25 novembre 2013

BookCity Milano 2013. Una giornata di risate ed emozioni!

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In questi ultimi giorni si è fatto un gran parlare del BookCity che si è svolto a Milano da giovedì 21 a ieri, domenica 24 novembre.

È la seconda edizione di questa splendida manifestazione, che dà modo a noi lettori di incontrare i nostri autori, di dialogare con loro, di assistere a conferenze, presentazioni di libri, biblioteche erranti e tantissime altre attività.

Il mio BookCity, purtroppo, è sempre limitato ad uno solo dei 4 giorni. Non abitando a Milano, mi è purtroppo impossibile prendere parte a tutti e quattro i giorni dell'evento (mannaggia!).
Quest'anno, il giorno deputato alla mia incursione, è stato domenica 24. Come sapete bene, ieri c'era la possibilità di incontrare Glenn Cooper, autore che io adoro e che, per mia fortuna, ho avuto la possibilità di incontrare già lo scorso anno!

Alle 9.35, io, il NON LETTORE, la PICCOLA PESTE,  LaRoby (amica lettrice) e LaCamy (figlia non lettrice, ma col fidanzato milanese!) siamo saliti sul treno, direzione Milano!
Arrivati in stazione, LaCamy è sparita col fidanzato (beata gioventù!), mentre LaRoby si è imbarcata sulla metro, direzione Corso Buenos Aires, per incontrare il suo idolo, Mauro Corona!
Invece, io, il NON LETTORE e la PICCOLA PESTE, ci siamo diretti in piazza Duomo, dove abbiamo trovato ad attenderci il DOTTOR CONVERTINI! Lorenzo (detto anche il DOTT. CONVERTINI) è un ragazzo che ho avuto il piacere di conoscere lo scorso anno, proprio durante il primo incontro con Glenn Cooper. Abbiamo fatto amicizia ed è stato quasi naturale e scontato rincontrarsi in questa seconda occasione!

Ci siamo diretti subito alla Mondadori, dove un deficiente commesso ci ha spediti nel posto sbagliato (e noi che pensavamo di essere i primi!). Rimediando all'errore, ci siamo diretti al secondo piano, dove, fortunatamente, la fila era ancora abbastanza esigua!
E qui scatta la prima meraviglia della giornata! Mentre ero in fila a chiacchierare con Lorenzo, una carinissima ragazza si è avvicinata a me, chiedendomi: "Tu sei La Libridinosa?".
IMG-20131124-WA0023Riuscita a capire cos'ho provato in quel momento? Ero un misto di emozione, felicità, stupore... Il mio blog è nato quasi per caso, senza pretese. Era solo un modo per condividere ciò che, invece, ho sempre tenuto per me: le mie misere opinioni, i miei pensieri su ciò che leggo. Se questo blog va avanti è merito vostro, perché siete uno stimolo continuo, mi spronate, mi aiutate, mi seguite con tanto affetto che, spesso, mi sento debitrice nei vostri confronti!
E quando ieri, Marta (questo è il suo nome), mi ha riconosciuta, si è avvicinata per salutarmi, mi ha fatto capire ancora di più quanto questo blog sia vostro!

IMG-20131124-WA0040Glenn Cooper è stato abbastanza puntuale. L'incontro era fissato per le 12 e lui arrivato intorno alle 12.10. Ha subito iniziato a firmare le copie dei libri che tutti noi avevamo portato, è stato disponibile con tutti, gentile come sempre, divertente, carino! Il suo rapporto con noi è lettori è quasi unico: sembra sempre uno di noi, si ha sempre la sensazione che, se potesse, verrebbe a mangiare una pizza con ognuna delle persone presenti in sala!
Quando è toccato a me e al DOTTOR CONVERTINI è stata festa! Il DOTTOR CONVERTINI ha consegnato a Glenn i confetti della sua laurea, poi gli ha chiesto una piccola parte in un eventuale film tratto da La Biblioteca dei morti, sentendosi rispondere che potrebbe essere Will Piper!

 


Considerando che il DOTTOR CONVERTINI ha dichiarato di essere disposto a lavorare gratis, potremmo certamente affermare che a Glenn dovrebbe andare bene!
A quel punto, ovviamente, toccava a me! Cos'ho consegnato io a Glenn? Che domande! Il segnalibro della Libridinosa!
Glenn, carinissimo, ha autografato la foto che avevamo fatto lo scorso anno e... ha dimenticato di autografarmi il libro! Tranquilli, grazie a Lorenzo, abbiamo rimediato!

