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Recensione '6.41' di Jean-Philippe Blondel - Einaudi




SINOSSI
L'incontro casuale, sul treno per Parigi della 6.41, tra un uomo e una donna che molti anni prima si sono amati e odiati. L'imbarazzo e gli sguardi distolti. Poi il silenzio freddo del viaggio. Ci sarà spazio, prima dell'arrivo, per un cenno di riconoscimento, di scuse o magari per un caffè?
Best seller in Francia, 6.41 racconta un momento che, in un modo o nell'altro, tutti abbiamo vissuto. Dopo un week-end trascorso per dovere a casa dei genitori, Cecile sta rientrando a casa. È mattina prestissimo, e lei prova un senso di leggerezza. Ma quando il treno sta per partire qualcuno le si siede accanto. Qualcuno con un'aria familiare. 06h41
È invecchiato, eppure non ci sono dubbi che sia Philippe, con cui Cecile aveva avuto una storia ai tempi dell'università. Una storia durata poco e finita malissimo alla quale, però, entrambi non hanno mai smesso di pensare.



TITOLO: 6.41
TITOLO ORIGINALE: 06h41
AUTORE: Jean-Philippe Blondel
TRADUZIONE A CURA DI:
F. Montrasi
EDITORE: Einaudi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 aprile 2014
PAGINE: 131
CODICE ISBN: 9788806217617
PREZZO: 15.00 €
E-BOOK: 4.99 €
TRAMA 7
STILE 7
PERSONAGGI 6
INCIPIT 6
FINALE 7
COPERTINA 7
VALUTAZIONE COMPLESSIVA
4 stelle


Salite su un treno affollato. Siete perse nei vostri pensieri quando, accanto a voi, si accomoda un uomo. Lo riconoscete immediatamente, nonostante siano trascorsi ventisette anni. È lui, è Philippe. Il ragazzo più bello del liceo, quello con cui siete andate a Londra, quello che, anche se sommessamente, avete odiato per tutti questi anni. È cambiato: la bellezza sfiorita, la pancia flaccida, la calvizie incipiente. Eppure sapete che è lui. Chissà se si ricorda di voi, se vi avrà riconosciute. Siete stati assieme solo quattro mesi.
Salite su un treno affollato. Cercate un posto e vi ritrovate accanto a lei, Cecile. Sono trascorsi ventisette anni. Lei adesso è bella, è una di quelle donne che, invecchiando, è migliorata. Era una ragazzina sciapa, sempliciotta, una di quelle che non avreste mai degnato della vostra attenzione, eppure siete stati assieme quattro mesi. Poi Londra, quel viaggio, la rottura brusca. Siete stati un po' stronzi, diciamoci la verità. Chissà se si ricorda di voi, se vi avrà riconosciuti.
Questa è la storia di un viaggio in treno. Due ore in cui Philippe e Cecile, dopo ventisette anni, si ritrovano l'uno accanto all'altro, con le ginocchia che quasi si sfiorano e i pensieri che si inseguono.
È davvero strano ritrovarsi nello stesso posto, ventisette anni dopo. E non rivolgersi la parola.
Due ore in cui, entrambi, si chiedono cosa starà pensando l'altro. Cecile avrà riconosciuto Philippe? E Philippe si ricorderà del male che le ha fatto quella notte, a Londra?
Non si pensa mai che certe frasi possano restare inchiodate, piantate come schegge – e che possano ritornare per devastare ogni cosa in certi momenti della vita.
Devono dirsi qualcosa? Forse è meglio il silenzio. Chi deve rompere il ghiaccio per primo? Lui è quello che ha sbagliato, lei è piena di rabbia. Chissà cosa fa? È sposato? È sposata? Ha dei figli?
Siamo nell'era della tecnologia, dei social network. Tutti, ammettiamolo, siamo andati a cercare il profilo del nostro ex su Facebook. Alcuni di noi hanno avuto il coraggio di ricontattarlo, anche solo per chiedergli "come stai?". Altri, invece, si sono limitati a guardare l'immagine del profilo, i segni del tempo che è passato.
Ritrovarsi accanto quella persona, quella che ci ha fatto tanto male, per due lunghe ore, senza possibilità di fuga.
È un libro strano, una storia lenta, ma che si legge in poco tempo. Un rumore di rotaie che penetra nella testa del lettore e lo porta a pensare: "Io cosa avrei fatto?"

 TEMPO DI LETTURA: 2 ore

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