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Recensione 'Lascia che sia felice' di Hannah Beckerman - Sperling&Kupfer


SINOSSI
Si dice che se ami qualcuno devi lasciarlo andare. Ma perché Rachel dovrebbe abbandonare un marito perfetto e una figlia adorabile? Sembra una follia, eppure è così che ha voluto il destino: e il cuore di Rachel ha smesso di battere.
Tuttavia può ancora vederli, come da dietro un vetro, sospesa tra questo mondo e l'aldilà. Può vegliare su di loro mentre cercano di fare i conti con la sua assenza, barcamenandosi tra compiti di scuola e faccende di casa. E il suo cuore palpita ancora di nostalgia, affetto, gelosia. Come quando vorrebbe abbracciare Ellie, la sua bambina. O quando vorrebbe strozzare suo marito Max perché, convinto a forza dagli amici, inizia a frequentare un'atra donna (e, con mille ritrosie, forse inizia a innamorarsene...).
Fa male pensare che il tuo grande amore possa immaginare un futuro senza di te, o che un'altra persona possa crescere tua figlia. Eppure, per Ellie e Max, la vita continua, seppur faticosamente; deve continuare. Come può Rachel opporsi, se davvero vuole il loro bene? Dopotutto, amare qualcuno è anche accettare che sia felice senza di te.The Dead Wife's Handbook
Magicamente in equilibrio tra la commozione e il sorriso, questa storia ci regala una lezione d'amore: quell'amore che ci costringe alle scelte più difficili, ma che alla fine dà un senso a tutto. perché l'amore che abbiamo dato agli altri ci rende incancellabili, anche quando il destino arriva a dividerci.
TITOLO: Lascia che sia felice
TITOLO ORIGINALE:
The dead wife's handbook
AUTORE: Hannah Beckerman
TRADUZIONE A CURA DI: Paola e Matteo Maraone
EDITORE: Sperling&Kupfer
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 giugno 2014
PAGINE: 367
CODICE ISBN: 9788820056490
PREZZO: 16.90 €
E-BOOK: 9.99 €
TRAMA 8
PERSONAGGI 7
STILE 7
INCIPIT 7
FINALE 8
COPERTINA 8
(la copertina italiana è molto più bella di quella originale!)

4 stelle
Piacere Libridinoso


Si dice che il lutto abbia cinque fasi: negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione.
Ma cosa accadrebbe se coloro che ci lascino si trovassero in una sorta di limbo, in un mondo ovattato, da dove possono vederci e sentirci e, per poter passare oltre, anche loro dovessero superare queste cinque fasi?
Questo è proprio ciò che accade a Rachel, che, uscita dal ristorante un cui ha appena cenato con Max, suo marito, si accascia a terra e muore.
Rachel ha 36 anni, una bambina di 5, Ellie, ed una malformazione cardiaca di cui nessuno si era mai accorto.
All'inizio della storia troveremo Rachel in un mondo bianco, fumoso ed ovattato, dal quale le viene occasionalmente concessa l'opportunità di spiare i suoi cari.
Ma cosa può comportare realmente tutto ciò? Rachel, ovviamente, non era pronta a morire, non aveva certo motivo di credere che, a 36 anni, la sua vita stesse per concludersi bruscamente. Quindi non aveva mai pensato di dover lasciare suo marito così presto e, soprattutto, che non avrebbe visto crescere la sua bambina.
La cosa peggiore, però, è vedere che, pian piano, le persone che l'hanno amata riprendono in mano le loro vite e cercano di andare avanti
Mi chiedo cosa sia peggio: vedere i miei familiari che soffrono per la mia mancanza o vederli pian piano stare meno male fino al giorno in cui riprenderanno a vivere anche senza di me. Cerco di immaginare come mi sentirò quando sarò relegata in quel posto di cui tutti i defunti hanno timore: un angolo remoto della mente a cui si fa visita di rado, ordinatamente catalogato con l'etichetta RICORDI.
Così, Rachel si troverà costretta ad assistere alla nascita dell'amore tra suo marito ed un'altra donna, combattuta tra la gelosia e la voglia di saperlo felice. Dovrò, suo malgrado, rassegnarsi a non essere più lei quella che abbraccia la sua bambina quando piange perché ha avuto un incubo o a festeggiare con lei per un bel voto.
Da una prospettiva completamente diversa da quella cui siamo solitamente abituati, questa storia ci racconta, delicatezza, tenerezza, qualche risata e tante lacrime (munitevi di fazzoletti, mi raccomando!) ciò che accade quando ci si trova a dover affrontare la morte stando dall'altra parte della barricata.
Sinceramente, basandomi sulla copertina e sulla sinossi, mi aspettavo una storia leggera ed ironica. Invece, mi sono trovata tra le pagine di una storia che fa riflettere, perché nessuno di noi pensa che oggi potrebbe essere l'ultimo giorno della nostra vita. Nessuno pensa di non veder crescere i propri figli, di sopravvivere ai propri genitori, di non portare a termine i progetti iniziati
Nonostante i progetti che pensiamo di poter concretizzare, alla fine ci ritroviamo a vivere sempre una vita diversa da quella che avevamo immaginato.
Così, fase dopo fase, vedremo Rachel, ma anche la sua famiglia, fare i conti con la vita che prosegue, col dolore, con la tristezza, con la frustrazione.
Ci sono parti davvero strazianti in questa storia, ma è anche una storia tenera e piena di speranza da cui è difficile staccarsi.
PICCOLA NOTA: un revisione ai congiuntivi sarebbe servita!

TEMPO DI LETTURA: 4 giorni

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