Potevano mancare le foto di gruppo? NO!

Infine, mentre Glenn continuava a firmare autografi1424494_10202441587951764_1581010610_n e parlare con tutti, io e il DOTTOR CONVERTINI siamo andati a prendergli un caffè. È noto ai più affezionati quanto Glenn ami l'espresso italiano! Potevamo esimerci? E pare anche che sia stato gradito!

Concluso l'incontro con Gleen Triste, mentre il DOTTOR CONVERTINI rientrava a casa, io ho recuperato LaRoby, in estasi totale per aver incontrato Mauro Corona, per essersi fatta autografare il libro e aver fatto le foto con lui!

Dopo pranzo, era d'obbligo un giro fatto per bene in libreria. La prima tappa è stata alla Feltrinelli, dove so per certo di trovare i prodotti della Gorjuss. E, infatti, ecco cosa ho preso questa volta

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Tazza e segnalibro perfettamente in tema col blog!

Da lì, subito alla Mondadori, dove, immancabilmente, ho acquistato 4 libri. Uno, quello di Bianchini, come sapete l'ho già letto e recensito, in quanto, non avendo la pazienza di aspettare sino a ieri, lo avevo già preso in e-book!

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Terminati gli acquisti, io, LaRoby, il NON LETTORE e la PICCOLA PESTE, siamo andati alla Sala Logan, nei pressi del Castello Sforzesco, dove ho avuto il piacere di incontrare, ascoltare e parlare con Andrea Vitali (il mio nonno scrittore!).
Lo immaginavo più basso e più anziano, sinceramente! Per il resto, devo dire che è proprio una persona squisita! È un uomo semplice ed una fonte di aneddoti di vita vissuta che è un piacere ascoltare!
L'atmosfera era molto particolare: una piccola stanza, una poltrona in cui era seduto lui e poche persone, non più di una ventina, ad ascoltarlo, rapite dai suoi racconti, dal suo modo di leggere, dalla sua semplicità!

Vitali ci ha prima letto/raccontato la trama del suo prossimo libro. Poi ha parlato con noi, rispondendo a tutte le nostre domande e, infine, ci ha raccontato degli aneddoti relativi alla suo quotidianità come medico di base in un piccolo paese sul lago!
È stato veramente emozionate incontrarlo e, soprattutto, credo che proprio l'atmosfera di nicchia, l'ambiente così raccolto, hanno contribuito a creare un'atmosfera perfetta! Un po' come quella che ho sempre immaginato leggendo i suoi libri: un nonno che racconta, un ambiente caldo e io accanto a lui.

Incontro con Andrea Vitali

 

 

La serata si è conclusa con una bellissima visione del Castello Sforzesco

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Che dire? Di giornate così, per quanto stancanti, ce ne vorrebbe almeno una ogni mese!
La compagnia de LaRoby è stata foriera di tante risate, anche se non vi dirò mai perché (ci tengo alla sua amicizia!) e di tante chiacchiere. Incontrare nuovamente il DOTTOR CONVERTINI dopo un anno è stato un immenso piacere (adesso, facciamo in modo che non passi un altro anno, ok?!). Essere immersa in un ambiente ricco di libri, di autori, di lettori, è stato come trovarsi nell'ambiente a me più congeniale!

Per quest'anno è tutto, vi rimando al prossimo BookCity e vi lascio con un'immagine de La Libridinosa e de LaRoby!

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P.S.: Il prossimo anno sarà d'obbligo la presenza della Capetta!

P.S.2: Domenica prossima andrò a Varese ad incontrare Luca Bianchini!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

P.S.3: so che questo post è lunghissimo, ma le cose da raccontarvi erano proprio tante!

