giovedì 2 settembre 2021

Recensione 'L'uomo che metteva in ordine il mondo' di Fredrik Backman - Mondadori

 

L'UOMO CHE METTEVA IN ORDINE IL MONDO || Fredrik Backman || Mondadori || 

9 settembre 2014 || 321 pagine

Ove ha 59 anni. Guida una Saab. La gente lo chiama "un vicino amaro come una medicina" e in effetti lui ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove si alza e, dopo aver controllato che i termosifoni non stiano sprecando calore, va a fare la sua ispezione poliziesca nel quartiere. Ogni giorno si assicura che le regole siano rispettate. Eppure qualcosa nella sua vita sembra sfuggire all'ordine, non trovare il posto giusto. Il senso del mondo finisce per perdersi in una caotica imprevedibilità. Così Ove decide di farla finita. Ha preparato tutto nei minimi dettagli: ha chiuso l'acqua e la luce, ha pagato le bollette, ha sistemato lo sgabello... Ma... Ma anche in Svezia accadono gli imprevisti che mandano a monte i piani. In questo caso è l'arrivo di una nuova famiglia di vicini che piomba accanto a Ove e subito fa esplodere tutta la sua vita regolata. Tra cassette della posta divelte in retromarce maldestre, bambine che suonano il campanello offrendo piatti di couscous appena fatti, ragazzini che inopportunamente decidono di affezionarsi a lui, Ove deve riconsiderare tutti i suoi progetti. E forse questa vita imperfetta, caotica, ingiusta potrebbe iniziare a sembrargli non così male...



Ci sono libri che fanno dei giri immensi e poi ritornano! Questo romanzo è stato pubblicato nel 2014 e, chissà perché, nonostante i vari pareri positivi che leggevo in giro, tutte le volte in cui mi capitava tra le mani, lo mettevo giù, preferendogli altro.
In un momento in cui, su Instagram, ci si lamenta per la sovra - esposizione di titoli appena pubblicati e pare che, al contrario, i romanzi un po' datati siano da evitare, io ho deciso di fare una cosa che non facevo da tempo: affidarmi alla biblioteca per recuperare qualcuno di quei titoli che ho perso per strada!

Ove ha 59 anni e vuole morire. È un uomo metodico, preciso, taciturno e abitudinario, uno di quelli che, oggi, definiremmo affetto da manie ossessivo - compulsive. Ma Ove è anche un uomo molto solo, soprattutto da quando, qualche mese prima, la sua amata Sonja è venuta a mancare.
A Ove non avevano mai chiesto come fosse la sua vita prima di incontrarla. Ma, se l'avessero fatto, avrebbe risposto che non ce l'aveva, una vita.
Ci ha provato ad andare avanti, Ove: Sonja è morta di venerdì, domenica c'è stato il funerale e lunedì lui era regolarmente sul posto di lavoro. Ha proseguitò su quella linea retta che era la sua vita, ma 
Le cose non vanno come devono andare da quando non ci sei.
Così, Ove ha deciso: ha disdetto l'abbonamento al quotidiano e alla linea telefonica, ha lasciato una lettera con le sue ultime disposizioni e tirato fuori dall'armadio il suo abito migliore. Ma il destino, sotto forma di una famiglia chiassosa e di un gatto spelacchiato, ha deciso di mandare all'aria i suoi propositi suicidi!

L'uomo che metteva in ordine il mondo è un romanzo semplice, che racchiude tra le sue pagine tutte quelle caratteristiche necessarie a conquistare qualunque tipo di lettore.
Commuove, perché ci mette davanti alla solitudine di un uomo la cui vita non è stata semplice e che aveva trovato pace solo nell'abbraccio di una donna 
Perché la gente diceva che Ove vedeva il mondo in bianco e nero. Ma lei era il colore. Tutto il suo colore.
Fa ridere! Certe situazioni, per quanto, se ci fermassimo a riflettere, potrebbero apparirci surreali, sono tra le più esilaranti lette in un romanzo!
E poi, Ove e la sua storia, ci ricordano quanto un sorriso rivolto a qualcuno e il fargli capire che al mondo ci sia ancora bisogno di lui, possano cambiare le cose.
Perché è questo il messaggio nascosto tra le righe di questo romanzo: oggi siamo sempre più soli, ognuno nascosto dietro lo schermo di un telefono, ci evitiamo come fossimo appestati.
Nessuno di noi è più capace di tendere una mano, di chiedere a qualcuno se abbia bisogno di aiuto.
Siamo soli e ci piace esserlo. Ma là fuori c'è una persona che, invece, avrebbe bisogno di un abbraccio.

Non è un romanzo perfetto (ma esiste il romanzo perfetto?!), sbrodola un po' nella parte centrale e, come detto qualche riga più su, sicuramente alcune situazioni potrebbe apparire un po' forzose ed esagerate.
Ma è un romanzo che apre il cuore, che si legge con il sorriso sempre sulle labbra, che scivola via, pagina dopo pagina, portandoci a credere di avere tra le mani una storia divertente e con una morale e che, quando meno ce lo aspettiamo, ci conduce a un epilogo doloroso e dolce al tempo stesso.

Con questo libro sono venuta fuori da un blocco del lettore che, seppur breve, mi aveva fatto calare addosso un velo di apatia: sedere in poltrona e leggere un libro mi creava insofferenza.
Ove mi ha presa per mano e mi ha accompagnata per le strade del suo quartiere, tra quelle villette tutte uguali, tra quei prati coperti di neve e mi ha fatto ricordare che, fuori dalla porta di casa, c'è un mondo che ci aspetta e un sorriso pronto ad accoglierci dietro l'uscio della casa a fianco!
C'è tempo per togliersi la vita anche domani.

 




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