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La casa di King - Benvenuti nel ciclo


Articolo 0 ・ Settembre 2026 ・ Inizio del ciclo King


Lo scrittore da autogrill


Negli ultimi due anni sui social è accaduta una cosa strana: Stephen King è diventato, all'improvviso, una rivelazione.

Ventenni che pubblicano foto di Shining, scrivendo "ma perché non lo avevo letto prima?" Booktoker che si avvicinano a It come se il libro fosse appena arrivato in libreria, gente che dice "non immaginavo che King scrivesse in questo modo" con una meraviglia così genuina da fare tenerezza - e, ogni tanto, questa cosa fa anche un po' ridere!

Perché per decenni Stephen King è stato etichettato come lo scrittore da autogrill. Roba da ombrellone, letteratura di serie B, niente di serio. Noi kinghiani storici lo sapevamo già. Continuavamo a comprare i suoi romanzi, a leggerli in treno, a passarceli di mano come si fa con un segreto condiviso. Eravamo lettori di seconda fascia e, francamente, non ci pesava per niente.

Ora il mondo ha capito quello che noi sapevamo da sempre. Benissimo così.

Benvenuti, vi stavamo aspettando!

La libreria di Carmelo


Sono diventata kinghiana verso i tredici anni, nella stanza di un ragazzo che non era quasi mai in casa.

Carmelo era il fratello della mia migliore amica, Mimì. Studiava in un'altra città e tornava a casa solo per le feste. In quella stanza, però, aveva lasciato una libreria che sembrava progettata proprio per me: decine di romanzi di Stephen King, allineati per data di uscita, come una truppa in formazione. A casa di Mimì ci passavo moltissimo tempo - quasi ci abitavo - e di notte dormivo proprio in quella stanza.

Il resto lo sapete. O meglio: lo saprete. Una storia che comincia con Carrie, una me tredicenne e una libreria non mia. Una storia che non ha ancora raggiunto la sua fine.

Ma di questa storia vi parlerò nella recensione di lunedì prossimo. Qui mi interessa altro: quell'ordine. I romanzi uno dietro l'altro per data di pubblicazione, come se Carmelo avesse costruito - senza saperlo - una cronologia perfetta. Ho letto King così allora e così lo sto rileggendo ora: dall'inizio, in sequenza, senza saltare nulla. 

Con King il disordine è solo una scusa. L'ordine cronologico non è un dettaglio: è tutto. Almeno finché il mio animo da Gemelli incallita non deciderà di sconvolgere l'ordine prestabilito!

La casa


King non è uno scrittore nel senso canonico del termine. King è un mago che fabbrica mondi. E come ogni mondo degno di questo nome, anche il suo ha una geografia precisa, una mappa, dei confini che si impara a riconoscere.

Ho sempre pensato al suo catalogo come a una casa. Non una casa qualsiasi: quella casa, la villa vittoriana di Bangor, Maine, con i cancelli in ferro battuto pieni di ragni e pipistrelli. Per noi kinghiani è un posto quasi sacro. E per la Laura tredicenne che si addentrava nei suoi libri dalla camera di Carmelo, ogni stanza di quella casa conteneva un gruppo di romanzi tenuti insieme da un filo tematico sottile ma resistente.

Ho disegnato la mappa. Otto stanze al piano principale, ciascuna con la propria luce, la propria aria, i propri romanzi.

Il terrore puro - quello che ti sveglia alle tre di notte con il cuore in gola.
Il male quotidiano - quello che non ha bisogno di mostri perché l'essere umano basta e avanza.
La fine del mondo - le apocalissi, i crolli, i conti che prima o poi arrivano.
Il passato che non muore - la memoria come condanna, il tempo come trappola.
Il soprannaturale gentile - il lato luminoso del suo fantastico, quello che commuove più che spaventare.
L'infanzia perduta - i bambini al centro, l'innocenza che si incrina. 
Il crimine e la colpa - il detective come figura morale, la giustizia come ossessione.
E infine, Bachman - lo specchio oscuro, l'alter ego nichilista, il King che non voleva essere riconosciuto.

Al piano superiore, inaccessibile, c'è La Torre Nera: la colonna vertebrale dell'intero universo, la saga che raccoglie ogni filo, ogni personaggio, ogni piano parallelo che King abbia mai inventato. In cantina, d ove quasi non arriva luce, stanno i romanzi inclassificabili - quelli che non si fanno mettere in fila da nessuna parte.

Il ciclo


Da questo mese ripercorro tutto dall'inizio. Ogni romanzo avrà la sua recensione, ogni stanza avrà il suo articolo tematico ogni qualvolta avrò terminato tutti i libri che la abitano.

E poi c'è la casa vera, quella che potete visitare qui nel blog: una pianta interattiva, stanza per stanza. Ci passeggiate col mouse, cliccate, vedete cosa manca ancora. I titoli si accendono man mano che li recensisco, diventano link diretti alla recensione. È il modo più onesto che ho trovato per farvi vedere a che punto sono e a che punto siete voi, se deciderete di seguire questo percorso.

Non ho fretta: King non si divora, si abita.
Si comincia dall'inizio. Si ricomincia da Carrie.

Laura