20 novembre 2013

Recensione 'La cena di Natale di Io che amo solo te' di Luca Bianchini - Mondadori





Titolo: La cena di Natale di Io che amo solo te
Autore: Luca Bianchini
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione:19 novembre 2013
Pagine: 227
Prezzo: 12.00 €
Versione e-book: 4.99 €
Trama: È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po' più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no.
La più sconvolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, "colpevole" di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il "Petruzzelli", in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L'obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. E Ninella, che a cinquant'anni è ancora una guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta "biondo Kidman", che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella.
Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ossessionata dalla verginità (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia (Chiara e Damiano) in cui il marito forse ha messo incinte due donne, e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano su pergamena undici menù, in cui spicca il "supplì alla cozza tarantina" preparato con il Bimby.
Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate  e risate, ne succederanno di tutti i colori. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all'altra.
Chi si è divertito con Io che amo solo te e vuole sapere che fine hanno fatto i suoi indimenticabili protagonisti, li ritroverà qui con le loro nuove avventure. Chi non li conosce ancora, avrà modo di scoprirli a questa Cena di Natale dove saranno più in forma che mai.

Voti
Trama  8
Personaggi  10
Stile  9
Incipit  10
Finale  9
Copertina  10
Voto complessivo  9.3


Eccoci di nuovo qui, a Polignano a Mare. Damiano e Chiara sono sposati ormai da qualche mese e stanno provando ad avere un figlio. Pascal (il truccatore) e Mariangela (la migliore amica di Chiara) sono ormai una cosa sola, tanto da essere definiti MariangelaPascal (unica parola, senza intermezzi e senza respiri!). Annunziata, Nancy per gli amici, la sorella di Chiara, sogna ancora di perdere la verginità.
E Ninella e don Mimì? Perché, diciamocelo, chi ha letto Io che amo solo te, ha condiviso con Chiara le ansie di una ragazza giovane in procinto di sposarsi, ha riso davanti al menù multi portate tipico dei matrimoni del sud; ma, in fondo, tutti ci siamo innamorati di Ninella e don Mimì, i due consuoceri, innamorati da una vita, che, finalmente, coroneranno (anche se in parte) il loro sogno d'amore!
E, quindi, con questo nuovo libro, vogliamo tutti sapere cosa ne è stato dei due consuoceri e della loro storia d'amore! E quale miglior occasione del Natale per riunire ancora una volta le due famiglie?
Così, quando il giorno della vigilia, Matilde, moglie di don Mimì Scagliusi, re delle patate di Polignano a Mare, riceve in dono un anello con smeraldo, decide improvvisamente di organizzare un cenone per riunire tutta la famiglia, ma, soprattutto, per fare sfoggio, davanti alla consuocera-rivale tanto odiata, del magnifico regalo di suo marito!
Da questo spunto prende vita una serata in parte tragicomica, in parte romantica! Casa Scagliusi, detta anche il Petruzzelli, illuminata a festa e con un enorme albero, diventerà teatro di confessioni, riavvicinamenti, sparizioni improvvise...
Davanti ad un menù su pergamena con angioletti, rigorosamente scritto a mano da Orlando, Matilde cercherà di ribadire il suo ruolo ufficiale di "moglie di don Mimì". Peccato che, grazie allo zampino di zia Dora, appena arrivata da Castelfranco Veneto con una serie di pacchi pieni di regali riciclati, Ninella e don Mimì riusciranno ad avere, nuovamente, un momento tutto loro!
Chi mi conosce, chi mi frequenta, chi si è semplicemente ritrovato a gravitare nell'arco del mio respiro negli ultimi mesi, chiunque mi abbia chiesto: "Mi consigli un libro?", si è sempre sentito rispondere: "Leggi Io che amo solo te".
L'ho acquistato quasi per caso, attirata un po' dalla trama, un po' dalla copertina! Non so perché, ma quei due peperoncini in copertina attiravano il mio sguardo!
