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Recensione 'Affari di famiglia' di Francesco Muzzopappa–Fazi Editore

affari di famigliaSINOSSI

Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare Gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni cerca di rottamare la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca di famiglia portando il casato al collasso. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo.

TITOLO: Affari di famiglia
AUTORE: Francesco Muzzopappa
EDITORE: Fazi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 giugno 2014
PAGINE:
220ISBN: 9788864118734

TRAMA 6
PERSONAGGI 7
STILE 8
INCIPIT 7
FINALE 5
COPERTINA 5


Discretamente Libridinoso

1757 Letto in 2 ore



Un libro piccolo piccolo (poco più di 200 pagine), che scorre fluido come acqua fresca e strappa più di qualche risata!

La Contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna è la protagonista incontrastata di questa storia!
Maria Vittoria, ormai quasi settantenne, si ritrova a vivere, in compagnia del solo Orlando, fedele maggiordomo, nella villa di famiglia. Di cui, però, rimane ben poco dello splendore originale. Causa incipiente crisi economica e precoce dipartita dell’amato marito, la Contessa si è ritrovata a dover rinunciare a quadri, tappeti, servizi pregiati e, ovviamente, a tutta la servitù.
Nel frattempo, Emanuele, unico figlio ed erede designato, che Maria Vittoria chiama il cretino o il babbeo (a ragion veduta, c’è da dirlo!) spende e spande regalando seni nuovi alla sua ultima fiamma.
La situazione, per Maria Vittoria, precipita quando il cretino decide di regalare alla bionda svampita ed analfabeta il pregiatissimo Koh-i-Nor, diamante da 150 carati, appartenente alla famiglia da intere generazioni!

Devo ammettere che, per tutta la prima metà del libro, ho riso tantissimo e non riuscivo proprio a smettere di leggere!
I personaggi in generale, e la Contessa nello specifico, sono davvero ben descritti ed esilaranti.
La Contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna è la vera chicca di questa storia: le sue battute, la sua sagacia, il suo nobile sense of humor sono perfetti nel contesto della storia.

Purtroppo, devo anche dire che, andando avanti con la lettura, la storia tende a diventare un po’ scontata. Nonostante un’originale idea di base, il romanzo imbocca una parola leggermente discendente: sembra quasi che, nonostante l’esiguità delle pagine, ci sia una parte superflua, che rende la seconda parte della lettura quasi fastidiosa.
Il finale in sé, devo ammetterlo, è poco esaltante, quasi scialbo.

In conclusione, una lettura carina per questi pomeriggi di caldo e noia, ma nulla di cui non si possa fare a meno.


Commenti

  1. Mi incuriosisce il personaggio di Maria Vittoria. Sai che mi stai tentando? Se mi si rompe il comodino sotto il peso dei libri è in parte colpa tua, sappilo! :D

    RispondiElimina
  2. Quattro risate ci stanno sempre, ma mi sa che passo, non credo faccia per me.

    RispondiElimina
  3. Lo leggo o non lo leggo? E' questo il dilemma! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se trovi due ore di tempo tra un bagno e l'altro, leggilo!

      Elimina
  4. Mmmmm che fare? Adesso mi hai fatto affondare nell'incertezza

    RispondiElimina

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