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[BOOKSWIFFER] Recensione 'Ritorna' di Samuel Benchetrit - Neri Pozza


Titolo: Ritorna || Autore: Samuel Benchetrit || Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 14 febbraio 2019 || Pagine: 238

Nell'odierna Parigi, ogni notte, uno scrittore affida ai propri quaderni una dettagliata lista di buoni propositi che al mattino, passati i fumi dell'alcol, si rivelano del tutto avventati. Da quando suo figlio è partito per un lungo viaggio attraverso il mondo, l'uomo trascorre le sue giornate chiuso in casa a guardare squallidi reality show e a tentare invano di mettere mano al libro per il quale, dopo il discreto successo del suo primo romanzo, "Cemento armato", ha già ricevuto l'anticipo dall'editore. Non soltanto l'ispirazione latita, ma ogni estro creativo sembra essersi irrimediabilmente dileguato. La piatta esistenza in cui si trascina, tra funzionari dell'Agenzia delle entrate che gli stanno con il fiato sul collo e velenose telefonate della sua ex moglie, sembra giunta a un punto di svolta quando un produttore televisivo lo contatta per dirgli di voler trarre una serie da "Cemento armato" e, com'è consuetudine in simili circostanze, gli chiede una copia del romanzo. L'unica copia in possesso dell'autore è, però, quella del figlio, una copia intoccabile. Dal momento che nessuna libreria di Parigi e dintorni sembra avere il libro a scaffale, lo scrittore decide di ordinare l'agognato romanzo su Amazon. Un'impresa che si rivelerà ben più ardua del previsto e che lo trascinerà, suo malgrado, fino alle porte di una casa di riposo in periferia, dove una sua anziana ammiratrice ne conserva gelosamente un esemplare. Il piano dello scrittore è semplice: presentarsi a quella donna, passare qualche momento con lei, fare una foto qualora insista, e convincerla a prestargli la copia del libro per mandarla al produttore televisivo. Ma le cose non andranno esattamente come previsto e il nostro eroe si imbarcherà in una serie di rocambolesche avventure che, tra portinaie scorbutiche, contadini sciancati, corrieri fantasmi e un'anatra, lo condurranno verso strade del tutto inaspettate.



I libri peggiori di cui parlare sono quelli che si assestano nella famigerata via di mezzo, quei libri che non puoi definire brutti perché tali non sono, ma che sai benissimo che, tra pochi mesi, avrai totalmente dimenticato!

Ritorna, il libro che la Bacci di Due lettrici quasi perfette ha scelto dalla mia cinquina di questo mese per il Bookswiffer, rispecchia esattamente quei libri di cui, se avessi potuto, non vi avrei parlato o, tutt'al più, avrei "relegato" ad un post su Instagram. Ma il dovere chiama e tocca rispondere!
La storia racchiusa tra le pagine di questo romanzo è una storia carina e scritta anche abbastanza bene. Il problema che ho riscontrato io, purtroppo, è stata la mancanza del guizzo.
Quella che Benchetrit ci racconta è la vita di uno scrittore francese che, rimasto solo nel suo piccolo appartamento, dopo la partenza del figlio per un lungo viaggio, e alle prese con il famoso blocco creativo, trascorre le sue giornate vagando da una stanza all'altra, sigaretta sempre tra le labbra, alla ricerca di quell'ispirazione che ormai pare definitivamente perduta.
Un piccolo scossone arriva quando un produttore lo contatta perché vorrebbe trarre una serie televisiva dal suo romanzo più famoso, Cemento armato.
Unico problema: il produttore ha bisogno di una copia del libro che, però, pare essere introvabile.
Da qui, per il nostro protagonista prenderanno il via una serie di eventi che lo porteranno a vagare tra le stanze di una casa di riposo, ma anche a doversi arrendere al dio del consumismo online, il famigerato e vituperato Amazon e, infine, alla ricerca di un'anatra maschio!

Cosa non funziona, dunque, in questo libro? Questa è davvero la domanda del secolo, perché se dovessi analizzare ogni singolo punto, non troverei nulla di totalmente sbagliato.
La scrittura di Benchetrit, che un po' temevo come mi accade sempre con gli autori francesi, è piacevole, scorrevole, mai leziosa.
La storia, in sé, ha un'idea di base davvero carina: quest'uomo che passa da uno stato di totale apatia a girare per le camere di una casa di riposo, leggendo i romanzi del suo peggior rivale alle vecchiette che lo ascoltano estasiate per poi addormentantarsi dopo poche pagine...

Quello che per me non ha funzionato è stato l'insieme della storia. Mi aspettavo che, dopo un inizio un po' lento, la trama spiccasse il volo, che le situazioni vissute dal suo protagonista mi portassero in un vortice esilarante e, al tempo stesso, nel leggere del rapporto tra lui e il figlio lontano, cercavo quella commozione che, invece, non è mai arrivata.

Per quanto mi riguarda, Ritorna si incasella in quei libri la cui trama tra qualche settimana avrò sicuramente dimenticato e che, entro poco tempo, finirà in una scatola, destinazione Libraccio.
Un pregio? Certo: si legge velocemente, non crea aspettative, ma non le delude neanche. In una sola parola: piatto.

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