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Articolo tratto da 'Oggi'

Dan Brown
scoperchia 
l'Inferno

Dan Brown gioca con i lettori come il gatto con il topo. Li stuzzica, li provoca, li gratifica con un'anticipazione, ma in realtà svela ben poco. La spasmodica attesa, circondata da una buona fetta di mistero, fa parte del "pacchetto Brown" ed è già di per sé un prologo imprescindibile dal libro in arrivo il 14 maggio. Titolo: Inferno.
Come sempre, la pubblicazione del romanzo è circondata  dalla segretezza. E l'autore ha trasformato l'attesa in una specie di caccia al tesoro, simile a quelle che il protagonista ed eroe Robert Langdon, l'esperto di Simbologia religiosa dell'università di Harvard, affronta nei suoi romanzi.


Per prima cosa ha rivelato il titolo. Anzi, lo ha fatto scoprire a migliaia di persone in tutto il mondo che, twittando l'hashtag #DanBrownTODAY hanno a poco a poco riempito un'immagine oscurata postata sul sito Today.com. Ogni tweet scopriva un tassello finché è stato possibile leggere la parola "Inferno". Brown è stato anche così magnanimo da dare una breve traccia della trama. Langdon si trova a Firenze e questa volta si imbarcherà in un viaggio deentro l'inferno dantesco, disseminato di simboli, codici e passaggi segreti. Più di così non è dato sapere.
Ma dopo il titolo arriva anche la copertina. Lo sfondo, rosso sangue, sembra essere la mappa dell'inferno con i suoi gironi. Al centro c'è un ritratto di Dante Alighieri di profilo. Brown è noto per iinserire nelle sue copertine codici o inidizi segreti che rivelano qualcosa della trama.
Terzo ed ultimo indizio: il prologo e il primo capitolo, pubblicati in anteprima mondiale e disponibili gratis sul sito di Mondadori libri. Il prologo è molto criptico. Qualcuno sta fuggendo lungo l'Arnoe in mezzo agli ambulanti di Firenze. Per seminare i suoi inseguitori si infila in un passaggio segreto. Nel primo capitolo il professor Langdon si sveglia e scopre di essere in ospedale. Ma è a Firenze. Non ricorda nulla, ma è in trappola. Per strada una donna, armata di pistola con silenziatore, ha ricevuto l'ordine di ucciderlo. Sul più bello, naturalmente, il capitolo termina. E agli appassionati toccherà aspettare il 14 maggio per sapere il resto. 

Un altro mistero che circonda l'attesa del romanzo è racchiuso nell'organizzazione rigidissima che impedisce ai manoscritti di finire nelle mani sbagliate. Nonostante ci siano già pronte pe rle librerie 4 milioni di copie di Inferno, nulla è trapelato, nessuno ha avuto anticipazioni e nessuno ha rovinato la sorpresa. Come è possibile?
Secondo la stampa, l'editore americano Doubleday ha preso misure straordinarie. Chiunque sia stato a contatto con il manoscritto ha dovuto firmare un contratto di segretezza con penali severissime. E le copie dei romanzi sono custodite come fossero oro zecchino; Amazon.com le ha nascoste in un hangar sorvegliato da sicurezza armata 24 ore su 24.

Ma il più grande mistero di tutti è forse lui, Dan Brown. Si concede pochissimo. In America ha concordato una sola apparizione per promuovere il libro: il 15 maggio sarà a New York. L'evento sarà trasmesso live in streaming in tutte le librerie che vorranno collegarsi e mostrarlo ai propri clienti su un maxischermo. E' facile capire come un autore così possa scatenare la curiosità di pubblico e media. Brown ne è consapevole e la sua è una scelta strategica.

Da quando è uscito Il Codice da Vinci, proprio dieci anni fa, lo scrittore si nasconde nella sua casa sull'oceano. Vive con la moglie Blythe Newlon, 60 anni, suo braccio destro, che conduce le ricerche per i suoi libri. In tanti hanno insinuato che in realtà lei scriva anche interi capitoli.
I coniugi si dedicano alla beneficenza per aiutare ragazzi con scarsi mezzi economici a continuare gli studi.

Dieci cose da sapere
sull'eroe Langdon

Il professore di Harvard fa il suo debutto ne Il Codice da Vinci. Insegna Simbologia religiosa.

Ha 45 anni, è alto 1.82 m, è atletico, ha i capelli castani, occhi azzurri e una voce profonda.

Solitamente indossa jeans, dolcevita e giacca di tweed. Secondo gli amici, assomiglia vagamente a Harrison Ford.

Ha una memoria fotografica  e dall'età di 7 anni soffre di claustrofobia dopo essere caduto in un pozzo.

Vive a Boston, in una casa vittoriana. Ha tappeti orientali, una scrivania di quercia intagliata e le mensole piene di artefatti religiosi.

A colazione beve caffè proveniente dalle paiantagioni di Sumatra. E per addormentarsi la notte, prende una tazza di Nesquik.

Si mantiene in forma nuotando per 50 vasche al giorno. Per questo il suo nomignolo è delfino.

Le avventure di Langdon possono essere lette in 52 lingue, compresi galiziano, marathi e malayalam.

Il professore ha un debole per donne dai capelli bruni, preferibilmente scienziate o crittologhe.

Il Boston Magazine lo ha inserito nella top ten delle persone più interessanti della città.


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