'Le ventisette sveglie di Atena Ferraris' di Alice Basso: il libro che arriva quando sei pronta per lui


LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS
Alice Basso
Garzanti
334 pagine
21 gennaio 2025


Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent’anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte.
Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritto a una scuola di magia. Sembrerebbe una cosa innocua, se non fosse che, fra giochi di prestigio e illusioni, è inciampato in un mistero vero, di quelli che scottano. Mi ha supplicata di aiutarlo, dice che ha bisogno della mia capacità di vedere particolari che gli altri non notano. E così eccomi costretta a uscire di casa, a conoscere persone nuove e ad avere conversazioni normali. Ma forse è quello che ci vuole: forse è arrivato il momento di mettersi in discussione e capire se mia madre ha detto la verità sul mio modo di essere. A volte bisogna uscire dal guscio per capire chi si è davvero.
Il nuovo progetto di un’autrice da mezzo milione di copie vendute, opzionato dalla più importante casa di produzione cinematografica italiana prima ancora della pubblicazione. Dopo averci fatto sognare con le avventure di Vani Sarca e Anita Bo, Alice Basso torna dai suoi lettori con una nuova protagonista: diversa, ma che assomiglia un po’ a ognuno di noi. Perché siamo pieni di fragilità, ma anche di una forza che non sappiamo di avere. E Atena è qui per dimostrarcelo.


* Informazione di servizio: oggi doppia recensione per questo libro: pure la Bacci ha partorito (che brutta immagine, lo so!) *

Le ventisette sveglie di Atena Ferraris di Alice Basso è un romanzo ironico e intelligente che parla di neurodivergenza, tempo e relazioni senza mai diventare didascalico. Non è un libro perfetto, ma è uno di quelli capaci di arrivare esattamente nel momento giusto, facendo ridere fino alle lacrime e lasciando addosso una leggerezza autentica.

Io, Alice e la nostra amicizia

Che io e Alice siamo amiche, credo sia cosa ormai nota anche alle cimici che abitano la pianura padana (maledette!).
Non di quelle amiche che si sentono ogni giorno, ma di quelle che chiami nei momenti importanti della tua vita, perché sai che ci sono: silenziose, affidabili, pronte a gioire per te o a farti un pat pat sincero sulla spalla nei momenti bui.
(Dettaglio tecnico: per farmi pat pat sulla spalla, Alice necessita di adeguati supporti di rialzo. Ma questa è un’altra storia). 

Lo dico subito, così evitiamo l’elefante nella stanza: sì, siamo amiche.
E no, questo non addolcisce il giudizio. Anzi: lo rende più esigente. 

Da Vani Sarca ad Atena Ferraris: una lunga storia di personaggi memorabili

Conobbi Alice anni fa grazie al suo primo romanzo, L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome.
Romanzo che vede protagonista la ghostwriter Vani Sarca (no, non il mio cane! Vi pare che un cane possa fare la ghostwriter?). 
Vani Sarca (sì, in questo caso il mio cane) deve il suo nome proprio a quella meravigliosa creatura partorita dalla penna di Alice!
Creatura che, va detto, pare avere molte assonanze con me medesima… e questa cosa che io finisca nei libri di simpatici autori e autrici che mai mi hanno incontrata prima di scrivere, è un po’ inquietante. 

Ma tant’è! Alice scrisse di Vani, io me ne innamorai, la mia Labrador cicciosa si becco il nome e Alice fece un’intera presentazione con la suddetta labrador (ai tempi oscillante su un peso di 4-5 chili) sulle sue cosce, che se la russava beata! 

Anita, Atena e quel colpo di fulmine mai davvero esploso

E poi? E poi Vani ci salutò - il personaggio, non il cane che, per fortuna, sta ancora qua coi suoi morbidi 30 chili -
Perché gli scrittori intelligenti danno un inizio e una fine ai loro personaggi, non la tirano per le lunghe sproloquiando senza più nulla da dire; e arrivò Anita Bo, procace signorina torinese nel pieno degli anni del Fascismo. 

E insomma, io il primo libro lo lessi. E mi piacque pure, lo ricordo bene. Ma avete presente quel piacere che, a lungo andare sfuma un po’? 
Ecco, tra me e Anita la scintilla fu immediata, ma altrettanto immediatamente si spense. Un colpo di fulmine fulmineo che morì lì; un fuoco di paglia spento in fretta e furia. 

E lo ammetto, lo confesso… in ginocchio sui ceci, faccio il mea culpa più mea culpa di tutti i mea culpa: io di Atena avevo una paura fottuta! 

Perché a me questo personaggio neuro-divergente incuteva timore: e se poi non mi piace? E se, peggio, mi irrita?
E allora l’ho lasciata lì, tra i suoi cruciverba, le sciarade, i rebus. 

