Rileggere "Il giardino segreto" da adulta: una lettura condivisa che diventa passaggio
Il giardino segreto lo avevo letto a dieci anni. Ne conservavo, per quanto possibile, un ricordo luminoso, quasi intoccabile. Così luminoso che, chissà perché, non mi era mai venuto in mente di rileggerlo. Come certi ricordi d'infanzia: li ami, ma non li rimetti in discussione. Poi è successo altro. Io e Roby abbiamo iniziato a leggerlo a Maty, la sera, prima di dormire. A voci alternate. Senza fretta. E dopo la prima sera era già diventato un rito. Noi tre, luce tenue, silenzio buono, quella dolcezza che arriva solo quando la giornata smette finalmente di chiederti qualcosa. Rileggerlo oggi - a quarant'anni di distanza - è stato inevitabilmente diverso. Non perché il libro sia cambiato. Perché sono cambiata io. Da bambina non avevo gli strumenti per cogliere davvero la solitudine che attraversa queste pagine. La vedevo, sì, ma non nelle sue pieghe più profonde. Oggi quella solitudine mi è arrivata addosso con più forza. E non mi ha fatto male: mi ha semplicemente parlato. Mat...