28 aprile 2017

Recensione 'Caterina della notte' di Sabina Minardi - Piemme

Catherine ha quarant'anni e un forte senso di vuoto dentro. Forse per colpa di David, l'uomo che ha accanto, ma che da tempo non sente più vicino; o forse è la convivenza con il padre - da sempre per lei madre e padre insieme - che è diventata troppo ingombrante. Per questo, il giorno in cui le viene recapitato un manoscritto sulla scrivania dell'ufficio, Catherine si lascia completamente travolgere dalla lettura. Quella che scorre tra le pagine è una storia antica, ambientata nella Siena dov'è nata ma che non ha mai più visto. Ed è scritta in italiano, la lingua madre di cui serba un ricordo sfocato. Protagonista una santa che porta il suo nome, Caterina. 
A narrare è una donna che nel 1380 vive nello Spedale di Santa Maria della Scala, luogo di cura dei malati e di assistenza per i "gettatelli", rifugio di viandanti e pellegrini lungo la Via Francigena. Un ospedale, sorto intorno all'anno Mille, crocevia di culture diverse ed emblema di convivenza tra laici e religiosi, tra ricchi, poveri, artisti, gente in cammino: uomini e donne che deviano dalla loro strada, in cerca di sé. In quel luogo straripante di vita, la donna è costretta a non vedere mai la luce del giorno, per una colpa segreta che porta fin dalla nascita.
Tra quelle pagine oscure e appassionanti, Catherine trova qualcosa che la spinge verso la sua città natale e verso la madre, morta quando lei era bambina, e della quale nessuno parla mai. Seguendo il racconto di Giovanna, quelle vite così lontane si fanno sempre più vicine. E, scoprendo il segreto che lega Giovanna allo Spedale e a santa Caterina, Catherine riuscirà a svelare i misteri del suo passato e a ritrovare se stessa.


Titolo: Caterina della notte
Autore: Sabina Minardi
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 18 aprile 2017
Pagine: 384

Trama: 3  Personaggi: 2  Stile: 3 


27 aprile 2017

Diario di Bordo - Tempo di Libri... parliamone seriamente (o almeno proviamoci!)


Dopo aver sproloquiato raccontandovi della settimana trascorsa con Anima Ciambella, è arrivato il momento di fare la blogger seria (Bacci lo so che stai ridendo!) e di fare un bilancio su questa prima edizione di "Tempo di Libri".
Non penso di dovervi spiegare cosa sia "Tempo di Libri", anche se, tecnicamente parlando, è stata definita la fiera dell'editoria, a differenza del "Salone Internazionale del Libro di Torino" che, come definizione spiega, è un vero è proprio salone del libro.
Qual è la differenza tra le due cose? Sinceramente, da lettrice e da blogger, non saprei spiegarvela (ma magari è un limite mio che non vivo i lati tecnici delle due manifestazioni).

Personalmente ho preso parte al Salone del Libro di Torino per tre anni consecutivi. Il primo anno l'ho vissuto più da lettrice che da blogger, perché La Libridinosa aveva preso vita da un paio di mesi appena. Gli ultimi due anni, invece, li ho vissuti munita di badge ed accredito. A fronte di questo, penso di poter fare un raffronto tra i due eventi e dire anche la mia!
Innanzitutto, ci tengo a sottolineare il fatto che mi ha davvero infastidita questa pseudo-guerra che è stata messa in atto sia dai due comitati direttivi, che hanno trascorso gli ultimi giorni facendo raffronti numerici assolutamente inutili, che dagli stessi partecipanti (e non) che hanno quasi creato delle fazioni calcistiche a colpi di "W Milano" o "W Torino".

Io qui esprimo, ovviamente, il mio punto di vista e parto dal fatto che Torino abbia alle spalle una storia trentennale e, nonostante ciò, il Salone del Libro abbia sempre avuto delle falle alle quali pare non si riesca mai a porre riparo. Milano, benché sia alla sua prima esperienza, pare essere riuscita a cavarsela abbastanza bene!
Tanto Torino quanto Milano paiono avere questa grande passione per gli incontri con gli autori concentrati nel fine settimana. E questo può apparire un fatto ovvio, se non fosse che, per farlo, si creino una serie di accavallamenti che portano ad avere, alla stessa ora, 4 o 5 incontri interessanti e, visto che nessuno di noi è dotato del dono dell'ubiquità (tranne Laura), si deve sempre rinunciare a qualcosa. Ma avere tanti scrittori nello stesso posto crea anche qualche problema logistico!

A Milano, i blogger sono entrati gratis. A Torino, sino all'anno scorso, entravamo a metà prezzo (ma si vocifera che, quest'anno, si entrerà gratis anche lì... e taccio su questa scelta fatta dopo che tutti abbiamo sbandierato ai quattro venti che a Milano non abbiamo pagato!).
A Milano non erano presenti i piccoli editori (e la Neri Pozza), quindi lo spazio tra uno stand e l'altro, ha consentito di gironzolare più comodamente anche a chi, come me, era carico di borse. Indubbiamente, questa cosa è stata agevolata anche dalla minore affluenza di gente rispetto a quella che invade Torino. Mi sono chiesta il perché e la risposta che mi sono data è che si era reduci dalle vacanze pasquali e a ridosso di un ponte festivo abbastanza lungo (tanto che anche una mia amica e collega è riuscita ad essere presenta solo il venerdì). Che la scelta dalla data possa essere definita infausta è quello che, sicuramente, avranno pensato in tanti. Come la vedo io? Innanzitutto, posso dire che il minor afflusso di gente ha consentito a tutti di visitare gli stand senza dover fronteggiare una ressa di gente che spintonava ad ogni passo (cosa che accade puntualmente a Torino). Nei padiglioni non si soffocava per il caldo e non c'erano file infinite alle casse, benché io abbia visto parecchia gente acquistare (anche se molti dicono che le vendite siano state scarse). Unica eccezione, lo stand del Libraccio, preso costantemente d'assalto!

Vogliamo parlare di vendite? A quanto pare, si è venduto poco. Io rimango perplessa davanti a questo dato, perché ho visto tanta gente carica di sacchetti pieni di libri. Io da sola ne ho acquistati una decina e le mie compagne d'avventura non sono state da meno. In Italia, lo sappiamo benissimo, i libri si vendono poco, ma questi eventi sono frequentati da lettori accaniti e, inutile prenderci in giro, i lettori accaniti sono accumulatori compulsivi di libri e acquistano!
Credo che ci sia una grande pecca che riguardi tanto Torino quanto Milano: in queste occasioni gli editori non fanno sconti. Ma insomma, vi trovate davanti migliaia di lettori che non aspettano altro che dare fondo ai loro risparmi e voi non li agevolate? Se posso capire i piccoli editori che fanno fatica a tirare avanti, non mi spiego la scelta da parte di gruppi quali Mondazzoli, Gems e Feltrinelli. L'unica Casa Editrice che faceva lo sconto del 20% era la Harper Collins (e infatti mi sono subito fiondata sui libri di Anne O'Brien). Ecco, questa è una cosa su cui gli editori dovrebbero riflettere: le fiere servono anche ad incentivare agli acquisti. Ci troviamo lì, vediamo centinaia di libri che spesso non conosciamo e vorremmo comprarli tutti, ma non possiamo!