L'ho letto, anzi l'ho proprio divorato e, da quel momento, l'ho consigliato ad una schiera così vasta di persone che, ormai, nel mio giro di amici/parenti/fedeli del blog non c'è una persona che non l'abbia letto ed apprezzato.
Ancora oggi, a distanza di mesi, io e Stefania (la mia Capa, colei che ha tirato definitivamente fuori La Libridinosa che è in me) ci scriviamo battute che rimandano al libro e che capiamo solo noi! Siamo diventate le Signore Photographer e abbiamo in mente di far sposare i nostri figli tra loro solo per poter organizzare un matrimonio identico in tutto a quello di Damiano e Chiara!
Quando ho saputo dell'uscita di questo nuovo romanzo, ho scritto a Stefania che "torna Vito"! E quando IL NON LETTORE (sempre mio marito!) mi ha detto: "Vabbè, tanto domenica andiamo a Milano, lo compri lì", l'ho guardato stranita e ho pensato: "Domenica? Ma il libro esce martedì. Mica posso aspettare sino a domenica per sapere cosa ne sarà di Ninella e don Mimì". Così, ieri mattina, mi sono alzata mezz'ora prima del solito (e io mi alzo già presto, ve lo assicuro!), ho acceso il mio Kobetto e ho acquistato l'e-book! L'ho letto, anzi, anche questa volta, l'ho divorato. Praticamente, ieri sera, mi sono addormentata con la faccia sul Kobetto e stamane ho ripreso da dove mi ero fermata, cioè a 10 pagine dalla fine. Perché io, la Signora Photographer, non posso aspettare sino a domenica. Quindi, caro NON LETTORE, domenica comprerò il cartaceo e lo riporrò direttamente in libreria, accanto al suo predecessore!
Detto questo, posso dire tranquillamente che, anche questa volta, Luca Bianchini è stato in grado di coinvolgermi, di farmi ridere, di farmi commuovere e di farmi mandare non so quanti messaggi con whatsapp all'altra Signora Photographer che, povero suo marito, rideva girando per casa senza alcun apparente motivo!
Mi piace! Mi piace il modo di scrivere di Luca, mi piace il modo che ha di far sentire il lettore un po' protagonista, come se fosse stato invitato a quel matrimonio  e, questa volta, si ritrovasse alla stessa tavola degli Scagliusi, con in mano i menù in pergamena e il servizio di piatti "Uccelli di Rovo"!
Particolarmente belli, in questo libro, sono anche i ringraziamenti finali dell'autore. Voi li leggete? Io sempre. E li leggo sempre prima di iniziare il libro.
Ma non sarei mai riuscito a riprendere in mano Ninella e don Mimì se non fossi stato investito da un'onda gigante di affetto da parte dei lettori.
Grazie di cuore a ciascuno di voi, che mi avete riempito di parole e abbracci e torte e peperoncini più di quanto meritassi. Grazie ai lettori "silenziosi", che si sono semplicemente ritrovati nelle mie avventure, e a quelli che mi hanno scritto, cui non sempre sono riuscito a rispondere. Ho però letto ogni volta con gioia: le nuove vicende di Nancy e Orlando sono anche figlie dei vostri commenti.
Ecco, questo è ciò che ho pensato quando ho saputo dell'uscita di questo nuovo libro: vuoi vedere che, a forza di parlarne tra lettori, che a forza di pubblicizzarlo, a Luca sia venuto in mente di farci sapere cosa ne sarà di Chiara, Damiano, Ninella, don Mimì e tutti gli altri?
Questo è uno di quei casi in cui uno scrittore accontenta realmente il lettore! Bravo, Luca! Bravo per come scrivi, bravo per la persona che sei.
Adesso, posso proporre una petizione? Io vorrei tanto sapere se Chiara avrà un piccolo Mimì e che ne sarà di Orlando e del suo nuovo amore! Luca, fai un po' tu! Magari, durante i tuoi viaggi in treno, ti viene voglia di organizzare una grigliata di Pasquetta!!
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L'autore: Luca Bianchini è nato nel 1970 a Torino, dove torna appena può. Per Mondadori ha pubblicato i romanzi Instant Love (2003), Ti seguo ogni notte (2004), Se domani farà bel tempo (2007), Siamo solo amici (2011) e le nozze pugliesi di Io che amo solo te (2013), che gli hanno fatto scoprire ed amare una terra meravigliosa. Nel 2005 ha scritto la biografia di Eros Ramazzotti Eros – Lo giuro.
Collabora con "la Repubblica" e "Vanity Fair", per cui tiene il blog "Pop up". Dal 2007 conduce "Colazione da Tiffany" su Radio 2.
Sogna di avere un trullo con ulivo secolare e amaca per scrivere e ospitare gli amici.

