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Visualizzazione dei post con l'etichetta editoriale del mercoledì

Reading Journal vs Diario di Lettura: differenze, significato e perché non esiste una regola

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  Manuale semiserio per smettere di litigare sui quaderni Reading Journal vs Diario di lettura. Ieri ho scoperto una cosa meravigliosa: si può discutere anche di questo. Non dei romanzi che cambiano la vita. Non dei finali che ci devastano. Non delle copertine brutte come il peccato. No. Del nome del quaderno in cui scriviamo cosa leggiamo. È successo così: durante uno scambio con una bookstagrammer (confronto civile almeno all'inizio, meno costruttivo alla fine), è emersa una convinzione piuttosto netta. Secondo lei, il Reading Journal è una cosa precisa: deve contenere challenge, obiettivi, bingo letterari, categorie da completare. Senza questo, non è un Reading Journal. Io ho fatto notare - con candore, lo giuro - che forse la differenza con un Diario di Lettura è più linguistica che strutturale. Che, in fondo, entrambi sono spazi per tenere traccia delle proprie letture. Che ognuno li riempie come meglio crede. Apriti cielo! Mi è stato persino fatto notare che scegliamo termini...

I blog sono davvero morti? Perché oggi scrivere online richiede più coraggio di prima

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Scrivere non per piacere a tutti, ma per restare fedeli alla propria voce I blog sono davvero morti? "I blog sono morti." Me lo dicono spesso. Con una convinzione tale che, per un attimo, mi prende una tenerezza infinita. La stessa che ti viene quando qualcuno ti spiega con grande sicurezza una cosa completamente sbagliata. Tipo quando ti spiegano come funziona il tuo lavoro. O la tua vita. Li guardo. Sorrido. A volte - lo ammetto - spiattello i numeri del blog. Le visualizzazioni quotidiane. Quelle vere, non gonfiate, non urlate, non vestite da miracolo editoriale. E succede una cosa bellissima: cade la mascella. Io, con enorme senso civico, non li aiuto a raccoglierla. La lascio lì. È un momento educativo. Perché no, i blog non sono morti. Sono solo diventati un posto in cui non tutti hanno il coraggio di stare. Perché oggi tenere un blog richiede più coraggio di prima Il mio blog, per esempio, non è uno strumento. Non è una strategia. Non è nemmeno "un progetto"....

Come non farsi fregare dai consigli "motivazionali" da lettori perfetti

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Perché "se vuoi il tempo lo trovi" è la frase più tossica detta a chi ama leggere C'è una frase che mi manda in sofferenza più di un refuso in prima pagina. Una di quelle che arrivano puntuali come l'influenza stagionale, con l'aria di chi sta facendo del bene all'umanità: "Se vuoi il tempo lo trovi". Detta a chi legge poco. Detta a chi è stanco. Detta a chi ama profondamente i libri, ma non riesce sempre a infilarli in agenda come una vitamina obbligatoria. Ogni volta che la sento, mi viene voglia di chiudere Instagram fare un respiro luuuuuuungo. Così lungo da farmi dimenticare la password. Quando la lettura diventa una disciplina (indovinate: non funziona) Negli ultimi anni la lettura è stata raccontata come il fitness.  Allenamento quotidiano. Costanza. Routine. Disciplina. Se non leggi, è perché non ti impegni abbastanza. Se non trovi tempo, è perché non lo vuoi davvero. Se molli un libro, è perché non sei abbastanza motivata. Il problema non è ...

Perché tutti parlando di "Skippy muore" e io no

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Letture, hype e onestà Comincio da qui, senza prenderla alla larga: in questo periodo non ho voglia di leggere un libro che so già potrei detestare. Lo dico subito, così evitiamo equivoci. Non è snobismo. Non è posa intellettuale. È memoria storica. I miei precedenti con questo autore non sono felici,  Il giorno dell’ape mi ha lasciato addosso una sensazione precisa e inequivocabile: fastidio. Quello che non evolve, quello che non chiarisce. Quello che ti infligge ferite a caso e poi se ne va, come se avesse fatto qualcosa di profondo solo perché è stato lungo e ambizioso. Ecco perché, quando questa settimana ovunque sento nominare Skippy muore , io provo una cosa molto poco letteraria ma molto onesta: indifferenza. Non irritazione. Non rifiuto militante. Proprio indifferenza.  Skippy muore è ovunque. È il libro di cui bisogna parlare. Quello che ti colloca subito nella categoria giusta: lettore serio, lettore colto, lettore che ti “capisce”. Eppure, più tutti ne parlano, pi...

I 5 errori che ogni lettore fa a gennaio

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Gennaio, il mese delle bugie educatamente accettate Gennaio è quel mese in cui, per qualche motivo inspiegabile, pensiamo di poter diventare persone nuove. Più organizzate. Più motivate. Più lettrici modello. È il mese delle agende intatte, delle TBR appena nate e già troppo ambiziose, delle frasi tipo: "Quest'anno mi gestisco meglio". Io gennaio lo guardo sempre con sospetto. Perché so già come va a finire: tanta buona volontà, poca lucidità e un comodino che collassa sotto il peso delle aspettative. Errore numero 1: trattare gennaio come un lunedì lungo Gennaio viene spesso vissuto come un enorme "dai, ripartiamo bene". Il problema è che non è un lunedì. È più un martedì freddo, con le occhiaie di dicembre ancora addosso. Pretendere concentrazione, entusiasmo e slancio creativo da un cervello appena uscito dalle feste è come chiedere a un gatto di fare agility: teoricamente possibile, emotivamente discutibile. Errore numero 2: ricominciare a leggere "fort...

