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Visualizzazione dei post con l'etichetta la libridinosa

Libri per ricominciare l'anno con il piede giusto: letture che accompagnano

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Gennaio è quel mese in cui tutti parlano di nuovi inizi, buoni propositi, vite stravolte. Io no. Gennaio, secondo me, è fatto per riprendere fiato. Per rimettere un piede davanti all'altro. per leggere senza dover dimostrare niente a nessuno - nemmeno a noi stesse. Questa non è una guida per diventare persone migliori. È una guida per ricominciare piano, con libri che non spronano, non giudicano, non urlano "forza!". Libri che semplicemente stanno con te. Ecco quelli che, secondo me, fanno proprio questo. La tentazione di essere felici - Lorenzo Marone Un libro che ti ricorda che non è mai troppo tardi per sistemare qualcosa. Nemmeno se ti senti in ritardo su tutto. L'uomo che metteva in ordine il mondo - Fredrick Backman Perfetto per chi sente il bisogno di rimettere insieme i pezzi, senza fretta. La lista dei miei desideri - Lori Nelson Spielman Gentile, rassicurante, senza la retorica del "cambia vita". Il rumore delle cose nuove - Paolo Genovese Per chi ...

Leggere come atto di resistenza: quando i libri diventano un rifugio dal rumore del mondo

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È sera. Sono sul divano, accoccolata tra le braccia di Roby. La casa è in silenzio, ma non quel silenzio teso che fa venire voglia di controllare il telefono, riempire spazi, dire qualcosa "di intelligente" pur di non restare fermi. È un silenzio abitabile. Il libro è lì, sul tavolino. Non ci guarda con rimprovero. Non ci chiama. Non fa quella cosa fastidiosa che fanno certi oggetti culturali quando sembrano dire: dai, muoviti, produci, sfrutta il tempo. Sta fermo. Come noi. Ed è in quel momento - non mentre leggo, ma mentre non leggo - che capisco una cosa scomoda: forse la lettura, oggi, non è il gesto eroico che ci raccontiamo. Forse è una forma di resistenza molto più quieta. E molto meno instagrammabile. Viviamo in un tempo che misura tutto. Quello che fai. Quanto lo fai. Con che costanza. Con quale resa. Anche la lettura è finita dentro questo tritacarne: challenge, obiettivi annuali, pile da smaltire, numeri da esibire come medaglie. Leggi? Bene. Quanto?  Perché? A che...

Bookblogger vs me stessa di 13 anni fa: evoluzione o sopravvivenza?

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Allora recensivo per passione. Ora anche per ortopedia lombare Tredici anni fa scrivevo di libri per sentirmi meno sola. Non per costruire un'identità, non per "esserci", non per difendere un'opinione. Scrivevo perché dall'altra parte dello schermo immaginavo qualcuna come me: una che leggeva, che sentiva troppo, che aveva bisogno di capire se non era l'unica a sentirsi spezzata a pagina 214. Tredici anni fa non sapevo cosa fosse un algoritmo. E soprattutto non sapevo cosa significasse doverci essere. C'era il blog, c'erano i post, c'erano i commenti. Tanti e veri. E c'ero io, con un entusiasmo forse ingenuo, ma leggero sulle spalle. La me stessa di allora spiegava poco. Scriveva come se bastasse dire "questo libro mi ha fatto compagnia" per essere capita. Non sentiva il bisogno di giustificarsi, di argomentare fino allo sfinimento, di mettere le mani avanti. Leggeva e basta. Pubblicava e basta. Respirava. Poi è arrivato il resto. Le ...

Il Patto Editoriale 2026: la voce vera di Laura

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Alle mie lettrici e ai miei lettori Non vi prometto un anno leggero. Vi prometto un anno sincero . Nel 2026 non vi offrirò una versione migliore di me, ma quella più vera. Meno lucidata, meno pronta, meno performante. Ho deciso una cosa semplice e irreversibile: non parlerà più il personaggio. Parlerà la voce . Questo significa che a volte rideremo, a volte staremo in silenzio, a volte diremo cose scomode con parole eleganti e altre volte diremo cose eleganti con parole scomode. Non sarò sempre brillante, non sarò sempre d'accordo. Non vi darò quello che volete, ma non vi darò mai quello che non sento. Questo spazio non serve a dimostrare nulla. Non serve a reggere un ritmo, non serve a tenere una posizione. Serve a respirare insieme mentre si leggono le stesse ferite con nomi diversi. Nel 2026: leggeremo anche libri che deludono molleremo cose a metà senza vergogna cambieremo idea senza doverci giustificare difenderemo il piacere senza renderlo produttivo Qui non si viene per esse...