13 novembre 2013

Recensione 'Un uomo disponibile' di Hilma Wolitzer - Feltrinelli

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Titolo: Un uomo disponibile
Autore: Hilma Wolitzer
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione:18 settembre 2013
Pagine: 283
Prezzo: 15.00 €
Versione e-book: 9.99 €
Trama: Perché mai una donna sana di mente dovrebbe prendersi la briga di interessarsi a un uomo non più giovane e stempiato, uno che insegna scienze alle medie e che, come passatempo, stira oppure fantastica per ore su come clonare la moglie defunta? È ciò che si domanda Edward Schuyler quando, scapolo "di ritorno", scopre che i figli hanno pubblicato un'inserzione a suo nome tra gli annunci per cuori solitari della sua rivista preferita.
Rimasto vedono a più di sessant'anni, il timido e riservato Edward è ben lungi dal sentirsi pronto a tornare sulla piazza e ad aprire il proprio cuore un'altra volta. Eppure, quando viene sommerso da lettere, telefonate e inviti, deve arrendersi all'evidenza: il mondo è pieno di donne in gamba, single e piacenti, ma un uomo in salute, gentile e "libero" è merce rara.
Diviso tra il senso di colpa all'idea di voltare le spalle al proprio passato e il bisogno di tornare a sorridere al futuro, riuscirà Edward a essere di nuovo disponibile e felice?

Voti:
Trama  7
Personaggi  7
Stile  7
Incipit  8
Finale  8
Copertina  9
Voto complessivo  7.7


La sinossi di questo libro ci fa credere che ci troveremo a leggere uno di quei libri sempre in grado di far sorridere un lettore.
Invece, non è così. O meglio, si sorride, ma si piange anche e, soprattutto, si riflette, anche se tutto viene fatto in leggerezza!
L'autrice ci racconta la storia di Edward Schuyler, professore di scienze in una scuola media, quasi sessantacinquenne, vedovo di Bee, morta a causa di un cancro al pancreas.
Edward e Bee si sono conosciuti e innamorati tardi. Da giovane, Edward era stato sul punto di sposare Laurel, una sua collega, insicura, gelosa, con notevoli scatti di rabbia che lo aveva abbandonato all'altare.
Dopo questa traumatica esperienza, Edward era diventato un farfallone, restio a qualunque tipo di impegno, sino al giorno in cui, durante il matrimonio di una coppia di amici, incontra Beatrice, detta Bee, divorziata malamente e con due figli a carico.
L'amore tra loro nasce e cresce ed Edward
da un giorno all'altro, era diventato un marito, un patrigno, un abitante dei sobborghi, un uomo con un mutuo, un osservate di uccelli e un pendolare. Non si era mai sentito così felice in tutta la sua vita.
Tutto va bene fin quando, improvvisamente, Bee scopre di avere un cancro al pancreas e muore.
I ragazzi sono ormai grandi; Nick è sposato e Julie vive fuori casa ormai da un po', quindi Edward si trova a dover fare i conti con un'improvvisa e alienante solitudine.
Sino al giorno in cui Julie e Amanda, la moglie di Nick, decidono di mettere un annuncio in una di quelle rubriche per cuori solitari
Uomo di scienza. Colto e gentile, stempiato ma attraente. Nostro padre, rimasto vedovo, è l'uomo ideale per la donna giusto. New Jersey/New York città.

Sarà così che Edward si troverà sommerso di lettere di aspiranti compagne: vedove, divorziate, single... A quanto pare, il mondo è pieno di donne in cerca di un compagno!
Inizialmente, Edward è un po' restio a rimettersi sul mercato, ma poi fa un tentativo e comincia ad uscire con varie donne.
E qui, ovviamente, scatta la prima riflessione: dopo tanti anni di matrimonio, quanto può essere difficile ricominciare da capo? Il matrimonio, che lo si voglia o meno, è anche una sorta di tana sicura, di abitudini consolidate, di complicità costruita nel tempo.
Ogni volta che Edward conosce una donna diversa, in lui si acuisce la mancanza di Bee
...quel senso di sicurezza, i deliziosi, equilibrati, prevedibili giorni del loro matrimonio.
Sarà un percorso lungo e non sempre facile quello che Edward dovrà affrontare prima di incontrare nuovamente la donna giusta.
Il libro è veramente carino, si legge velocemente e non stanca mai. Anche se, come detto, dalla sinossi ci si aspetterebbe di ridere molto, non posso affatto ritenermi delusa e devo ammettere che è stato uno dei migliori acquisti di quest'anno!

