SINOSSIElena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso L'amica geniale e Storia del nuovo cognome , sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l 'agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.
AUTORE: Elena Ferrante
EDITORE: e/o
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 ottobre 2013
PAGINE: 382
CODICE ISBN: 9788866324119
PREZZO: 19.50 €
E-BOOK: 12.99 €
PERSONAGGI 7
STILE 7
INCIPIT 8
FINALE 8
Questa volta troviamo le due ragazza ormai adulte e con due vite sitanti e diverse che metteranno a dura prova il loro rapporto di amicizia, causando un allontanamento forse definitivo.
Lila, invece, dopo aver lasciato il marito ed il benessere che quest'ultimo le garantiva, dopo aver iniziato a lavorare in un fabbrica di salumi, si butterà a capofitto nella lotta operaia e nei tumulti di quegli anni, sempre contraddistinta, però, dal suo innato egoismo.
Anche in questo terzo romanzo, il personaggio di Elena mi ha suscitato non poco nervosismo: dopo essersi resa conto che, in fondo, il rapporto tra lei e Lila non è così vero e profondo come ha sempre creduto,
Che amicizia era quella mia e di Lila?
Lila. Beh, Lila è sempre quella: fa, disfa, ragiona e poi sragiona. Non l'ho amata molto nei due romanzi precedenti e, con questo, l'ho definitivamente odiata! Mi urta la sua capacità di sminuire tutto ciò che Elena fa e tutto ciò che Elena pensa. Mi innervosisce il modo in cui si rivolge ad Elena, dando per scontato che lei faccia tutto ciò che Lila le chiede o, spesso, le impone.
In fondo, durante tutti e tre i romanzi, Lila non fa altro che far pensare ad Elena che la migliore, tra le due, è e sarà sempre lei: anche se non ha studiato, anche se è rimasta nel rione, anche se ha fallito come moglie e come madre, si sente sempre superiore ad Elena e glielo fa notare in tutti i modi.

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