"Un grammo di felicità al giorno" di Siri Østli: la malinconia gentile che non ti sconvolge (ma ti fa bene)
UN GRAMMO DI FELICITÀ AL GIORNO
Siri Østli
Garzanti
360 pagine
25 ottobre 2022
È mattina, e Fie non vede l’ora di ricevere il suo messaggio quotidiano. Poche righe che contengono un compito da svolgere per tornare a vivere davvero e rompere la monotonia di giornate sempre uguali. Da qualche settimana, infatti, segue un calendario dell’Avvento in cui a ogni casella corrispondono un consiglio, un obiettivo o una motivazione. Non è certa di farcela, ma non ha nulla da perdere, e decide di accettare la sfida: solo così, in fondo, può mettersi in gioco davvero. A inventare questo stratagemma è stata sua sorella. Sara sa bene che Fie ha bisogno di qualcuno che la sproni a uscire dal guscio in cui si è rinchiusa dopo essere stata lasciata dal marito e con un figlio che si allontana sempre di più. Seguendo le indicazioni contenute nei messaggi, piano piano, Fie vede la sua vita cambiare. Sceglie un nuovo arredamento per la casa; prepara squisiti dolci al tepore del forno; adotta un cane e fa amicizia con i vicini. Piccoli gesti dal valore inestimabile grazie ai quali si accorge che non è vero che intorno a lei c’è solo un presente grigio. Nuovi colori vengono alla luce e le mostrano come suo figlio sia solo a un passo di distanza e come, forse, separarsi dal marito non sia stata una cattiva idea. Perché c’è sempre una ragione in tutto ciò che accade. Anche se a prima vista sembra negativo. Bisogna solo trovare la forza di riscoprire valori importanti come amicizia, condivisione, realizzazione di sé.
Un grammo di felicità al giorno è un inno al potere della vita di sorprendere e alla possibilità di ricominciare. A volte ci vuole qualcuno che ci venga in soccorso, a volte bastano un messaggio, un abbraccio, la parola giusta al momento giusto. La forza è dentro ognuno di noi, dobbiamo solo trovarla.
Quando un libro non ti travolge, ma ti accompagna
Non tutti i libri arrivano per farti crollare sul pavimento in posizione fetale.
Alcuni arrivano piano, bussano educatamente, entrano senza fare rumore e si siedono accanto a te sul divano.
Un grammo di felicità al giorno è esattamente questo tipo di libro.
Non ti prende a schiaffi. Non ti urla addosso.
Ti guarda, sospira con te e ti dice: "Va bene così, per oggi".
Ed è già molto.
Un calendario dell'Avvento, ma senza cioccolatini
La struttura è una delle idee più riuscite del romanzo: i capitoli seguono i giorni di dicembre come un calendario dell'Avvento.
Uno al giorno. Piccoli, misurati, quasi rituali.
Confessione da lettrice: questo libro andrebbe letto davvero così, dal 1° al 24 dicembre, come una piccola fuga quotidiana.
Un capitolo, una pausa, una riflessione.
Non una corsa. Non una maratona emotiva.
Ed è coerente con tutto il resto: questa è una storia che non ama gli eccessi.
La trama (ovvero: la vita quando non succede "niente")
Qui non troverete colpi di scena, grandi eventi o svolte narrative da trattenere il fiato.
C'è una donna, una quotidianità, un dolore che non fa rumore e una serie di micro-movimenti interiori.
La trama è fatta di giorni che si assomigliano, di pensieri che tornano, di relazioni che pesano anche quando non urlano.
È la vita nella sua versione più onesta: quella in cui succede poco, ma dentro succede tutto.
Il figlio: irritante come solo la realtà sa essere
Parliamo del figlio.
Perché sì: è irritante. Profondamente, autenticamente, meravigliosamente irritante.
Ed è proprio questo il punto.
Non è scritto per piacere. È scritto per essere vero.
Quel tipo di personaggio che ti fa stringere i denti, ma che riconosci subito perché esiste, eccome se esiste.
Non è un difetto del libro.
È una delle sue scelte più coraggiose.
La scrittura: una carezza che sa dove colpire
Siri Østli scrive con una lingua delicata ma incisiva.
Niente frasi roboanti, niente virtuosismi inutili.
Ogni parola sembra pesata, come se l'autrice sapesse che troppo rumore rovinerebbe tutto.
A volte, sì, il ritmo rallenta un po' troppo.
Qualche passaggio indugia più del necessario.
Ed è probabilmente qui che si perdono le cinque stelle.
Ma è una lentezza coerente, mai pigra.
Metafora Libridinosa (per capirci)
Questo libro è come una coperta leggera.
Non ti salva dall'inverno, non ti riscalda fino alle ossa.
Ma quando sei stanca, è esattamente quello che vuoi sulle spalle.
Confessione finale
Questo libro mi ha fatto bene, ma senza sconvolgermi.
Non mi ha cambiata.
Non mi ha devastata.
Non me lo porterò dietro come una cicatrice.
Ma mi ha accompagnata.
E, in certi momenti della vita, è una forma di felicità più che sufficiente.
Il voto spiegato senza giri di parole
4 ballerine perché:
- è delicato senza essere vuoto
- è malinconico senza essere pesante
- è sincero
- è coerente
- è una lettura intelligente
Ma non è:
- memorabile
- sconvolgente
- adatto a chi cerca storie veloci o "forti"
E va bene così.
Non tutto deve urlare per essere importante.
Livelli ufficiali Libridinosa
Livello lacrimale → 3/10
Non è un libro che ti fa singhiozzare o ti costringe a interrompere la lettura per soffiarti il naso.
È più subdolo: la commozione arriva come una pressione lieve al petto, un pensiero che resta, una malinconia che si appoggia piano.
Se piangi, lo fai dopo, magari mentre lavi i piatti. E non sai bene perché.
Livello comfort → 3/10
È uno di quei libri che non chiedono nulla in cambio: non concentrazione estrema, non resistenza emotiva, non coraggio.
Ti prende per mano, cammina al tuo passo, non ti spinge mai.
È conforto intelligente, non zuccheroso.
Perfetto quando sei stanca, fragile o semplicemente hai bisogno di una storia che non pretenda di salvarti, ma solo di farti compagnia per un tratto di strada.
Tu che tipo di lettore sei: quello che ama i libri che fanno rumore o quello che ogni tanto ha bisogno di un po' di malinconia gentile?
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