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Recensione 'Stanze di famiglia' di Furio Bordon - Garzanti

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Vicende familiari, certo, ma che ruotano soprattutto intorno al nodo emozionale di vecchiaia e infanzia, le due età della debolezza, gli anni in cui l'individuo è più vulnerabile, più esposto a prevaricazioni, violenze, umiliazioni, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e amarezza. Ed è combattendo l'amarezza con l'ironia dell'intelligenza che un vecchio professore di lettere, in attesa che il figlio torni dall'ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo, conversa con la moglie morta. È un dialogo al tempo stesso amoroso e conflittuale. Come commossa e crudele sarà l'ultima discussione con il figlio. Ritroveremo il vecchio anni dopo, rintanato come ogni pomeriggio nella soffitta della «Villa», intento a sfogliare un vecchio album di fotografie e a esercitare la sua ironia confidandosi con una piantina di basilico e una sedia vuota. A confrontarsi invece con il padre morto è Anna, una psicoterapeuta infantile, nella no...