Ed è passato un anno. 
La prossima settimana uscirà il secondo volume della serie e io, una settimanella fa, ho guardato Roby e gli ho detto: “Ok, tocca ad Atena”. 

E Roby, povera stella, si è cagato sotto. Perché lui sa quanto bene io voglia ad Alice e quanto ci sarei rimasta male se il romanzo non mi fosse piaciuto. 
Ma mica perché è colpa di Alice, ci mancherebbe… ma perché io, cretina, mi sarei sentita in difetto. 

Ogni libro ha il suo momento (e io un anno fa ero un’altra persona)

Un anno fa io ero un’altra persona.
Ero nel punto più buio di una crisi che montava da tempo.
Con questa versione di me, Atena avrebbe probabilmente fatto a pugni. 
Ci saremmo pestate i piedi a vicenda.

Per questo lo dico con certezza:
un anno fa questo libro non lo avrei amato così.

Mi sarebbe piaciuto, sì.
Ma oggi è diverso. 
E questo conferma una verità che i lettori conoscono benissimo ma spesso fingono di ignorare: ogni libro ha il suo momento. 

Atena Ferraris: 27 sveglie, neurodivergenza e normalità vera

Atena.
Ricordatelo: Atena. (Alice, dopo Anita… Atena… io ho un’età).

Atena è una AuDHD: una persona neurodivergente nello spettro autistico.
Ma lei non lo sa. Si pensa solo un po’ strana.
E la sua stranezza la gestisce benissimo: con ventisette sveglie che scandiscono la sua giornata.

Ventisette.
Io ne ho una e la detesto cordialmente.

Ha fondato una sua rivista di enigmistica, vive nella sua comfort zone fatta di regole, routine e schemi.
Finché il fratello gemello Febo (sì, Febo: certi genitori odiano i figli e lo dimostrano coi nomi) non la coinvolge in quello che crede sia un omicidio. 

Un giallo? Sì. Ma soprattutto una commedia umanissima

Non racconto la trama.
Perché non è il punto. E perché avrei solo voluto scrivere: LEGGETE QUESTO LIBRO, CAZZO!
Ma Roby, anima santa, dice che non è molto professionale… uff. 

Come spesso accade nei romanzi di Alice Basso, il giallo è una cornice.
Il cuore pulsante sono i personaggi, l’ironia, le relazioni. 

E io con Atena, Febo, Gemma, Jacopo, Pietro…ho riso fino alle lacrime. 

Di quanti libri possiamo dire una cosa così? Ve lo dico io: pochissimi 

Ridere davvero, non sorridere educatamente

Atena, nella sua neurodivergenza, è la persona più “normale” che possiate incontrare (e quanto è odiosa, questa parola).
È intelligente, lucida, inconsapevolmente spiazzante.
E come sempre nei libri di Alice, intelligenza e ironia vanno a braccetto. 

Ci sono scene – Alice! ALICE! Il bambino… il cosetto lì… il "maledetto marmocchio di merda", il vicino di casa di Atena! Oh Alice, che perla! Che colpo di genio! – che sono stille di scrittura comica.
Geniali. Indimenticabili. 

Non è un libro perfetto. È molto meglio.

Lo dico senza esitazioni: non è un libro perfetto.

Ma mi ha coinvolta.
Mi ha fatto ridere quando non me lo aspettavo.
È arrivato nel momento giusto.

E a volte è proprio questo che conta.

Le cinque stelle non sono un voto matematico.
Sono un esito emotivo.
Perché non sempre un libro deve essere impeccabile: a volte deve solo riuscire a toccare le corde giuste.

E Atena le mie corde le ha toccate tutte (che sembra una cosa zozza, Bacci?!). 

A chi consiglio Le ventisette sveglie di Atena Ferraris

Consigliato a:

  • chi cerca un libro giusto al momento giusto 
  • chi ama l’ironia intelligente 
  • chi è curioso di personaggi fuori dagli schemi 
  • chi non ha mai letto Alice Basso (si può iniziare tranquillamente da qui) 

Forse meno adatto a:

  • chi pretende il giallo iper-ingegnerizzato 
  • chi cerca personaggi “facili” 

Conclusione: tra una settimana si ricomincia (con Atena)

Ora che si fa?
Si aspetta una settimanella.

Una settimana, Alice.
Tra una settimana, alle 8 in punto, io sarò quella davanti alla libreria, quella che porterà persino caffè e cornetto alla libraia e la implorerà di aprire immediatamente la scatola con le copie dei tuoi libri!
Perché no, Alice, non esiste il -18 gennaio (questa la capiamo in pochi!).






 

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