Altro pregio di Milano è che, indubbiamente, si raggiunge molto più facilmente rispetto a Torino. Mi direte: la fiera non si svolgeva a Milano, ma a Rho. Vero! Ma esiste la metropolitana. Io vivo in provincia di Cremona e, per quanto non sia proprio dietro l'angolo, arrivo a Rho in circa 80 minuti di macchina. Non sono pochi, lo so, ma mi hanno permesso di prendere parte a questo evento per più giorni di seguito, cosa che, invece, non posso fare a Torino, perché di chilometri da affrontare in un solo giorno ne ho molti di più. Ho visto amiche arrivare a Rho da Roma, dalla Puglia, dalla Toscana, dal Veneto e dal Trentino. Con un po' di organizzazione, qualche amico in zona disposto ad ospitare o un buon b&b, arrivare a Milano è molto più semplice che raggiungere Torino, sia che si decida di viaggiare in treno che in aereo! Inoltre, proprio in zona fiera, c'è un lungo viale dove è stato possibile parcheggiare gratuitamente (tutti soldi risparmiati per acquistare libri!!!).

All'interno dei padiglioni, inoltre, c'erano vari spazi per potersi sedere e riposare o mangiare in tranquillità anche per chi portava il cibo da casa e i bagni erano tanti e tutti pulitissimi. Quindi, anche lì, niente code e niente perdite di tempo! Inoltre, sono riuscita a rimanere sempre connessa grazia al wi-fi gratuito e funzionante!

Rileggendo questo post, pare che io sia qui a voler tirare l'acqua al mulino lombardo. Insomma, nessun difetto? Certo, ci sono stati anche quelli! Il più grande è stato sicuramente quello di vedere scrittori, moderatori, giornalisti, agenti letterari e quant'altro fare la fila con noi comuni mortali e dover aspettare l'orario di apertura per entrare. Vi dico solo che a Torino noi blogger, che siamo il gradino più basso della categoria letteraria, entravamo con almeno una ventina di minuti di anticipo rispetto agli altri. 
Non è possibile che uno scrittore che ha un incontro all'apertura debba star lì e fare la fila. 
Altra pecca, secondo me, è stata la scelta della data: un mese prima del Salone del Libro di Torino? Ma davvero? Sapete cosa avete ottenuto? Che salvo rare eccezioni di gente con grande disponibilità economica, chi partecipa ad un evento sarà assente all'altro. Avete 12 mesi a disposizione, organizzatevi e distanziate meglio i due eventi.

Altro difetto: il sito di tempo di libri è caotico e poco fruibile. Il programma è stato comunicato a pochi giorni dall'avvio della fiera e chi doveva organizzarsi con ferie e prenotazioni non è stato per nulla agevolato. Male, malissimo. Ci sono stati cambi di programma improvvisi che venivano comunicati sul sito internet, quando invece è risaputo che tutti viviamo collegati ai social network: Facebook e twitter sono il metodo ideale per aggiornare in tempo reale chi è lì.
La mappa che veniva consegnata all'ingresso era grande, scomoda da usare e fatta malissimo: non si riuscivano a trovare gli stand e io mi ritengo fortunata ad averne stampata una a casa e aver contrassegnato per tempo gli stand che mi interessavano e le sale in cui si svolgevano gli incontri a cui volevo partecipare!

E poi la pecca più grande, quella che ha fatto arricciare i capelli a tutti noi: i relatori degli incontri. Abbiamo assistito a presentazioni degne dei peggiori film horror. Giornalisti che hanno presentato libri di cui, probabilmente, conoscevano solo la copertina e la sinossi. Ho visto Sara Rattaro dover stilare il cast di un ipotetico film con la signora Briganti che pareva essere l'agente di Margherita Buy, visto che cercava di piazzarla in tutti i ruoli femminili. Sempre la stessa Annarita Briganti ha parlato di un prete e di una storia d'amore (forse pensava ad "Uccelli di rovo") riferendosi al Don Vittorio dell'ultimo romanzo di Lorenzo Marone.
Milano e provincia sono piene di bravissimi e competenti librai, assolutamente in grado di presentare autori di cui hanno letto davvero tutto. Non ci servono giornalisti che stanno lì solo per vantarsi di essere presenti!

Ecco, arrivati alla fine di questo post, io posso dire che, nonostante tutto, la mia esperienza a Tempo di Libri è stata positiva, che i difetti possono essere corretti e che spero che le critiche che sono state mosse vengano accolte dal comitato organizzativo con la giusta ottica: fatene tesoro e cercate di far meglio!


26 aprile 2017

Chiacchiera speciale Tempo di Libri - Bambini? Quali bambini?


Parte due (la prima parte di questa chiacchiera la trovate qui!)

