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Il giudizio sugli audiolibri è snobismo puro

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C’è una frase che, nel mondo dei lettori cartacei duri e puri, gira con una sicurezza disarmante: “Ascoltare audiolibri non è leggere.” La pronunciano spesso con aria compassionevole, come si parla a chi ha preso una scorciatoia.  Come se l’audiolibro fosse la soluzione per il lettore pigro.  Peccato che non sia così, che questa convinzione non sia amore per la carta, ma snobismo travestito da valore.  Partiamo da una cosa semplice (e scomoda) Esistono studi che dimostrano che, quando ascoltiamo una storia, nel cervello si attivano le stesse aree della lettura tradizionale.  Comprensione, immaginazione, costruzione delle immagini mentali: tutto lì. Identico.  Ma anche senza scomodare la scienza - che tanto viene ignorata quando disturba - basterebbe l’esperienza.  Perché ascoltare è più difficile che leggere.  Quando leggi con gli occhi, puoi tornare indietro, rallentare, fermarti.  Quando ascolti, devi restare lì. Presente. Attenta.  Un atti...