L'autrice: Hilma Wolitzer  è nata nel 1930 a Brooklyn, New York, e vive con il marito tra Manhattan e Long Island.
Ha iniziato la sua carriera letteraria con una raccolta di racconti e, in seguito, ha scritto numerosi romanzi. Ha tenuto corsi di scrittura all'Università di New York, alla Columbia e all'Università dell'Iowa, dove ha avuto tra i suoi allievi Michael Cunningham.
Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio per la letteratura dell'American Academy of Arts and Letters, e borse di studio dalla Fondazione Guggenheim e dalla National Education Association.
La mia valutazione: Photobucket - Video and Image HostingPhotobucket - Video and Image HostingPhotobucket - Video and Image HostingPhotobucket - Video and Image Hosting

11 novembre 2013

Recensione 'Sto bene è solo la fine del mondo' di Ignazio Tarantino - Longanesi




Titolo: Sto bene. E' solo la fine del mondo
Autore: Ignazio Tarantino
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione:15 maggio 2013
Pagine: 300
Prezzo: 14.90 €
Versione e-book: 9.99 €
Trama: "It's the end of the world as we know it (and I feel fine)" cantavano i R.E.M. alla fine degli anni Ottanta e con loro tutti gli adolescenti di quel periodo. Tutti tranne Giuliano, per il quale la libertà di poterla cantare a squarciagola è stata una difficile conquista. Giuliano è l'ultimo nato di una numerosa famiglia meridionale. Sua madre, Assunta, è una donna mite e devota che ha annientato se stessa per occuparsi dei figli. Il padre è un depresso cronico, che sfoga in modo violento la sua frustrazione. Un giorno Assunta accoglie in casa due sconosciuti in abiti eleganti che, annunciandole l'imminente giudizio di Dio, le promettono la felicità e la salvezza eterna destinate agli "eletti". L'ingresso di Assunta in seno alla "Società" porterà a drastici cambiamenti nella sua vita e in quella dei suoi figli, costretti loro malgrado a condividerne la scelta. Soprattutto Giuliano, combattuto tra il desiderio di assecondare le imposizioni e le manie religiose di una madre sempre più ossessionata dal peccato e il tormento che gli procura una vita di privazioni incomprensibili: l'isolamento a scuola, un amore soffocato e vissuto come colpa da nascondere, le sue giornate non più scandite da feste, partite di pallone o gite al mare ma dalle cupe assemblee nella "Sala del Regno" e dal servizio di testimonianza porta a porta.