LL: ah sì! C’era sua Maestà Anna Rita (che c’era già venerdì, ma è talmente alta che noi abbiamo fatto quasi finta di non conoscerla!), poi è arrivata Deborah (detta Scheggia perché va a correre cercare cadaveri) col Santo che la accompagnava; è tornata pure quella bionda col fidanzato figo… come si chiama lei che non mi ricordo? Ah sì, Stefania! C’era Dolci che non mi ha mai spinta alla Newton (lei!) e poi vabbè, è arrivata Leuccia e pure quella là… quella anziana con la macchina rossa
E: si sabato eravamo taaaaante! C’era pure Annuccia eh, figlia dell’anziana di cui sopra. E non dimentichiamoci di Francesca Santa e Benedetta Rodella che ci ha accolto all’urlo de “LA FRANZELLITTI” (LL: che quando lo faccio io di chiamarti così, non mi rispondi!) e della scrittrice ora donna rispettabile Alice Basso… ma quante eravamo??? Uh e Monica!!!
LL: Monica vestita da Jackie Kennedy, mentre noi eravamo tante straccione puzzolenti! E abbiamo incontrato pure Cristina-amica-di-zia-Loredana che ci benedice ancora per averle dato un appoggio per il derriere! Eravamo tante tante, tutte con la stessa paresi che ha colpito la Ropolo il giorno in cui mi ha conosciuta. Ma soprattutto c’era quella gran gnocca della Capo #bancarellablogger. Vogliamo parlare di quel donnino?
E: Amanda!!! Rossa che più rossa non si può! Che ora ci stiamo tutte adeguando… sia mai che a Pontremoli non siamo tutte intonate! Poi fa brutto....
LL: no, scherzi? Tutte rosse nelle varie sfumature (uh pare roba zozza, Lallì!)
E: eh se tu chiudessi quella cacchio di camera!!!
LL: uffa! Senti io di sabato mi ricordo la Teruzzi che è aaaaaalta aaaaaalta e simpatica da morire e che ci ha chiamate “le sue blogger”. Mi ricordo Picozzi che pare serio serio e invece è minchione come noi. Mi ricordo di aver telefonato a talmente tanti scrittori che Alice Basso ha detto che servirebbe un ufficio stampa solo per me; ricordo Barbara Bellomo che, mannaggia a lei, è più bella ancora di quanto appare in foto; ricordo Sara che ha dovuto prestarsi ad un gioco al massacro dovendo scegliere gli attori di un ipotetico film tratto dal suo libro (e diciamolo che Sara è carina ed educata, perché io avrei urlato). E poi ricordo che, mentre eravamo in macchina per tornare a casa, ci hanno iniziato a scrivere dicendoci che una certa giornalista di nome Annarita Briganti ha parlato di Don Vittorio, protagonista dell’ultimo romanzo di Lorenzo, come del prete. Lo sai che quella si è salvata solo perché io ero già distante, vero?
E: minchia sorella, per essere una che normalmente ha l’alzaimer galoppante ne ricordi di roba! Io mi ricordo che ad un certo punto abbiamo fatto trecento foto, che abbiamo urlato “foto delle #bancarellablogger” e dopo un secondo “mah siii, che ci frega, foto di gruppo!!”, che avevo le spalle doloranti, che ho conosciuto Carlo Lucarelli con la barba luuuunga (LL: pare il nonno di Heidi!), che abbiamo recuperato Leuccia dall’incontro con Genovesi, che l’abbiamo dovuta staccare da lui con la spatola e poi l’abbiamo legata con un filo manco fosse un palloncino per quanto era felice, che con La Ropolo abbiamo scoperto una gentile signorina della Delonghi che ci ha riempito di caffè gratis (grazieeeee, sarei sempre nei nostri cuori!!)...
LL: io ricordo pure che ho detto a Lorenzo di non tagliarsi più la barba perché pare uno di 3 anni e che la Bacci gli ha detto che ho ragione (e ormai quell’uomo è traumatizzato da noi, diciamolo!). Ricordo che Flavia (sua moglie) ogni volta mi sembra più alta (e questa cosa mi fa pensare che ho seri problemi) e poi … Lallìììììììììììì
E: eeeehhhh
LL: che posso essere stronza?
E: chiedi pure? Se dico di no che fai?
LL: ehm… niente, sono stronza naturale io! Ricordo che c’è stata una persona che mi ha guardata dritta in faccia e si è palesemente voltata dall’altra parte… e meno male che io ho cercato di evitarla per tutto il giorno. Saperlo prima evitavo di fare giri assurdi! Ricordo che abbiamo incontrato due persone che sono false come le monete da tre euro e che fanno post di quelli tipici della gente a cui stanno rosicando pure le budella. Tu sei serena, Lallì? 
E: una Pasqua gioia
LL: e hai una vita piena e gioiosa? O fingi?
E: fingo, la mia è piena di letizia. XD
LL: e allora viviamo letizie, và! Dai è stata una giornata bella bella, soprattutto quando siamo rientrate a casa…
E: pizzaaaaaaa! Io e La Ropolo l’abbiamo fiutata dal garage… Pizzaaaaaaa!!!!
LL: io non ho ancora capito se tu vieni qui per me, perché sono vicina agli eventi importanti o per il cibo
E: ehmmmm…. era pure il compleanno di Leuccia!!! (swish swish, op op)
LL: ti stai arrampicando sugli specchi, Ciamby!
E: un pochetto….
LL: paracula! Dai abbiamo fatto serata! Io vi aperto le porte di casa mia…
E: cioè le hai chiuse agli altri e le hai aperte a noi. Ma metti il tagliacoda?
LL: ceeeeerto! L’ho rubato in salumeria all’esselunga!
E: brava, almeno intanto che aspetta uno va a prendere la frutta… Dicevamo, seratona! Era il compleanno di Lea e Consorte (si sempre lui!) oltre a preparare valangate di pizza, usando come teglia qualsiasi cosa ci fosse in casa che potesse entrare in forno, ha fatto pure la torta con il cioccolato dentro e panna e fragole fuori… capito Ropolo, fragole…
LL: La Ropolo e le fragole! Mio figlio che non le mangia e lei che gli urla: “butta qui butta qui”. Annuccia che ha una mezza crisi adolescienziale e molla la torta sul tavolo e La Ropolo che fissa la fetta di torta e salta su con un: “Che età stupida, sta di là a piangere invece di mangiare la torta!”. Io ho gli addominali che ancora mi dolgono!
E: e non a caso abbiamo fatto l’1:30 di notte a ridere! Noi in questi giorni abbiamo dormito una media di tre ore a notte Lallì, non c’abbiamo più il fisico!
LL: Lallì, io e te non l’abbiamo mai avuto il fisico per queste cose. Infatti le facciamo una volta l’anno e poi ne paghiamo lo scotto per 11 mesi!
E: io pure adesso una pennichella me la farei… Comunque c’è da contare che la mattina ci siamo pure alzate presto visto che dovevamo prepararci in 1000 per uscire
LL: oh per essere tutte femminucce non ci abbiamo manco messo tanto, eh
E: vero! Brave noi! E siamo a domenica… tristezzaaaaaaa! Ultimo giorno di fiera….
LL: nuuuuuuuuu… prima casa piena e poi casa vuota :(
E: eh pensa che poi loro si sono fatte pure viaggio in macchina per rientrare
LL: e considerando le ore di sonno e tutta la giornata in fiera, sono state eroiche davvero! Eravamo zombie quel giorno lì, eh. Credo che la Bellomo si sia spaventata quando ci ha viste!
E: capirai, lei gnocchissima e noi che avevamo per la testa una sola parola: caffè! Comunque domenica abbiamo visto lei e intravisto la Bonvicini. Intravisto perchè per entrare all’incontro c’era la fila fino a Cesenatico visto che era in compagnia di Grossman, ma noi furbe furbe abbiamo aspettato fuori (dopo un pessimo gelato) e, in barba alle hostess che ci inseguivano manco fossimo due noti ricercati dell’Isis (che ci abbiamo proprio la faccia noi due… ohi forse tu…), l’abbiamo salutata e sono riuscita a farmi firmare i libri! Gioia e giubilo pure qui!
LL: manco un libro dedicato a Letizia, si vede che eri presente, uffa! Eh domenica è stata giornata sfracca! Però abbiamo conosciuto Rosaria e io e lei non ci siamo insultate (pensare che la gente era venuta apposta!!!!!) e abbiamo anche incontrato Regin (che è la nostra fonte certa per le nuove uscite, quindi la adoriamo a prescindere!). Stanche eh, ma bella esperienza!
E: ti bellissima! Poi la sera la Juve ha pure vinto! Yupppppyyyy!!
LL: e finisce qui perché io di lunedì non voglio parlare
E: manco io, anche perchè in treno è stata un’odissea! Anzi, piccola nota per le ferrovie dello Stato: come minchia pensate una possa tirar su una valigia piena di libri su quei cacchio di trespoli-cappelliere???
LL: Lallì, quelli pensano a quel 95% di italiani che nelle valigie ci mette i vestiti
E: e poi falliscono… vedi? 
LL: vabbè, adesso lanciamo petizione: le valigie sotto e i passeggeri sui trespoli. Ti piace?
E: ma che sei cretina??? Basterebbe che in tutti i treni lasciassero il posto sotto il sedile, come in alcuni treni. Non ci vuole un genio! Ingegnere si svegli!!!
LL: a me frega pure poco, io la valigia non so farla!
E: giusto… Lallì a che servono le cinghie che ci sono dentro?
LL: a fare pale… pales… no, niente, non lo so!
E: sei incredibile, nel senso brutto! Si vede che la valigia te la fa sempre il santo di cui sopra…
LL: lui fa valigia, tu mi vesti, io posso leggere serena!
E: oh signur… dai, cose che abbiamo fatto o visto e che non abbiamo ancora detto… uh una la so io, la tizia svenuta sul lettone! C’era in piena fiera questo lettone enorme su cui essenzialmente saltellavano i bambini, ma ad un certo punto c’era questa stesa a faccia in giù. Noi abbiamo mangiato, siamo state lì un bel po’, siamo andate via e… lei stava ancora lì, ferma. Sarà ancora viva?
LL: Secondo me, l’hanno rimossa quando non c’era nessuno in giro! Mmmhhhh… cose strane… una diretta visualizzata solo da te, vale?
E: eh… lasciamo perdere, è come sparare sulla croce rossa…
LL: le donnine bionde che distribuivano chewing-gum (secondo me, questa cosa è stata fatta per evitare la morte degli scrittori!)
E: uh sai anche cosa? Lo stand Mondolibri! Se mi chiedevano ancora quanto leggevo io le strangolavo col loro cordino!! Lo so, è il loro lavoro pure pagato un tanto al mucchio, ma minchia!!! Sto in piena fiera dell’editoria, ho trecento chili di libri addosso e secondo te? Li uso perchè non so comprare tavoli dritti???
LL: erano bionde quelle di Mondolibri, io direi che possano averla pensata ‘sta cosa. Che poi le loro edizioni fanno schifo proprio, manco gratis io le prenderei! Cose strane… ce l’ho: un hot-dog (che secondo me era pure gommoso) a 5 euro! E un gelato (surgelato!) a 4 euro
E: si sa, se ne approfittano alla grande in questi casi. Bisogna farsi furbe!
LL: lo so lo so! Avanzini che stava davanti allo stand Newton tipo boss e aspettava la Ropolo che gli andasse a tirare la giacchetta. Poi è arrivata la Ropolo ed è sparito lui!
E: ok, però posso dirla una cosetta pure io? Tanta roba Avanzini eh…. gaaaaaaa. Per non parlare di Tommaso :)
LL: eh Avanzini tanta roba, ma è biondo inside, fidati! Tommaso invece è tanta roba dentro, fuori e pure attorno! Lallì… la piastra, non hai detto della piastra!
E: giusto!!! Abbiamo incrociato Strukul ovunque, pure al bar, e a me è rimasta una domanda… Che piastra usa??? Non un capello fuori posto eh!
LL: e io e te che abbiamo passato i 15 giorni precedenti a coordinare gli shampoo per evitare di arrivare coi capelli zozzi!
E: cavoli! A me mica dura così tanto la piastra…
LL: soprattutto quando non la usi!
E: eh, parla capello spaghetto qui
LL: tutta invidia la tua! A te viene in mente altro Lallì?
E: uhm…. ridere lo abbiamo fatto, tanto, abbiamo visto tutti gli scrittori che volevamo, raccattato firme e foto, conosciuto uffici stampa (Anna!!! Ci stavamo dimenticando di lei!), visto amiche (che a me scrivere blogger fa sempre un po’ schifo, se ti voglio conoscere sei amica prima di tutto). Peccato le assenze…
LL: eh… dottor Manzo, lei dov’era? Che questa qua è stata in lacrime tutto il tempo!
E: uffa, io lo volevo conoscere!!
LL: eh così hai scusa per tornare pure l’anno prossimo. Io saluterei che qua abbiamo scritto libro io e te! Saluta tu che sei quella più educata
E: più che salutare io ringrazierei tutti tutti, ma proprio tutti! Quelli che abbiamo nominato ma anche quelli che abbiamo appena sfiorato (uh salutiamo pure le signore della metropolitana che si sono accodate perchè non sapevano la strada e che poi ci hanno fatto la foto davanti alla fiera!). E ora Lallì puoi riaprire la camera, che c’è fila!
LL: e visto che riapro la camera, accendo la radio e metto la colonna sonora di questo Tempo di Libri (che poi è diventata la canzone delle anime ciambella!)


