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Recensione 'Le nove vite di Rose Napolitano' di Donna Freitas - Rizzoli

 


LE NOVE VITE DI ROSE NAPOLITANO || Donna Freitas || Rizzoli || 
7 settembre 2021 || 348 pagine

Scena numero uno. Tra Rose e Luke il litigio scoppia in camera da letto, davanti a un flacone di vitamine prenatali. Lei aveva promesso di prenderle, e non l'ha fatto; lui aveva sempre pensato di non volere figli, e ha cambiato idea. La decisione di non essere genitori sosteneva, come un pilastro portante, tutta la loro vita insieme. E ora il matrimonio è bloccato, in arresto davanti a una semplice domanda: sarà capace Rose, brillante docente di sociologia, innamorata del suo lavoro, di ripensare se stessa? Scena numero due. Stesso litigio, stesso flacone pieno di vitamine. Ma stavolta Rose prova a mettere in discussione la sua idea di futuro, apre a un ripensamento. Forse, in fin dei conti, potrebbe reimmaginarsi come madre? Desiderare una vita diversa da quella che ha sempre sognato e pianificato? Questo esercizio di fantasia, qui succede nove volte. E quelle che incontriamo sono nove vite diverse. E nove affascinanti ipotesi di donna. Tutte possibili, ognuna il frutto di una scelta diversa. Romanzo commovente e provocante sulle tante facce che può prendere l'amore, "Le nove vite di Rose Napolitano" è anche un atto di coraggio che esplora, con onestà disarmante, i misteri della maternità, del tradimento e della rinascita. È un viaggio intelligente e pieno di emozione alla scoperta di cosa significhi aprirsi, con rabbia o con fiducia, al cambiamento. E stare a vedere l'effetto che fa.


"Ma un figlio quando lo fai". Quante volte ci siamo sentite rivolgere questa domanda?
È sempre stupefacente notare come la domanda in questione venga rivolta solo a noi donne; chissà perché all'altra parte della coppia nessuno chiede mai se abbia intenzione di procreare. Eppure, quell'altra parte della coppia è indispensabile e coinvolta tanto quanto noi! Ma, a differenza nostra, non solo non si sentirà mai rivolgere certe domande, bensì, se mai dovesse affermare che no, la paternità non fa proprio per lui, non subirebbe alcuna pressione né, tantomeno, verrebbe giudicato.
Non voglio un bambino perché non ho mai voluto un bambino ed è un mio diritto non volerlo!
Rose ha sempre saputo di non possedere l'istinto materno, di non voler diventare madre e non ne ha mai fatto mistero con nessuno, tantomeno con Luke, il ragazzo che diventerà suo marito e che pare pensarla esattamente come lei.
Sarà in camera da letto che scoppierà il primo litigio tra i due, quando Luke scoprirà che Rose non sta prendendo le vitamine pre-natali.
Fissatevi bene in mente questa scena, perché sarà quella che più volte incontreremo durante la lettura.

Nove vite, nove bivi, nove punti di vista diversi, nove scelte differenti: questo è ciò che fa l'autrice per raccontarci la storia di una donna che non vuole diventare madre e che, per questa sua decisione, dovrà subire le critiche e i giudizi delle persone che la circondano, ma, soprattutto, dovrà pagarne le conseguenze all'interno della sua vita di coppia.
Se Luke, infatti, si era sempre dichiarato contrario alla genitorialità, qualcosa, col tempo, cambierà e sarà proprio lui il primo a fare pressione su Rose perché riveda la sua posizione sulla maternità.

Le nove vite di Rose Napolitano è un romanzo forte e commovente, nel quale la maternità diventa lo spunto per una riflessione più profonda su quello che è, oggi, il ruolo della donna nella nostra società; una società che ci vuole emancipate, autonome, lavoratrici, ma che, comunque, alla resa dei conti, continua a pretendere da noi certe scelte: dobbiamo trovare un compagno e, soprattutto, dobbiamo avere dei figli.
Ancora adesso si da per scontato che noi donne siamo dotate di istinto materno e, quando si afferma il contrario, le risposte sono sempre quelle: "Cambierai idea... Non hai ancora trovato la persona giusta... Un giorno te ne pentirai...".
Seguire le vicende di Rose, ascoltare i suoi pensieri, ci fa riflettere su quanto la voglia di maternità non sia innata in ogni donna e, soprattutto, su come una maternità imposta possa diventare dannosa.

Ciò che più mi ha colpita durante lettura è stato il modo in cui, qualunque fosse il bivio imboccato dalla protagonista, la sua vita giungesse sempre allo stesso punto: che lei diventi madre per scelta o per imposizione, che decida di rimanere ferma sulle sue posizioni o di cedere, anche se con intrecci diversi, Rose avrà sempre lo stesso destino.

Difficoltoso, invece, nonostante la presenza delle date e del numero di vita narrato all'inizio di ogni capitolo, raccapezzarsi e ricollegare ogni evento accaduto a Rose, sia perché nove vite sono tante, sia perché spesso, all'interno di uno stesso capitolo, ne viene narrata più di una.

Sono state necessarie queste nove vite per parlare di maternità? No. Probabilmente si sarebbe ottenuto lo stesso risultato con la metà delle scelte fatte da Rose, creando anche un romanzo la cui lettura sarebbe risultata più scorrevole.
Resta, comunque, una storia in grado di far riflettere profondamente sull'argomento maternità e su quanto noi diamo siamo ancora vittime di preconcetti e aspettative da parte della società in cui viviamo.




Ringrazio la Casa Editrice per avermi inviato una copia del romanzo








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