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Silenziosa perché...

Una delle promesse che mi sono fatta quando ho dato vita al blog, è stata quella di cercare di mantenerlo attivo, di pubblicare qualcosa almeno ogni giorno.
Così come, nella vita, mi sono ripromessa di usare ogni attimo libero da impegni, per leggere il più possibile!

Purtroppo, come credo avrete notato in queste ultime settimane, né il blog né le mie letture stanno procedendo al solito ritmo.
Mi siete sempre stati accanto con affetto e costanza, quindi mi sembra giusto rendervi partecipi anche di questo momento non proprio bello della mia vita. Sei mesi fa mio marito ha perso il lavoro. E, come tanta altra gente in Italia, non riesce a trovare un nuovo impiego. Non siamo più ragazzini, quindi giudicati troppo vecchi per essere assunti, ma troppo giovani, ovviamente, per essere pensionabili. Ecco, a 38 anni non sei più adatto per nulla.
Da sei mesi, quotidianamente, mio marito passa le giornate cercando un lavoro, un qualunque lavoro, che ci consenta di vivere più serenamente, di non dar fondo a quel poco che eravamo riusciti a mettere da parte, di non dover sempre dire a nostro figlio che "no, non si può fare".
Non siamo mai stati due persone di grandi pretese! Non ho mai comprato una borsa firmata, non ho la fissa delle scarpe (un paio di scarpe da ginnastica e un paio di Ugg per l'inverno, per me, sono sempre stati più che sufficienti!). Non sono una che ama i pomeriggi di shopping frenetico... beh, se non consideriamo le librerie, ovviamente!
Mio figlio ha sempre avuto il giusto, nulla di più. Adesso rischia di non avere più neanche quello.
Ma la vita è fatta di affitti da pagare, di bollette, di tasse. Quindi, se non hai uno stipendio è dura. E se non hai uno stipendio e, per di più, vivi in Lombardia, dove il costo della vita è decisamente altino, è ancora peggio.

Ecco, il punto è questo: noi, da tre anni e mezzo, viviamo in Lombardia. Noi, tre siciliani, tre anni fa abbiamo venduto casa, caricato su un camion ciò che ci era indispensabile e cambiato completamente la nostra vita. Non è stato facile: il divario tra il nord e il sud, e non si tratta di una frase fatta, è veramente alto. Nel bene e nel male, sono due cose completamente opposte.
La nostalgia c'è, c'è sempre stata. Ma io qui sto bene. Mi piace il clima (non fate quella faccia! Io odio il caldo afoso, mi va giù la pressione e svengo in giro!), mi piace la gente che si fa i fatti propri, che non ti giudica per come ti vesti, per cosa fai, se esci, se stai in casa, se sei bionda o mora. Gente che vive la propria vita senza intromettersi nella tua. Mi piace il fatto che le scuole e gli uffici e i servizi funzionino mille volte meglio di giù. E mi fa ridere tantissimo il fatto che, chi qui c'è nato e cresciuto, si lamenta perché nulla funziona!
Della Sicilia mi manca il mare (lo so, ho detto che odio il caldo, ma al mare sto in acqua finché la pelle non mi si stacca a pezzi!), mi manca il cibo (scusate, lombardi, ma qui non sapete neanche cosa sia il buon cibo!), mi manca mia sorella. Stop.

Adesso mio marito, arrivato allo stremo, ha deciso che dobbiamo tornare giù. Direte: "ma se non trovate lavoro in Lombardia, cosa vi fa pensare di trovarlo in Sicilia?". Nulla. Ma in Sicilia, è un dato di fatto, vivere ci costa meno, moooooooolto meno. Quindi, in queste ultime settimane, il mio quasi totale silenzio, il mio non riuscire a concentrarmi sulla lettura, è dovuto a questo: al pensiero che, prima della fine dell'estate, io mi ritroverà nuovamente in quel posto da cui, felicemente, sono andata via e in cui, sinceramente, avrei preferito non dover più tornare.
So che molti di voi mi prenderanno per pazza, perché per molti di voi la Sicilia è questo

Cannoli siciliani alla ricotta

Per me, che ci ho trascorso 34 anni della mia vita, la Sicilia è (anche) questo

0rifiuti caltagirone-2

È sapere di dovermi spostare di 80 chilometri ogni volta che ho bisogno di andare in certi negozi, di non avere a disposizione altro mezzo che l'auto, perché i collegamenti extra-urbani sono nulli o poco funzionali. La Sicilia è precludere a mio figlio certi indirizzi scolastici. La Sicilia, per chi la vive quotidianamente, è una terra dura, difficile, ostica.

Quindi, scusandomi ancora per il silenzio di questi (e sicuramente dei prossimi giorni), vi chiedo solo di avere un po' di pazienza, perché tornerò presto... spero!

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