25 aprile 2017

Recensione 'La ragazza di prima' di J. P. Delaney - Mondadori

Con quest'uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato.
Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall'aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra.
Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l'avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta.
Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l'austerità e l'ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa.
Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest'uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall'aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione.
Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest'uomo.
Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa.


Titolo: La ragazza di prima
Autore: J. P. Delaney
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 4 aprile 2017
Pagine: 389

Trama: 3  Personaggi: 2  Stile: 3 


18 aprile 2017

Recensione 'Funne - Le ragazze che sognavano il mare' di Katia Bernardi - Mondadori

C'era una volta una piccola valle sperduta tra i monti. Una valle di quelle selvagge, con alte montagne e pareti di ghiaccio, dighe imponenti e laghi profondi di acqua cristallina. Ed è proprio qui a Daone, in Trentino, che comincia la nostra storia. La storia delle Funne, del loro viaggio e del loro sogno. Funne in dialetto significa donne, e le nostre Funne, ricche di sogni e di voglia di avventura, sono le irriducibili ottantenni del circolo pensionati Rododendro. Per festeggiare il ventennale del loro circolo decidono di fare una gita molto speciale: andare per la prima volta al mare tutte insieme, perché molte di loro il mare non lo hanno mai visto. Bellissima idea, bellissimo sogno. Ma certi sogni per diventare reali devono fare i conti con la cassa, e la cassa del Rododendro purtroppo piange. Sotto gli auspici della Madonna della Neve, e nutrite dall'immancabile fetta di polenta, le idee si moltiplicano: "E se vendessimo delle torte alla sagra del paese?"; "E se facessimo un calendario da vendere come i pompieri?"; "E se facessimo un "croadfanding" o quella roba lì che non so bene cos'è ma che è dentro l'Internèt?". La loro poetica avventura fatta di successi, insuccessi, inaspettata notorietà, gelosie, lacrime e tante risate è raccontata da Katia Bernardi, che su questa storia ha girato un film documentario. Una storia che ha conquistato le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo, nata in una mattina d'estate, verso la fine di luglio, tra le montagne selvagge.