Come non rispondere alla domanda "Quanti libri hai letto quest'anno?"

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La scena del crimine Succede sempre così: ti siedi, prendi fiato, sei tranquilla. Poi arriva lei, la domanda: "Quanti libri hai letto quest'anno?". Detta con quel tono lì, quello che non chiede davvero. Quello che misura . Come se stessi per salire su una bilancia emotiva e il risultato comparisse in sovrimpressione: lettrice valida/lettrice deludente. Io sorrido. Dentro, però, sento lo stesso brividino che si prova quando qualcuno ti chiede l'età e tu sai che non è una curiosità, è un confronto. Il nodo: quando i numeri diventano più importanti dei libri Per anni sono stata una lettrice da almeno 100 libri l'anno. Lo dico senza falsa modestia e senza orgoglio: era un fatto. Leggevo ovunque, sempre. Anche quando non ne avevo voglia. Anche quando ero stanca. Anche quando, a dirla tutta, stavo tappando silenzi che non volevo ascoltare. Poi è arrivato Instagram. E con lui la classifica non richiesta: wrap up (che a me sa sempre di cibo del McDonald's!), obiettivi...

L'anno dei libri dimenticati: quando la vita cambia e la lettura resta indietro

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Premessa affettuosamente disperata C'è stato un tempo - tipo l'anno scorso, niente di epico - in cui potevo permettermi il lusso di leggere 6 romanzi al mese. Avevo una routine, una poltrona, dei cani che russavano e un buon rapporto con la mia libreria. Insomma, un equilibrio (orribile, ma tale era). Poi è arrivato questo nuovo anno che, invece di bussare, è entrato sfondando la porta: nuova città, nuova casa, un lavoro, nuovo amore! Un quartetto perfetto... per ridurre drasticamente la mia capacità di leggere qualunque cosa  più lunga della lista della spesa. Il risultato? L'anno dei libri dimenticati. Iniziati e abbandonati, sfogliati e traditi, lasciati a metà come relazioni estive senza messaggio di addio. E non nego che, per una lettrice come me, abituata a macinare pagine come se stessi allenandomi per le olimpiadi della TBR, la scoperta sia stata, almeno inizialmente, traumatica. La sfilata dei libri abbandonati (non per colpa loro) Giuro che non erano libri sbaglia...

Cinque segnali che la tua TBR ti sta sfuggendo di mano (e come riderci sopra)

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"Ciao, mi chiamo Laura e la mia TBR ha superato i ventordicimila volumi" Ammettiamolo: la TBR (To Be Read, cioè la pila di libri da leggere, per chi ancora vive felice nel mondo dei lettori equilibrati) è come quella pianta che prometti di annaffiare ogni giorno e poi ti ritrovi a fine estate con una giungla in salotto. Solo che al posto delle foglie, ci sono copertine, trame e sensi di colpa rilegati in brossura. Ogni volta che dico "non compro più libri finché non finisco quelli che ho", un libraio da qualche parte sente un brivido di panico e un algoritmo di Amazon mi manda una newsletter affettuosa tipo: "sicura di voler mentire così, ancora?". Le scuse creative di chi vive nel (dis)ordine "Questo lo prendo per le ferie". Certo, come no. Peccato che le ferie durino due settimane e i libri in valigia siano venti. Oppure la mia preferita: "Ha una copertina bellissima". Perché, si sa, non esiste niente di più razionale dell'acquist...

Lettera ironica agli editori: copertine, errori e amori impossibili coi lettori

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Cari editori, accomodatevi. Niente paura, non mordo. O quasi. Sedetevi, prendete una tazza (ma niente tè pastello, vi prego) e ascoltate. Questa non è una guerra, è una lettera d'amore un po' stropicciata , piena di ironia e qualche graffio. Perché, vedete, noi lettori vi amiamo - ma ci fate anche un po' arrabbiare. Vi seguiamo, vi sosteniamo, vi riempiamo le tasche e le storie Instagram, ma ogni tanto... ci chiediamo se viviate nello stesso mondo nostro. Quello dove una copertina è importante, ma anche una trama leggibile; dove le bozze andrebbero corrette prima della stampa; e dove non serve un titolo lungo quanto un testamento per attirare l'attenzione. A chi pubblica solo copertina pastello con tazze di tè: serve uno psicologo (e un grafico sobrio) Cari editori dell'estetica zuccherosa, possiamo parlare? Ogni volta che vede una copertina con una ragazza di spalle, un fiore appassito e un font calligrafico color cipria, un lettore muore dentro. Capisco la necessi...

Finire un libro o iniziarne tre? Il dilemma segreto di ogni lettore multitasking

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Tre segnalibri sparsi, mille promesse non mantenute Ah, la scena è così familiare che potrebbe essere la mia foto profilo: tre segnalibri sparsi sul tavolino del soggiorno, uno abbandonato nel letto, uno infilato tra le pagine di un libro mai chiuso e l'altro... boh, probabilmente è ancora nel bus che mi ha portato all'ultima libreria aperta. Promesse? Ce ne sono state a dozzine: "Stavolta lo finisco, giuro!". Risultato? Ancora lì, sospeso tra la pagina trenta e la quarantacinque, come un pendolo emotivo che oscilla tra senso di colpa nuova curiosità. La fedeltà a un libro è sopravvalutata Riflettiamoci: perché ci sentiamo in colpa se iniziamo un altro libro mentre quello precedente attende paziente sul comodino? Forse perché la società dei lettori perfetti ci insegna che "un libro alla volta" è sinonimo di disciplina morale e amor letterario puro. E invece no, amici miei: la fedeltà a un solo libro è sopravvalutata! Il cuore del lettore multitasking è fatt...