lunedì 11 maggio 2020

Recensione 'Le case del malcontento' di Sacha Naspini - Edizioni e/o


LE CASE DEL MALCONTENTO || Sacha Naspini || Edizioni e/o || 28 febbraio 2018 || 460 pagine

C’è un borgo millenario scavato nella roccia dell’entroterra maremmano, il suo nome è Le Case. Un paese morente. Una trappola di provincia. Un microcosmo di personaggi che si trascinano in un gorgo di giorni sempre uguali. Fino a quando la piccola comunità non viene sconvolta dall’arrivo di Samuele Radi, nato e cresciuto nel cuore del borgo vecchio e poi fuggito nel mondo. Il suo ritorno a casa è l’innesco che dà vita a questo romanzo corale: la storia di un paese dove ognuno è dato in pasto al suo destino, con i suoi sprechi, le aspettative bruciate, le passioni, i giochi d’amore e di morte. Perché a Le Case l’universo umano non fa sconti e si mostra con oscenità. Ogni personaggio lascia dietro di sé una scia di fatti e intenzioni, originando trame che si incrociano, si accavallano, si scontrano dopo tragitti capaci di coprire intere esistenze. A Le Case si covano segreti inimmaginabili, si ammazza, si disprezza, si perdono fortune, si tramano vendette, ci si raccomanda a Dio, si vendono figli, si vive di superstizioni, si torna per salvarsi, si tradisce, si ruba, ci si rifugia, si cerca una nuova vita, si gioisce per le disgrazie altrui. Talvolta, inaspettatamente, si ama.




Le Case è un mostro che ingrassa a ogni nostro respiro, e allora io ne spengo uno per volta, fino all'ultimo, che sarà il mio.
Muri che hanno occhi, pareti che ascoltano, porte che respirano, finestre che spiano. Le Case, piccolo borgo morente scavato tra le rocce della Maremma, è questo e molto di più.
Pagine che ci parlano di essere umani, ogni capitolo un abitante; pagine che ci raccontano vita, che ci narrano dolore, che ci fanno respirare silenzio.

Le Case non è un luogo qualunque, è un paese che tra le sue vie vede serpeggiare segreti, che tra le sue mura nasconde dolore.
E i suoi abitanti non sono persone qualunque, perché quando nasci a Le Case il tuo destino è segnato: non c'è modo di fuggire, puoi provarci, ma la vita ti riporterà lì, tra quegli occhi che ti hanno visto crescere, tra quelle mura che sanno ogni cosa di te.

Sacha Naspini ci porta alla scoperta di un borgo i cui abitanti potrebbero essere uno qualunque di noi e, come suo solito, lo fa con la "crudezza" che lo contraddistingue.
Naspini non fa sconti nel linguaggio né nel raccontarci le vite dei suoi personaggi ed è proprio questo che fa di lui una certezza: addentrarsi tra le pagine di un suo romanzo è come perdersi in quella Maremma tanto amata e spaventosa.

Le case del Malcontento è la narrazione corale della vita di un paese che riesce ad essere il fulcro del romanzo, mettendo, paradossalmente, in secondo piano i suoi abitanti.
Sarà Le Case il vero e unico protagonista di questo romanzo. Chi percorrerà le sue strade, chi abiterà le sue dimore, non sarà altro che una spalla a quello che è un paese unico nel suo genere.
Unico e spaventoso. Unico e geniale.
  


3 commenti:

  1. Dopo aver letto "Ossigeno" mi sono detta che assolutamente volevo leggere qualcos'altro di Naspini e, spulciando tra i titoli, mi è saltato subito all'occhio questo..tant'è che la mia cara amica Lea, lo sta facendo arrivare in biblioteca...
    Non vedo l'ora di leggerlo !!
    Bellissima recensione.. se il numero di pagine, un pò mi ha fatta esitare...ora non ho più dubbi ;-)

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  2. Bellissima recensione.
    PS Ben tornata, sono felice di poterti rileggere

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  3. sto leggendolo, tra alti e bassi, bello rileggerti

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