Titolo: Funne. Le ragazze che sognavano il mare
Autore: Katia Bernardi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 13 settembre 2016
Pagine: 215

Trama: 3  Personaggi: 3  Stile: 3


14 aprile 2017

Recensione 'Le stanze dei ricordi' di Jenny Eclair - Sperling&Kupfer

Londra, Kennington Road. La grande casa georgiana al numero 137 è in vendita. Tanto affollata un tempo, ora è soltanto un nido vuoto, troppo grande per una donna sola. Troppo carica di ricordi per chi non vuole più essere prigioniera del proprio passato. E così Edwina Spinner, ex artista e illustratrice, ha deciso di andarsene. Mentre conduce l'agente immobiliare di stanza in stanza, si sente trasportare indietro nel tempo. La sua mente torna a cinquant'anni prima, quando si era trasferita lì dopo le nozze, giovanissima, con il primo, grande amore. Torna ai suoi bambini, i gemelli Rowena e Charlie, così imprevedibili, così diversi. Torna al secondo marito e al figlio acquisito, che l'ha sempre detestata - e che lei ora non riesce nemmeno a nominare. Ogni angolo della casa è intriso della loro gioia, delle loro lacrime, del loro sangue. Ci sono porte da cui Edwina sente ancora risuonare risate cristalline. Altre che preferirebbe non aprire mai più, per non lasciare uscire i segreti più inconfessabili. Come il ricordo della notte che ha spezzato per sempre la sua famiglia. Ma nemmeno Edwina conosce davvero tutta la storia. La verità su quella notte è un mosaico al quale mancano alcune tessere: un indizio nascosto in un baule mai aperto, una confessione rimandata da troppo tempo. E, per scoprire tutta la verità, Edwina dovrà affrontare proprio l'unica persona che non avrebbe voluto rivedere mai più. Un romanzo che si tinge ora di suspense, ora di commozione, per raccontare i segreti e i drammi di una famiglia e ricordarci la forza dei legami di sangue e del perdono.


Titolo: Le stanze dei ricordi
Autore: Jenny Eclair
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 14 marzo 2017
Pagine: 376

Trama: 4  Personaggi: 4  Stile: 5 

11 aprile 2017

Diario di bordo - Una domenica a pranzo da zia Loredana


Conoscete Cernusco sul Naviglio? Se non ci siete mai andati, vi dò un consiglio: prima di avventurarvi tra le sue strade, fate un giro sui siti delle agenzie immobiliari e cominciate a farvi un'idea di dove potreste trovare casa! Perché dopo essere entrati a Cernusco, non vorrete più andare via! 
Io a Cernusco sono andata domenica scorsa, attesa a braccia aperte da quella che, in questi anni, mi ha adottata come nipotaccia ufficiale! Lei è Loredana Limone, che il destino ha messo sulla mia strada grazie ai suoi romanzi e che io non ho più lasciato andare via!
Complice il Book Festival Bar organizzato dall'Associazione Clio, io e Consorte (no, Figlio comincia ad essere grande e ha deciso di rimanere in casa) ci siamo avviati verso la ridente Cernusco, carichi di libri da far firmare e di lasagne (che c'entrano le lasagne? Mica di soli libri si vive, no?!).

Arrivati a casa di zia Loredana, tempo di mollare le lasagne e scoprire quanto bello è il bagno di casa sua, ci siamo diretti ad ascoltare Laura Bonalumi, autrice di "Voce di lupo".
Prima dell'incontro ho avuto il piacere di incontrare nuovamente Paola, presidente dell'Associazione Clio, che avevo conosciuto a Milano durante il BookCity e che, come sempre, riesce a dare una botta di stima al mio smisurato ego (Bacci ti sento!).
Incontriamo Laura che, con la dolcezza che la contraddistingue, ci parla del suo romanzo che, come ho già detto nella mia recensione, nasce per i ragazzi ma conquista gli adulti!
L'incontro si conclude con il firma-copie di rito e vuoi non prendere il romanzo ad Anima Ciambella? Assolutamente no! Copia in mano, facciamole fare una bella dedica... 
Rientriamo a casa per pranzo, a farci compagnia anche Federica Toti, attrice di teatro e lettrice ufficiale di questi eventi (non leggerò mai più nulla a voce alta, lo giuro!) e Silvia Meucci.
Spazzoliamo lasagne, chiacchieriamo, ridiamo... questa è famiglia, altroché!

Nel pomeriggio ci attendono altri due incontri: ho il piacere di incontrare di persona, finalmente, Roberto Centazzo e di conoscere Federica Bosco che, oltre ad essere toscana (pregio assoluto ai miei occhi!) è alta, gnocca, ha due occhi che abbagliano ed è pure simpatica! Poi ditemi ancora che Madre Natura non è stronza!
Nonostante la differenza di argomento tra i due libri presentati, tanto la mediatrice, Cristina Voltolini, quanto i due autori sono stati bravissimi ad interagire ed integrare gli argomenti, tanto che ne è venuta fuori una presentazione davvero divertente e carica di risate!

Prima della presentazione, vedo uno scricciolo di donna che mi fa ciao ciao con la manina. Uh guarda c'è la capra (no, questo è un segreto, non ve lo spiego!) Chicca! Quella donna è piccolina, ma è un concentrato di allegria: la vedi e sorridi! Si chiacchiera, come sempre, e si pianifica anche l'incontro per "Tempo di libri" (chissà se dopo il primo giorno ci faranno ancora entrare?!).

Termina anche questa presentazione e io e Chicca ci mettiamo in fila (come siamo brave!) per le dediche e le foto di rito e io riesco anche a farmi una chiacchierata in fiorentino con Federica (ah che gioia!).

Ultima destinazione, centro storico, per ascoltare Sara Rattaro e Guido Conti, autore de La profezia di Cittastella. Presentati da Roberta Quintavalle, i due scrittori ci hanno parlato dei loro romanzi e, anche durante questa presentazione, ho avuto modo di apprezzare quanto, nonostante si tratti spesso di romanzi molto diversi per genere, le ragazze dell'Associazione Clio siano bravissime a dare il giusto spazio agli scrittori, ad integrare le storie, a fare le domande giuste al momento giusto!
Credo che un grande plauso vada fatto a questo gruppo di donne che riescono ad organizzare tutto, a gestire gli imprevisti con un sorriso e a creare un evento che, secondo me, non ha eguali!
Cernusco, come vi ho detto, è una cittadina accogliente e le Clio girls riescono a far sentire tutti a casa!

Terminata anche questa presentazione, mentre chiacchieravo con colei che clicca mi piace ad ogni post di cretinerie scritte da me e Ciambella (ciao Laura!!!), scorgo tra la folla il viso di Roberta Marasco (aveva scritto su Facebook che ci sarebbe stata e io, che sono donna intelligente, avevo acchiappato al volo il suo libro per farmelo autografare!). Mi avvicino, la saluto, le chiedo una dedica e, quando le dico chi sono lei salta su con un: "Ma tu sei un mito!" (ho i testimoni, ha detto proprio così!).

Sapete qual è la cosa più buffa di questa giornata che sta per avviarsi alla conclusione? Non ho fatto una foto con Roberta né con Sara né tantomeno con Loredana. Come sempre in queste occasioni, mi lascio prendere dal turbine delle emozioni, da tutti questi scrittori che noi lettori guardiamo sempre come fossero irraggiungibili e, invece, poi te li ritrovi lì e ci chiacchieri, ci prendi il caffè e non ti rendi quasi conto di cosa stai facendo! E quelle poche foto che ho sono merito di Consorte che, piedi in terra e mente salda, mi riporta alla realtà!

La giornata volge al termine. Riaccompagniamo zia Loredana a casa, salutiamo tutti e torniamo verso casa, io con una carico di libri e di dediche meravigliose, ma soprattutto col cuore che esplode di gioia!
Ringrazio ancora una volta tutti coloro che mi hanno accolta a braccia aperte e ancora una volta i miei complimenti vanno alle Clio girls: siete donne fantastiche e io non vedo l'ora di incontrarvi tutte di nuovo!




