Bookblogger vs Autore emergente: quando il PDF arriva senza bussare

Tu mi mandi il romance in allegato, io mi faccio il segno della croce

La scena è sempre la stessa.

Apro la mail. 
Oggetto: Proposta di collaborazione 
Dentro, la frase rituale: “Sono sicuro che ti piacerà.” 

Segue allegato PDF. 
Di solito un romance. 
O un fantasy con sette casate, tre lune e un protagonista tormentato. 
Io che non leggo romance né fantasy. 
Io che, da anni, scrivo nero su bianco cosa leggo. 

E niente.
Arriva il PDF. 

Il problema non è che mi mandi il file. 
Il problema è che mi mandi la carbonara quando io non la mangio. 
Non è una questione di morale. È digestiva. 

Il rapporto tra bookblogger e autore emergente è il più fragile del web letterario. 
Perché parte da un presupposto romantico: “Se ami i libri, amerai il mio.” 

No. 
Se amo i libri, amerò alcuni libri. 
E amare i libri non significa amare tutti i libri come una zia benevola a Natale. 

Quello che mi manda in tilt non è l’aspettativa di recensione positiva. 
Non è il senso di colpa. 
È dare per scontato che un blogger voglia leggere qualunque cosa
Che la passione equivalga a disponibilità illimitata. 
Che la parola “letteratura” annulli la parola “scelta”. 

Non è così. 

Più e più volte mi è capitato di rispondere che sarebbe carino informarsi prima. 
E più e più volte la reazione è stata sorpresa. 
A volte irritata. 
Come se dire “non è il mio genere” fosse un affronto personale. 

E qui l’ironia finisce un attimo. 

Perché scrivere è fragile. 
E mandare il proprio libro a qualcuno è un atto di esposizione. 
Lo so. Lo capisco. 
Ma il rispetto funziona a doppio senso. 

Io non entro in una libreria, prendo il primo libro a caso e pretendo che mi rappresenti. 
Perché dovrei farlo con il mio blog e il mio tempo? 

La verità scomoda è questa: non ho alcun obbligo morale di leggere tutto ciò che mi viene inviato. 
La mia passione non è un servizio pubblico. 

Non ho mai recensito un libro che non mi convinceva per non ferire qualcuno. 
Non l’ho fatto dieci anni fa, non lo faccio adesso. 
Perché la sincerità non è crudeltà. 

E sì, lo ammetto senza remore: non sento una particolare empatia automatica verso l’autore emergente solo perché è emergente. 
Mi dispiace? No! 
Mi sembra onesto? Sì! 

Il punto non è che mi mandi il PDF. 
Il punto è che mi mandi qualcosa che non leggo, senza aver mai letto me. 

Questo rapporto non è una favola tra chi scrive e chi legge. 
È più simile a un invito a cena: se sai che detesto la carbonara, non mi prepari la carbonara. 
Non ti dirò che è buona per farti contento.
La guarderò, sorriderò e penserò che forse non ci siamo capiti dall’inizio. 

La soluzione non è leggere tutto. 
La soluzione è leggere meglio. 

Io scelgo cosa leggere. 
Tu scegli a chi mandare il tuo libro. 
Se facciamo entrambi questa fatica in più, forse il web letterario smetterà di sembrare una catena di Sant’Antonio in PDF. 

E se proprio devo dirla tutta: non è l’allegato che mi spaventa. 
È l’idea che, a volte, nel mondo dei libri, si leggano meno le persone di quanto si leggano le pagine.



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