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Come iniziare a leggere Stephen King senza perdere il sonno (guida per principianti)

 

Spoiler: non morirai. Forse.

C'è sempre quel momento, nella vita di ogni lettore, in cui succede una cosa molto precisa: qualcuno nomina Stephen King e tu fai quella faccia.
Quella tra il curioso e il traumatizzato preventivo.
Tipo: "Mi ispira tantissimo, però... ecco... dormo anche, ogni tanto."

Perché, diciamolo: King ha questa reputazione.
Quello dei pagliacci assassini, delle bambine inquietanti, delle cose che succedono quando spegni la luce.

E allora tu rimandi. Rimandi da anni. 
Rimandi con una dignità che nemmeno all'università.

E nel frattempo ti perdi una cosa fondamentale: Stephen King non è (solo) paura. Stephen King è letteratura.
Sì, proprio così.
Non svenire adesso.

Perché questa guida esiste

Questa guida esiste per un motivo molto semplice: King viene spesso iniziato nel modo sbagliato.

Gente che parte da libri che ti tolgono il sonno, la serenità e a volte pure la fiducia nell'umanità.
Gente che dice: "Leggi It!" come se fosse un racconto da ombrellone.
Gente che ti butta dentro l'oceano e poi urla: "Nuota!"

No.
No, grazie.

Stephen King va incontrato, non affrontato.
Va capito per quello che è davvero: uno scrittore che usa l'horror come altri usano il tè delle cinque.

E qui arriva la verità che nessuno ti dice (ma io sì, perché ti voglio bene):
King è la versione horror di Jane Austen.

Cambia l'ambientazione, cambia il tasso di inquietudine... ma sotto  c'è la stessa cosa: personaggi, relazioni, società, umanità.
Solo che invece di un ballo in salotto... c'è qualcosa sotto il letto!

Come iniziare davvero: le categorie giuste

Per non perdere il sonno (e la voglia di leggere), devi entrare in King dalla porta giusta.
Non tutte sono uguali. Alcune sono... diciamo... porta dell'inferno.

🟢  Il King "umano" (quello che ti frega senza farti urlare)

Questo è il punto di ingresso perfetto, quello che ti fa dire: "Ah... ma allora è questo."
Qui King racconta la vita, le persone, le relazioni.
E ogni tanto - così, giusto per non farci rilassare troppo - ci infila un brivido.

Il miglio verde
22/11/63

Qui capisci tutto: lo stile, il cuore, la profondità.
E no, non avrai incubi.
Avrai pensieri. Che è peggio, ma in senso bello!

🟡 Il King psicologico (ti entra in testa e non paga l'affitto)

Qui si alza un pochi il livello. 
Non di paura, ma di tensione interna.

Misery
Shining

Non è tanto "oddio cosa succede", quanto "oddio cosa sta succedendo dentro le persone".
Spoiler: è il King che diventa pericoloso, perché non puoi chiudere il libro e dire "era solo una storia".

🟠 Il King "classico ma accessibile" (quello giusto per capire il mito)

Qui entri nel territorio più noto, ma ancora gestibile.

Carrie

Breve, potente, diretto.
Perfetto per capire cosa può fare King quando decide di farti male senza avvisare.

🔴 Il King da NON iniziare (se vuoi continuare a dormire)

Qui facciamo un servizio pubblico.

Cujo
Pet Sematary
It (sì, lo dico: NON all'inizio)

Non perché non siano capolavori, ma perché sono come entrare in palestra il primo giorno e dire: "Sollevo 200 kg."

It, poi, è un romanzo di formazione gigantesco. 
Va letto quando sei pronto, non quando sei curioso e fragile come un biscotto nel latte.

La verità finale (quella che ti cambia prospettiva)

Stephen King non si legge per avere paura, si legge per capire quanto possa essere potente una storia.
La paura è solo uno strumento, come lo sono l'ironia o il romanticismo o il tè delle cinque!

E quando entri davvero nel suo mondo, succede una cosa strana: non hai più paura di King, hai paura di non leggerlo abbastanza.

Invito alla lettura

Se sei arrivato fin qui e stai pensando: "Ok, posso farcela", allora sì. Puoi farcela!

Non devi leggere tutto, non devi leggere subito i più difficili né dimostrare niente.
Devi solo iniziare dal posto giusto.
Perché Stephen King non è un test di coraggio, è un incontro.

E come tutti gli incontri importanti, va fatto con i tempi giusti.
E fidati di me: una volta che entri... non esci più.

E no, non è una minaccia.
O forse sì!




Recensione 'Cujo' di Stephen King - Pickwick


CUJO
Stephen King
Pickwick
8 settembre 1981
409 pagine

A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna... finché, una notte, il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede emergere dalle tenebre due occhi infuocati. Chi è la creatura diabolica che da quel momento comincia a seminare ovunque terrore e desolazione? E' forse Cujo che, diventato idrofobo, si è trasformato nell'incarnazione stessa del male?

Recensione 'Misery'
di Stephen King - Pickwick


MISERY || Stephen King || Pickwick || 8 giugno 1987 || 384 pagine



Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. Affetta da gravi turbe psichiche, la donna non gli perdona di avere "eliminato" Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone, tra terribili torture, di "resuscitarla" in un nuovo romanzo. 
Paul non ha scelta, pure rendendosi conto che in certi casi la salvezza può essere peggio della morte.
Un capolavoro dell'horror, divenuto un film culto con una strepitosa Kathy Bates, premiata con l'Oscar. Un incubo raccapricciante che solo Stephen King poteva concepire.

Recensione 'Il miglio verde'
di Stephen King - Pickwick


IL MIGLIO VERDE || Stephen King || Pickwick || febbraio 1997 || 552 pagine



Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come Il Miglio Verde, i detenuti come lo psicopatico Billy the Kid Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri? Un autentico capolavoro firmato Stephen King e dal quale è stato tratto lo straordinario film di Frank Darabont con Tom Hanks.

Recensione 'L'istituto' di Stephen King - Sperling & Kupfer


Titolo: L'istituto || Autore: Stephen King || Editore: Sperling & Kupfer ||
Data di pubblicazione: 10 settembre 2019 || Pagine: 560

È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali - telepatia, telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell'orrore», dice Kalisha. «Chi prende una stanza non ne esce più.» Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'Istituto.