7 aprile 2017

Recensione 'La locanda dell'ultima solitudine' di Alessandro Barbaglia - Mondadori

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.

Titolo: La locanda dell'ultima solitudine
Autore: Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2017
Pagine: 163

Trama: 4  Personaggi: 5  Stile: 4 


5 aprile 2017

Recensione 'Prove di sopravvivenza per una famiglia felice' di Maddie Dawson - Giunti

Segreti di famiglia, relazioni complicate, svolte sorprendenti: la grande autrice della commedia contemporanea torna con una storia piena di sentimento, intelligenza e ironia. Due donne le cui vite si intrecciano: Nina Popkin ha 35 anni, è stata lasciata dal marito e ha appena perso la madre adottiva, l'unica persona a cui era profondamente legata, quando scopre di essere stata adottata e di avere una sorella, Lindy McIntyre. Ma se Nina Popkin ha una vita tutta da reinventare e considera la rivelazione della madre in punto di morte come un segno del destino per affrontare la propria crisi personale, Lindy McIntyre è una persona di successo, dirige un prestigioso salone di bellezza, ha una bella casa, un marito affascinante e tre bambini dagli irresistibili riccioli biondi. E l'ultima cosa di cui ha bisogno Lindy è che una svitata come Nina faccia irruzione nella sua quiete annunciandole che è sua sorella e tentando di coinvolgerla per rispondere alla domanda più scomoda della loro vita: chi è la donna che le ha messe al mondo per poi sparire senza lasciare traccia?

Titolo: Prove di sopravvivenza per una famiglia felice
Autore: Maddie Dawson
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 5 aprile 2017
Pagine: 432

Trama: 3  Personaggi: 3  Stile: 4 

3 aprile 2017

Recensione 'Distorted fables' di Deborah Simeone - Mondadori

Che sia chiaro: la protagonista di questa storia non è la solita principessa delle fiabe. Non è né magra né alta, e neppure bella da far girare la testa. E poi con la gente è spesso intrattabile, dura e spigolosa, proprio come il suo nome, Rebecca. Per lei non ci sono castelli incantati, fatine o scarpette di cristallo, ma un monolocale umido in un condominio chiassoso, e lunghe serate passate in solitudine a guardare serie tv, con in grembo un gatto birmano e nella testa una valchiria-grillo parlante che la sprona a non darsi mai per vinta. Le cose cambiano, però, il giorno in cui Rebecca inizia a lavorare come portinaia in un bel palazzo nel centro di Milano. Qui, nonostante la sua avversione per i rapporti umani, la sua vita si intreccia con quella di alcuni condomini: un settantenne stravagante, ostinatamente aggrappato al ricordo della moglie, una giovane donna devota a un marito che la tradisce neanche tanto di nascosto e una ragazza stregata da un uomo freddo e calcolatore. Tutte fiabe d'amore, e tutte imperfette, come imperfetta è la vita di Rebecca, che ha smesso di credere al "vissero per sempre felici e contenti" nell'istante in cui il suo principe azzurro, anziché salvarla e poi giurarle amore eterno, l'ha mollata senza troppe spiegazioni a un binario della stazione. Ma chissà che Rebecca non scopra, anche grazie ai suoi nuovi amici, che proprio nell'imperfezione si nasconde il segreto per trovare qualche momento di vera felicità...

Titolo: Distorted fables
Autore: Deborah Simeone
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 21 marzo 2017
Pagine: 175

Trama: 3  Personaggi: 3  Stile: 4 


2 aprile 2017

Diario di bordo - Quello che...


Quello che ho imparato in 4 anni di blog

Quattro anni di blog possono essere pochi, ma anche tantissimi! In quattro anni sono cambiate tante cose nella mia vita e, ovviamente, anche in questo angolo che spesso diventa un rifugio, un posto sicuro dove rintanarmi per staccare la spina e dare sfogo alla mia passione!

È cambiata la grafica, pochissime volte nei primi anni, tante di più negli ultimi 12 mesi (date la colpa a Ciambella che mi ha insegnato a capirci qualcosa di HTML e ad usare un programmino per fare i banner!), sono cambiate le rubriche, che sono poche ma belle (o almeno lo spero!), è cambiato, ovviamente, il mio modo di recensire (diciamo pure per fortuna, che a rileggere le prime mi verrebbe voglia di farle sparire dal web!).
Quella che non è mai cambiata è stata la mia voglia di stare qui! Ci sono stati momenti di stanchezza, lo ammetto... e in quattro anni sarebbe stato strano il contrario. Ma la passione e la felicità che ritrovo quando accendo il computer, apro questa pagina e inizio a battere sulla tastiera, quando con Laura ci viene una nuova idea per fare qualcosa assieme, quando lanciamo lì una Reading Challenge pensando che arriveranno ad iscriversi in 10 e poi siete più di 80, quando leggo i vostri commenti, quelle sono rimasta immutate!

E in un periodo in cui, ogni volta che giro l'angolo del web trovo una blogger che frigna, un'altra che si lamenta o l'ennesima che scrive di essere stufa e aver deciso di mollare tutto (e poi rimangono lì, eh... nel 90% dei casi è solo scena!), io mi fermo un attimo a pensare e mi domando perché a me questa voglia non venga (tanto lo so che la Bacci starà lì a dire "eh ti venisse la voglia di toglierti dalle scatole, finalmente!!!").
E allora io ci provo anche a spiegarvelo perché questa frenesia di mollare tutto non mi assale!
Innanzitutto, perché questo blog mi ha portato una delle persone più importanti della mia vita: Laura Letizia Anima Ciambella Cretina Dio (questo il nome completo!). Io le sviolinate non le amo, lei meno di me... diciamo che siamo più due da basso elettrico! Ma una cosa devo dirla: tante di noi sottolineano il fatto che il nostro sia un mondo fatto di invidie, lotte intestine, di gente che spintona per arrivare. Non sarò certo io a negarlo, perché sono stata spesso "avvicinata" solo perché conosco qualche scrittore, perché ho contatti con alcuni uffici stampa o, ultimamente, per via del Premio Bancarella.
Ma non sempre è così: in questo mondo ci sono persone belle, vere e sincere e Laura è una delle persone più pulite che io abbia mai incontrato (sì, è una che fa tante docce!). E come lei ce ne sono tante altre! Un certo scrittore (sì lui, sempre e solo lui!), in tempi non sospetti, le ha definite la mia Squadra! E io sono orgogliosa di averle tutte nella mia vita! Loro sanno chi sono e sanno anche quanto io voglia loro bene!