Voti:
Trama  8
Personaggi  8

Stile  9
Incipit  7
Finale  8
Copertina  9
Voto complessivo  8.1


Non è semplice recensire questo libro. Non è semplice cercare di entrare nella testa di una persona (di tante persone) che accettano che la loro religione li privi di tante, troppe cose; che limiti la loro libertà, la loro vita, i loro affetti. Non è semplice, ma devo farlo.
Giuliano Flavio (ma basta anche solo Giuliano !) è il sesto di sei fratelli: Giulia, Caterina, Ivo, Lorenzo e Maria. Ed è figlio di Assunta e Valerio.
Vive con la sua famiglia in una vecchia casa in affitto, circondato dall'amore della madre che lo ha voluto a tutti i costi e dal padre, che picchia, beve, urla e bestemmia.
La vita di Giuliano ha un punto di rottura, quando lui ha 6 anni e, un giorno qualunque, dei testimoni di Geova si presentano alla porta di casa sua e, complice la debolezza della madre, costantemente sottoposta ai soprusi del marito, instillano in lei l'idea della vita eterna, della salvezza. E da qui, parte tutto: il cambiamento della madre, che decide di aderire alla Società e porta con sé i suoi figli. Intraprende un percorso che la porterà a tutto ciò che noi, sommariamente, conosciamo: i peregrinaggi porta a porta per diffondere la parola, il rifiuto delle trasfusioni di sangue, un certo codice nell'abbigliamento e nello stile di vita
Le palestre erano il territorio del male, lo sport un cancro mascherato da nobile passatempo, le gonne sopra il ginocchio facevano parte delle tentazioni carnali, i video musicali erano un'aberrazione infernale, i testi delle canzoni dei Beatles erano satanici, il bikini produceva pensieri licenziosi.
Giuliano, come i suoi fratelli più grandi, si troverà, suo malgrado, coinvolto in uno stile di vita che sente non appartenergli. Si troverà a dover rinunciare a tutto ciò che per lui, sino a quel momento, era stato normale: le gite coi compagni di scuola, i lavoretti di Natale, l'albero, il presepe, le feste di compleanno, lo sport...
Tutto ciò che per i suoi compagni è quotidianità, per lui è peccato, perché la Società lo vieta.
Di tutti i suoi fratelli, Giuliano è quello che, anche se solo interiormente, manifesta sempre più dubbi e perplessità relativamente alla scelta della madre. E' quello che, davanti ad un mini completo beige con tanto di cravatta e valigetta storce il muso e chiede di non indossarlo; anche se poi lo fa, per non scontentare la madre. E' lui che, durante gli anni delle superiori, conosce Sara e comincia a vivere una doppia vita, Dottor Jekyll e Mister Hide, come dice lui stesso: da una parte, l'adolescente alla sua prima cotta, che cerca di nascondere la sua vita reale alla ragazza che gli piace; dall'altra, il membro della Società che fa di tuto per non contravvenire alle regole.
Il secondo punto di rottura nella vita di Giuliano si manifesta quando suo fratello Ivo viene colpito da una fucilata e, arrivati in ospedale, tutti si rifiutano di firmare i moduli per la trasfusione di sangue che gli salverebbe la vita. Da lì, Giuliano decide che la sua vita deve essere dedita al divulgamento della parola, a cercare di salvare anime e abbandona tutto, anche Sara.
Andando avanti nella sua missione, però, Giuliano si renderà conto delle molte incongruenze della sua religione, delle contraddizioni che la contraddistinguono e, alla lunga, riflettendo e studiando, decide di lasciare la Società.
<>Con questa dichiarazione cominciò la mia vita da reietto.
Ecco cosa accade a chi decide di lasciare, di tornare alla vita di sempre, agli amici, alla musica, alla gente. E questo è ciò che succede anche a Giuliano: la sua famiglia lo isola, gli rivolgono appena la parola.
Come ho detto, è un libro difficile da commentare, da giudicare. L'argomento religione è qualcosa di troppo personale per poter dire questo è giusto, quello è sbagliato.
Di sicuro, una sensazione che si prova durante tutta la lettura è lo sgomento per ciò che la Società impone ai suoi fedeli: regole assurde, divieti, lavaggi mentali.
Una certezza che ho avuto durante tutta la lettura e che ha trovato conferma nelle ultime pagine, è che si trattasse di un romanzo autobiografico. Troppi dettagli, troppi particolari, troppa precisione nel descrivere certe sensazioni. Sono emozioni che non si possono descrivere se non si sono provate sulla propria pelle. E infatti,
Ho  scelto l'artificio letterario del racconto autobiografico di Giuliano per rendere più efficace una vicenda che mi sembrava importante rendere nota. Alcuni fatti raccontati da Giuliano li ho vissuti direttamente, altri li ho osservati da vicino. Avrei potuto scrivere questa storia anni fa, subito dopo la mia espulsione, ma non mi sentivo pronto.
E' la prima opera di questo autore e, sinceramente, lascia l'amaro in bocca: pensare che, ancora oggi, una madre è in grado di rinnegare un figlio in nome di un Dio è qualcosa di assurdo; pensare che una religione debba privare una persona delle sue idee e della sua libertà, è qualcosa di difficile da digerire. Credo che Tarantino abbia fatto bene a scrivere questo romanzo, a parlare di ciò che ha dovuto vivere, perché è giusto che la gente sappia, che possa essere libera di decidere cosa fare della propria vita.
L'autore: Ignazio Tarantino è nato a Monopoli e vive a Firenze, dove lavora nel campo dell'arte contemporanea.
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9 novembre 2013

Recensione 'Il mistero dei Giardini di Hampton Court' di Julia Stuart - Corbaccio



Titolo:
Il mistero dei giardini di Hampton Court
Autore: Julia Stuart
Editore: Corbaccio
Data di pubblicazione:
11 luglio 2013
Pagine: 359
Prezzo: 18.60 €
Versione e-book: non disponibile
Trama: Quando la principessa Alexandrina, detta Visù, si ritrova senza un soldo in tasca in seguito alla morte del padre, il Maharaja del Punjab, la Regina Vittoria le concede un appartamento all'interno del palazzo di Hampton Court, dimora di tante vedove di ufficiali e di aristocratici decaduti.
Ad Alexandrina non resta che accettare, benché la residenza, a quanto pare, sia infestata dai fantasmi, e porta con sé la fedele governante Pooki. A parte i fantasmi, la vita non è così male e la principessa fa amicizia con una serie di eccentrici quanto simpatici personaggi, fra cui tre vedove che la invitano al tradizionale picnic di Pasqua dei residenti di Hampton Court, per il quale Pooki cucina un pasticcio di piccione.
Ma il generale Bangshot muore all'improvviso proprio dopo aver assaggiato il pasticcio e nel suo corpo vengono trovate tracce di arsenico: ce n'è abbastanza per incriminare Pooki e per gettare nella disperazione Alexandrina che tuttavia non si arrende all'evidenza dei fatti e incomincia a indagare per conto suo, scoprendo molte verità scomode sui suoi vicini di casa che, per una ragione o per l'altra, avevano tutti ottimi motivi per far fuori il vecchio generale...