Bookblogger vs Bookstagrammer: parole storte, foto perfette

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Io, un libro e una foto venuta male: buongiorno, realtà Stamattina ho fotografato un libro. Anzi, no: ho tentato di fotografare un libro. Risultato? Una copertina storta, luce pessima, tazza mezza vuota e riflesso della mia faccia stanca sullo schermo. Nel frattempo, su Instagram, qualcuno aveva già pubblicato l'ennesimo flat lay perfetto: libro centrato al millimetro, caffè fumante, fiore secco strategico, luce naturale che neanche Capri a mezzogiorno. Preset contro pensieri: quando l'estetica prende a schiaffi la sostanza Il mondo dei libri oggi è questo: da una parte chi racconta, dall'altra chi mostra. I Bookstagrammer costruiscono estetiche, i Bookblogger costruiscono pensieri . Loro lavorano di palette, noi di paragrafi. Loro regolano i preset, noi i filtri mentali. Non è una guerra, teoricamente. È una convivenza forzata. Ma ogni tanto sembra una sfida silenziosa: chi deve essere più perfetto? Il contenuto o la confezione? Perché sì, la foto è pulita, elegante, armon...

BOOKBLOGGER vs BOOKTOKER – Due mondi, un amore (disfunzionale) per i libri

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C’era una volta un mondo ordinato, in cui i lettori si trovavano tra blog e forum a discutere civilmente (più o meno) su trame, stili narrativi e personaggi insopportabili. Poi arrivò TikTok. E con lui, una nuova razza di creature mitologiche: i Booktoker. Da allora, noi poveri bookblogger viviamo in un continuo déjà vu tra: “Questo libro mi ha spezzato l’anima” e “Dieci romanzi che mi hanno distrutto alle 3 di notte mentre piangevo con la ring light accesa”.  Ora, non fraintendiamoci: viva i Booktoker! Davvero. Hanno riportato i libri tra i trend, fatto scoprire classici ai quindicenni e dimostrato che sì, si può parlare di letteratura anche ballando sulle note di Olivia Rodrigo. Ma nel frattempo, il bookblogger medio – quello con la schiena piegata dal peso delle bozze e il polso logoro da tastiera – è diventato l’equivalente letterario del fax: obsoleto, rumoroso e un po’ polveroso.  Il dramma del contenuto lungo   Noi scriviamo recensioni da 1200 parole (1200? Ma chi?...

Ciao, Cesare...

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Sono passati quasi dieci anni e non ho mai avuto il coraggio di tornare da te. Quasi dieci anni e il massimo che mi sono concessa di fare è stato rileggere qualche passaggio, qualche frase, mai più di due pagina alla volta, spesso aprendoti a caso. Sono passati quasi dieci anni e io e te siamo diventati quasi una cosa sola , la frase che più spesso mi sono sentita rivolgere: "Ma lo ha scritto parlando di te?". E pensare che non ci conoscevamo neanche! Eppure l'ho pensato anche io: mentre ti scoprivo per la prima volta, riga dopo riga, borbottio dopo borbottio; mentre ti consigliavo a chiunque mi chiedesse un libro per uscire dal blocco del lettore, da regalare a un amico triste, da donare per far felice qualcuno. Quasi dieci anni e tu sei tornato nella mia vita, prepotente, e con la tua faccia burbera mi hai chiesto: "Beh? Pensavi di farti viva prima o poi?". Ah Cesare mio, vecchio sociopatico del mio cuore, sapessi quante volte ci ho pensato! Quante volte mi so...

Diario di Bordo - Undici... e poi?

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Undici anni. Undici... o "i due uni" come disse una volta un mio cuginetto, estraendo i numeri per la tombola! I due uni! 1+1=2. Due come me e il blog! Siamo in due: io che scrivo, lui che accoglie i miei deliri! Prima di scrivere questo post, sono andata a rileggere quelli pubblicati negli anni scorsi... e ammetto di essermi anche un po' commossa!  Ci sono stati anni in cui non ho scritto nulla, altri in cui ero entusiasta, anni in cui ho lasciato, almeno in parte, la parola a chi mi è stato accanto in questo percorso e anni, infine, in cui traspariva stanchezza. E quest'anno? Questo è l'anno dei passi indietro ... un po' come un gambero! Digito queste parole da una stanza librosa completamente rimessa a nuovo , stravolta rispetto a ciò che era poco meno di un anno fa: nuovi colori, nuova scrivania, nuove librerie (queste sono proprio fresche fresche di montaggio!), nuovi spazi da riempire di libri! E, forse, anche una nuova me! Sto lasciando andare tante co...

Dicono di me... da quattro anni!

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*in verde i commenti di Laura*   *in blu i commenti della Bacci* 29 marzo 2013 - ore 22.00 circa  ( devi dormire!! ) Consorte fa la spola letto-divano da quasi 60 giorni, reduce da un intervento al tendine d'Achille (lui che di Achille non ha manco le iniziali, il tendine se l'è rotto scendendo le scale! Come d'Achille non ha nulla? Achille era un gran combattente e quel povero disgraziato di Consorte combatte la sua guerra ogni giorno, dall'istante in cui pronunciò il fatidico sì - Che poi io non prenderei tanto in giro visto che tu ti sei fatta male ad un polso con un libro... le senti le risate? Sono quelli del pronto soccorso che ancora pensano a te ). Io lo fisso con sguardo truce ( poro Cotogno ). In questo momento potrei ucciderlo. Non fate quella faccia: provate ad immaginare un iperattivo costretto all'immobilità. Ecco, grazie per la comprensione! Grazie a chi? A me no di certo... Comprensione?? Per lui certo che non poteva fuggire. (Siete due cretine!...