Un altro motivo per cui l'essere una blogger non mi ha stancata è che ho capito (o almeno credo) come gestire tutto. È inutile prenderci in giro, raccontarci che bastino 10 minuti al giorno per stare a posto. Il blog è un lavoro a tempo pieno e non è retribuito. Rassegnatevi! Non basteranno 10 minuti al giorno, non basterà neanche un'ora al giorno. Ci saranno giorni in cui l'unica cosa che farete sarà quella di stare davanti allo schermo del vostro computer in tutti i ritagli di tempo possibile, perché dovrete scrivere, programmare, impostare, rifare... 
Fatevene una ragione: ci saranno scadenza da rispettare, libri da leggere a tempo di record, incontri a cui partecipare (ovviamente a spese vostre, che pensavate?!). 
Se volete che il vostro blog abbia un pubblico fedele, dovrete essere costanti nelle pubblicazioni. Inutile raccontarsela: i lettori sono volubili e spesso poco fedeli. Se pubblicate due post al mese e non date alcuna giustificazione (per carità, ci sta pure che una persona abbia dei problemi, ci mancherebbe, ma in quel caso è giusto avvisare!) i lettori andranno altrove.
Pensate che sia sbagliato? Ponetevi questa domanda: io seguirei un blog privo di contenuti? Ecco!

Tante volte sono stata criticata per questa mia affermazione, ma pare che anche la tipa di cui parlavamo prima, sì lei, Anima Ciambella, la pensi come me (e non siamo solo noi due a pensarla così, ve lo assicuro!). Avere un blog richiede tempo, impegno, costanza, passione e sacrificio. Quello che fa la differenza è il modo in cui impiegate questo tempo: se lo fate divertendovi, se scrivere una recensione vi dà soddisfazione, se quando leggete un libro prendete mille appunti per non farvi sfuggire le sensazioni che state provando in quel preciso momento così da poterlo poi mettere nero su bianco, se ricevere un libro da una Casa Editrice e sapere di doverlo leggere entro 48 ore non vi manda in crisi, allora avete trovato la chiave di lettura per il vostro blog!

Un'altra cosa che ho imparato in questi anni è che molti blogger si lamentino del fatto che, per avere visualizzazioni, siano costretti a leggere solo libri appena pubblicati. Nulla di più falso! Io leggo quello che mi pare e se mi trovate qui a leggere e recensire un libro fresco di stampa è perché in questo momento è ciò che voglio leggere! È ovvio che libri nuovi attirino più attenzione, perché il lettore cercherà di capire se sia il caso di acquistarli o meno, quindi le recensioni verranno visualizzate sicuramente più di quelle relative a libri meno recenti. Ma leggere ciò che si vuole è il modo migliore per fare un buon lavoro.

Avere un blog vuol dire diventare improvvisamente fotografi-grafici-persone social/socievoli! Lo avreste mai detto? Io e Laura (sempre lei, onnipresente, ma d'altronde è Dio!) passiamo ore a fotografare libri e urlare che vogliamo un set fotografico perché non è possibile trascinarsi da una parte all'altra della casa e del giardino tutto ciò che ci serve! Abbiamo imparato (o meglio, lei ha imparato e io la seguo come cagnolino fedele!) ad aggirare codici HTML e CSS, a non insultare Blogger ogni tre secondi e, spesso, a convincerlo a fare ciò che vogliamo noi! Abbiamo imparato, soprattutto, ad accettare che la gente ci saluti e, addirittura, ci parli! Vi rendete conto di che grande sacrificio sia per noi? Laura cambia corsia nei negozi perché la gente le chiede aiuto, io non vado in posta senza gli auricolari nelle orecchie perché la gente altrimenti vuole parlarmi... 
Scherzi a parte, i Social Network (tutti, dal più usato Facebook, al da noi poco amato Twitter per arrivare ad Instagram) sono un veicolo fondamentale per gestire un blog, per condividere, farsi conoscere e, soprattutto, per avere un contatto diretto con quei lettori che, spesso, qui sul blog sono silenziosi!

Una delle cose più importanti che mi ha insegnato il blog è che l'impegno e la serietà pagano sempre! Inutile fare paraculaggine (Lallìììììììì si può dire paraculaggine? E capirai! Cosa non abbiamo detto oramai!): se prendete in giro chi vi legge, vi fregate con le vostre stesse mani. I blog con recensioni solo positive, i blog da cui spariscono magicamente i voti non appena iniziano le collaborazioni con le Case Editrici, i blogger che danno solo voti alti ai libri che hanno ricevuto dalle CE, si fregano con le loro stesse mani: i lettori sentiranno puzza di bruciato e non torneranno più.
Siate seri e rispettate chi vi legge: sono loro che vi fanno andare avanti. È preferibile beccare un insulto da uno scrittore (e comunque se lo scrittore vi insulta, è anche poco intelligente!), è meglio perdere una collaborazione con un editore che non deludere chi vi segue fedelmente, chi ha fatto delle vostre opinioni un punto di riferimento, chi prima di andare in libreria passa a leggere il vostro pensiero su un libro! Mai mai mai tradire i lettori!

Ho imparato che ci sono scrittori che, magicamente, si trasformano in amici veri e che ce ne sono altri che, invece, alla prima recensione negativa non vi rivolgeranno più la parola! 
Ho imparato che ci sono persone, negli Uffici Stampa, che ci considerano essere umani pensanti e come tali ci trattano ed altri che, invece, se potessero ci farebbero estinguere come i dinosauri!
Ho imparato che ci saranno persone che non avete mai sentito che vi diranno che il vostro è il blog più bello del web... peccato che non sappiano neanche come sia fatto!
Ho imparato che ci sono mattine in cui la prima cosa che devo fare, anche prima del caffè, sarà condividere con voi ciò che ho scritto. E ci saranno sere, come questa, in cui starò alzata sino a tardi a scrivere un post!
Ho imparato che tante volte leggere si trasforma in un lavoro, ma rimane comunque uno dei piaceri più grandi della mia vita!
Ho imparato che ci sono libri talmente belli, talmente pieni di vita, che quando ne scrivo la recensione le parole vengono fuori da sole. E poi ci sono libri che non mi lasciano nulla e allora trascorrerò ore davanti ad un foglio bianco, maledicendomi per aver scelto di leggere proprio quel romanzo!

Ho imparato, soprattutto, che far parte di questo mondo mi rende felice, mi fa stare bene e qualunque cosa dicano gli altri, se non vi piace farne parte è perché non avete capito come starci dentro!




1 aprile 2017

Novità nella Stanza Librosa Marzo 2017 + To be read Aprile 2017


Buongiorno lettori! È APRILE È APRILE ... rullino le trombe, squillino i tamburi... no, non mi pare sia così... vabbè suonate quello che vi pare, sì pure i campanelli se volete, stappate le bottiglie di spumante, fate esplodere i fuochi d'artificio, APRILE È QUIIIIII!!! Che sembro la Carrà? Rassegnatevi, io sono donna felice, saltellante e gioiosa e sono pure sobria!
Cos'è tutta questa felicità? Aprile è il mese di "Tempo di libri" e già questa è cosa buona e giusta. Ma Aprile è dipiùdipiù: avrò qui Anima Ciambella per una settimana intera (sempre che io poi non la rapisca o, in alternativa, la adotti, tanto con lei basta una lasagna!). E cosa faremo? Beh ovviamente presidieremo Tempo di Libri, ma ce ne andremo anche a Genova... no, non per mangiare la focaccia... ehm sì, anche per quello, ma prima andremo all'Università! Che vuol dire alla nostra età? Come vi permettete? A parte che Laura è già laureata (in morti!). Noi andremo all'Università in qualità di docenti! Allora, se adesso non la piantate di ridere, vi beccate tutti un bel 18! Diciamo che l'arruolata per il ruolo sarei io, ma volete che non stia provando a convincerla con tutte le mie forze? Lei è timidona, si sa, e continua a tentennare, ma io ho sempre l'arma-lasagna!
Ma mica finisce qui! Sempre con la scusa di "Tempo di libri" avrò modo di avere qui anche La Bacci e Lea e La Ropolo! Tutte qui, tutte assieme! Quindi, se dovessi divorziare, adesso sapete perché!
E poi, ovviamente, a Rho incontrerò tante amiche-colleghe che non vedo l'ora di abbracciare!
Ma mettiamo per un attimo da parte Aprile, che di cose da vivere ne vedrà tante e mi sembra giusto parlarvene man mano che accadranno e vediamo che mese è stato Marzo!