Voti:
Trama  7
Personaggi  6
Stile  7
Incipit  8
Finale  6
Copertina  10
Voto complessivo  7.3


Un giallo vittoriano. Non se ne trovano molti scritti di recente. Ed è un libro ben fatto, anche se, a tratti, un po' lento e, a volte, la trama sfocia alquanto nella banalità.
Siamo nella residenza di Hampton Court, HamptonCourtdove visse il Cardinale Wolsey, favorito di Re Enrico VIII, che poi ne prese possesso.
Da qualche tempo, nessun sovrano vi risiede più e Hampton Court è diventata una residenza di cortesia per le vedove di guerra e i nobili in difficoltà economiche.
Alexandrina, detta Visù, vi si trasferisce un anno dopo la morte di suo padre, il Maharaja del Prindur.
Quando il piccolo stato venne annesso alle colonie inglesi, il Maharaja divenne un rifugiato politico e crebbe in Inghilterra, dove sposò una donna inglese, la madre di Visù, morta durante il parto della seconda figlia.
Quando il padre di Visù muore, la Principessa scopre di essere in bancarotta e la Regina Vittoria le offre gentilmente di trasferirsi in uno degli alloggi di cortesia ricavati nel palazzo di Hampton Court.
Visù e Pooki, la sua cameriera indiana, si trovano costrette a dover accettare. Dopo aver venduto tutti gli animali del Maharaja, si trasferiscono.
La loro permanenza, però, è funestata dall'improvvisa morte del generale Bagshot. Inizialmente, il medico attribuisce la morte del generale al colera. Ma dopo una lettera sospetta, il coroner decide di far riesumare la salma del generale e far eseguire un'autopsia da un altro medico.
Si scopre così che nel sangue del generale vi è presenza di arsenico.
Da qui in poi si articola tutta la storia, con un intreccio di sospetti e con la Principessa Visù che cercherà in ogni modo di scoprire il colpevole per salvare Pooki, che viene ingiustamente accusata in quanto il generale ha iniziato a star male dopo aver mangiato uno dei suoi pasticci di piccione.
La trama, come detto, scorre abbastanza bene, non vi sono grandi colpi di scena, ma, sicuramente, non ci si annoia durante la lettura.
Le pecche di questo libro, a mio parere, sono, innanzitutto, una traduzione mooooolto tirata e parecchi refusi che rendono il lettore nervoso. Già dal risvolto di copertina, vi è il primo errore: la principessa Alexandrina viene definita Minky, soprannome che sparirà totalmente nella storia, dove, fin da subito, Alexandrina verrà chiamata Visù.
Molte le disattenzione del correttore di bozze: parole saltate o ripetute più di una volta, mancanza di congiunzioni, di punteggiatura, errori ortografici, portano chi ha acquistato il libro a pentirsi di aver speso 18.60 €.
Da una casa editrice come la Corbaccio ci si aspetterebbe una maggiore attenzione.
Per quanto riguarda la storia in sé, invece, ho trovato una certa fretta, da parte dell'autrice, nell'arrivare alla fine della storia. Tanto si è dilungata nella descrizione di particolari (a volte anche superflui) durante la storia, quanto ha accelerato negli ultimi capitoli, tralasciando totalmente quelli che erano gli sviluppi della nascente storia d'amore tra Visù e il dottor Henderson.


L'autrice: Julia Stuart, inglese, vive a Londra. È stata giornalista dell'Indipendent e dell'Indipendent on Sunday. I suoi romanzi, Monsieur Ladoucette e Il club dei cuori solitari (anche in edizione TEA) e Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra sono stati pubblicati con successo in Italia da Corbaccio.
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