). Una tipa ubriaca e drogata e con un curriculum di squilibrio mentale che io al confronto sono sana di mente e niente: arrestiamo la rivale in amore che fa bello e facile!

Qui, però, arriva la svolta (svolta, vabbè!) del romanzo: mentre l'avvocato di Grace ricorre in appello e riesce a procurarsi delle registrazioni che provano l'innocenza della sua cliente, Simon sparisce. Stai a vedere che la squilibrata esce di galera e non ha più nulla da fare!
E infatti Grace torna a casa e cosa trova? Una lunga mail (ma lunga lunga, eh... almeno 40 pagine di libro) in cui un ragazzo si presenta come suo fratello. O meglio fratellastro.
Dai su, vi pare che un tipo come Simon non avesse ingravidato altre ragazze?

Henry, qualche anno meno di Grace, ha scoperto di essere figlio di Simon all'età di 23 anni, quando l'uomo che l'aveva cresciuto, il marito di sua madre e padre delle sue sorelle, è venuto a mancare.
Una zia pettegola, infatti, subito dopo il funerale ha la bella idea di dirgli che "ti ha cresciuto come fossi davvero figlio suo". E questo ci fa ricordare che l'alcool non andrebbe mai servito in queste occasioni!
Henry parla con la madre e scopre che sì, Cristopher, l'uomo che l'ha cresciuto, non era davvero suo padre.
Quando il ragazzo si rende conto che la madre e le sorelle rischiano di perdere la casa a causa dei debiti lasciati dal padre, pensa bene di rivolgersi a quello che è il suo genitore biologico.
Con l'inganno si presenta nel suo ufficio, gli spiega la situazione e gli chiede dei soldi. Simon non fa una piega e l'unica cosa che chiede, in cambio (e direi anche giustamente) è un test del DNA.

Quello che Henry non può immaginare è che Simon diventerà il suo incubo peggiore: avete presente le cozze? Quelle persone che vi si attaccano addosso e che voi cercate gentilmente di allontanare, ma loro si azzeccano ancora di più? Ecco, Simon è così, con l'aggravante di un carattere di merda!
Henry decide di scrivergli una lettera per dirgli che non vuole avere niente a che fare con lui, ma proprio quando sta per spedirgliela, Simon lo chiama dicendo che i suoi genitori sono morti in un incidente stradale (e qui ci ricolleghiamo all'inizio del romanzo).
Da lì, come sapete, parte una sequela di morti che colpiscono l'uomo e che portano Henry a non poterlo mai allontanare.

Ma quindi, che fine fa Simon? Quando Henry scopre dell'esistenza di Grace, decide di seguirla e quando, dopo varie vicissitudini capisce quale sia il piano della sorella, vive beato nell'attesa che sia lei a togliergli dalle scatole quel padre prepotente e invadente. 
Quando, però, Grace finisce in prigione, Henry si arrangia da solo e accoppa il padre. Ma visto che il ragazzo non è scemo e ha capito che Grace punta ai soldi, una volta fatto fuori il padre, contatta la zia sopravvissuta (quella che Grace salva perché "poverina, ci è cascata") e fa in modo di tagliare fuori Grace da ogni possibilità di mettere le mani sui soldi di famiglia.
Complice la compagna di cella di Grace, infatti, Henry ha in mano tutte le prove degli omicidi commessi dalla sorella e si premura di rammentarle che le conviene starsene zitta e buona (e no, non sta citando i Måneskin!)

Se dovessi trovare un pregio a questo romanzo, potrei dirvi che, tutto sommato, ha la capacità di stuzzicare la curiosità del lettore: quell'incipit che parla di un omicidio non commesso e di una sorpresa finale portano a voler capire.
Per il resto, è tutto un enorme fiasco! La scrittura è brutta, ma davvero tanto brutta: basica, elementare, fredda, iper-descrittiva; il romanzo è pieno di dettagli inutili, messi lì a riempire e riempire e riempire. Scarseggiano, invece, i dialoghi, che, quando sono presenti, risultano elementari come il resto del romanzo.
Stenderei un velo pietoso sulle coincidenze e la facilità con la quale Grace riesce a sterminare la famiglia paterna: neanche in un romance si arriva a così tanta pochezza!

Il personaggio di Grace è un personaggio negativo (e come potrebbe essere altrimenti?), ma è uno di quei personaggi negativi che non suscita alcun sentimento nel lettore: non la si ama ma non si riesce neanche a detestarla.
È fredda, calcolatrice, egoista, arrogante. Ma tutto ciò lo si capisce dalle sue azioni, perché le sue emozioni non ci vengono mai trasmesse. I suoi racconti hanno lo stesso guizzo emotivo della lista della spesa di un vegano!

Mi aspettavo un romanzo divertente, leggero, qualcosa che puntasse sull'ironia, ma evidentemente il sangue inglese dell'autrice ha prevalso: niente humor, siamo inglesi!




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2 comments

  1. Finalmente ho trovato una recensione che rispecchia il mio pensiero. Pensavo di essere l'unica visto che ho trovato 4 o 5 stelle ovunque. Io l'ho abbandonato, non posso perdere tempo a leggere un libro pieno di luoghi comuni, giudizi e pensieri politici non richiesti.

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  2. Teribbbbbole! Ho appena finito di leggerlo e, se la prosa di tutto il romanzo è elementare e senza particolari guizzi, la lettera finale del fratellastro rasenta il tema di terza media. Una cosa mi ha colpito però… in un passaggio della storia, lei parla di ‘quei romanzi da quattro soldi che compra la gente di fretta in aeroporto’. Io l’ho comprato proprio in aeroporto, di fretta, la settimana scorsa…. 😅😅😅😅

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