Come avete visto, è ufficialmente partito il progetto #bancarellablogger, progetto nel quale siamo coinvolti io e altri 8 blog (la lista la trovate nei vari post) e che ci porterà a seguire le varie fasi dello svolgimento del Premio Bancarella, leggendo e recensendo i 6 romanzi finalisti, intervistando gli autori, seguendo le conferenze stampa nelle varie città e, infine, essendo presenti, il 16 luglio, alla Premiazione finale che si svolgerà a Pontremoli (MS).
È un progetto importante e che ci sta già portando tante gratificazioni, sia a livello professionale che personale! 

Sempre a Marzo ha preso il via il primo Club del Libro della Libridinosa. Di cosa si tratta? Come dice il nome, è un vero e proprio Club del Libro, ma si svolge all'interno di un gruppo Facebook, così da dare la possibilità a tutti di prendervi parte. Per il mese appena trascorso abbiamo discusso dell'ultimo romanzo di Lorenzo Marone, "Magari domani resto", e devo dire che sono molto soddisfatta di ciò che è venuto fuori: abbiamo chiacchierato, analizzato i personaggi, l'ambientazione e la scrittura di Lorenzo e abbiamo anche avuto modo di scherzare e conoscerci un po' meglio!
Per il mese di aprile il libro scelto è "L'amore addosso" di Sara Rattaro, pubblicato proprio pochi giorni fa da Sperling&Kupfer. Se vi va di partecipare, cliccate sul link e chiedete di essere ammessi al gruppo!
Che altro? Ah sì! Il 23 marzo la Sellerio Editore mi ha carinamente girato su Twitter la foto della bandella della versione spagnola di "Era di maggio" di Antonio Manzini. Io, che sono notoriamente sveglia come un orso in letargo, non capivo il motivo per cui dovessi mostrarmi interessata a questa cosa, finché non è arrivata in mio soccorso La Lettrice Rampante (detta anche il gotha delle blogger!), che mi ha fatto notare che su quella bandella c'erano stralci delle nostre recensioni. Io sto ancora cercando di riprendermi da questa cosa, ma lo confesso: ogni tanto mi guardo allo specchio e penso che qualcuno in Spagna leggerà qualcosa di scritto da me; poi mi fisso ancora e penso che mi hanno messa lì assieme ad Elisa (e, come mi ha fatto notare anche lei, a Camilleri!). Insomma, lasciateci gioire!
Marzo, come avrete visto se mi seguite su Facebook e su Instagram, è stato un mese pieno di arrivi librosi, il che mi ha portata a dover modificare in corsa la TBR che avevo in programma per questo mese e anche a leggere come una forsennata, rinunciando ad ore di sonno, limitando al minimo possibile gli altri impegni, insomma mettendo in atto una vera e propria maratona letteraria!
E infine, ultimo ma non per importanza, Marzo è stato il mese in cui il blog ha compiuto 4 anni! Niente giveaway raccatta-lettori per quest'anno, ma un post che, per quanto lungo, mi ha dato modo, ancora una volta, di rendermi conto dell'affetto che mi circonda e per il quale non smetterò mai di ringraziarvi!
Adesso è tempo di lasciarvi agli aggiornamenti di questo mese appena trascorso e ai progetti per Aprile. Vi raccomando di seguire sempre il blog e la pagina Facebook per non perdervi assolutamente nulla!


ARRIVI CARTACEI


  • La locanda dell'ultima solitudine - Alessandro Barbaglia progetto #bancarellablogger
  • Gocce di veleno - Valeria Benatti progetto #bancarellablogger
  • Voce di Lupo - Laura Bonalumi omaggio Piemme
  • Morte di una moglie perfetta - M. C. Beaton omaggio Astoria
  • La moglie americana - Katherine Wilson omaggio Piemme
  • Niente è come te - Sara Rattaro acquisto per il progetto #bancarellablogger
  • Il giardino dei fiori segreti - Cristina Caboni acquisto per il progetto #bancarellablogger
  • L'amore addosso - Sara Rattaro omaggio Sperling&Kupfer
  • La traiettoria dell'amore - Claudio Volpe omaggio Laurana Editore
  • La musa - Jessie Burton acquisto carta regalo lafeltrinelli.it
E-BOOK



  • Consigli pratici per uccidere mia suocera - Giulio Perrone omaggio autore
  • Cose che non voglio dimenticare - Lara Avery mLol
  • Piccole grandi bugie - Liane Moriarty omaggio Mondadori
  • Un albero al contrario - Elisa Luvarà omaggio Rizzoli
  • Una storia nera - Antonella Lattanzi omaggio Mondadori
  • Distorted fables - Deborah Simeone omaggio Mondadori
  • Un piccolo favore - Darcey Bell mLol
  • Il metodo 15/33 - Shannon Kirk mLol
  • Prove di sopravvivenza per una famiglia felice - Maddie Dawson anteprima omaggio Giunti
  • La regola dei pesci - Giorgio Scianna mLol
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A marzo ho letto 10 libri per un totale di 2668 pagine 

cliccate sulle foto per leggere le recensioni

   
  
  
Recensione il 3 aprile
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TO BE READ


  • Niente è come te - Sara Rattaro 
  • La locanda dell'ultima solitudine - Alessandro Barbaglia
  • Funne Le ragazze che sognavano il mare - Katia Bernardi
  • Le stanze dei ricordi - Jenny Eclair
  • Prove di sopravvivenza per una famiglia felice - Maddie Dawson
Ecco qui, come potete notare la mia TBR di aprile è più risicata del solito. Questo perché ci sono due titoli in uscita che spero di riuscire a leggere subito e, inoltre, come detto all'inizio di questo post, io e Laura saremo impegnate con Tempo di Libri per tutta un'intera settimana, quindi il tempo per leggere sarà veramente ridotto al minimo! Pertanto, tolte un paio di letture in funzione del Premio Bancarella (la Rattaro e Barbaglia), un libro preso in biblioteca e due nuove uscite, ho preferito non inserire troppi titoli, lasciandomi spazio e tempo per decidere!

Come sempre, lascio a voi la parola per sapere cosa avete letto a marzo e, soprattutto, ditemi se sarete presenti a Tempo di Libri, così magari riusciremo ad incontrarci!